Differenze tra le versioni di "Omosessualità nel Museo Archeologico di Napoli"

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(Pseudo Saffo)
(Cippi sepolcrali etruschi)
 
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Il '''Museo Archeologico di Napoli''' raccoglie numerose opere d'arte legate alla storia dell'omosessualità, tra ritratti di gay e lesbiche illustri nonché rappresentazioni uniche di scene di sodomia antica o travestitismo.  
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Il '''Museo Archeologico di Napoli''' è il più importante museo archeologico per opere d'arte ed oggetti di epoca romana. Consta principalmente di due settori : la Collezione Farnese, iniziata da papa Paolo III a metà del Cinquecento, e composta da sculture in marmo, gemme e monete provenienti da Roma e zone limitrofe; e poi le Collezioni Pompeiane realizzate dai re Borbone a partire dalla seconda metà del Settecento con opere d'arte ed oggetti di uso quotidiano rinvenuti negli scavi di Pompei, Ercolano, Stabia e Boscoreale. Fra le opere esposte, numerosi sono gli oggetti ed i soggetti interessanti il mondo LGBT, come di seguito illustrati. Essi sono esposti qui di seguito secondo come si snoda il percorso museale tra gallerie e sale.
  
===L'Antinoo Farnese===
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==COLLEZIONE FARNESE ==
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===Sculture===
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File:Naples Archaeology Museum (5914221283).jpg|Alessandro Severo.
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====[[Armodio e Aristogitone]]====
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====Busto di [[Adriano]], dalla collezione Farnese====
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Inventario 6067.
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File:Hadrian MAN Napoli Inv6067 n01.jpg
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File:Hadrian bust wearing the cuirass, AD 130, Naples National Archaeological Museum (14387475218).jpg
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File:Hadrian bust wearing the cuirass, AD 130, Naples National Archaeological Museum (14572349614).jpg
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====Altro busto di Adriano====
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Inventario 6069.
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File:Napoli, museo archeologico (18153837710).jpg
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====L'Antinoo Farnese====
 
Statua di marmo dell''''Antinoo Farnese''' del II secolo d.C.. appartenente alla Collezione Farnese.
 
Statua di marmo dell''''Antinoo Farnese''' del II secolo d.C.. appartenente alla Collezione Farnese.
 
È un'opera composita, la testa, appartenuta al cardinale Pietro Bembo (1470-1547), passata ad Alessandro Farnese (1520-1589), fu poi ricongiunta a un torso del medesimo periodo storico, sebbene non pertinente.
 
È un'opera composita, la testa, appartenuta al cardinale Pietro Bembo (1470-1547), passata ad Alessandro Farnese (1520-1589), fu poi ricongiunta a un torso del medesimo periodo storico, sebbene non pertinente.
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===Ganimede con l'aquila===
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====[[Antinoo]] come Bacco====
Gruppo statuario ''Ganimede con aquila'', seconda metà II d.C. Copia di un modello tardo ellenistico derivante dal repertorio figurativo greco del IV sec a.C. Presso il Museo Archeologico di Napoli (Inventario: 6355). È proveniente dalla collezione Farnese; la testa è di restauro moderno. Il museo espone un altro esemplare con la stessa iconografia.
 
 
 
Il mito di Giove e Ganimede è il più diffuso e più rappresentato tra i miti omosessuali dell'antica Grecia e Roma: il pastorello Ganimede è rapito dal re degli dèi Giove sotto le sembianze di un'aquila per renderlo suo coppiere e amante.
 
 
 
''galleria''
 
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File:Ganimede con aquila-Napoli.jpg|Ganimede con aquila
 
File:Ganimede con aquila-Napoli1.jpg|Ganimede con aquila (mezzobusto)
 
File:Ganimede con aquila-Napoli2.jpg|Ganimede con aquila (particolare)
 
