Differenze tra le versioni di "Discussione:Wilhelm von Gloeden"

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===1916, 1917, 1918, 1919===
 
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* 1916 - 28 agosto - L'Italia dichiara guerra anche alla Germania. Gloeden è ora suddito d'una nazione nemica. Gli anni successivi a questo momento sono stati intenzionalmente lasciati nell'oscurità dai biografi di Gloeden, forse perché sono la parte meno "gloriosa" della sua esistenza.
 
* 1916 - 28 agosto - L'Italia dichiara guerra anche alla Germania. Gloeden è ora suddito d'una nazione nemica. Gli anni successivi a questo momento sono stati intenzionalmente lasciati nell'oscurità dai biografi di Gloeden, forse perché sono la parte meno "gloriosa" della sua esistenza.
* 1915-1918 - Logicamente, durante la guerra Gloeden rinuncia al viaggio annuale per "la stagione" a Taormina. Durante questa lunga assenza, lo studio e la casa di Taormina vengono sequestrati in data ancora imprecisata dalle autorità come proprietà di suddito nemico, ma restano affidati a [[Pancrazio Buciunì]]. Lui e Gloeden comunicano con l'intermediazione dell'albergatore Karl Kochel, che era tornato in Svizzera, Paese neutrale (Leslie, p. 98). Tale corrispondenza viene però intercettata dalla censura militare, e Buciunì è processato con l'accusa d'intelligenza col nemico, rischiando la pena di morte. Fortunatamente il processo si conclude con un'assoluzione.
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* 1915-1918 - Logicamente, durante la guerra Gloeden rinuncia al viaggio annuale per "la stagione" a Taormina. Durante questa lunga assenza, lo studio e la casa di Taormina vengono sequestrati in data ancora imprecisata dalle autorità come proprietà di suddito nemico, ma restano affidati a [[Pancrazio Buciunì]]. Lui e Gloeden comunicano con l'intermediazione dell'albergatore Karl Kochel, che era tornato in Svizzera, Paese neutrale (Leslie, p. 98). Tale corrispondenza viene però intercettata dalla censura militare, e Buciunì è processato con l'accusa d'intelligenza col nemico, rischiando la pena di morte. Fortunatamente, dopo tre mesi di carcere, il processo si conclude con un proscioglimento in istruttoria (Nicolosi, pp. 43-45).
 
* 11 novembre 1918 - La Germania si arrende. Finisce la Prima guerra mondiale.
 
* 11 novembre 1918 - La Germania si arrende. Finisce la Prima guerra mondiale.
  

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Cronologia di date note di Gloeden

1820-1856

  • 1820 - 10 aprile - Nasce (Carl) Hermann von Gloeden (1820-1862), futuro padre di Wilhelm [1]. Contrariamente a quanto il figlio Wilhelm amava far credere, Hermann non appartiene alla casata nobiliare dei von Gloeden e tantomeno può fregiarsi di quel titolo baronale[2].
  • 1824 - 25 gennaio - Nasce a Wismar Charlotte Maaßen (1824-1904), futura madre di Wilhelm. (Pohlmann 1987, p. 59, nota 2). La famiglia è finanziariamente solida, bene introdotta negli ambienti della nobiltà, e di tendenze politiche conservatrici.
  • 1848 - 13 agosto - Nasce, dalla futura madre di Wilhelm e dal suo primo marito Johann Magnus Wilhelm Raabe (18..-1848), Sophie Raabe (13/8/1848-11/11/1930), che avrebbe condiviso col fratellastro Wilhelm molti soggiorni a Taormina.
  • 1848 - Muore Johann Magnus Wilhelm Raabe[3]. Successivamente, in data non precisata, la vedova si sarebbe risposata con Hermann von Gloeden.
  • 1853 – 9 febbraio - Nasce a Castelmola Giuseppe Intelisano (morto il 23/11/1938), il futuro parroco di Castelmola, amico di Gloeden nonché proprietario della “Casa bianca” sul Monte Ziretto[4].

1856-1869

  • 1856 - 16 settembre - Wilhelm von Gloeden nasce in questa data (Leslie, p. 13) a Völkshagen (oggi frazione di Marlow, nel Granducato di Meclemburgo-Schwerin), dove il padre lavorava come guardia forestale, da Hermann (Erminio) von Gloeden e da Charlotte Maaßen.
  • 1856 - 10 ottobre. Wilhelm è battezzato nella chiesa luterana di Blankenhagen[5]. Nello stesso anno Hermann von Gloeden si trasferisce con la famiglia a Dargun, dove ha ottenuto la promozione a "ispettore forestale"[6]. Alle sue dipendenze avrebbe fatto apprendistato il giovane (era nato nel 1838) Wilhelm Joachim von Hammerstein[7]
  • 1861 - 19 dicembre - Come da atto di nascita e di battesimo, viene al mondo in questa data Giovanni Crupi (sulla cui tomba figura però per errore la data del 1859)[8].
  • 1862 - 5 luglio - Muore prematuramente a Dargun anche il padre di Wilhelm (Pohlmann 1987, p. 59, nota 1).
  • 1863 - Primo viaggio del pittore tedesco, conte Ottone Geleng (22/03/1843-22/07/1939) a Taormina (Leslie, p. 24).
  • 1864, 20 gennaio - Charlotte Maaßen, vedova Gloeden, si risposa col barone Wilhelm Joachim von Hammersteinm, nato il 21/2/1838, ossia di 14 anni più giovane di lei[9], già sottoposto del defunto marito nel servizio forestale del Meclemburgo-Schwerin, e ai primi passi d'una carriera politica e giornalistica nell'estrema destra. La famiglia risultante è descritta come assai cristiana (di tradizione pietista) e conservatrice, se non addirittura reazionaria.
  • 1864 - Ottone Geleng si stabilisce definitivamente a Taormina (Bolognari, p. 222), la cui bellezza propaganda durante i suoi viaggi in Germania.
  • 1865 - 30 dicembre - Nasce alla sorella di Giovanni Crupi, Concetta maritata Galifi, il figlio Francesco Galifi, che sarebbe stato il continuatore dell'azienda dello zio, ribattezzata "Galifi-Crupi".
  • 1867, 22 marzo - Nasce Frieda von Hammerstein, sorellastra di Gloeden[10].
  • 1869, 22 gennaio - Nasce Magdalene von Hammerstein, sorellastra di Gloeden[11].

1870-1879

  • 1872 - Nasce a Taormina Giovanni Marziani, da famiglia illustre ma impoverita, risalita socialmente solo grazie all'apertura, da parte del padre Rosario Marziani (1842-1911), dell'Hotel Victoria, caratterizzato da bassi prezzi e buona cucina. Giovanni sarebbe stato fotografo, amico di Gloeden, e avrebbe gestito un negozio di fotografia nei locali dell'Hotel Victoria stesso (sul Corso Umberto)[12].
  • 1876/1877 - Gloeden studia pittura presso l'Accademia d'arte di Weimar con Carl Gehrts (Pohlmann 1998, p. 93). Per quanto questa influenza possa essere durata al massimo un anno, Gehrts trasmise durevolmente a Gloeden il gusto per le ricostruzioni artistiche dell'antichità classica e medievale.
  • 1876/1877 - Ricovero di Gloeden in sanatorio a Görbersdorf, per un anno, per tubercolosi. Gloeden interrompe gli studi, per non riprenderli mai più (Pohlmann 1998, p. 93).
  • 1877 circa - Gloeden medita d'intraprendere la carriera d'attore, ma un medico esclude che sia compatibile coi suoi problemi polmonari[14].
  • 1878 - Primo interesse alla fotografia, come dichiara in un articolo del 1910: "Nel 1878 io cominciai ad occuparmi di fissare col mezzo della fotografia scene vere di vita vissuta". Il mito campanilistico secondo cui avrebbe "in realtà" imparato a fotografare da Giovanni Crupi non ha base: in quell'anno il futuro amico aveva appena 17 anni. Gloeden indica invece come suo maestro il taorminese Giuseppe Bruno, probabile maestro anche di Crupi. Accanto a Bruno sarebbero stati importanti per la sua formazione fotografica il pittore e fotografo Francesco Paolo Michetti, e il cugino Wilhelm Plüschow[15].
  • 1878 - Primo viaggio di Gloeden a Taormina (su istigazione di Ottone Geleng, conosciuto durante una visita di quest'ultimo a Berlino) alla ricerca di un clima che lo aiuti a guarire dalla tubercolosi. Inizialmente alloggia presso l'Hotel Victoria, nel quale si fa preparare bagni d'acqua di mare, che a suo dire avrebbero avuto poteri terapeutici (Nicolosi, p. 30). Nel 1907 avrebbe dichiarato che era "arrivato in Sicilia credendo di avere solo pochi mesi da vivere e che, in questo clima soleggiato e in quest'aria chiara e pulita, ha trovato salute e vita"[16]. Inizialmente aveva progettato di stabilirsi a Napoli, ma il clima di quella città aveva causato ricadute del male[17], così aveva finito per scegliere Taormina. Almeno fino al 1904 Gloeden vi avrebbe trascorso "la Stagione" (dal tardo autunno alla primavera inoltrata) tutti gli anni, muovendosi inizialmente anche su Capri e sull'Abruzzo, con visite a Napoli per tutto il periodo in cui vi abitò il cugino Plüschow.
  • 1879 - 28 giugno - Nasce a Taormina Pancrazio Buciunì.
  • 1879 - Luglio. Wilhelm Plüschow firma e data da Taormina una foto che lo ritrae (collezione privata Raimondo Biffi).
  • 1879 - Apre a Napoli il negozio del mercante d'arte tedesco Mario Bockwinkel, che avrebbe svolto un ruolo importante nel far conoscere al mondo germanico la produzione italiana di Plueschow, Gloeden, Geleng, Sommer ed altri ancora[18].

