Discussione:Teoria del gender

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https://fr.wikipedia.org/wiki/Genre_%28sciences_sociales%29 L'expression «théorie du genre»: querelle sémantique
(...) La pertinence de l'expression "théorie du genre" est contestée par de nombreux chercheurs estimant que le genre n'est pas une théorie mais plutôt un outil ou une méthode qu'ils utilisent ponctuellement[1][2][3].

Ainsi, le sociologue Éric Fassin insiste sur le fait que

« le genre est un concept. Ce n'est ni une théorie ni une idéologie, mais un outil qui aide à penser[4]»

L'expression «théorie du genre» serait, selon Laure Bereni, une tentative de faire croire qu'il existe une stratégie politique unifiée derrière les études de genre[1].

Pour Joan Wallach Scott,

« Quoi qu'en disent les catholiques […] il n'y a pas de “théorie du genre” — la “théorie du genre” est une invention qui a remplacé le communisme dans la rhétorique du Vatican»
Pour elle, cette expression est utilisée par "les adversaires du “genre”" qui entendent faire valoir que les différences entre femmes et hommes établissent "une complémentarité qui justifierait selon eux une inégalité"[5]. Pour Bruno Perreau,
« la “théorie du genre” n'existe que dans la tête des opposants à l'égalité des droits. Cette croyance repose sur le fantasme selon lequel le sexe et la sexualité pourraient être déterminés par un simple discours[6]»

L'expression «théorie du genre», calquée sur l'anglais «gender theory», ne serait par ailleurs pas anodine[7]: alors que l'anglais «theory» peut avoir le sens d'une "hypothèse testée et confirmée"[8], le sens français de "théorie" est celui d'une "construction intellectuelle méthodique et organisée de caractère hypothétique"[9].

Pour François Cusset, cité par Éric Aeschimann dans un article du "Nouvel Observateur",

« aux États-Unis, le mot “theory” désigne un discours critique à contenu philosophique mais qui a dépassé le cercle des philosophes»
Et pour Aeschimann,
« a contrario, en français, la “théorie” peut renvoyer à un système de pensée très cohérent, et alors en effet, le genre n’est [pas] une théorie.[10]»

Le journaliste Éric Aeschimann, après avoir rappelé que, pour les « défenseurs du genre», la «théorie du genre» n'existe pas, le genre étant un «concept» ou un «champ d'étude», considère que le terme de théorie est approprié pour désigner non pas une « doctrine unifiée», mais «l’hypothèse que les identités sexuelles ne sont pas biologiquement déterminées, mais socialement construites»[10].

Cependant, pour d'autres chercheurs, l'emploi de "théorie du genre" au singulier masquerait la pluralité de thèses aussi différentes que celles de Judith Butler ou Christine Delphy[7]. Ainsi, dans un contexte universitaire, lorsque l'expression «théories du genre » est employée, c'est presque toujours au pluriel : Anne-Emmanuelle Berger affirme ainsi que

« la théorie du genre n'existe pas. Il en existe une multitude »
[11] et Judith Butler que
« les théories du genre existent au pluriel[12]»

L'expression "théorie du genre" employée par Vincent Peillon, ministre de l'Éducation nationale en mai 2013[13]Template:,[14] suscite de nombreuses réactions dans le monde des sciences sociales[15], et notamment la publication d'une tribune, signée par une centaine d'universitaires, qui indique qu'

« il n'y a pas “une” théorie du genre, fantasme entretenu par ceux et celles que la perspective d'une égalité effective dérange ou effraie, mais “des” études de genre»
[3]Template:,[16].

Après avoir employé l'expression en 2011[17], Najat Vallaud-Belkacem la juge en 2013 impropre[18].

Toutefois, pour le journaliste Éric Aeschimann, "théorie"a également le sens d'"hypothèse":

« En faisant l’hypothèse que les identités sexuelles ne sont pas biologiquement déterminées, mais socialement construites, le concept de “genre” a ouvert un espace de réflexion, de recherches et de pratiques très variées »
, ainsi, dans ce sens, il n'est
« pas erroné de parler de “théorie”, même s’il n’existe pas une doctrine unifiée[10]»

Appunti per future modifiche alla voce "Teoria del gender"

