Differenze tra le versioni di "Mario Mieli"

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'''Mario Mieli''' (Milano, 21 maggio 1952 - Milano, 12 marzo 1983) è stato un filosofo, intellettuale e attivista italiano, considerato uno dei fondatori del [[movimento di liberazione omosessuale]] in Italia. A lui è intitolato il [[Circolo Mario Mieli]] di Roma.
  
Mario Mieli (Milano, 21 maggio 1952 - 12 marzo 1983) è considerato uno dei fondatori del [[movimento di liberazione omosessuale]] in Italia. A lui è intitolato il [[Circolo Mario Mieli]] di Roma.
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==Biografia==
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[[File:1972 - Mieli a Sanremo - da - Fuori! n. 1, giugno 1972, pagina 7.jpg|thumb|right|150px|Mario Mieli volantina alla [[Manifestazione di Sanremo (1972)]].]]
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Il padre, Walter Mieli, era un ebreo proveniente da Alessandria d'Egitto che si spostò a Milano all'inizio degli anni Venti per esercitare la professione di commerciante di filati; divenuto benestante, nel capolouogo meneghino conobbe Liderica Salina, nata in una famiglia di artisti (il padre Carlo - morto giovanissimo nella Grande Guerra - era un pianista mentre la madre, Carolina Beretta, una violinista), che faceva l'insegnante di lingue straniere; Walter e Liderica si sposarono nel 1936 e qualche anno dopo, con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, sfollarono a Lora, oggi periferia di Como, dove Mario trascorse l'infanzia e la giovinezza. I coniugi Mieli ebbero sette figli: quattro maschi e tre femmine; Mario fu il sesto.
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Il giovane Mieli, che già durante gli anni della scuola media si recava spesso a Milano, dove il padre continuava a lavorare, si iscrisse al liceo classico Parini, seguito due anni dopo dalla sorella minore Paola, con cui condivise frequentazioni ed esperienze importanti. Ragazzo acuto dall'intelligenza vivace, visse quegli anni dividendosi tra l'attivismo culturale e quello politico: nel 1969 fondò un circolo di poesia e due anni dopo si iscrisse a Lotta Continua, anche se la sua militanza in quel partito durò pochissimo. Il clima sociale di quel periodo influenzò inevitabilmente il suo operato: come scrisse nel suo romanzo autobiografico ''Il risveglio dei Faraoni'' «di giorno andavo a scuola truccato, partecipavo alle occupazioni, di notte andavo a battere sotto il ponte della “Fossa” che è un pò il cuore di Milano e quando piove molto sembra Venezia».
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Nel 1970 fu esonerato dal servizio militare a causa della sua forte miopia e l'anno seguente, seguendo una tradizione familiare, dopo aver conseguito la maturità classica si recò a Londra a studiare l'inglese. Questa fase britannica fu molto importante per la sua vita poichè, essendo già reso conto da vario tempo della propria natura omosessuale, nella City frequentò il [[Gay Liberation Front]] che, galvanizzato dall'attivismo dei cugini d'oltreoceano (si ricordi che i [[moti di Stonewall]] erano avvenuti meno di due anni prima), aveva un programma denso d'iniziative e manifestazioni. Mieli si gettò con entusiasmo in queste attività e, una volta rientrato in Italia, decise di esportare queste metodologie d'azione anche nel Belpaese.
  