1880-1889

1880, 1881

  • 1881 - Su una rivista di caccia appare un curioso articolo di Gloeden che descrive l'atteggiamento verso gli uccelli della popolazione del Sud Italia, che l'autore afferma di aver frequentato per quattro anni. Il pezzo è firmato "da Taormina in Sicilia", ma le osservazioni citano espressamente anche Capri e Napoli[19].

1882, 1883

1884

  • 1884 - 1 settembre - Gloeden invia a un amico una foto con dedica, datata, da Francavilla a Mare[20]. Frequenta quindi già in quell'anno il cenacolo artistico, appunto a Francavilla a Mare, di Francesco Paolo Michetti, che lo incoraggia a continuare dopo aver visto le sue prime realizzazioni fotografiche. Tra le foto scattate in Abruzzo figurano già numerosi nudi, di solito con messe in scena macchinose, cariche di oggetti di scena, meno essenziali quindi dello stile degli anni successivi.

1885

  • 1885 - A Taormina, Giovanni Crupi, ventiquattrenne, apre un negozio di fotografia[21]. Risale a questo giro d'anni l'amicizia fra Gloeden e Crupi, che per un periodo, di cui purtroppo non sono per ora definibili le date esatte, agiscono di concerto, viaggiando insieme e scattando foto che sono a volte letteralmente riprese da pochi metri di distanza. Crupi non condivide però l'interesse di Gloeden per il nudo, e le foto che scattano assieme sono quasi tutte di paesaggi.
  • 1885 - 2 giugno. Muore senza figli, affondando nell'Oceano indiano assieme alla nave "Augustus", di cui era il capitano, Falko von Gloeden (1847–1885), ultimo detentore legittimo del titolo baronale dei von Gloeden, che si estingue con lui. Gli sopravvive infatti solo la sorella Anna Ulrike von Gloeden (1852-1935) che però, essendo donna, non può trasmettere il titolo.
  • 1885/1890 - In questo periodo un giovanissimo Vincenzo Galdi è il modello più fotografato da Wilhelm Plüschow a Napoli. Gloeden usa la casa di Plüschow per scattare foto di nudo a ragazzi napoletani. Condivide con Plüschow anche viaggi a Pompei. Non condivide però quasi mai i modelli col cugino.

1886

1887, 1888, 1889

1890-1894

1890

1891

  • 1891 - Oscar Wilde è a Taormina, dove alloggia all'Hotel Victoria[23], proprietà della famiglia del fotografo Giovanni Marziani, vicino di casa e amico di Gloeden.

1892

1893

1894

  • 1894 - Pubblicazione di foto di Napoli e Taormina su "The photogram".
  • 1894 - 23-24 aprile. Le foto di Gloeden sono ripetutamente commentate nel convegno pubblico del "Camera Club" di Londra[27].
  • 1894 - 4 maggio. A questa data la ditta "Erdmann & Schanz" è stata nominata distributrice esclusiva delle foto di Gloeden nel Regno Unito[28].
  • 1894 - 11 luglio. Gloeden querela Ottone Geleng, Adolfo Werther Fischer, Angelo Geleng, Pancrazio Siligato per averlo diffamato, diffondendo voci sulla sua omosessualità.
  • 1894 - 31 luglio. Accomodamento (con risarcimento di mille lire) con Geleng[29].
  • 1894 - Settembre. Gloeden espone a Londra presso la prestigiosa "Royal Photographic Society"[30].
  • 1894 - 1 ottobre-4 novembre - Una foto di Gloeden è esposta al secondo "Photographic Salon" di Londra[31], ed è successivamente scelta per rappresentare l'Italia (assieme a Plueschow, ed altri) nella selezione presentata a novembre allo "Stanley Salon"[32].
  • 1894 - 1 novembre - Una recensione su "Die Kunst für alles" afferma che il catalogo di vendita di foto di Gloeden conta 750 scatti diversi per ciascuno dei due formati allora disponibili (approssimativamente indicati come cm 11x17 e 20x25)[33].
  • 1894 - “"The American amateur photographer” menziona almeno 18 volte Gloeden nel corso di questa annata, e lo colloca fra i "grandi della fotografia". Pubblica anche un suo ritratto, a p. 325.
  • 1894 - Entro il 31 dicembre - Secondo quanto è stato tramandato, in questo anno Gloeden, essendo stato sfrattato da una casa che aveva affittato nei pressi del Teatro Greco, comprò una casetta a due piani, con giardino, di fronte all'ex convento di San Domenico. Una foto di Giovanni Crupi, datata 31/12/1894[34] mostra Gloeden e Crupi sulla scala esterna della nuova casa. In realtà sembra che Gloeden abbia vissuto nel convento stesso, unico ospite, fino alla sua apertura come albergo, e successivamente nell'albergo stesso, usando la casetta per ricevere gli ospiti e come atelier. Solo nella parte finale della vita Gloeden e sua sorella ne fecero l'unica dimora per entrambi.
  • 1894/1895 - Plüschow viaggia (da solo) in Egitto e Grecia. Alcune foto di questo viaggio sono vendute nel marzo 1895 al Kunstarchäologisches Institut di Strasburgo.

1895-1899

1895

  • 1895 - 4 luglio. Il patrigno di Gloeden viene licenziato dal giornale "Kreuzzeitung" per truffa, avendo gonfiato le fatture d'un fornitore intascando la differenza, e falsificando le firme degli amministratori[35]. Ha inizio lo scandalo Hammerstein. Quando si scopre che Hammerstein aveva anche svuotato il fondo-pensione del giornale, il colpevole si dimette dal Parlamento e fugge con 200.000 marchi verso la Grecia[36].
  • 1895 - Verosimilmente per garantire la restituzione delle somme sottratte da Hammerstein, vengono sequestrati i beni della sua intera famiglia, inclusa la dote della madre (Nicolosi, p. 34) e la quota di eredità di Hermann von Gloeden spettante a Wilhelm[37]: "Fu durante questo periodo che perse la sua fortuna, che aveva ereditato dal padre, un guardaboschi molto rispettato nel Meclemburgo"[38]. Wilhelm si trova privo di mezzi di sussistenza, e deve fare del suo hobby una fonte di reddito. Secondo la tradizione viene aiutato a sopravvivere anche dal buon cuore dei taorminesi (Nicolosi, p. 34).
  • 1895 - Per aiutare Gloeden il sovrano del Mecleburgo, granduca Friedrich Franz III, anch'egli segretamente omosessuale ma anche amico della famiglia Gloeden, gli dona una costosa macchina professionale, capace di scattare immagini di cm 30x40[39]. Inoltre Friedrich Franz garantì a Gloeden aiuti in denaro (Nicolosi, p. 35, Leslie, p. 58).
  • 1895 - 27 dicembre. Una commissione d'inchiesta tedesca trova la madre di Gloeden presso il figlio, a Taormina (la casetta, essendo all'estero, non poteva essere sequestrata). Il patrigno, sotto il nome di "Dr. Heckert", è invece ad Atene, da dove è immediatamente espulso[40].
  • 1895 - 31 dicembre. Il barone von Hammerstein sbarca a Brindisi, dove è riconosciuto, arrestato ed estradato[41].

1896

  • 1896 - Aprile. Si conclude il processo contro Hammerstein, che viene condannato a tre anni di carcere[42]. Si noti che, benché questo aspetto della vicenda non sia stato ancora studiato, è legittimo ipotizzare che la famiglia di Gloeden abbia comunque recuperato, in un momento imprecisato, almeno parte dei beni, visto che l'alto tenore di vita di Wilhelm non può essere spiegato solo con la gestione d'una semplice bottega di fotografia, per quanto di successo.
  • 1896 - Dopo anni d'abbandono per un contenzioso legale fra lo Stato e una famiglia nobiliare, l'ex convento di San Domenico apre come hotel di lusso. Le foto di Gloeden ambientate in questo convento risalgono quindi a prima di questa data.
  • 1896 - Nel 1897 Robert Cust (1861-1940) racconta di avere incontrato di persona l'anno precedente Gloeden a Taormina e Plüschow a Roma, e di avere conosciuto alcuni dei loro modelli.
  • 1896/97 - Viaggio a Napoli con Pasquale Casillo, che viene fotografato da Plüschow nella "Domus dei Vetti"[43], aperta al pubblico nel 1896. La pubblicazione su rivista, nel marzo 1898, di queste foto, restringe gli anni del viaggio al 1896 e 1897. In tale occasione Gloeden scatta la celeberrima "Bella Napoli, terra del Fuoco".