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  • Secondo la voce gender dell'Oxford English Dictionary (versione online settembre 2014) l'utilizzo più risalente dell'espressione "gender theory", traducibile con "teoria di genere", è attribuito a Joel Fineman, nel suo scritto "The Structure of Allegaorical Desire". La Fineman impiega tale espressione due volte nel testo, una a pagina 46, l'altra a pagina 56, alla nota 44. E in tutte e due le occasioni l'Autrice del testo attribuisce a Sigmund Freud l'elaborazione di una teoria di genere.
« American feminism is currently dominated by a group of women who seek to persuade the public that American women are not the free creatures we think we are. The leaders and theorists of the women's movement believe that our society is best described as a patriarchy, a "male hegemony," a "sex/gender system" in which the dominant gender works to keep women cowering and submissive. The feminists who hold this divisive view of our social and political reality believe we are in a gender war, and they are eager to disseminate stories of atrocity that are designed to alert women to their plight. The "gender feminists" (as I shall call them) believe that all our institutions, from the state to the family to the grade schools, perpetuate male dominance. Believing that women are virtually under siege, gender feminists naturally seek recruits to their side of the gender war. They seek support. They seek vindication. They seek ammunition[19]»
  • Il libro della O'Leary racconta gli eventi precedenti e coevi alla Conferenza mondiale sulle donne del 1995 tenutasi a Pechino. La O'Leary identifica due schieramenti, il primo, a cui apparteneva anche lei, era quello dei delegati pro-famiglia e il secondo era quello dei pro-gender. In questo secondo schieramento troviamo: coloro che promuovono la pianificazione delle nascite (population controllers), i "libertariani o libertari sessuali" (sexual libertarians), attivisti per i diritti dei gay, promotori del multiculturalismo e quelli del politicamente corretto, ambientalisti estremisti (environmental extremists), neo-marxisti/progressisti, postmodernisti/decostruzionisti. E ovviamente a questi promotori del Gender Agenda dobbiamo aggiungere i liberali favorevoli all'intervento dello Stato (big-government liberals) e le multinazionali (multinational corporations). La O'Leary racconta:
« The term gender feminists seems most appropriate for a coalition of interest groups promoting the Gender Agenda, since they have taken as their goal "mainstreaming the gender perspective" in every program and policy in the public and private sector. It seems fair to say that they are interested in establishing gender as the governing force of the world. At times, it would be more accurate to speak of the Gender Establishment, since the promotion of the gender perspective is not being accomplished by grassroots activists, or ordinary women, but by people who have established themselves within various centers of power and are using their influence to forward this agenda[20]»
  • Ad oggi, nella Encicopedia di bioetica e scienza giuridica, diretta dal cardinale Elio Sgreccia e dal prof. Antonio Tarantino, sono stati pubblicati due saggi dedicati alla presunta "teoria del gender": "Genere", di Laura Palazzani (Volume VI, pag. 532-541) e "Ideologia di genere", di José Juan Garcia (Volume VII, pag. 90-103, trad. Marta Tarantino). Di seguito alcuni passaggi:
Ideologia di genere
« Si è diffusa in tutto il mondo, ma soprattutto in occidente, una corrente di pensiero che sostiene non solo l'uguaglianza assoluta tra l'uomo e la donna, ma che pretende di cancellare ogni differenza e che ritiene che tutto ciò che implica differenza significa disuguglianza, e disuguglianza significa discriminazione e, di conseguenza, oppressione e giogo. Siamo in presenza dell'ideologia di genere[21]»
Detto questo il Garcia si avventura in una ricostruzione storica dell'ideologia di genere. Secondo l'Autore prima degli anni '50 del secolo scorso sesso e genere erano due termini separati, mentre da questo momento diventano sinonimi[22]. Questa è già un'inesattezza. Immagino che il Garcia si stia riferendo ai lavori di John Money e del suo team del John Hopkins di Baltimora. Money infatti, assieme ai coniugi Hampson, parlando degli intersessuali, utilizza sesso e genere, ma i termini non sono per niente scambiati per sinonimi (vedi voce "Genere"). Continuiamo:
« Ben presto il movimento femminista si appropriò di questa terminologia, che risultava molto utile per superare il determinismo biologico, "colpevole" del fatto che la donna non potesse votare o accedere ad altre cariche, e dimostrare che molte delle differenze che molte delle differenze tra uomini e donne erano causate dalla società, e, pertanto, suscettibili di cambiamento[23]»
Da notare il «determinismo biologico, "colpevole"». Evidentemente il Garcia si è dimenticato di leggere questo articolo del 1879. L'Autore di "Biology and Woman's Rights" si lamentava che il neonato movimento femminista volesse obliterare tutte le distinzioni tra uomo e donna e stabilire una "completa identità di doveri e funzioni"[24] e profetizzava che una volta che il movimento avesse raggiunto i suoi scopi (diritto di voto, salario, condizioni di lavoro ...), attraverso un processo di "selezione innaturale", sarebbe nata una razza di "mostruosità", ostile agli uomini e alle donne normali[25]. Un pensiero oggi improponibile, ma delle parole invece oggi più attuali che mai.
Tuttavia devo concordare con Garcia quando ricorda che il femminismo ha preso in prestito il termine "gender" per combattere l'essenzialismo biologico (o determinsimo biologico). Dopo aver spiegato che fu Robert Stoller nella metà degli anni '60 a distinguere il sesso dal genere, Jennifer Germon scrive:
« Robert Stoller’s interventions had a direct effect on the way in which gender came to be used outside of sexology. While his conceptual turn opened up what could be done with gender theoretically (and indeed what was done with it), at the same time the sex/gender split constrained how to think about gender. Once stripped of all connotations to sex and the flesh, gender was ready to be harnessed for its political utility by the women’s movement in the early 1970s. Stoller’s work proved to be especially appealing to an emergent second-wave feminism. Its appeal was twofold: first it recovered a non-conflictual feminine identity from psychoanalytic precepts, and second, gender as a sphere separate from sex allowed physical differences between men and women to be set aside in the fight for equality. Theorizing gender as a purely social artifact was designed to avoid the pitfalls of the reductive biological analyses that had historically been invoked to justify Othering, whether through racism, homophobia, or the subordination of women[26]»
Poco prima di entrare nel cuore dell'articolo, il Garcia parla anche di Judith Butler e di John Money come di colui che «contribuì molto alla diffusione della toeria di genere». Poco prima invece, di Alfred Kinsey ricordava:
« La tesi di Kinsey collocò tutte le identità e gli orientamenti sessuali sullo stesso livello morale, sociale e antropologico, e si passò a considerare la sessualità come configurazione personale realizzata secondo la propria volontà e completamente svincolata da qualunque limite[27]»
Passiamo ora al paragrafo n. 4 dal titolo "Idee chiave dell'ideologi di genere", che si apre così:
« Alla base dell'ideologia di genere vi è tutta una concezione della persona e della società. Per questo si può dire che non è una teoria né una semplice misura di politica legislativa; bensì tutta un'ideologia: una visione del mondo che pretende di “decostruire” la società per far posto alla sua concezione antropologica.