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==[[Antinoo]] come Bacco==
 
 
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==Busto di [[Adriano]], dalla collezione Farnese==
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====Ganimede con l'aquila====
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Gruppo statuario ''Ganimede con aquila'', seconda metà II d.C. Copia di un modello tardo ellenistico derivante dal repertorio figurativo greco del IV sec a.C. Presso il Museo Archeologico di Napoli (Inventario: 6355). È proveniente dalla collezione Farnese; la testa è di restauro moderno. Il museo espone un altro esemplare con la stessa iconografia.
Inventario 6067.
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Il mito di Giove e Ganimede è il più diffuso e più rappresentato tra i miti omosessuali dell'antica Grecia e Roma: il pastorello Ganimede è rapito dal re degli dèi Giove sotto le sembianze di un'aquila per renderlo suo coppiere e amante.  
File:Hadrian MAN Napoli Inv6067 n01.jpg
 
File:Hadrian bust wearing the cuirass, AD 130, Naples National Archaeological Museum (14387475218).jpg
 
File:Hadrian bust wearing the cuirass, AD 130, Naples National Archaeological Museum (14572349614).jpg
 
File:Napoli, museo archeologico (18153837710).jpg
 
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===Altro busto di Adriano===
 
Inventario 6069.
 
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File:Hadrian, Naples1.jpg
 
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==[[Armodio e Aristogitone]]==
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''galleria''
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File:Harmodio Aristogeiton Nápoles 06.jpg
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File:Ganimede con aquila-Napoli.jpg|Ganimede con aquila
File:Harmodio Aristogeiton Nápoles 07.jpg
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File:Ganimede con aquila-Napoli1.jpg|Ganimede con aquila (mezzobusto)
File:Harmodius and Aristogeiton group (Naples).jpg
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File:Ganimede con aquila-Napoli2.jpg|Ganimede con aquila (particolare)
File:Harmodio Aristogeiton Nápoles 05.jpg
 
File:Tiranicidas 02.JPG
 
File:Tiranicidas 01.JPG
 
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==Ercole Farnese==
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====Ercole Farnese====
 
