Differenze tra le versioni di "Utente:Gdallorto/sandbox/Storia trans"

Da Wikipink - L'enciclopedia LGBT italiana.
(Bibliografia)
(Il problema della Transgender umbrella)
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Salta subito all'occhio come la prima conseguenza di tale pastone sia ricreare la contrapposizione fra "normalità sessuale", che appartiene solo agli ed alle eterosessuali "cisgender", e l'anormalità sessuale, in cui rientra chiunque non sia definibile come eterosessuale cisgender. Proprio come alle origini del pensiero sessuologico borghese del'Ottocento, spazzando via un secolo mezzo di lotte famministe, omosessuali, lesbiche ed anche trans. Perché in questa notte in cui tutti i gatti sono bigi, chiunque può rivendicare l'identità di transgender, e la persone con disforia di fgenere è messa sullo stesso piano dell'adolescente che vuole vestirsi in modo eccentrico, come se le due esperienze di vita fossero in qualche modo comparabili.<br>
 
Salta subito all'occhio come la prima conseguenza di tale pastone sia ricreare la contrapposizione fra "normalità sessuale", che appartiene solo agli ed alle eterosessuali "cisgender", e l'anormalità sessuale, in cui rientra chiunque non sia definibile come eterosessuale cisgender. Proprio come alle origini del pensiero sessuologico borghese del'Ottocento, spazzando via un secolo mezzo di lotte famministe, omosessuali, lesbiche ed anche trans. Perché in questa notte in cui tutti i gatti sono bigi, chiunque può rivendicare l'identità di transgender, e la persone con disforia di fgenere è messa sullo stesso piano dell'adolescente che vuole vestirsi in modo eccentrico, come se le due esperienze di vita fossero in qualche modo comparabili.<br>
 
L'unica differenza con il binarismo ottocentesco è che i giudizi di valore sono qui invertiti, attribuendo alla condizione transgender un valore morale ed una desiderabilità superiore rispetto a quella "etero-cis", permamendo però immatutata la contrapposizione fra le due realtà.
 
L'unica differenza con il binarismo ottocentesco è che i giudizi di valore sono qui invertiti, attribuendo alla condizione transgender un valore morale ed una desiderabilità superiore rispetto a quella "etero-cis", permamendo però immatutata la contrapposizione fra le due realtà.
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==Storia trans==
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La voce dedicata da Wikipedia alla "storia transgender" non ha dubbi: "''La storia transgender risale alle prime istanze registrate di individui transgender, avvenute nelle antiche civiltà dell'Asia, anche se è soltanto a partire dalla seconda metà del XX secolo che si sono sviluppate una certa consapevolezza e una comunità di persone transgender''". Dunque, la storia trans risale ai più andtichi documenti storici esistenti, con un buco che va dalle origini alla seconda metà del XX secolo. un modo un po' complicato per negare che, di storia trans in senso stretto, sia legittimo parlare solo a partire dalla metà del secolo scorso? Oppure, autolesionismo causato dal noto dogma postmodernista secondo cui un fenomeno non esiste prima che gli sia stato dato un nome dai medici, cosa che nel nostro caso avvenne nel 1949 (in realtà 1920, ma lasciamo correre), come afferma espressamente la voce stessa laddove dice che "''Gli studi transgender sono stati istituiti come disciplina accademica solo nel 1990, quindi risulta difficoltoso applicare la categoria transgender alla cultura cinese entro un contesto storico''"? In altre parole, se non cìè un accademico che dà il permesso di esistere ad una inoranza, detta minoranza non può esistere?<br>
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Come ho reso esplicito in altri miei studi, ritengo puro delirio di onnipotenza tale approccio. Documenti di persone con sintomi evidenti di disforia di genere esistono da molte epoche e culture. Semplicemente, affinché siano riconoscibili, lo storico deve imparare a tradurre le categorie tassonomiche antiche nelle corrispondenti categorie moderne, in modo da mettere in evidenza ciò che altrimenti apparire confuso sullo sfondo. Ovviamente, la teologia postmoderna nega la possibilità della traduzione. Se ogni parola crea una realtà, allora la morte della parola implica la morte di tale realtà,. Non esiste un significato distinto dal significante, la realtà è flusso, la parola congela pezzetti di questo flusso amorfo dando loro forma, così come quando facciamo cubetti di ghiaccio e diamo forma cubica e qualcosa, l'acqua, che per natura forma non ha. Ma portando quei cubetti sopra lo zero, svanirà per sempre la forma di quel pezzetto di realtà.<br>
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Questo delirio di onnipotenza, che ha palesi origini religiose ("In principio era la Parola, e la parola era presso Dio, e la parola era Dio", si pensi solo ad Adamo che "inventa" gli animali dando loro un nome) è giunto a negare l'esistenza della fisiologia della donna prima della scoperta (che per i postmodernisti è in realtà una "invenzione", una "costruzione") della "presunta" differenza del corpo della donna rispetto a quello dell'uomo, avvenuta nel XVIII secolo. Coerentemente con questo delirio, quindi, la storia trans è impossibile in quanto il dottor Cauldwell (in realtà, Magnus Hirschfeld, ma lasciamo perderte) non inventò la transessualità prima del 1949, e per gli storici tutto ciò che abbia almeno 70 anni è cronaca, non storia.
  