1897

  • 1897 - Gennaio-aprile - Gloeden si è ormai attrezzato per la vendita per corrispondenza. In una pubblicità sulla “Photographische correspondenz”[44], offre stampe di tre formati: 30x40cm che costano 3 marchi l'una, 18x24cm a un marco, e 13x18cm a 60 pfenning. Vengono accettati solo ordini superiori a 20 marchi.
  • 1897 - Marzo. Gloeden invia foto a una mostra collettiva a Londra[45].
  • 1897 - 20 marzo. Un turista annota sul retro di una foto del San Domenico, datata 20 marzo 1897, che un "conte tedesco" vive "tutto solo" nell'ex convento, in corso di trasformazione in albergo.
  • 1897 - 10 aprile. Muore, di notte, in un parco di Cannes, il mecenate di Gloeden, il granduca del Meclemburgo Federico Francesco III. La sua morte ha tutte le caratteristiche d'un delitto omofobico, ma il potenziale scandalo è soffocato: ufficialmente il granduca muore infatti nel proprio giardino per "problemi respiratorii".
  • 1897 - Pubblicazione di foto abruzzesi di Gloeden su una rivista tedesca.
  • 1897 - Maggio - Un articolo afferma che ormai la fama di Gloeden ha offuscato quella di Plüschow.
  • 1897 - Gloeden espone al Cairo.
  • 1897 - Oscar Wilde, uscito di prigione, visita Gloeden a Taormina. (Pohlmann 1998, p. 93).
  • 1897 - Ottobre. La "Photographische Correspondenz" pubblica una breve ma utile nota biografica, che fornisce notizie sulla prima parte della vita di Gloedden[46].

1898

1899

1900-1904

1900

1901

  • 1901 - Gloeden invia immagini all'esposizione di Philadelphia[50].
  • 1901 – Il barone Carl von Stempel (1862-1951), viene a Taormina per salvare la madre dal fallimento, ricomprando le proprietà che Giovanni Crupi aveva ristrutturato coi soldi ottenuti da Zoe von Stempel.
  • Fra il 1901 e il 1903 - Gloeden è a Tunisi, dove fotografa monumenti e persone. (Uno dei monumenti fotografati, la Kubba, era stato aperto al pubblico nel 1901, mentre una delle foto tunisine riporta un timbro di stampa del 1903). Iniziano gli anni del massimo successo, anche economico, di Gloeden, che dureranno fino alla prima guerra mondiale. I contatti con la ditta "Lehnert & Landrock" sono molto probabili, ma finora non provati da alcun documento.

1902

  • 1902 – 1 maggio – 20 ottobre. Gloeden espone a Düsseldorf (probabilmente alla “Deutsch-Nationale Kunst-Ausstellung Düsseldorf 1902”), dove vince la medaglia di bronzo[51].
  • 1902 – Risale a questa data o a pochi anni prima il celebre “Caino”.

1903

  • 1903 – 1-15 febbraio - Gloeden espone a Marsiglia presso il “Palais des Architectes”, al “Primo salone internazionale di fotografia” organizzato dalla "Société de Photographie de Marseille", ed è premiato con una targa[52].
  • 1903 – Marzo - Gloeden espone a Nizza al “VI Salon” organizzato da "L'artistique de Nice", dedicato al tema del nudo. La partecipazione era esclusivamente su invito[53].
  • 1903 - La rivista "Die Schönheit" pubblica un cospicuo numero di foto di Gloeden. Sia pure in misura minore, avrebbe continuato a pubblicarne altre negli anni successivi, fino al 1911.
  • 1903 - 4 luglio - Un articolo francese descrive lo studio di Gloeden, che Pancrazio Buciunì gestisce in assenza del barone.
  • 1903 - Gloeden partecipa all'esposizione internazionale organizzata al “Salone nazionale” (Nemzeti Szalon) dal "Photo Club" di Budapest, dove è premiato con la targa d'argento[54].

1904

  • 1904 - 10 febbraio. Giovanni Crupi sposa la 19enne Serafina Glybina, figlia della damigella della baronessa von Stempel.
  • 1904 - 16 marzo. Muore il patrigno Wilhelm Joachim von Hammerstein.
  • 1904 - 24 marzo. Matrimonio di Pancrazio Buciunì. Ne sarebbero nati sei figli e figlie. Sull'atto di matrimonio si qualifica come "maggiordomo".
  • 1904 - 25 marzo. "The New York Herald" annuncia che per motivi legati alla salute della madre a Berlino, quest'anno Gloeden avrebbe saltato il suo solito soggiorno a Taormina, per la prima volta da molti anni. La madre sarebbe in effetti morta dieci giorni dopo, il 4 aprile. Questo strano articolo su una non-notizia può essere letto come richiesta di Gloeden d'essere considerato "assente giustificato" all'imminente visita del Kaiser, che logicamente non si sarebbe presentato senza che il suo servizio di sicurezza preannunciasse la visita, e verificasse il luogo in cui doveva avvenire.
  • 1904 - 30 marzo. L'imperatore di Germania Guglielmo II fa tappa col suo yacht a Taormina per un giorno[55], trovando il tempo per visitare lo studio di Gloeden assieme a Kuno von Moltke e Philipp zu Eulemburg (che di lì a poco sarebbero stati coinvolti nello scandalo omosessuale detto "della Tavola Rotonda")[56]. Essendo appena morto il patrigno, tale gesto suona come un esplicito gesto di riconciliazione verso la famiglia di Gloeden. L'aneddoto di Nicolosi, p. 39, secondo cui Gloeden sdegnosamente rifiutò di ricevere il kaiser nel suo studio, è pertanto apocrifo: Gloeden non era fisicamente a Taormina al momento della visita.
  • 1904 - 4 aprile. Muore a Berlino Charlotte, madre di Wilhelm[57].
  • 1904 - 28 aprile. Muore a 14 anni la giovane modella Maria Intelisano, nipote del parroco di Castelmola[58].
  • 1904 - Muore Giuseppe Bruno.
  • 1904 - 20 novembre - Nasce a Giovanni Crupi il figlio Paolo Erminio (“Erminio” è il nome italianizzato del padre di Gloeden).

1905-1909

1905

  • 1905 - Gloeden espone ancora presso "L'artistique de Nice", e riceve un premio non meglio specificato. (Pohlmann 1998, p. 93).
  • 1905 - Gloeden espone a Riga, in Lettonia (Pohlmann 1998, p. 93). Non è da escludere un'intermediazione di Carl von Stempel, che era appunto lettone.
  • 1905 - 26 agosto. Sophie Raabe e suo fratello Wilhelm von Gloeden scrivono una lettera allo zoologo Franz Stuhlmann[59].
  • 1905 - Hans Leuss pubblica una biografia per riabilitare la memoria del patrigno di Gloeden, nella cui prefazione scrive espressamente di aver ricevuto la documentazione e l'incoraggiamento (se non l'incarico) dal figliastro[60].

1906

  • 1906 - 27 febbraio. Il "New York Herald" segnala la partecipazione di Gloeden a un ballo mascherato a Taormina[61].
  • 1906 - 2 marzo. Gloeden partecipa a un altro ballo mascherato[62].
  • 1906 - 1-21 marzo - Gloeden partecipa con otto foto a un'esposizione a Chicago[63]. I prezzi di vendita sono 5 e 7,5 dollari.
  • 1906 - 29 marzo-13 aprile. Tre delle foto di Gloeden sono esposte anche nella selezione esposta a Minneapolis[64].
  • 1906 - Aprile[65] - Re Edoardo VII d'Inghilterra, a Taormina per turismo, si recò a visitare la collezione del Gloeden e, anzi, approfittò dell'occasione per acquistare alcuni fra gli esemplari più interessanti. (Nicolosi, p. 40).
  • 1906 - Una delegazione italiana partecipa a un congresso mondiale contro la pornografia. (Nicvolosi, p. 40).Associazioni come la "Lega contro le cattive letture" o la "Lega contro la pornografia" (fondata nel 1894) chiedono leggi più dure contro l'offesa al "comune senso del pudore", ma il boicottaggio da parte dei cattolici della politica dello Stato italiano impedisce loro un'azione efficace. Le leggi liberali attenuavano infatti la censura contro le opere che avessero un valore artistico e culturale. La legge, dopo tentativi infruttuosi nel 1910, 1915 e 1920, sarebbe stata approvata solo dopo l'avvento del fascismo.

1907

  • 1907 - Una guida elenca così i fotografi e gli artisti presenti a Taormina: “Fotografie e articoli fotografici. W. v. Gloeden, rimpetto la chiesa S. Domenico; Crupi, Via Teatro Greco; Giov. Marziani, via Umberto I[66]. Una differente guida conferma, elencando: "Fotografi. Crupi Giovanni, Marziani Giovanni, b.ne Gloeden Guglielmo, Cacopardo Giuseppe"[67].
  • 1907 - 27 febbraio. Gloeden partecipa al ballo in maschera offerto dal colonnello Shaw-Hellier a Villa San Giorgio a Taormina[68].
  • 1907 - 2 Marzo. Gloeden partecipa a un ricevimento[69].
  • 1907 - 29 Marzo. Gloeden partecipa al ballo in maschera annuale del colonnello Shaw-Hellier[70].
  • 1907 - 27 aprile. Maximilian Harden scatena in Germania lo "Scandalo della Tavola Rotonda", che innesca un'ondata d'isteria anti-omosessuale in tutta Europa. Il processo viene seguito da tutti i principali giornali europei e lancia una nuova parola: "omosessuale".
  • 1907 - Maggio. Gloeden riceve la visita di Tryphosa Bates-Batcheller[71].
  • 1907 - 15 maggio. Il cugino Wilhelm Plüschow, a Roma, viene arrestato e finisce sotto processo con varie accuse, dallo smercio di pornografia al prossenetismo, alla corruzione di minorenni.
  • 1907 - Settembre-ottobre. Gloeden espone a Londra, alla "Royal Photographic Society", 10 foto[72].
  • 1907 - Una foto di Gloeden, la n. 2643, documenta l'inizio dei lavori di costruzione di Villa San Giorgio (oggi Ashbee Luxury Hotel). Le foto 2674 e la 2675 ritraggono il giardino della villa e il proprietario, che sarebbe morto nel 1910.
  • 1907 - 13 novembre. Un articolo sulla ripresa della "Stagione" turistica 1907-1908 segnala l'opera di Gloeden[73].
  • 1907 - 16 novembre. Gloeden partecipa a un ballo[74].