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==Pseudo Saffo==
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==COLLEZIONI POMPEIANE==
Busto-ritratto in bronzo che ritrae una donna, databile tra il terzo e l’ultimo quarto del I sec. a.C.,  osso o avorio e pietre colorate.
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Scoperto il  23 febbraio del 1757 presso la Villa dei Papiri dell’antica Herculaneum (Ercolano), dapprima conservato nel Museo Ercolanese all’interno della Villa Reale di Portici, l’opera fu poi fatta trasportare da Ferdinando a Napoli nel Real Museo Borbonico agli inizi del XIX secolo.
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===Mosaici===
È ritenuto copia di un ritratto della poetessa Saffo.
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File:Choregos actors MAN Napoli Inv9986.jpg|Attori che si travestono.
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===Gabinetto Segreto===
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'''Gabinetto segreto''' (o ''Gabinetto Pornografico'' o ''Gabinetto degli oggetti riservati'') è il nome che i Borbone hanno dato alla sezione del Reale Museo Borbonico in cui vennero raccolte tutte le opere d'arte a carattere erotico o pornografico e gli altri oggetti a carattere sessuale che man mano venivano alla luce negli scavi di Pompei ed Ercolano. L'attuale sezione museale, liberata definitivamente dalla censura nell'anno 2000, è regolarmente accessibile ai visitatori del Museo senza ulteriori formalità (i minori possono accedervi solo se accompagnati da un adulto che si assume implicitamente ogni responsabilità). Con la sua riapertura, gli oggetti sono stati suddivisi ed esposti secondo le loro originarie ambientazioni pompeiane : la casa, il giardino, il lupanare (bordello), il banchetto, la strada. All'ingresso della collezione sono invece esposte opere che non provengono dalle antiche città vesuviane. Fra essi :
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====Sarcofago con scena di baccanale====
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Il sarcofago con '''''Scena di culto dionisiaco (o Baccanale)''''' è un rilievo di grande qualità facente parte della Collezione Farnese, ma esposto nel "Gabinetto Segreto" (inv. 27710). Vi è rappresentato al centro Dioniso (nel suo aspetto greco), ebbro ed eccitato, sostenuto da due giovani satiri, mentre tutto intorno si scatenano Menadi in furiose danze e Panischi e Panische sono intenti in arditi giochi sessuali, e sulla destra il corteo bacchico si avvia con un giovane satiro che trasporta la cista mistica. A sinistra dorme una figura femminile, probabilmente Arianna, davanti al recinto di un santuario dal quale salta fuori il dio Pan.
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File:A Bacchanal, Silenus supported by two bacchants in the centre, at right a female satyr reclining on a bed and another pulling the horns on a statue of Priapus, various other figures fill the composition MET DP854162.jpg|disegno '500esco (speculare)
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File:Sarcofago con scena di culto dionisiaco (farnese, gabinetto segreto), 27710, 01.JPG|Veduta generale
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File:Sarcofago con scena di culto dionisiaco (farnese, gabinetto segreto), 27710, 02.JPG|particolare del tempio di Pan e Arianna addormentata
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File:Sarcofago con scena di culto dionisiaco (farnese, gabinetto segreto), 27710, 03.JPG|parte centrale
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File:Sarcofago con scena di culto dionisiaco (farnese, gabinetto segreto), 27710, 04.JPG|corteo bacchico incamminato a destra
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====Cippi sepolcrali etruschi====
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I tre '''''cippi sepolcrali etruschi in tufo''''' provenienti dalla zona di Perugia e Chiusi sono conosciuti anche da altri esemplari esistenti in diversi musei e collezioni di antichità etrusche. Banalmente viene affermato che essi sottolineano la virilità o forza procreatrice dell'uomo sepolto. L'inconsistenza di questa interpretazione viene attestata dai nomi dei personaggi incisi sui cippi, che non sono solo maschili ma anche femminili. La comprensione di essi va dunque spostata su di un altro livello che è probabilmente quello della speranza in una rinascita. Essere deposti nella terra è un discendere nel mondo femminile (la madre-terra, feconda e generatrice), dunque per rinascere ci vuole l'elemento maschile. Tuttavia si conoscono cippi simili in cui la punta è caratterizzata da numerose striature a forma di S per cui in questo caso saremmo di fronte a fiaccole e non a falli; e la fiaccola è notoriamente legata al mondo degli Inferi e funerario (vedi Demetra e Persefone). Il problema dunque resta aperto.
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File:Napoli, museo archeologico (8105422950).jpg
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File:Cippi sepolcrali etruschi a forma di fallo con nomi iscritti, da chiusi o perugia, II-I sec ac. ca. s.n..JPG
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File:Cippo sepolcrale etrusco a forma di fallo con nomi iscritti, da chiusi o perugia, II-I sec ac. ca. s.n..JPG
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====Oggetti dalla Collezione Borgia====
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Il primo nucleo della '''''Collezione Borgia''''' risale alla fine del Seicento. Ma chi la incrementò enormemente fu il cardinale Stefano Borgia (Velletri 1731 - Lione 1804), uomo di grande cultura ed appassionato studioso di storia. Il suo interesse per l'arte e la storia delle civiltà lo spinsero a collezionare oggetti di ogni tipo e provenienza, in questo favorito anche dalle alte cariche che egli ricopriva, in particolare quella di segretario della Congregazione di Propaganda Fide, sollecitando i missionari ad inviargli oggetti dei popoli presso i quali essi si recavano per la loro opera evangelizzatrice. Così in brevissimo tempo egli realizzò una collezione molto eterogenea (tipo ''wunderkammer'') composta da oggetti d'arte, archeologici, etnografici, manoscritti, ecc. anche di grande valore artistico, storico, etnologico. Alla sua morte, il nipote Camillo Borgia decise di vendere la parte della collezione conservata nel palazzo di Velletri al Regno di Napoli, tentando dapprima con Murat, e riuscendo infine con Ferdinando IV di Borbone. Così mentre i preziosi libri e la maggior parte delle opere d'arte passarono al Vaticano, la raccolta di antichità giunse a Napoli. Essa è composta soprattutto da reperti egizi, monete, bronzetti antichi, non mancando fra essi numerosi oggetti falsi acquisiti o acquistati in vario modo, tutti degli ''unicum'' privi di confronti. Gli oggetti della Collezione Borgia sono tutti privi di dati di rinvenimento o di provenienza.
  
