Omofobia

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Manifestazione "Palermo contro l'omofobia" (18/9/2009). Foto di Daniela Tomasino.

Col termine omofobia si indicano principalmente due fenomeni sociali:

  • La paura dell'omosessualità, e in particolare la paura di venire considerati omosessuali, ed i conseguenti comportamenti (di rigetto, discriminatori, ed anche anche violenti) volti ad evitare gli omosessuali e qualsiasi situazione considerata associata ad essi.

Etimologia[modifica]

Il termine italiano è un calco su un neologismo americano, coniato nel 1967 da un medico, Wainwright Churchill, nel libro Homosexual behavior among males (Comportamento sessuale tra maschi), pubblicato nel 1967, nella forma più corretta (ma più complicata) homoerotophobia (letteralmente: "odio dell'omoerotismo").

Fu reso popolare all'inizio degli anni Settanta (tramite il libro Society and the healthy homosexual, La società e l'omosessuale sano), pubblicato nel 1971) dall'"anti-psichiatra" e psicologo clinico George Weinberg nella forma, abbreviata per crasi, homophòbia.

Weinberg usava il termine per definire la "paura irrazionale nel trovarsi vicino ad un omosessuale".

Il termine fu poi ripreso dal movimento gay per indicare qualsiasi tipo di odio fobico e irrazionale contro gli omosessuali.

La forma omofobìa è insoddisfacente da un punto di vista linguistico, perché è equivoca nell'etimologia (che letteralmente indicherebbe "il terrore" (greco phobos, da cui "fobìa") "di ciò che è affine" (greco homoios)".

Ciononostante l'uso ormai corrente nel linguaggio comune dell'abbreviazione "omo" per indicare "omosessuale" può in parte giustificare tale uso, quasi che l'etimologia fosse stata in realtà "fobìa contro gli omo".

Nel significato corrente "omofobia" costituì inoltre una polemica risposta all'abitudine della psichiatria degli anni Sessanta di catalogare come "patologia" qualsiasi comportamento socialmente sgradito. La logica polemica della creazione di tale concetto stava infatti nella domanda: Perché mai un odio cieco e irrazionale, non andrebbe catalogato anch'esso come una "fobìa", quale di fatto è? Come segnalava i periodico gay "Fuori!" nel 1973,

"A tutti i pazienti che si recano per qualsiasi ragione nel suo studio di psichiatria (...) George Weinberg domanda: "Soffrite di omofobìa"?. [1].

A dimostrazione di questa tendenza esiste la creazione del termine medico "omofobia" compiuta nel 1960 dal medico cattolico Giacomo Santori per definire "quella particolare forma di patofobia il cui contenuto è rappresentato appunto dall'omosessualità",[2] ovvero l'omosessualità stessa. Questo uso in lingua italiana non ha mai attecchito.

Il termine "omofobia" appare come un neologismo in una pubblicazione della Zanichelli sui neologismi degli anni ottanta raccolte da Sebastiano Vassalli.[3].

Impatto sulla salute delle persone omosessuali[modifica]

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Atti di omofobia in Italia[modifica]

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Il bullismo omofobico a scuola[modifica]

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Bibliografia sul bullismo a scuola[modifica]

  • Arcigay, Gianluca Paudice, Fabio Saccà, Il bullismo omofobico a scuola. Vademecum per studentesse e studenti, Arcigay, Bologna, 2010.
  • Arcigay, Marco Coppola, Fabio Saccà, Report finale della ricerca nazionale sul bullismo omofobico nelle scuole superiori italiane, Arcigay, Bologna, 2010.
  • Arcigay, Fabio Saccà, Matteo Martelli, Ambra Guarnieri, Marco Coppola, Zaino in spalla! Manuale per operatrici e operatori sui temi dell'educazione alle differenze e il bullismo omofobico a scuola, Arcigay, Bologna, 2010.
  • F. Batini, Insegnanti e nuovi problemi della scuola. Bullismo, disagio e dispersione, omofobia e razzismo, Traunseuropa 2010. ISBN 9788875801175.
  • F. Batini e B. Santoni (a cura di), L'identità sessuale a scuola. Educare alla diversità e prevenire l'omofobia, Liguori 2009. ISBN 9788820748494.
  • Dario Accolla, "Omofobia bullismo e linguaggio giovanile", Catania, 2015.

Omofobia interiorizzata[modifica]

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Iniziative contro l'omofobia[modifica]

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La richiesta di leggi anti-omofobia[modifica]

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Giornata internazionale contro l'omofobia[modifica]

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Note[modifica]

  1. "Fuori!" n. 9, giugno 1973, p. 5.
  2. Sessualità e medicina, Orizzonte medico, in: Associazione Medici Cattolici Italiani (a cura di), Roma 1960, p. 93.
  3. "Sebastiano Vassalli, Il Neoitaliano. Le parole degli anni ottanta. Bologna, 1989. Alla voce omofobia di questo dizionario si legge: Omofobia, sostantivo femminile. "Fobia per gli omosessuali". Parola nata nella seconda metà dei banali anni Ottanta, sull'onda della paura dell'Aids e della conseguente tendenza, da parte di alcuni, a ghettizzare le cosiddette "categorie a rischio".

Bibliografia[modifica]

  • Henry Adams, Lester Wright Jr., Bethany Lohr, Is homophobia associated with homosexual arousal?, in "Journal of abnormal psychology", vol. 105, n. 3, 1996, pp. 440–445. Tradotto in italiano come: L'omofobia è associata con l'eccitamento omosessuale?.
  • Daniel Borrillo, Omofobia. Storia e critica di un pregiudizio, Dedalo, Bari 2009 ISBN 9788822055132.
  • Maura Chiulli, Maledetti froci e maledette lesbiche. Libro bianco (ma non troppo) sulle aggressioni omofobe in Italia, Aliberti Castelvecchi, Roma 2010. ISBN 9788864310206.
  • Discepoli di verità, Povero Cristo. Potere, denaro, omofobia: Satana nella Chiesa di Benedetto XVI, Kaos, Milano 2009. ISBN 9788879532006
  • Paolo Pedote e Giuseppe Lo Presti, Omofobia. Il pregiudizio anti-omosessuale dalla Bibbia ai nostri giorni, Stampa alternativa, Roma 2003.
  • Andrea Pini, Omocidi. Gli omosessuali uccisi in Italia, Stampa alternativa, Roma 2002. ISBN 9788872266465.* Gian Antonio Stella, Negri, froci, giudei & co. L'eterna guerra contro l'altro, Rizzoli, Milano 2009. ISBN 9788817037341.

Voci correlate[modifica]

Lik esterni[modifica]