 
==Bibliografia==
 
==Bibliografia==

Versione delle 11:25, 5 feb 2020

Ciò che un tempo era chiamato transessualismo o transessualità è diventato nell'ultimo decennio il perno di praticamente l'intera produzione teorica del movimento postmoderno applicato alla questione lgbt, sotto vari nomi, da queer a non-binary.
Poiché una delle strategie preferite di questo movimento, che è fortemente nominalista, è modificare la realtà attraverso il cambiamento del linguaggio, nella convinzione secondo cui le parole letteralmente "creano" la realtà, molti sforzi sono stati dedicati a cambiare di continuo, talora in modo isterico, le parole per definire il fenomeno. Ciò ha l'obiettivo di rendere obsolete, se non addirittura macchiare di "transfobia", le parole usate da altri interlocutori, e gli interlocutori stessi. In tal modo gli argomenti non vengono mai davvero messi alla prova o confutati, ma semplicemente "resi obsoleti", resi "fuori moda", e sostituiti da concetti che come unico pregio hanno la novità e la capacità di apparire "aggiornatissimi".
Il dibattito è stato particolarmente distorto dall'emergere dei social media che, presentati come la nuova "agorà" del dibattito, si sono rivelati alla prova dei fatti semplici saloons, dove sopravvive non chi argomenta meglio ma chi è più veloce ad estrarre le pistole e assassinare chi presenta tesi diverse. Se taluni di essi, in particolare Twitter, si sono rivelati meno tossici di altri, come Facebook, Tumblr o Reddit, in tutti vige la regola che chi esprime tesi diverse da quelle prevalenti nelle ideologie provvisoriamente di moda verrà messo a tacere attraverso la chiusura del proprio profilo o blog.
Prima di iniziare è quindi necessario definire con chiarezza il senso con cui utilizzerò le parole, per evitare di cadere nelle sabbie mobili in cui si impantanano invariabilmente i teorici postmoderni: usare le stesse parole per designare concetti e fenomeni non solo disparati, ma spesso addirittura in contraddizione fra loro. Ad esempio, per sostenere al tempo stesso il carattere di "costruzione sociale" artificiale e puramente culturale del fenomeno del genere, e il carattere innato, genetico, del genere all'interno della cosiddetta "identità di genere".