1908

1909

  • 1909 - Gennaio (inizio). Gloeden (o forse un suo assistente[81].) è a Messina a fotografare gli effetti del disastroso terremoto del 28 dicembre 1908. Avrebbe contribuito al volume collettaneo: Messina e Reggio avanti e dopo il terremoto, edito nel 1909. Anche Giovanni Crupi pubblica foto del terremoto[82], quindi per questa data era in patria.
  • 1909 - 8 gennaio. Da un articolo del "Times" si apprende che Gloeden (o il suo distributore inglese) ha inviato a un'esposizione, presso la sede del "British Journal of Photography" di Londra, 60 stampe, per metà ritratti di ragazzi e ragazze[83]. La mostra s'intitola "Scenes and figures of the Coast near Messina" e capitalizza l'interesse per il recente terremoto di Messina[84].
  • 1909 - 21 febbraio - Nasce a Taormina, da Giovanni e Serafina Crupi, Zoe Crupi.
  • 1909 - Sitwell Osbert (1892-1969), diciassettenne, in vacanza a Taormina coi genitori, incontra Gloeden. Nelle sue memorie avrebbe ricordato che egli viveva, con la sorellastra, nel principale albergo di Taormina, "ma ricevendo i visitatori in un ampio studio in città"[85].
  • 1909 - 1 maggio. Gloeden prende parte, assieme a Giovanni Crupi, all'esposizione internazionale di Dresda[86]. Significativamente non partecipa come professionista, ma come dilettante[87], e le tre foto che espone, rappresentanti rovine del terremoto di Messina, sono giudicate "non fra le sue migliori".
  • 1909 - Gloeden prende parte alla "Mostra nazionale fotografica di Milano", dove vince una Medaglia d'oro dal Ministero della Pubblica istruzione per meriti resi al turismo[88]. Gloeden fa dono a Vittorio Emanuele III di un album d'immagini, che il re gradisce[89]. (Pohlmann 1998, p. 94).
  • 1909 - 12 ottobre. Viene rigettato l'ultimo ricorso di Plueschow. La sentenza d'espulsione dall'Italia diventa definitiva.

1910-1919

1910

1911

1912

  • 1912 - 28 gennaio. Gloeden offre un banchetto, in presenza anche della sorellastra Sophie Raabe[93].
  • 1912 - 20 marzo. Sophie Raabe prende parte a un ballo[94].
  • 1912 - 27 marzo. Gloeden offre un ricevimento nel suo giardino[95].
  • 1912 - 22 aprile. Gloeden partecipa al sontuoso ballo in costume offerto da Robert Kitson a Casa Cuseni[96].
  • 1912 - 23 aprile. Gloeden offre un banchetto a casa sua[97].
  • 1912 - 30 novembre. Gloeden è alla riapertura stagionale della sala da tè dell'Hotel Naumachie, di Carlo Siligato, compagno di Robert Kitson[98].
  • 1912 - 6 dicembre. Gloeden offre "un gran banchetto"[99].

1913

  • 1913 - 20 gennaio - Gloeden è invitato a un banchetto[100].
  • 1913 - 28 gennaio - Gloeden offre un ricevimento musicale a numerosi invitati[101].
  • 1913 - Febbraio - Gloeden riceve nella sua casa-studio la visita di Caroline Atwater Mason, che poi avrebbe descritto l'incontro in un libro.
  • 1913 - 29 marzo - Gloeden e una "signora Hammerstein" partecipano a un concerto mondano[102].
  • 1913 - 10 aprile - Gloeden organizza un ricevimento per la famiglia Kitson[103].
  • 1913 - Aprile - Gloeden riceve la visita dello scrittore Anatole France, che alloggia nel prospiciente Hotel San Domenico[104]. (Leslie, p. 84 e Pohlmann 1998, p. 93, che però data questa visita al 1908).
  • 1913 - 19 maggio - Gloeden è dato in partenza per Berlino, per la fine della "Stagione"[105].
  • 1913 - 13 giugno - Quest'anno la Stagione è stata insolitamente lunga, e Gloeden è ancora a Taormina, dove offre un ricevimento per il cantante Ludwig Wüllner[106].
  • 1913 - 30 ottobre - Viene segnalato il ritorno di Gloeden a Taormina[107].
  • 1913 - 26 novembre – Elezioni politiche; viene inaugurata l'alleanza fra conservatori e cattolici detta “Patto Gentiloni”, I cattolici tornano nell'agone politico. Una delle loro richieste politiche sarebbe stata una legge contro le pubblicazioni e le immagini che offendono “il comune senso del pudore” (ossia il loro), che sarebbero riusciti a ottenere solo col Fascismo e il Concordato del 1929. Il nuovo clima catto-fascista avrebbe così messo in pericolo l'opera di Gloeden, sequestrata all'erede Pancrazio Buciunì a due riprese, nel 1933 e 1939, e processata per pornografia, ma miracolosamente assolta nel 1941.
  • 1913 - Wilhelm Pluschow pubblica due ritratti maschili di africani[108], indicando come proprio distributore Erdmann & Schanz di Londra, lo stesso utilizzato da Gloeden.

1914

  • 1914 - L'annuario La Trinacria registra il "b.ne Gloeden Guglielmo" tra i quattro fotografi attivi a Taormina[109].
  • 1914 - Marzo - Gloeden lamenta su "Il Progresso Fotografico" che la sua opera è oggetto di pirateria da parte di editori e fotografi senza scrupoli.
  • 1914 - 7 maggio - Gloeden partecipa a un banchetto[110].
  • 1914 - 28 luglio. L'Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia. Inizia la Prima guerra mondiale. L'Italia per quasi un anno si manterrà neutrale. Il 1 agosto la Germania dichiara guerra alla Russia.
  • 1914 - 1 agosto - Il "nobiluomo von Gloeden" appare in un elenco d'intellettuali presi garbatamente in giro da "Lacerba"[111].
  • 1914 - 18 ottobre - Il Ministero degli Interni comunica al Prefetto di Messina di avere deciso di non dare seguito alla denuncia per pornografia contro Gloeden, in quanto il suo lavoro, per quanto a volte molto audace, non sembra pornografico. Inoltre Gloeden non fa commercio della sua produzione più esplicita, il che fa venire meno l'elemento del lucro, necessario per perseguire per pornografia[112].
  • 1914 - 19 ottobre - Ad Algeri Plueschow, entrato nel mirino delle autorità come suddito d'una potenza ostile, viene trovato in possesso di materiale osceno e condannato a un anno di carcere. Dopo questa data non si ha più notizia d'una sua attività fotografica.
  • 1914 - 30 novembre - Gloeden registra, presso la Prefettura di Messina, la proprietà intellettuale di otto foto del catalogo cm 30x40. La registrazione verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 7 dicembre 1915. Tra le foto registrate, "Caino dopo l'uccisione", stampata il 16 febbraio 1912.

1915

  • 1915 - Gennaio - Il "National Geographic" usa a p. 64 una foto di Gloeden del terremoto di Messina del 1908/9.
  • 1915 - 24 maggio. L'Italia dichiara guerra all'Austria-Ungheria (ma non alla Germania).
  • 1915 - 14 novembre - Muore in guerra il modello prediletto, Giacomo Lanfranchi, nato il 14 gennaio 1893[113].
  • 1915 - 7 dicembre - La "Gazzetta ufficiale" pubblica la notifica di registrazione delle foto, fatta nel 1914 (tecnicamente Gloeden non è ancora un suddito nemico).

1916, 1917, 1918, 1919

  • 1916 - 28 agosto - L'Italia dichiara guerra anche alla Germania. Gloeden è ora suddito d'una nazione nemica. Gli anni successivi a questo momento sono stati intenzionalmente lasciati nell'oscurità dai biografi di Gloeden, forse perché sono la parte meno "gloriosa" della sua esistenza.
  • 1915-1918 - Logicamente, durante la guerra Gloeden rinuncia al viaggio annuale per "la stagione" a Taormina. Durante questa lunga assenza, lo studio e la casa di Taormina vengono sequestrati in data ancora imprecisata dalle autorità come proprietà di suddito nemico, ma restano affidati a Pancrazio Buciunì. Lui e Gloeden comunicano con l'intermediazione dell'albergatore Karl Kochel, che era tornato in Svizzera, Paese neutrale (Leslie, p. 98). Tale corrispondenza viene però intercettata dalla censura militare, e Buciunì è processato con l'accusa d'intelligenza col nemico, rischiando la pena di morte. Fortunatamente, dopo tre mesi di carcere, il processo si conclude con un proscioglimento in istruttoria (Nicolosi, pp. 43-45).
  • 11 novembre 1918 - La Germania si arrende. Finisce la Prima guerra mondiale.