==Vita==
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Nel 1971 fu, insieme ad [[Angelo Pezzana]] ed altri, tra i fondatori del Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano, meglio noto come [[Fuori!]], la prima associazione italiana dedita alla lotta per i diritti degli omosessuali. Come il nome lascia presagire, il gruppo aveva un orientamento marxista e si ispirava al Front homosexuel d'action révolutionnaire (FHAR) operante in Francia. La prima azione di rilevanza nazionale in cui il Fuori si fece notare fu la [[manifestazione di Sanremo]]: nel capoluogo ligure si stava tenendo il primo convegno del Centro italiano di sessuologia dedicato alle devianze sessuali e alle terapie per curarle, come gli shock elettrici o i trattamenti ormonali (tra i relatori, c'era anche l'ingegnere [[Gino Olivari]], che Mieli disprezzava particolarmente); circa 50 attivisti del Fuori si presentarono davanti al casinò della città, sede dell'incontro, con cartelli (tra cui «Psichiatri, siamo venuti a curarvi»), gridando slogan e, nei due giorni seguenti, intervenendo ai lavori del convegno dal tavolo dei relatori. Era il 5 aprile del 1972: secondo molti attivisti e studiosi, questa data costituisce l'inizio della lotta di liberazione omosessuale in Italia.
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Erano quelli anni particolarmente intensi per Mieli, che nel settembre del 1971 si era immatricolato alla facoltà di Filosofia dell'Università statale di Milano e che nel dicembre successivo aveva contribuito a fondare la rivista ''[[Fuori! (rivista)|Fuori!]]'', ovviamente legata all'omonimo movimento, con sede a Torino e diretta da Pezzana, di cui Mario fu apprezzato autore e - a partire dal secondo numero (estate 1972) - redattore. Particolarmente sensibile alle lotte lesbiche e femministe, nell'ottobre del 1972 ruppe i rapporti col padre - al quale aveva fatto [[coming out]] - ed iniziò il suo impegno come teorico del movimento gay italiano. Giovanotto magrissimo e androgino, Mieli perfezionò in questa fase della sua vita il suo particolarissimo look: una combinazione di lussuosi abiti maschili vintage e sgargianti vestiti da donna; accessori e trucco femminili, capelli ricci cotonati; numerosi gioielli in bella vista; linguaggio aulico e forbito; atteggiamento estroso e anticonformista.
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Il triennio 1972-1974 fu denso di viaggi all'estero: il cosmopolita Mieli, abile con le lingue straniere e sempre attento alle realtà straniere del neonato movimento [[LGBT]] internazionale (nonchè, a differenza di molti "compagni d'avventura", ricco di famiglia), potè visitare in quel periodo Marocco, Londra, Amsterdam, Parigi e Berlino; scrisse dei resoconti di quei viaggi, che furono pubblicati di volta in volta su ''Fuori!''.
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Ma fu proprio il Fuori! a riservare la prima delusione politica a Mieli: Pezzana, deciso a inserire il gruppo nel più vasto panorama delle lotte per i diritti civili dell'epoca (erano quelli gli anni del referendum sul divorzio e del dibattito sull'aborto) e forse influenzato dalla crisi economica che attanagliava la rivista, propose una stretta collaborazione politica e organizzativa con il [[Partito Radicale]], della cui direzione nazionale egli era membro; al XIV congresso (straordinario) del PR - svoltosi nel novembre 1974 a Milano - il Fuori! si federò con i radicali sposando quindi una linea riformistica di collaborazione con la classe borghese e non più rivoluzionaria. Mieli, che negli anni universitari aveva approfondito e raffinato il suo "freudo-marxismo", non condivise questa scelta, abbandonò il gruppo e fu tra i principali animatori del [[Fuori-autonomo]], che ribadirà la linea rivoluzionaria e di interlocuzione privilegiata con i gruppi extraparlamentari di estrema sinistra.
  
 
==Pensiero==
 
==Pensiero==

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Mario Mieli

Mario Mieli (Milano, 21 maggio 1952 - Milano, 12 marzo 1983) è stato un filosofo, intellettuale e attivista italiano, considerato uno dei fondatori del movimento di liberazione omosessuale in Italia. A lui è intitolato il Circolo Mario Mieli di Roma.

Biografia

Mario Mieli volantina alla Manifestazione di Sanremo (1972).

