Giuseppe Bruno

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Voce a cura di Giovanni Dall'Orto, liberamente modificabile.
Ritratto di Giuseppe Bruno risalente all'anno della morte.

Giuseppe Bruno (Capizzi, 1836 - Taormina, 1904) è stato un fotografo italiano, attivo a Taormina e in Sicilia nel XIX secolo.

Un dilettante di talento

Timbro delle foto di Giuseppe Bruno.

Di formazione ingegnere, sposò una donna facoltosa e, potendo vivere di rendita, si dedicò alla sua passione, la fotografia, che era allora un'arte relativamente "nuova" e piuttosto complessa dal punto di vista tecnico. Amò sperimentare nelle tecniche di impressione e stampa delle immagini, arrivando a firmarsi "chimico-fotografo".

Fu il maestro di Wilhelm von Gloeden (come quest'ultimo riconobbe nel 1898 in uno scritto autobiografico), e gli trasmise la passione per gli esperimenti con le tecniche d'impressione e di stampa.
È verosimile che sia stato maestro anche di Giovanni Crupi, per quanto non restino documenti sulla formazione di quest'ultimo.

La produzione di Bruno fu dedicata soprattutto ai paesaggi e ai monumenti della zona, o al massimo della Sicilia, dividendosi fra bozzetti di gusto verista di "tipi popolari" e raffigurazioni di contesti paesaggistici.
Nei paesaggi, la sua produzione è sempre tecnicamente d'alto livello, e pur spingendosi raramente al di là di una nitida documentazione dei luoghi ritratti, rivela un gusto sicuro e una competenza tecnica di tutto rispetto.
D'altro canto, i suoi ritratti di contadini siciliani rivelano un'ottica nettamente classista, nella quale è assente la denuncia sociale. I segnali della povertà (come nei bambini luridi, vestiti di cenci stracciati) entrano a far parte d'un generico "pittoresco" turistico, che suscita curiosità e magari sconcerto, ma difficilmente solidarietà umana, in quanto i suoi modelli ostentano un abbrutimento totale, senza dare alcun segnale di tentare almeno di raggiungere una qualche dignità e riscatto. L'atteggiamento di Bruno in questi ritratti è insomma troppo spesso quello della foto-ricordo del visitatore d'uno zoo, e non quello di chi intende documentare ai fini d'una denuncia sociale.

Bruno e il mercato

Giuseppe Bruno: Taormina, chiesa di san Michele e palazzo dei duchi di santo Stefano, 1885 circa.

Una serie d'immagini (riconoscibile come tale per il ripetersi degli stessi modelli) di questo tipo fu scattata nel paesino montano di Limina, in provincia di Messina. Immagini di questa serie, note in passato come esempi della primissima produzione "bozzettistica" di Wilhelm von Gloeden, sono di recente apparse sul mercato con il timbro di Bruno, rendendo possibili due ipotesi: (1) alla morte di Bruno, Gloeden acquistò dagli eredi l'archivio delle negative, commercializzando poi le stampe assieme alle proprie (una prassi che all'epoca, visto il costo e la difficoltà di produzione d'ogni singolo negativo, era comune). (2) Parte delle immagini fu scattata da Gloeden durante l'apprendistato con Bruno, e fu da lui rifotografata e commercializzata a nome proprio quando trasformò l'hobby in professione.
La prima ipotesi è più verosimile, ma al momento attuale nessuna delle due è supportata da alcuna prova.
Certo, le foto di Limina sono estranee alla sensibilità di Gloeden, che al contrario di Bruno cerca di nascondere per quanto può i segni della "materialità", puntando a un'idealizzazione dei suoi modelli non meno classista ma almeno estetizzante, tuttavia questa discrepanza potrebbe essere spiegata proprio con l'influsso di Bruno sul più giovane fotografo (la "messa in posa" era all'epoca spesso concepita come la vera parte "artistica", separata rispetto al "semplice" scatto fotografico, considerato impresa tecnica e non artistica).

Nell'ultima parte della sua vita Bruno si confrontò anche col mercato, con cui si erano già cimentati i suoi due più noti allievi, sia pure con una produzione ridotta, come rivela la rarità delle sue foto conosciute. Alcuni dei suoi ritratti e paesaggi furono addirittura stampati, spesso senza firma, sotto forma di cartolina destinata al nascente turismo di massa.
Purtroppo mancano studi monografici su Giuseppe Bruno, e le sue foto appaiono sul mercato di rado, pertanto non è ancora possibile definire appieno la figura di questo artista, soprattutto per quanto riguarda i suoi rapporti esatti con Gloeden e Crupi, sui quali indubbiamente molto resta ancora da scoprire. È infatti possibile che più d'un "bozzetto" verista di popolano di Gloeden sia in realtà opera di Bruno.

Galleria

Giuseppe Bruno: Vecchio taorminese. Cartolina per il turismo di massa

Famiglia contadina a Limina:

Vedute:

Bibliografia

  • Vincenzo Mirisola e Giuseppe Vanzella (a cura di), Sicilia mitica Arcadia. Von Gloeden e la "Scuola" di Taormina, Edizioni gente di fotografia, Palermo 2004, pp. 19-21.
  • Salvatore Pagliaro Borbone, Notizie storiche sulla città di Capizzi, Catania 1904.

Voci correlate

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