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=====Bronzetti di dubbia antichità<ref>Stefano De Caro (a cura di), ''Il Gabinetto segreto'', Electa, Napoli 2000, p. 83.</ref>=====
 
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File:Pseudo Saffo - Napoli.JPG|La pseudo Saffo del Museo Archeologico di Napoli
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File:Bronzetto con scena di sodomia - Collezione Borgia3.jpg|Bronzetto con scena di sodomia su un ragazzo, cm 3,5 x 3,8 (27715)
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File:Coll. borgia, testina con naso adunco e fallo sulla fronte, inv. 27852.JPG|Testina con fallo sulla fronte, cm 7 x 6,3 (27852)
 
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==Varie==
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=====Nanerottoli itifallici egizi=====
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Non del tutto infrequenti nelle collezioni egizie di tutto il mondo sono queste piccole statuine in pietra, di bambini o nanerottoli caratterizzati da un fallo enorme [https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Egyptian_ithyphallic_statuettes] che ora cavalcano, ora abbracciano o contemplano. Di epoca tolemaica, sono di non facile interpretazione. Fra gli esemplari esposti nel Gabinetto Segreto (inv. 27762-27677) vi è il bambino disteso con l'enorme fallo di fianco, interpretabile come Arpocrate (Horus bambino) per la sua testa rasata e la trecciolina ricadente su di un lato.  
 
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File:Pompéi (Nîmes) 51 Narcisse.jpg|Narciso.
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File:Coll. borgia, nano con doppia gobba e fallo smisurato, 27676.jpg|Nano con doppia gobba (27676)
File:Affresco romano - Pompei - Narciso ed Eco.JPG|Narciso ed Eco. (inv. 9380), da Pompei.
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File:Coll. borgia, nano seduto con fallo smisurato (forse Arpocrate), inv. 27678.jpg|Arpocrate? cm 10,8 x 6,9 (27678)
File:Napoli BW 2013-05-16 15-37-13 DxO.jpg|Narciso e Amore. (inv. 9388), da Pompei.
 
File:Achille a Sciro2.JPG|Achille a Sciro, travestito da donna. (inv. 9110)
 
File:Achille travestito da donna, da casa dei dioscuri, 9110.JPG|Achille a Sciro, travestito da donna. (inv. 9110)
 
File:Attori in maschera, forse mito di auge e telefo, da casa dei dioscuri, 9039.JPG|Attori travestiti da donne.
 
File:Pompeia. Orestes and Pylades.jpeg|Gli amici [[Oreste e Pilade]].
 
File:Affresco romano -Ermafrodito e Sileno - Pompei.JPG|Ermafrodito e Sileno.
 
File:Choregos actors MAN Napoli Inv9986.jpg|Attori che si travestono.
 
File:A. Canova Ferdinando I 01.jpg|Canova - Ferdinando di Borbone travesito da Minerva.
 
File:Napoli BW 2013-05-16 14-52-02 DxO.jpg|Ferdinando di Borbone travesito da Minerva.
 
File:Napoli La statua di Ferdinando I BW 2013-05-16 16-09-26 DxO.jpg|Ferdinando di Borbone travesito da Minerva.
 
File:Naples Archaeology Museum (5914221283).jpg|Alessandro Severo.
 
File:Safo villa dei Papiri.JPG|Cosiddetta "Saffo".
 
File:Safo2.JPG|Cosiddetta "Saffo".
 