Origine dei termini

Una delle contraddizioni principali osservabili nel dibattito sulla "realtà T*" è la contraddizione presente fra la tesi che vuole la realtà T stessa come innata, presente da sempre nella razza e nella storia umana, e la tesi secondo cui la "sessualità" è una creazione moderna, frutto di un complotto della classe medica ottocentesca, che allo scopo di "sorvegliare e punire" ha spezzettato l'impulso sessuale umano, che per natura sarebbe fluido e totipotente, in una serie di scomparti, di "scatole", ognuna etichettata da una nuova parola. Ciò è ripetuto praticamente ogni volta che si parla di omosessualità, presentata come un fenomeno privo di realtà ontologica, cioè come il frutto di un'arbitraria costruzione sociale ad opera della casta medica. La parola "omosessualità" è solo un'etichetta, anzi uno stigma, e come tale va non accettata bensì rifiutata, per recuperare la fluidità assoluta che questa teoria giura essere la "vera" natura della sessualità umana. L'omosessualità è così presentata non come un orientamento, ma come una semplice "identità", di solito specificando: "identità sessuale".
In questo schema ideologico la realtà T è presentata in due modi, fra loro contraddittori e non compatibili. Da un lato essa è un

Uranismus, Dritte geschlecht, Sexeuelle zswiscehnstuefen

Alle origini dell'approccio moderno alla realtà lgbt, spiccano due elementi: la presenza determinante di persone lgbt nella creazione dei concetti usati in seguito da medici, psichiatri e psicoanalisti (sia pure caricandoli di significati patologici), e l'iniziale confusione tra i fenomeni legati a inertsessualità, omosessualità e transessualità.<br La società premodernba (e, sulla sua scia, il pensiero conservatore, per esempio quello religioso da cui attinge tutto il movimento "No-gender" teorizza la sessualità umana come blocco unico, i cui elementi non sono separabili, pena il cadere nel "contro-natura". Il sesso biologico è un destino di nascita, stabilito da Dio, che determina in modo obbligatorio:

  • Ovviamente, il sesso di appartenenza (che, è opportuno ricordarlo, in latino è genus, "genere"): Sei nato con i genitali maschili, pertanto sei un maschio;
  • L'identità di genere dell'individuo ("Sei nato con i genitali maschili, quindi è logico che ti identifichi come maschio)
  • L'orientamento sessuale dell'individuo (Sei nato con i genitali maschili, quindi è logico che ti senta attratto dalle femmine)
  • Il ruolo di genere dell'individuo (Sei nato con i genitali maschili, quindi sei tenuto a un comportamento "virile").

Storicamente, fin dall'antichità, ogni categoria di persone che per qualche motivo

Transvestitismus

Transexualismus

Il problema della Transgender umbrella

In contrasto con una sempre più fine suddivisione di fenomeno che oggi avremmo perfino difficoltà a concepire come parte di un tutt'uno inseparabile, come l'orientamento sessuale e l'identità di genere, la politica postmoderna ha inventato quello che passa sotto il nome convenzionale di "transgender umbrella", un concetto-pastone in cui sono affastellati tutti i comportaementi che in qualche modo non si conformano alla normalità eterosessuyale, o meglio alla caricatura che ne hanno fatto i pensatori postmoderni. Rientrano così nella stessa definizione, "transgender", tanto persone trans che omosessli effeminate e lesbiche butch, travestiti, drag queen, non-binary, agender, bigender, e perfino figure non-occidentali di trasgressori del genere, come gli hijras indiani o i "due spiriti" dei nativi americani.
Salta subito all'occhio come la prima conseguenza di tale pastone sia ricreare la contrapposizione fra "normalità sessuale", che appartiene solo agli ed alle eterosessuali "cisgender", e l'anormalità sessuale, in cui rientra chiunque non sia definibile come eterosessuale cisgender. Proprio come alle origini del pensiero sessuologico borghese del'Ottocento, spazzando via un secolo mezzo di lotte famministe, omosessuali, lesbiche ed anche trans. Perché in questa notte in cui tutti i gatti sono bigi, chiunque può rivendicare l'identità di transgender, e la persone con disforia di fgenere è messa sullo stesso piano dell'adolescente che vuole vestirsi in modo eccentrico, come se le due esperienze di vita fossero in qualche modo comparabili.
L'unica differenza con il binarismo ottocentesco è che i giudizi di valore sono qui invertiti, attribuendo alla condizione transgender un valore morale ed una desiderabilità superiore rispetto a quella "etero-cis", permamendo però immatutata la contrapposizione fra le due realtà.