Certamente lo sviluppo concettuale dell'ideologia di genere non è stato tanto evidente come la sua influenza politica, e risulta difficle incontrare documenti nei quali si spieghino isuoi postulati ideologici.[28]»

Contraddizioni, allucinazioni e cattiva scienza nella ricostruzione della teoria del gender

  • Sex e gender
Secondo Chiara Aztori "sesso" e "genere" in origine erano sinonimi, ma dagli anni Cinquanta del secolo scorso «il termine "genere" non ha più avuto l'equivalenza con la parola "sesso"».[29] Di altra opinione José Juan Garcia, già menzionato. Per Garcia, sesso e genere erano originariamente due concetti distinti che poi dagli Cinquanta sono diventati sinonimi.[30]
  • Genere o non genere?
Tra le tante contraddizioni nella ricostruzione della presunta "teoria del gender" va presa in considerazione anche la controversia sulla traduzione del termine "gender". Anche se in due convegni di date e luoghi diversi, la storica Luccetta Scaraffia e la giudice costituzionale Marta Cartabia non si fanno problemi a tradurre "gender" con genere,[31][32] altre figure dell'universo cattolico italiano e non preferiscono tenere una certa distanza tra "gender" e genere. Tra questi vanno citati Simone Pillon[33], Chiara Aztori[34]e Vicenzo Bugliani[35]; quest'ultimo, tralatro, partecipò allo stesso convegno di Firenze del 2008 insieme alla Scaraffia dove la prima teorizzò l'uguaglianza gender-genere e il secondo la loro distinzione.
  • Origine della teoria del gender
Secondo T. Segre la gender theory «non ha un’origine recente, essendo stata elaborata molti decenni fa (…) distorcendo e strumentalizzando le elaborazioni degli studi di genere, volt(i) in prima battuta ad approfondire il ruolo del maschio e della femmina nella società».[36]