 
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==Il ''Gabinetto segreto''==
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=====Lucerna romana con fallo=====
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La lucerna romana a vernice nera con grande fallo alato a decorazione del disco (inv. 27867), reputata da De Caro di dubbia antichità per la sua forma inconsueta <ref>Stefano De Caro (a cura di), ''Il Gabinetto segreto'', Electa, Napoli 2000, p. 83.</ref> è invece da considerarsi un oggetto autentico non solo per la sua argilla e verniciatura, ma anche per il soggetto che richiama un ''tintinnabulum'' (vedi più sotto) per cui dovrebbe avere la sua stessa funzione apotropaica. Inoltre esiste un esemplare molto simile nel British Museum [https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Terracotta_lamp_decorated_with_a_winged_phallus,_made_in_central_Italy,_about_50_BC_-_AD_10,_British_Museum_(14110189800).jpg].
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File:Coll. borgia, lucerna con fallo alato, 50 dc ca., 27867.jpg|Lucerna romana con fallo alato (27867)
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Il ''Gabinetto segreto'' è un'area del Museo Archeologico di Napoli che raccoglie e riunisce, in due sale riservate a un pubblico maggiorenne, le collezioni ritenute oscene, a contenuto erotico o pornografico del Museo.
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====Ex-voto anatomici====
Contiene un'ampia collezione, sviluppa a partire da oggetti e materiali recuperati negli scavi di Pompei ed Ercolano, di affreschi, statue, ceramiche, amuleti.
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L'omosessualità, e la sodomia, sono rappresentate in alcune tra le opere dell'antichità più singolari.
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File:Museo Nazionale Napoli Gabinetto Segreto Findings From Pompeji.jpg
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===Anfora etrusca con scena di sodomia===
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====Anfora etrusca con scena di sodomia====
 
[[File:Anfora etrusca con scena di sodomia 2020.JPG|thumb|right|250px|Anfora etrusca con scena di sodomia]]
 
[[File:Anfora etrusca con scena di sodomia 2020.JPG|thumb|right|250px|Anfora etrusca con scena di sodomia]]
 
Vaso etrusco a figure nere e fondo rosso delle produzione sviluppatasi in Campania a Capua nel V secolo a.C. già facente parte della collezione costituita a Palazzo Reale da Carolina di Borbone.
 
Vaso etrusco a figure nere e fondo rosso delle produzione sviluppatasi in Campania a Capua nel V secolo a.C. già facente parte della collezione costituita a Palazzo Reale da Carolina di Borbone.
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Mentre il primo si piega per raccogliere il disco lui goffamente lasciato cadere, il secondo si avvicina e si prepara a godere della sua persona; era la legge del gioco : si può ridere del vinto, o disprezzarlo, ma non si riuscirebbe a invidiare la gloria del vincitore".
 
Mentre il primo si piega per raccogliere il disco lui goffamente lasciato cadere, il secondo si avvicina e si prepara a godere della sua persona; era la legge del gioco : si può ridere del vinto, o disprezzarlo, ma non si riuscirebbe a invidiare la gloria del vincitore".
  
Ovviamente questo approccio interpretativo è mediato dalla cultura dell'epoca tanto che il Famin aggiunge quasi a scusarsi di aver analizzato l'anfora spiega che "Il numero di vasi greci, con figure oscene, è considerevole ed esistono in tutte le gallerie. tuttavia ne conosciamo solo una mezza dozzina circa nel museo di Napoli, indipendentemente da quelli che abbiamo appena spiegato. I soggetti che rappresentano offrono una tale somiglianza quanto precede, che sarebbe stato inutile dare il
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Ovviamente questo approccio interpretativo è mediato dalla cultura dell'epoca tanto che il Famin aggiunge quasi a scusarsi di aver analizzato l'anfora spiega che "Il numero di vasi greci, con figure oscene, è considerevole ed esistono in tutte le gallerie. tuttavia ne conosciamo solo una mezza dozzina circa nel Museo di Napoli, indipendentemente da quelli che abbiamo appena spiegato. I soggetti che rappresentano offrono una tale somiglianza quanto precede, che sarebbe stato inutile dare il
 
essina o spiegazione". Dei vasi ai quali allude Famin non è stato possibile al momento reperire altre notizie.
 
essina o spiegazione". Dei vasi ai quali allude Famin non è stato possibile al momento reperire altre notizie.
  
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===Bronzetto con scena di sodomia===
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====Altro====
[[File:Bronzetto con scena di sodomia - Collezione Borgia3.jpg|thumb|right|250px|Bronzetto con scena di sodomia]]
 
Bronzetto con scena di sodomia su di un ragazzo, custodito nel Gabinetto segreto del Museo Archeologico di Napoli (Inventario 27715; 3,5 x 3,8; Fiorelli 47) proveniente dalla Collezione Borgia.
 