Storia trans

La voce dedicata da Wikipedia alla "storia transgender" non ha dubbi: "La storia transgender risale alle prime istanze registrate di individui transgender, avvenute nelle antiche civiltà dell'Asia, anche se è soltanto a partire dalla seconda metà del XX secolo che si sono sviluppate una certa consapevolezza e una comunità di persone transgender". Dunque, la storia trans risale ai più andtichi documenti storici esistenti, con un buco che va dalle origini alla seconda metà del XX secolo. un modo un po' complicato per negare che, di storia trans in senso stretto, sia legittimo parlare solo a partire dalla metà del secolo scorso? Oppure, autolesionismo causato dal noto dogma postmodernista secondo cui un fenomeno non esiste prima che gli sia stato dato un nome dai medici, cosa che nel nostro caso avvenne nel 1949 (in realtà 1920, ma lasciamo correre), come afferma espressamente la voce stessa laddove dice che "Gli studi transgender sono stati istituiti come disciplina accademica solo nel 1990, quindi risulta difficoltoso applicare la categoria transgender alla cultura cinese entro un contesto storico"? In altre parole, se non cìè un accademico che dà il permesso di esistere ad una inoranza, detta minoranza non può esistere?
Come ho reso esplicito in altri miei studi, ritengo puro delirio di onnipotenza tale approccio. Documenti di persone con sintomi evidenti di disforia di genere esistono da molte epoche e culture. Semplicemente, affinché siano riconoscibili, lo storico deve imparare a tradurre le categorie tassonomiche antiche nelle corrispondenti categorie moderne, in modo da mettere in evidenza ciò che altrimenti apparire confuso sullo sfondo. Ovviamente, la teologia postmoderna nega la possibilità della traduzione. Se ogni parola crea una realtà, allora la morte della parola implica la morte di tale realtà,. Non esiste un significato distinto dal significante, la realtà è flusso, la parola congela pezzetti di questo flusso amorfo dando loro forma, così come quando facciamo cubetti di ghiaccio e diamo forma cubica e qualcosa, l'acqua, che per natura forma non ha. Ma portando quei cubetti sopra lo zero, svanirà per sempre la forma di quel pezzetto di realtà.
Questo delirio di onnipotenza, che ha palesi origini religiose ("In principio era la Parola, e la parola era presso Dio, e la parola era Dio", si pensi solo ad Adamo che "inventa" gli animali dando loro un nome) è giunto a negare l'esistenza della fisiologia della donna prima della scoperta (che per i postmodernisti è in realtà una "invenzione", una "costruzione") della "presunta" differenza del corpo della donna rispetto a quello dell'uomo, avvenuta nel XVIII secolo. Coerentemente con questo delirio, quindi, la storia trans è impossibile in quanto il dottor Cauldwell (in realtà, Magnus Hirschfeld, ma lasciamo perderte) non inventò la transessualità prima del 1949, e per gli storici tutto ciò che abbia almeno 70 anni è cronaca, non storia.

Bibliografia

  • Maxime Foerster, Histoire des transsexuels en France, H&O, ... 2006, ISBN 9782845471382. Poi come: Elle ou lui? Une histoire des transsexuels en France, La Musardine, .... 2012, ISBN 9782842714000.
  • Jenny Latreille, Trans en France: Histoire des personnes trans en France et ailleurs d'autrefois à nos jours, Edito in proprio, 2018, ISBN 9781790456758.

Link