Note

  1. 1,0 1,1 Mathieu Trachamn, Genre: état des lieux. Entretien avec Laure Bereni, "La Vie des idées", 5 octobre 2012.
  2. “Théorie du genre”, “études sur le genre”: quelle différence?, "LeMonde.fr", 22 avril 2013
  3. 3,0 3,1 Anne-Emmanuelle Berger et Michèle Riot-Sarcey, En finir avec les fantasmes en tous genres, "Libération", 10 juin 2013, tribune signée par une centaine d'universitaires.
  4. Masculin-féminin: cinq idées reçues sur les études de genre, "Le Monde", 25 mai 2013.
  5. Errore nelle note: Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore Scott
  6. {{“Théorie du genre”, “études sur le genre”: quelle différence?, "Le Monde", 22 avril 2013.
  7. 7,0 7,1 Errore nelle note: Marcatore <ref> non valido; non è stato indicato alcun testo per il marcatore Fp8
  8. Theory / Théorie, "Termium": Theory – Confirmed explanation of phenomena; a hypothesis tested and confirmed with facts not known at the time the hypothesis was conjectured.
  9. / Théorie, "Termium".
  10. 10,0 10,1 10,2 Éric Aeschimann, Genre : «Soyons fiers de faire de la théorie!», "Le Nouvel Observateur", 10 février 2014.
  11. Victoria Gairin, «Théorie du genre », lepoint.fr, 29 mai 2013.
  12. Genre et théorie: Judith Butler nous écrit "Nouvel Observateur", 10 février 2014.}
  13. La théorie du genre pas envisagée au ministère de l'Éducation, "Libération", 29 mai 2013.
  14. Après des boycotts, Peillon dément tout enseignement du «genre» à l'école, "Le Monde".
  15. Alexandre Jaunait, Anne Revillard, Laure Bereni et Sébastien Chauvin, La théorie du genre: réponse au ministre Vincent Peillon, "Libération", 10 juin 2013.
  16. Liste complète des 403 signataires de la tribune «En finir avec les fantasmes en tous genres», Sito dell'université Paris 8.
  17. Théorie du genre: "Il est essentiel d'enseigner aux enfants le respect des différentes formes d’identité sexuelle, afin de bâtir une société du respect", Sito di "20 minutes", 30 août 2011: La théorie du genre, qui explique «l’identité sexuelle» des individus autant par le contexte socio-culturel que par la biologie, a pour vertu d’aborder la question des inadmissibles inégalités persistantes entre les hommes et les femmes ou encore de l’homosexualité, et de faire œuvre de pédagogie sur ces sujets.
  18. La théorie du genre n'existe pas!, site officiel de Najat Vallaud-Belkacem, 6 juin 2013
  19. Christina Hoff Sommers, Who Stole Feminism? How Women Have Betrayed Women, Simon & Schuster, New York 1994, pag. 16.
  20. Qui la citazione bibliografica completa, prego.
  21. José Juan Garcia, voce "Ideologia di genere", in Enciclopedia di bioetica, A. Tarantino, E. Sgreccia (a cura di), Edizioni Scientifiche italiane, Napoli 2014, vol. VII, p. 90.
  22. Ibid.
  23. José Juan Garcia, voce "Ideologia di genere", in Enciclopedia di bioetica, A. Tarantino, E. Sgreccia (a cura di), Edizioni Scientifiche italiane, Napoli 2014, vol. VII, p. 91.
  24. Biology and Woman's Rights, Popular Science Monthly, Volume 14, December 1878, pag. 201.
  25. Biology and Woman's Rights, Popular Science Monthly, Volume 14, December 1878, pag. 213.
  26. Jennifer Germon, Gender: A Genealogy of an Idea, Palgrave Macmillan, 2009, pag. 82.
  27. José Juan Garcia, voce "Ideologia di genere", in Enciclopedia di bioetica, A. Tarantino, E. Sgreccia (a cura di), Edizioni Scientifiche italiane, Napoli 2014, vol. VII, p. 92.
  28. José Juan Garcia, voce "Ideologia di genere", in Enciclopedia di bioetica, A. Tarantino, E. Sgreccia (a cura di), Edizioni Scientifiche italiane, Napoli 2014, vol. VII, p. 98.
  29. Chiara Aztori, "Genere O Gender? Una lettura scientifica", La Biblioteca della Manif, 2014, p. 3.
  30. Vedi nota 32.
  31. Luccetta Scaraffia, "Origine e profilo storico del Gender", in L’IDEOLOGIA DEL GENDER MASCHIO E FEMMINA NATURA E CULTURA, "Atti del Convegno di Firenze del 21 aprile 2008", p. 5.
  32. Marta Cartabia, "Avventure giuridiche dell'identità sessuale. Identità sessuale e identità di genere", in "Atti del Convegno nazionale dell'UGCI" del 9 - 11 dicembre 2010, pp. 43-64.
  33. Simone Pillon, "Le radici storico-filosofiche dell'indifferentismo sessuale. La grande mensogna delle tecnosofie e delle biopolitiche", La Biblioteca della Manif, 2014
  34. Chiara Aztori, "Genere o gender? Una lettura scientifica", La Biblioteca della Manif, 2014, p. 3
  35. Vicenzo Bugliani, "Ecologia umana", in "L’IDEOLOGIA DEL GENDER MASCHIO E FEMMINA NATURA E CULTURA", "Atti del Convegno di Firenze del 21 aprile 2008", p. 50.
  36. T. Segre, Teoria gender, una folle e pericolosa ideologia, "the Fielder", 23 marzo 2015