 
 
L'oggetto è giudicato di dubbia autenticità da Stefano De Caro tanto che “non convince del tutto<ref>Stefano De Caro (a cura di), ''Il Gabinetto segreto'', Electa, Milano 2019, p. 39.</ref>”. In generale gli elementi della Collezione Borgia, un miscuglio di oggetti autentici e falsi di epoca e provenienza diversa, infatti sono {{quote|''privi, come spesso avviene nelle raccolte del tempo, di dati di provenienza, e selezionati per le loro singolarità iconografiche''<ref>Stefano De Caro (a cura di), ''Il Gabinetto segreto'', Electa, Milano 2019, p. 39.</ref>}}.
 
 
 
===Altro===
 
 
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File:Erma itifallica e panneggiata (frammento inferiore non pertinente), I sec dc. s.n..JPG|Erma di Priapo itifallica, Farnese, s.n.
 
File:Pan hermaphrodite.jpg|Pan ed Ermafrodito. (Inv. 27700).
 
File:Pan hermaphrodite.jpg|Pan ed Ermafrodito. (Inv. 27700).
 
File:Ermafrodito, affresco Romano di Ercolano (1–50 d.C., Museo Archeologico Nazionale di Napoli) - 01.jpg|Ermafrodito.
 
File:Ermafrodito, affresco Romano di Ercolano (1–50 d.C., Museo Archeologico Nazionale di Napoli) - 01.jpg|Ermafrodito.
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File:Satiro ed Ermafrodita 001.JPG|Satiro ed Ermafrodito. (Inv. 27701).
 
File:Satiro ed Ermafrodita 001.JPG|Satiro ed Ermafrodito. (Inv. 27701).
 
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===Affreschi===
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File:Pompéi (Nîmes) 51 Narcisse.jpg|Narciso.
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File:Affresco romano - Pompei - Narciso ed Eco.JPG|Narciso ed Eco. (inv. 9380), da Pompei.
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File:Napoli BW 2013-05-16 15-37-13 DxO.jpg|Narciso e Amore. (inv. 9388), da Pompei.
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File:Achille a Sciro2.JPG|Achille a Sciro, travestito da donna. (inv. 9110)
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File:Achille travestito da donna, da casa dei dioscuri, 9110.JPG|Achille a Sciro, travestito da donna. (inv. 9110)
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File:Attori in maschera, forse mito di auge e telefo, da casa dei dioscuri, 9039.JPG|Attori travestiti da donne.
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File:Pompeia. Orestes and Pylades.jpeg|Gli amici [[Oreste e Pilade]].
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File:Affresco romano -Ermafrodito e Sileno - Pompei.JPG|Ermafrodito e Sileno.
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===Villa dei Papiri===
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====Pseudo Saffo====
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Busto-ritratto in bronzo che ritrae una donna, databile tra il terzo e l’ultimo quarto del I sec. a.C.,  osso o avorio e pietre colorate.
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Scoperto il  23 febbraio del 1757 presso la Villa dei Papiri dell’antica Herculaneum (Ercolano), dapprima conservato nel Museo Ercolanese all’interno della Villa Reale di Portici, l’opera fu poi fatta trasportare da Ferdinando a Napoli nel Real Museo Borbonico agli inizi del XIX secolo.
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È ritenuto copia di un ritratto della poetessa Saffo.
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File:Pseudo Saffo - Napoli.JPG|La pseudo Saffo del Museo Archeologico di Napoli
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File:Safo villa dei Papiri.JPG|Cosiddetta "Saffo".
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File:Safo2.JPG|Cosiddetta "Saffo".
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File:A. Canova Ferdinando I 01.jpg|Canova - Ferdinando di Borbone travesito da Minerva.
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File:Napoli BW 2013-05-16 14-52-02 DxO.jpg|Ferdinando di Borbone travesito da Minerva.
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File:Napoli La statua di Ferdinando I BW 2013-05-16 16-09-26 DxO.jpg|Ferdinando di Borbone travesito da Minerva.
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==Note==
 