1920-1931

1920-1924

  • 1922 - A questa data la casa di Gloeden a Taormina risultava ancora sotto sequestro come proprietà d'un suddito nemico durante la Prima guerra mondiale. In questo periodo, o poco dopo, dev'essere avvenuto un qualche tipo di declino economico della famiglia Gloeden/Hammerstein, ipoteticamente legato al tracollo finanziario tedesco del dopoguerra, come è lecito supporre dal fatto che in data ignota Wilhelm e Sophie adattarono lo studio di piazza San Domenico ad abitazione, fino alla morte.
  • 1922 - 28 ottobre - Marcia su Roma.
  • 1923 - Un annuario elenca i fotografi di Taormina (Crupi, D'Agata, Galifi, Cacopardo) omettendo Gloeden[114].
  • Data imprecisata - Gloeden delega la gestione dell'attività a Pancrazio Buciunì, probabilmente non riprendendo mai più a fotografare dopo l'interruzione bellica. Le foto che dal numero di catalogo e dal taglio di capelli rivelano una data più tarda, tradiscono anche una sensibilità artistica differente, il che spinge a ipotizzare che si tratti piuttosto di scatti di Buciunì. Tuttavia non risulta nessuna cessione formale della ditta, tanto che, alla morte del barone, Pancrazio dovrà trattarne[116] con l'unica erede, Frieda von Hammerstein.

1925

1926

  • 1926 - 30 giugno. Un rapporto sulle nuove acquisizioni dello "Smithsonian Institute" definisce le foto di Gloeden ormai "molto rare" e "difficili da trovare"[117].

1927

1928

  • 1928 - Maggio. Il bollettino turistico taorminese "La Rondine" dedica un pezzo a Gloeden, descritto però fondamentalmente come un glorioso sopravvissuto di tempi ormai andati[119].
  • 1928 - 2 agosto. La giornalista austriaca Else Duhm pubblica un articolo in cui descrive un incontro con Gloeden, ancora felice di convitare i suoi ospiti nella sua casa-studio taorminese, ma ormai limitato a ristampare le foto del passato, e costretto per integrare il bilancio a produrre anche profumo di fiori di mandarino[120].
  • 1928 - Ultima data di stampa attualmente conosciuta su una foto di Gloeden.
  • 1928 - Dalla seconda edizione de Il paesaggio fotografico e l'arte nel paesaggio, edita da "Il progresso fotografico"[121], spariscono tutte e cinque le foto di Gloeden contenute nella prima edizione, del 1914[122].
  • 1928 - Un romanzo inglese descrive una stanza arredata con dozzinali richiami alle "old classical inversions and perversions", nella quale sono appesi anche "the art-studies of the nude, taken by Germanic barons domiciled in Sicily"[123].

1929

  • 1929 - 11 febbraio. Il regime fascista e la Chiesa cattolica firmano il Concordato.
  • 1929 - 19 marzo - La "International Herald Tribune" segnala che Gloeden è "l'artistico" anfitrione di vari ospiti statunitensi a Taormina[124].
  • 1929 - Secondo Antonio Aniante, che gli dedica un articolo, Gloeden vive ormai in una "povertà francescana". Questa versione contrasta ovviamente con l'articolo dell'"Herald Tribune" del 19 marzo.
  • ca. 1929/31 - Pancrazio Buciunì coinvolge, come aiutanti, i figli Santo (1909-1979) e Vincenzo (1912-1997) nella gestione della residua attività della ditta di Gloeden[125].

1930

  • 1930 - Gloeden cessa l'attività (Pohlmann 1987, p. 58) e vende la nuda proprietà della casa a Salvatore Bambara in cambio d'un vitalizio.
  • 1930 - 11 novembre. Muore a Taormina la sorellastra Sophie Raabe, a 82 anni. Era nata il 13 agosto 1847. Nella denuncia di morte, effettuata da Buciunì, viene definita di professione "possidente" (redditiera)[126].

1931

  • 1931 - 16 febbraio - Muore a Taormina Wilhelm von Gloeden, a 74 anni. La scomparsa è denunciata il 18 febbraio da Pancrazio Buciunì, che nell'atto di morte indica come professione propria "fotografo" e come professione del defunto: "Artista pittore"[127]. Wilhelm è sepolto nel cimitero acattolico di Taormina, dove la sua tomba e quella della sorella Sophie si trovano ancora. Nel primo dopoguerra Nino Malambrì avrebbe elevato a sue spese, a capo delle tombe nella nuda terra d'entrambi, una semplice ma dignitosa croce in marmo bianco.

Postumo

  • 1931 - La "Italy-America society" organizza (in data per ora ignota) un viaggio a Taormina, e bizzarramente inserisce - evidentemente ignara del sopravvenire della sua morte - "von Gloeden" fra le attrazioni proposte[128]. Gloeden era diventato l'affascinante reperto archeologico vivente d'un mondo ormai scomparso.
  • 1931 - 19 maggio - La recensione d'un romanzo ambientato in Sicilia accenna a Gloeden come se fosse ancora vivo. Evidentemente la sua scomparsa era passata inosservata[129].
  • 1931 - 5 ottobre - La baronessa Frieda von Hammerstein, definendosi "unica erede", scrive a Pancrazio Buciunì chiedendogli d'inviarle la copia del testamento olografo non firmato del fratello. In cambio, dichiara di riconoscergli il possesso del materiale fotografico del fratellastro defunto[130].
  • 1931 - Ottobre/dicembre - Pancrazio Buciunì versa le 500 lire necessarie per ottenere la licenza per la vendita al pubblico di "fotografie ed affini", in Corso Umberto 289/290 (oggi 189/191), in società con i fratelli Malambrì[131].
  • 1931 - Data non precisata. Il barone von Stempel prende in affitto la ex casa di Gloeden. Vi avrebbe abitato per tre anni.
  • 1933 - 9 aprile. Il "questore di Messina Comm. Lauricella ordinò e fece eseguire una perquisizione (...) che portò al sequestro di un migliaio di negativi e di oltre duemila foto" nello studio di Pancrazio Buciunì, con l'accusa di oscenità. Il materiale sequestrato non fu più restituito[132].
  • 1934 - Pancrazio Buciunì ottiene il rinnovo della licenza di vendita[133].
  • 1937 - Marzo. Pancrazio Buciunì ottiene il rinnovo della licenza di vendita e trasferisce il suo negozio in piazza S. Antonio[134].
  • 1938 - 23 novembre. Muore don Giuseppe Intelisano.
  • 1939 - Marzo. In seguito a una denuncia anonima, il maresciallo Salvatore Allegra esegue una nuova perquisizione e un nuovo sequestro ai danni di Buciunì[135].
  • 1939 - Settembre - Pancrazio Buciunì presenta una memoria difensiva in cui chiede il dissequestro delle foto di Gloeden, senza le quali non riesce a provvedere alla famiglia[136].
  • 1940 - 2 gennaio - Il professor Bottari, incaricato d'una perizia sulle foto di Gloeden sequestrato a Buciunì, afferma che si tratta di pornografia[137].
  • 1940 - 17 ottobre - Nonostante la perizia di Bottari, il tribunale di Messina assolve Buciunì dall'accusa di smercio di materiale pornografico. Purtroppo però il Pubblico Ministero fa ricorso contro la decisione[138].
  • 1941 - 30 maggio - Sentenza definitiva d'assoluzione per Buciunì. Il tribunale giudica le foto di Gloeden di cattivo gusto, ma non pornografiche[139]. Buciunì esce comunque rovinato dalla vicenda: non risulta infatti che abbia più riaperto il negozio di fotografia (complice anche la guerra, che privò Taormina della sua clientela). La fine della guerra trova Buciunì occupato a tessere, per sopravvivere, reti da pesca.
  • 1943 - 9 luglio. Un bombardamento Alleato distrugge la casa di Gloeden, le suppellettili, e le carte di Gloeden non asportate da Buciunì. (Bolognari, p. 212).
  • 1949 - Roger Peyrefitte, basandosi sui ricordi di von Stempel e di Buciunì, pubblica un racconto su Gloeden, che ha successo mondiale e inaugura la riscoperta del "barone fotografo". L'immagine di Gloeden che nasce da quest'opera, in parte di pura fantasia, dominerà per tre quarti di secolo tutti gli studi su di lui, nel bene e nel male.
  • 1951 - 21 aprile - Muore Francesco Galifi.