Il padre, Walter Mieli, era un ebreo proveniente da Alessandria d'Egitto che si spostò a Milano all'inizio degli anni Venti per esercitare la professione di commerciante di filati; divenuto benestante, nel capolouogo meneghino conobbe Liderica Salina, nata in una famiglia di artisti (il padre Carlo - morto giovanissimo nella Grande Guerra - era un pianista mentre la madre, Carolina Beretta, una violinista), che faceva l'insegnante di lingue straniere; Walter e Liderica si sposarono nel 1936 e qualche anno dopo, con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, sfollarono a Lora, oggi periferia di Como, dove Mario trascorse l'infanzia e la giovinezza. I coniugi Mieli ebbero sette figli: quattro maschi e tre femmine; Mario fu il sesto.

Il giovane Mieli, che già durante gli anni della scuola media si recava spesso a Milano, dove il padre continuava a lavorare, si iscrisse al liceo classico Parini, seguito due anni dopo dalla sorella minore Paola, con cui condivise frequentazioni ed esperienze importanti. Ragazzo acuto dall'intelligenza vivace, visse quegli anni dividendosi tra l'attivismo culturale e quello politico: nel 1969 fondò un circolo di poesia e due anni dopo si iscrisse a Lotta Continua, anche se la sua militanza in quel partito durò pochissimo. Il clima sociale di quel periodo influenzò inevitabilmente il suo operato: come scrisse nel suo romanzo autobiografico Il risveglio dei Faraoni «di giorno andavo a scuola truccato, partecipavo alle occupazioni, di notte andavo a battere sotto il ponte della “Fossa” che è un pò il cuore di Milano e quando piove molto sembra Venezia».

Nel 1970 fu esonerato dal servizio militare a causa della sua forte miopia e l'anno seguente, seguendo una tradizione familiare, dopo aver conseguito la maturità classica si recò a Londra a studiare l'inglese. Questa fase britannica fu molto importante per la sua vita poichè, essendo già reso conto da vario tempo della propria natura omosessuale, nella City frequentò il Gay Liberation Front che, galvanizzato dall'attivismo dei cugini d'oltreoceano (si ricordi che i moti di Stonewall erano avvenuti meno di due anni prima), aveva un programma denso d'iniziative e manifestazioni. Mieli si gettò con entusiasmo in queste attività e, una volta rientrato in Italia, decise di esportare queste metodologie d'azione anche nel Belpaese.

Nel 1971 fu, insieme ad Angelo Pezzana ed altri, tra i fondatori del Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano, meglio noto come Fuori!, la prima associazione italiana dedita alla lotta per i diritti degli omosessuali. Come il nome lascia presagire, il gruppo aveva un orientamento marxista e si ispirava al Front homosexuel d'action révolutionnaire (FHAR) operante in Francia. La prima azione di rilevanza nazionale in cui il Fuori si fece notare fu la manifestazione di Sanremo: nel capoluogo ligure si stava tenendo il primo convegno del Centro italiano di sessuologia dedicato alle devianze sessuali e alle terapie per curarle, come gli shock elettrici o i trattamenti ormonali (tra i relatori, c'era anche l'ingegnere Gino Olivari, che Mieli disprezzava particolarmente); circa 50 attivisti del Fuori si presentarono davanti al casinò della città, sede dell'incontro, con cartelli (tra cui «Psichiatri, siamo venuti a curarvi»), gridando slogan e, nei due giorni seguenti, intervenendo ai lavori del convegno dal tavolo dei relatori. Era il 5 aprile del 1972: secondo molti attivisti e studiosi, questa data costituisce l'inizio della lotta di liberazione omosessuale in Italia.

