Triangolo rosa

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Triangolo rosa.

Il triangolo rosa (in tedesco, rosa Winkel) era il marchio, di stoffa, che veniva cucito sulla divisa degli internati per omosessualità, in base al paragrafo 175, nei campi di concentramento nazisti.
Il colore rosa era stato ovviamente scelto per scherno nei confronti di chi era giudicato intrinsecamente effeminato: alle (relativamente poche) lesbiche internate di cui si ha notizia fu imposto invece il triangolo nero delle "asociali".

Significati di "triangolo rosa"[modifica]

In base a tale uso, era definita "triangolo rosa" ogni persona omosessuale internata come tale nei lager nazisti. Questo uso è stato ripreso oggi dalla storiografia che studia il fenomeno.
Dopo la nascita del movimento di liberazione omosessuale il triangolo rosa è stato rivendicato e riutilizzato, in gesto di sfida, da parte del movimento gay, diventando un simbolo politico gay, secondo per diffusione solo alla bandiera arcobaleno.
In una variante di tale uso politico, in particolare da parte del gruppo Act Up, il triangolo è stato invertito e la punta è stata girata verso l'alto anziché verso il basso, a significare il ribaltamento della simbologia omofoba.

Galleria fotografica[modifica]

Bibliografia[modifica]

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  • Giovanni Dall'Orto, Il paradosso del razzismo fascista verso l'omosessualità, in: Alberto Burgio (cur.), Nel nome della razza – Il razzismo nella storia d'Italia 1870-1945, Il Mulino, Bologna 1999, pp. 515-525.
  • Gunter Grau, Claudia Shopmann (curr.), The hidden Holocaust? Gay and lesbian persecution in Germany 1933-45, Fitzroy Dearborn Publishers, 1995. ISBN 188496415X. Il primo studio d'archivio, reso possibile dall'apertura degli archivi ex nazisti a Berlino Est. Uno studio fondamentale.
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  • Rüdiger Lautmann, Categorisation in concentration camps as a collective fate: a comparison of homosexuals, Jeovah witnesses and political prisoners, "Journal of homosexuality", XIX (1) 1990, pp. 67-88. Anche online qui. Documenta i bassissimi tassi di sopravvivenza dei "triangoli rosa".
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  • Martin Sherman, Bent, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1984. Testo teatrale; è stato messo in scena in Italia da Marco Mattolini e ne è stato anche tratto un film.

Filmografia[modifica]

Link esterni[modifica]