Note

  1. Ulrich Pohlmann, Wilhelm von Gloeden. Sehnsucht nach Arkadien, Nishen, Berlin 1987, p. 59, nota 1. Da qui in poi indicato nel testo come "Pohlmann 1987".
  2. Anche se, secondo Roger Peyrefitte, Eccentrici amori, Longanesi, Milano 1967, p. 143, Hermann ne avrebbe fatto uso a titolo di cortesia, ossia in senso puramente onorifico. Secondo una tradizione tedesca, i titoli de courtoisie erano concessi in soprannummero rispetto al numero massimo di investiture che un sovrano - incluso il granduca del Mecleburgo - poteva concedere. Avevano un valore onorifico, ma non pratico, come oggi il titolo di "cavaliere della Repubblica". Secondo Pietro Nicolosi, I baroni d Taormina, Flaccovio, Palermo 1959, p. 29 (da qui in poi citato in breve come "Nicolosi"), che nel 1959 poteva ancora risalire a quanto Gloeden stesso aveva raccontato ai taorminesi, Hermann sarebbe stato "un barone di investitura granducale", mentre il casato della madre "figura nel "Gotha bruno" dei baroni tedeschi arciteutonici". Il dettaglio è oggi irrilevante, tuttavia l'insistenza di Gloeden nel fregiarsi abusivamente nel mondo anglofono del titolo di "conte", implica che per lui irrilevante non era.
  3. Fonte: Wikipedia in tedesco.
  4. Fonte: documento anagrafico del Comune di Castelmola
  5. Fonte: Wikipedia in tedesco.
  6. Allgemeine Forst und Jagdzeitung”, XXXIII 1857, pp. 185 e 347.
  7. Cfr. Hans Leuss, Wilhelm Freiherr von Hammerstein: 1881-1895 Chefredakteur der Kreuzzeitung, Walther, Berlin 1905, p. 9. L'opera si basa su documenti forniti proprio da Wilhelm von Gloeden, come dichiarato nell'introduzione a p. 5, ed è quindi verosimile che sia stata in qualche modo sollecitata da lui per riabilitare la memoria del patrigno appena scomparso. Cfr. anche: Neue deutsche Biographie. Herausgegeben von der Historischen Kommission bei der Bayerischen Akademie der Wissenschaften, Duncker & Humblot, Berlino, 1953-sgg., vol. VII, 1966, sub voce "Hammerstein-Gsmold, Wilhelm Joachim August Karl Alexander Emil Freiherr von", online qui.
  8. Tutti gli atti anagrafici della famiglia Crupi qui elencati sono stati rintracciati da Alfio Barca, che ringrazio.
  9. "Nationalzeitung", XVII 1864, n. 48, 29 Januar, p. 2, e Emil von Hammerstein-Gesmold, Urkunden und Regesten zur Geschichte der Burggrafen und Freiherren von Hammerstein. Hahn'sche, Hamburg 1891, albero genealogico senza numerazione di pagina. Cfr. Neue deutsche Biographie, cit., Ivi.
  10. Emil von Hammerstein-Gesmold, Urkunden und Regesten zur Geschichte der Burggrafen und Freiherren von Hammerstein. Hahn'sche, Hamburg 1891, albero genealogico senza numerazione di pagina. Secondo Nicolosi (p. 31), che però inverte il destino delle due sorelle, "giunse sino a tarda età, nubile".
  11. Emil von Hammerstein-Gesmold, Urkunden und Regesten zur Geschichte der Burggrafen und Freiherren von Hammerstein. Hahn'sche, Hamburg 1891, albero genealogico senza numerazione di pagina. Secondo Nicolosi (p. 31), che però inverte il destino delle due sorelle, "morì giovane, dando alla luce una creatura".
  12. Una dettagliata e simpatetica descrizione delle sorti della famiglia Marziani e del loro albergo è in Douglas Sladen e Norma Lorrimer, Queer things about Sicily, Treherne, London 1905, pp. 181-182. È il documento più lungo che possediamo per adesso su questo fotografo altrimenti sconosciuto.
  13. Anonimo, Wilhelm von Gloeden. Taormina, Schirmer / Mosel, Munich 1998, con prefazione di Ulrich Pohlmann, p. 93. Da qui in poi citato in breve come "Pohlmann 1998".
  14. "L'inclinazione di Gloeden apparteneva però all'arte della recitazione, per la quale aveva un insolito talento per la mimica, ma il Prof. Schrötter di Vienna, consultato, dichiarò fermamente che se avesse intrapreso tale professione non poteva garantirgli la sopravvivenza per più di un anno." La notizia da: "Photographische Correspondenz", n. 445, ottobre 1897, p. 530.
  15. Nicolosi (p. 32), che poteva ancora avvalersi dei ricordi dell'ancora vivente Pancrazio Buciunì, afferma che a Napoli Gloeden "ebbe contatti con il cugino Guglielmo Pluschow, che gli insegnò come servirsi di una macchina fotografica; curiosità dell'anno, giacché la fotografia era allora ai primordi".
  16. Tryphosa Bates Batcheller, Italian castles and country seats, Longmans, Green & Co, New York 1911, p. 500, online qui.
  17. "Così W. v. Gloeden si recò prima a Napoli e, dopo ripetute ricadute, a Taormina". Notizia da: "Photographische Correspondenz", n. 445, ottobre 1897, p. 530.
  18. I suoi discendenti, col cognome ritoccato in "Bowinkel", gestiscono ancor oggi una galleria d'arte a Napoli.
  19. W. v. Glöden zu Taormina in Sicilien, Wie es in Süditalien mit dem Schutze der Vögel aussieht, “Monatsschrift des Deutschen Vereins zum Schutze der Vogelwelt”, VI 1881, August, pp. 176-179.
  20. La foto, recto e verso, è pubblicata sul catalogo: Daniela Garofalo (a cura di), Paolo De Cecco. Le poetiche del quotidiano (1843-1922), Ianieri 2019, ISBN 978-8894890976.
  21. Bolognari, p. 100. Che tuttavia, a p. 101, nota 25, afferma che potrebbe avere aperto fin dal 1883.
  22. L'attuale proprietà del castello, che oggi ospita un istituto scolastico, ha messo online gli interventi di Gloeden e una sua breve biografia, oltre a una biografia dei proprietari.
  23. Dino Papale, Taormina segreta. La Belle Epoque 1876-1914, P&M, Messina 1995, p. 71.
  24. Cfr. Exhibitions of the Royal Photographic Society 1870-1915, sub anno, nonché: Anonimo, The photographic society exhibition, "The Times", 25 September 1893, p. 2. Medaglia di bronzo, come da: Anonimo, Photographic congress, "The Times", 11.10.1893, p. 3.
  25. "Nature. A weekly illustrated journal of science", XIX 1893/1894, December 21 1893, p. XLI, oppure February 8 1894, p. CXV.
  26. Anonimo, Bristol Photographic International Exhibition, "The British journal of photography", XL 1893, December 22 1893, pp. 812-814, a p. 814.
  27. Anonimo, The Camera Club conference 1894, “Photography”, VI 1894, May 3, pp. 281-285. (Online su Google books). Cfr. a p. 282, gli interventi di Yeames, Lambert e Murrell.
  28. Anonimo, News and notes, “The British journal of photography”, XLI 1894, May 4 1894, pp. 283-284, a p. 283.
  29. Documento inedito, conservato presso l'Archivio di Strato di Messina.
  30. Anonimo, The exhibition of the Royal Photographic Society, "The Times", 24.09.1894, p. 6. Cfr: Exhibitions of the Royal Photographic Society 1870-1915, sub anno.
  31. Photographic Salon, 1894 (second year): Dudley Gallery, Piccadilly, W., October 1st to November 4th. Catalogue, s.i.t., London 1894, p. 20, online sul sito del Metropolitan Museum.
  32. Anonimo, The Stanley Show, “Photography”, VI 1894, November 15th, p. 730. Online su Google books.
  33. Anonimo, W. v. Gloeden, "Sizilianische Freilichtstudien". (Leipzig, Hugo Grosser), "Die Kunst für alles", X 1894/95, heft 3, 1 November 1894, p. 47. L'affermazione è confermata da: Ludwig Pietsch (1824-1911), Kunst und Photographie, "Velhagen & Klasings Monatshefte", 1893-94, pp. 385-399. Ekkehard Hieronimus (Wilhelm von Gloeden. Photographie als Beschwörung, Rimbaud presse, Aachen 1982) elenca i distributori commerciali esteri di Gloeden, che compresero il mercante d'arte di Lipsia Hugo Grosser e il mercante di fotografia parigino Olivier (oggi Roger-Viollet).
  34. Mario Bolognari, I ragazzi di von Gloeden, Città del Sole, Reggio Calabria 2012, p. 156
  35. AA. VV., Brockhaus Konversationslexikonm 17. Band: Supplement, F. A. Brockhaus in Leipzig, Berlin und Wien, 14. Auflage, 1894-1896, p. 528.
  36. La versione diffusa da Gloeden stesso, che ci arriva tramite Nicolosi, pp. 33-34, non fa cenno agli ammanchi di denaro, e racconta invece della pubblicazione da parte del patrigno, sul quotidiano da lui diretto, di notizie segrete apprese durante una riunione con l'imperatore di Germania. Tutte le fonti non dipendenti da Gloeden concordano invece sul fatto che l'incriminazione avvenne per motivi economici.