Erano quelli anni particolarmente intensi per Mieli, che nel settembre del 1971 si era immatricolato alla facoltà di Filosofia dell'Università statale di Milano e che nel dicembre successivo aveva contribuito a fondare la rivista Fuori!, ovviamente legata all'omonimo movimento, con sede a Torino e diretta da Pezzana, di cui Mario fu apprezzato autore e - a partire dal secondo numero (estate 1972) - redattore. Particolarmente sensibile alle lotte lesbiche e femministe, nell'ottobre del 1972 ruppe i rapporti col padre - al quale aveva fatto coming out - ed iniziò il suo impegno come teorico del movimento gay italiano. Giovanotto magrissimo e androgino, Mieli perfezionò in questa fase della sua vita il suo particolarissimo look: una combinazione di lussuosi abiti maschili vintage e sgargianti vestiti da donna; accessori e trucco femminili, capelli ricci cotonati; numerosi gioielli in bella vista; linguaggio aulico e forbito; atteggiamento estroso e anticonformista.

Il triennio 1972-1974 fu denso di viaggi all'estero: il cosmopolita Mieli, abile con le lingue straniere e sempre attento alle realtà straniere del neonato movimento LGBT internazionale (nonchè, a differenza di molti "compagni d'avventura", ricco di famiglia), potè visitare in quel periodo Marocco, Londra, Amsterdam, Parigi e Berlino; scrisse dei resoconti di quei viaggi, che furono pubblicati di volta in volta su Fuori!.

Ma fu proprio il Fuori! a riservare la prima delusione politica a Mieli: Pezzana, deciso a inserire il gruppo nel più vasto panorama delle lotte per i diritti civili dell'epoca (erano quelli gli anni del referendum sul divorzio e del dibattito sull'aborto) e forse influenzato dalla crisi economica che attanagliava la rivista, propose una stretta collaborazione politica e organizzativa con il Partito Radicale, della cui direzione nazionale egli era membro; al XIV congresso (straordinario) del PR - svoltosi nel novembre 1974 a Milano - il Fuori! si federò con i radicali sposando quindi una linea riformistica di collaborazione con la classe borghese e non più rivoluzionaria. Mieli, che negli anni universitari aveva approfondito e raffinato il suo "freudo-marxismo", non condivise questa scelta, abbandonò il gruppo e fu tra i principali animatori del Fuori-autonomo, che ribadirà la linea rivoluzionaria e di interlocuzione privilegiata con i gruppi extraparlamentari di estrema sinistra.

Pensiero

Opere

Mario Mieli al Primo festival di cineteatro gay, (Parma, 1977).
  • Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale, Einaudi, Torino 1977. (Due edizioni).
  • Mario Mieli, Elementos de crítica homosexual, Anagrama, Barcelona 1979.
  • Mario Mieli, Homosexuality and liberation: elements of a gay critique, Gay men's press, London 1980. ISBN 978-0907040019.
  • Mario Mieli, Towards gay communism, Pirate press, s.l. ma London 1984.
  • Mario Mieli, "Ciò detto, passo oltre". Monologo teatrale. Stampato nella dispensa per la "Sei giorni del monologo", Milano 1981, pp. 35-37 (ristampa: Bastogi, Milano 1984).
  • Mario Mieli, "Questioni di Karma", in: Francesco Gnerre (cur.), Avventure dell'Eros, Gammalibri, Milano 1984. (Anticipazione da: Il risveglio dei faraoni).
  • Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale (a cura di Gianni Rossi Barilli e Paola Mieli), Feltrinelli, Milano 2002. Con saggio critico introduttivo di Gianni Rossi Barilli.
  • Mario Mieli, Il risveglio dei faraoni, Centro d'Iniziativa Luca Rossi, Milano 1994.
  • Mario Mieli, Eléments de critique homosexuelle: Italie: les années de plomb, EPEL, Paris 2008, ISBN 978-2908855968.
  • Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale, Feltrinelli, Milano 2017. ISBN 9788807890307.
  • Mario Mieli, Towards a gay communism: elements of a homosexual critique, Pluto Press, 2018, ISBN 978-0745399522.

Bibliografia

Link esterni

Voci correlate