  37. Secondo Nicolosi, p. 31, "Benestanti erano stati anche il signore di Raab e il barone Erminio Gloeden, sicché le sostanze economiche della famiglia della quale Guglielmo faceva parte erano veramente imponenti e, gira e rigira, accentrate nelle mani del solo Hammerstein". L'interpretazione più logica di questa testimonianza è che il patrigno amministrasse anche la parte d'eredità paterna di Wilhelm in Germania, versandogli la rendita che ne ricavava. Sempre Nicolosi specifica però (p. 32) che "queste sue agiatezze" (sic) " Gloeden potè permettersele, soprattutto, grazie alle settimanali (e consistenti) sovvenzioni che la madre, dalla città natale, gli faceva pervenire".
  38. La notizia viene da una breve biografia di Gloeden sulla "Photographische Correspondenz", n. 445, ottobre 1897, p. 530.
  39. Il dono è raccontato dallo stesso Gloeden nel discorso pronunciato alla "Photographische Rundschau" nel 1898 (testo e traduzione online qui) e da Nicolosi, p. 35
  40. Cfr. Hans Leuss, Wilhelm Freiherr von Hammerstein: 1881-1895 Chefredakteur der Kreuzzeitung, Walther, Berlin 1905, p. 125.
  41. AA. VV., Brockhaus Konversationslexikonm 17. Band: Supplement, F. A. Brockhaus in Leipzig, Berlin und Wien, 14. Auflage, 1894-1896, p. 529.
  42. Neue deutsche Biographie, cit., Ivi: "Quando Hammerstein usò manipolazioni fraudolente per mantenere le basi finanziarie della sua influenza politica, trascinò nel 1895 l’intera ala cristiano-sociale del Partito conservatore tedesco nella bancarotta morale e finanziaria. Fu condannato a 3 anni di prigione nel 1896". Secondo Nicolosi, p. 33, gli anni trascorsi in carcere sarebbero stati addirittura sette, che in realtà sono però solo la durata della sua vita dopo il processo.
  43. Le foto furono pubblicate in: E. Neville-Rolfe, A Pompeiian gentleman's home-life, "Schribner's magazine", March 1898, pp. 277-290
  44. “Photographische correspondenz”, 1897, p. 73.
  45. Anonimo, Louth and district exhibition, "Photography", n. 438, vol. IX, April 1st 1897, pp. 203-205, da p. 204.
  46. "Photographische Correspondenz", n. 445, ottobre 1897, p. 530. Online qui.
  47. Masolino D'Amico (cur.), Vita di Oscar Wilde attraverso le lettere, Einaudi, Torino 1977, pp. 474-475.
  48. Raffaella Perna, Wilhelm von Gloeden. Travestimenti, ritratti, tableaux vivants, Postmedia, Milano 2013, p. 31.
  49. cfr. Ausstellung für künstlerische Photographie, Berlin 1899, p. 20, foto nn. 204-211.
  50. A.S., Interesting Statistics of the Philadelphia Salon, “Camera notes”, vol. V-VI 1901-02, p. 215 e Herbert Taylor, Fourth Philadelphia Photo Salon, "Photo era", vol. VI 1901, n. 6, p. 210. Appare anche una stroncatura, probabilmente motivata da puritanesimo inconfessato, che liquida le foto di Gloeden come dilettantesche: "The figures are composed in an amateurish way and while the intention is often seen to involve a good idea, it is pursued without sincerity or conviction, so that the subjects are posy and artificial. (Anonimo, Philadelphia photo salon, “The sun”, November 23 1901, p. 5)."
  51. "Deutscher Photographen Verein". Cfr. Wilhelm von Gloeden. Amore e arte, Malambrì, Taormina 1999, p. 48.
  52. Cfr. Wilhelm von Gloeden. Amore e arte, Malambrì, Taormina 1999, p. 45. Esiste un Catalogue des oeuvres exposées au premier salon international de photographie de la société de photographie de Marseille du 1er au 15 février 1903, Barlatier, Marseille 1903 (non vidi).
  53. Cfr. Henri de Maizières, Salon de l'Artistique de Nice, “Photo-Midi”, février 1903, cinquième année, n. 2, pp. 17-23, a p. 19: “M. von Gloeden, de Berlin, a tout une séries de reconstitutions de scènes antiques ayant l'Etna comme fond de tableau, d'une excessive poésie et d'une éxecution splendide. Una recensione, che menziona il nome di Gloeden, apparve come: Anonimo, Le mond & la ville - Nice, "Le figaro", 13 Mars 1903, p. 2.
  54. Riprodotta in: Wilhelm von Gloeden. Amore e arte, Malambrì, Taormina 1999, p. 45. Cfr Emanuel Mai, Internationale photographische Kunstausstellung in Budapest, “Photographische Correspondenz“, VI 1903, n. 514, pp. 414-419, p. 417.
  55. Antonino Sarica, 30 marzo 1904: il Kaiser Guglielmo II in visita a Messina, "Gazzetta del Sud online, 20 marzo 2022.
  56. Così Gregory Woods, Homintern. How gay culture liberated the modern world, Yale University press, New Haven & London 2016, p. 216.
  57. La data indicata da Pohlmann 1987, p. 59, nota 4, ossia il 4 aprile 1901, contiene un evidente refuso.
  58. Fonte: Certificato anagrafico del Comune di Castelmola. Ringrazio Carmelita Maricchiolo per l'aiuto prestato nell'ottenerlo.
  59. Conservata presso l'università Carl von Ossietzky di Amburgo.
  60. Hans Leuss, Wilhelm Freiherr von Hammerstein: 1881-1895 Chefredakteur der Kreuzzeitung, Walther, Berlin 1905. Cfr. pp. 3-6 e indice, in cui viene specificato che si tratta di "Gloeden, Taormina".
  61. Anonimo, Taormina's sunshine is tempered with breezes, “The New York Herald”, 27 February 1906, p. 6.
  62. Anonimo, Taormina hotels filled with foreign visitors, The "New York Herald" (Paris), March 2 1906, p. 3.
  63. American federation of photographic societies, Exhibition of pictures consisting of foreign and American work. Ehibit no. 5. Season of 1906, s.i.t., 1906, e inoltre: Sixth Chicago Photographic Salon: second American Photographic Salon of the Federation of Photographic Societies: March 1 to 21, 1906, Chicago Camera Club and Art Institute of Chicago, Chicago 1906, p. 29, online sul sito del Metropolitan Museum. A detta di Second American salon, Photo-Era, XVI (1) 1906, p. 62, le foto sono sei.
  64. Anonimo, Photographic Salon is event in Artdom, "The Minneapolis journal", March 04 1906, Part I, News Section, p. 7.
  65. Il sovrano era a Taormina già alla fine di marzo. Firmò il libro degli ospiti del prospicienten Hotel San Domanico il giorno 6 aprile. Nicolosi, nel raccontare della sua visita, si limita genericamente a indicare che avvenne nel 1906.
  66. Associazione siciliana pel bene economico, Il Cicerone per la Sicilia, A. Reber, Palermo 1907, p. XIX
  67. F. Pravatà (cur), La Trinacria. Annuario di Sicilia, Pravatà, Palermo 1907, p. 675
  68. Anonimo, Colonel Shaw-Hellier entertains at Taormina, "The New York Herald", February 27 1907, p. 6.
  69. Anonimo, Taormina train service resumes by usual route, "The New York Herald", March 2 1907, p. 7.
  70. Anonimo, Personal intelligence, “The New York Herald”, March 29 1907. p. 4.
  71. Che ne parla in: Tryphosa Bates Batcheller, Italian castles and country seats, Longmans, Green & Co, New York 1911, pp. 500-501 e 503, online qui.
  72. Cfr l'Illustrated catalogue of the Royal Photographic Society's exhibition: September to October, 1907, London 1907, cfr. l'indice delle foto esposte a p. 63. Oppure: Exhibitions of the Royal Photographic Society 1870-1915, sub anno. Pohlmann 1998, p. 93, registra invece questa esposizione sub anno 1906.
  73. Anonimo, Visitors now flocking to Taormina for Season, “The New York Herald”, November 13 1907, p. 6.
  74. Anonimo, Tea rooms at Taormina are Anglo-American club, “The New York Herald”, November 16 1907, p. 6.
  75. Anonimo, Hotels at Taormina are crowded with visitors, "The New York Herald", February 21 1908, p. 7.
  76. Anonimo, Colonel Shaw-Hellier gives ball at Taormina, "The New York Herald", March 1 1908, p. 7.
  77. Cfr. Exhibitions of the Royal Photographic Society 1870-1915, sub anno.
  78. Anonimo, Vereinsnachrichten, "Photographische Chronik", XV 1908, pp. 527 e 573. Online sull'Internet Archive.
  79. Cfr. Paul Limbosch, L'exposition Gloeden au cercle artistique, "Association belge de photographie - Bulletin", XXV 1908, pp. 416-419. Testo e traduzione pubblicati su "La Gaya Scienza".
  80. Nicolosi, p. 40, cita per errore la data del 1906, forse basandosi su racconti fatti a memoria.
  81. Questo è l'unico esempio di foto "di attualità" di Gloeden, che era totalmente disinteressato alla foto "di attualità". E' quindi lecito chiedersi se queste foto, che hanno un taglio "giornalistico", non siano semmai opera di uno degli impiegati della sua "bottega", in primis Pancrazio Buciunì. Rafforza il sospetto il fatto che al volume Messina e Reggio Gloeden contribuì non con queste foto, ma con ritratti scattati non a Messina e non in quel frangente.
  82. Per esempio su "The century", LXXVII 1909, alle pp. 926 e 927.
  83. Anonimo, Sicilian photographs, "The Times", January 8 1909, p. 11.
  84. Sulla mostra si veda: Anonimo, Ex cathedra. From Messina to Wellington Street, “The British journal of photography”, LVI 1909, January 20 1909, p. 17.
  85. Sitwell Osbert, Great Morning, MacMillan, London 1948, pp. 85-86. "The Baron himself, a tall, thickly-clad German, with a beard and heavy spectacles, resided in the chief hotel with his sister, but received visitors in a large studio in the town" (p. 86).
  86. Offizieller Katalog der Internationalen Photographischen Ausstellung Dresden 1909, Dresda 1909, pp. 50 e 216. Cfr. "Per quanto la massima parte dei lavori esposti in questa Sezione ufficiale siano opera del Gabinetto fotografico del Ministero dell’Istruzione, ve ne sono alcuni anche di Alinari e Brogi di Firenze, nonché di Crupi e bar. von Gloeden di Taormina; le fotografie di questi ultimi riguardano specialmente vedute di Messina dopo il terremoto". Anonimo, L'inaugurazione dell'Esposizione Fotografica Internazionale di Dresda, “Bullettino della Società fotografica italiana”, XXL 1909, p. 179. Online su "Archive.org".
  87. Cfr. Anonimo, The Dresden exhibition, Part IV, "The British journal of photography", LVI 1909, June 18 1909, pp. 471-475, a p. 473.
  88. Cfr. "Photographische Rundschau und photographisches Zentralblatt", XXIV 1910, p. 7., nonché: Anonimo, Una rassegna della Mostra Fotografica Nazionale di Milano, "Il progresso fotografico", XVI 1909, n. 7, luglio, pp. 217-221, a p. 218. Secondo Pohlmann 1998, pp. 93-94, il riconoscimento sarebbe arrivato nel 1906, e poi nuovamente nel 1909.
  89. Una di queste foto, inserita in un album già di proprietà del re, è oggi al Museo del Risorgimento di Roma, priva di attribuzione
  90. Anonimo, Mondanités. Palerme, derechef, jouit d'un ciel sans nouages, "The New York Herald", December 7 1910, p. 6.
  91. Anonimo, Exposition de Photographie, "La dépêche algérienne", 18 Avril 1911, p. 5 e An., Exposition de photographie, "La dépêche algérienne", 19 avril 1911, p. 5.
  92. Anonimo, Notes from Taormin, "The New York Herald" (Paris), Nov 7 1911, p. 4.
  93. Anonimo, Reopening of Taormina's biggest hotel is timely, "The New York Herald", January 28 1912, p 2.
  94. Anonimo, Society in Taormina enjoys unique event, “The New York Herald”, March 20 1912, p. 2.
  95. Anonimo, Notes from Taormina, "The New York Herald", March 27 1912, p. 2.
  96. Anonimo, Fashionable Taormina meets at costume ball, “The New York Herald”, April 22 1912, p. 3.
  97. Anonimo, Notes from Taormina, “The New York Herald”, April 23 1912, p. 3.
  98. Anonimo, Jottings from Taormina, "The New York Herald", November 30 1912, p. 4.
  99. Anonimo, Jottings from Taormina, “The New York Herald”, December 6 1912, p. 4.
  100. Anonimo, Notes from Taormina, "The New York Herald", January 20 1913, p. 3.
  101. Anonimo, Notes from Taormina, "The New York Herald", January 28 1913, p. 5.
  102. Anonimo, Notes from Taormina, “The New York herald”, March 29 1913, p. 6.
  103. Anonimo, Society news from Taormina, "The New York Herald", April 10 1913, p. 4.
  104. La sua firma nel registro degli ospiti data al 10 aprile 1913.
  105. Anonimo, Notes from Taormina, "The New York Herald", May 19 1913, p. 4.
  106. Anonimo, Italy. Jottings from Taormina, “The New York Herald”, June 13 1913, p. 4.
  107. Anonimo, Notes from Taormina, "The New York Herald”, October 30 1913, p. 4.
  108. Sul libro: AA.VV., Le razze umane viventi, Società editrice libraria, Milano 1910 e 1913 (2 voll.).
  109. F. Pravatà (cur.), La Trinacria. Annuario di Sicilia, anno XIV, Pravatà, Palermo 1914, p. 787. Online su Google libri.
  110. Anonimo, Notes from Taormina, “The New York herald”, May 7 1914, p. 6.
  111. ,Vice-John, Seduta inaugurale, “Lacerba”, II 1914, 1 agosto 1914, pp. 238-239, p. 238. Online su Archive.org.
  112. Lettera firmata "Dallari", Archivio centrale dello Stato di Roma, "Polizia giudiziaria", busta 151, fascicolo "Pornografia Italia", anno 1914, provincia di Messina.
  113. Cfr. Caduti nella guerra 1915-1918 Taormina Giardini Castelmola, online qui. Il Museo Centrale del Risorgimento ha messo parzialmente online il fascicolo su Giacomo Lanfranchi. La causa della morte è data come "cancrena gassosa", in ospedale, chiaramente dopo un ferimento. http://www.14-18.it/documento-manoscritto/mcrr_caduti_125_84/1?search=37a6259cc0c1dae299a7866489dff0bd&searchPos=1
  114. Rosario Buciunì, Cronistoria di Taormina (2000 a.C. - 2000 d.C.), Youcanprint, 2021, p. 123.
  115. La fonte è Gregory Woods, Homintern. How gay culture liberated the modern world, Yale University press, New Haven & London 2016, p. 220. Che purtroppo però non rivela da dove sia stata attinta questa informazione.
  116. Michele Falzone Barbarò, Marina Miraglia ed Italo Mussa (a cura di), Le fotografie di von Gloeden, Longanesi, Milano 1980, p. 26.
  117. Report on the Progress and Condition of the United States National Museum 1925-06-30, Government Printing Press, Washington 1925, pp. 104 e 175. Online sull'Internet Archive.
  118. G. Pravatà (cur.), La Trinacria. Annuario di Sicilia, XX 1927-1928, Pravatà, Palermo 1928, p. 857. Online su Google books.
  119. Il testo dell'articolo è stato messo online qui.
  120. Else Duhm, Taormina: Landschaft un Menschen, “Die Bühne”, V 1928, n. 195, 2 August 1928, pp. 12-14, a p. 23. Online su "Anno".
  121. Gian Rodolfo Namias, Il paesaggio fotografico e l'arte nel paesaggio, Il progresso fotografico, Milano 1928.
  122. Armando Albert e Gian Rodolfo Namias, Il paesaggio fotografico e l'arte nel paesaggio, Il progresso fotografico, Milano 1914.
  123. Richard Oke, Frolic wind, Gollancz, London 1929, p. 218. Online sull'"Internet Archive".
  124. Anonimo, Americans in Taormina guests of artistic Baron W. Gloeden, "International Herald Tribune" (The New York herald, Paris edition), March 19 1929, p. 7.
  125. La notizia è contenuta nell'atto di vendita del fondo Buciunì da parte di Vincenzo ad Amelio, oggi alla fondazione Alinari.
  126. Michele Falzone Barbarò, Marina Miraglia ed Italo Mussa (a cura di), Le fotografie di von Gloeden, Longanesi, Milano 1980, p. 26.
  127. Co-denunciante: Francesco Del Popolo, 33 anni, "murifabbro"; testimoni: Giuseppe Panturo, 41 anni, impiegato; Antonino Cicala, 21 anni, impiegato. La causa del decesso non è specificata nell'atto. L'atto è citato anche in: Michele Falzone Barbarò, Marina Miraglia ed Italo Mussa (a cura di), Le fotografie di von Gloeden, Longanesi, Milano 1980, p. 26.
  128. FOURTH DAY: A day in Taormina: bathing, the Greek Theatre, von Gloeden, <Castel>Mola, lava fields, “Italy-America society Bulletin”, 1931, p. 53.
  129. Giacomo Etna (pseud. di Vincenzo Musco, 1895-1963), Ultime notti di Taormina, "L'Italie nouvelle", 19 maggio 1931, p. 3.
  130. Michele Falzone Barbarò, Marina Miraglia ed Italo Mussa (a cura di), Le fotografie di von Gloeden, Longanesi, Milano 1980, p. 26. La lettera, in italiano, è oggi conservata nell'archivio della Fondazione Alinari di Firenze.
  131. "Licenza che, come risulta al n. 1312 del "Registro generale degli esercenti autorizzati alla vendita" del comune di Taormina, gli venne rinnovata nel 1934 e successivamente nel marzo 1937, quando trasferì il suo negozio in piazza S. Antonio". Così Michele Falzone Barbarò, Marina Miraglia ed Italo Mussa (a cura di), Le fotografie di von Gloeden, Longanesi, Milano 1980, p. 26. La fronte della notizia della società con i Malambrì è il nipote Pancrazio Buciunì.
  132. Citazione dal memoriale fatto stilare da Buciunì nel 1939, online qui. Cfr. Michele Falzone Barbarò, Marina Miraglia ed Italo Mussa (a cura di), Le fotografie di von Gloeden, Longanesi, Milano 1980, p. 26. Secondo Pohlmann 1987, p. 58, il sequestro ebbe luogo il giorno 29.
  133. Michele Falzone Barbarò, Marina Miraglia ed Italo Mussa (a cura di), Le fotografie di von Gloeden, Longanesi, Milano 1980, p. 26.
  134. Michele Falzone Barbarò, Marina Miraglia ed Italo Mussa (a cura di), Le fotografie di von Gloeden, Longanesi, Milano 1980, p. 26.
  135. Michele Falzone Barbarò, Marina Miraglia ed Italo Mussa (a cura di), Le fotografie di von Gloeden, Longanesi, Milano 1980, p. 26.
  136. Il testo della memoria è stato ripubblicato qui.
  137. Il testo della perizia è ripubblicato qui.
  138. Michele Falzone Barbarò, Marina Miraglia e Italo Mussa (curr.), Le fotografie di von Gloeden, Longanesi, Milano 1996, pp. 29-30.
  139. Il testo della sentenza è ripubblicato qui.