==Note==

Versione attuale delle 16:59, 29 mar 2020

Il Museo Archeologico di Napoli è il più importante museo archeologico per opere d'arte ed oggetti di epoca romana. Consta principalmente di due settori : la Collezione Farnese, iniziata da papa Paolo III a metà del Cinquecento, e composta da sculture in marmo, gemme e monete provenienti da Roma e zone limitrofe; e poi le Collezioni Pompeiane realizzate dai re Borbone a partire dalla seconda metà del Settecento con opere d'arte ed oggetti di uso quotidiano rinvenuti negli scavi di Pompei, Ercolano, Stabia e Boscoreale. Fra le opere esposte, numerosi sono gli oggetti ed i soggetti interessanti il mondo LGBT, come di seguito illustrati. Essi sono esposti qui di seguito secondo come si snoda il percorso museale tra gallerie e sale.

COLLEZIONE FARNESE

Sculture

Armodio e Aristogitone

Busto di Adriano, dalla collezione Farnese

Inventario 6067.

Altro busto di Adriano

Inventario 6069.

L'Antinoo Farnese

Statua di marmo dell'Antinoo Farnese del II secolo d.C.. appartenente alla Collezione Farnese. È un'opera composita, la testa, appartenuta al cardinale Pietro Bembo (1470-1547), passata ad Alessandro Farnese (1520-1589), fu poi ricongiunta a un torso del medesimo periodo storico, sebbene non pertinente. Dal 1817 è esposta stabilmente nel Museo Archeologico di Napoli. L'opera è quindi una libera reinterpretazione dell'antico ma assumerà nella Storia dell'Arte un ruolo di primo piano nell'idealizzazione della statuaria romana e diventerà tra le più conosciute ed iconiche rappresentazioni di Antinoo, il giovane amante dell'imperatore Adriano. La locale associazione di Arcigay Napoli prende il nome di "Comitato provinciale Arcigay Antinoo".

Galleria

Antinoo come Bacco

Ganimede con l'aquila

Gruppo statuario Ganimede con aquila, seconda metà II d.C. Copia di un modello tardo ellenistico derivante dal repertorio figurativo greco del IV sec a.C. Presso il Museo Archeologico di Napoli (Inventario: 6355). È proveniente dalla collezione Farnese; la testa è di restauro moderno. Il museo espone un altro esemplare con la stessa iconografia.

Il mito di Giove e Ganimede è il più diffuso e più rappresentato tra i miti omosessuali dell'antica Grecia e Roma: il pastorello Ganimede è rapito dal re degli dèi Giove sotto le sembianze di un'aquila per renderlo suo coppiere e amante.

galleria

Ercole Farnese


COLLEZIONI POMPEIANE

Mosaici


Gabinetto Segreto

Gabinetto segreto (o Gabinetto Pornografico o Gabinetto degli oggetti riservati) è il nome che i Borbone hanno dato alla sezione del Reale Museo Borbonico in cui vennero raccolte tutte le opere d'arte a carattere erotico o pornografico e gli altri oggetti a carattere sessuale che man mano venivano alla luce negli scavi di Pompei ed Ercolano. L'attuale sezione museale, liberata definitivamente dalla censura nell'anno 2000, è regolarmente accessibile ai visitatori del Museo senza ulteriori formalità (i minori possono accedervi solo se accompagnati da un adulto che si assume implicitamente ogni responsabilità). Con la sua riapertura, gli oggetti sono stati suddivisi ed esposti secondo le loro originarie ambientazioni pompeiane : la casa, il giardino, il lupanare (bordello), il banchetto, la strada. All'ingresso della collezione sono invece esposte opere che non provengono dalle antiche città vesuviane. Fra essi :

Sarcofago con scena di baccanale

Il sarcofago con Scena di culto dionisiaco (o Baccanale) è un rilievo di grande qualità facente parte della Collezione Farnese, ma esposto nel "Gabinetto Segreto" (inv. 27710). Vi è rappresentato al centro Dioniso (nel suo aspetto greco), ebbro ed eccitato, sostenuto da due giovani satiri, mentre tutto intorno si scatenano Menadi in furiose danze e Panischi e Panische sono intenti in arditi giochi sessuali, e sulla destra il corteo bacchico si avvia con un giovane satiro che trasporta la cista mistica. A sinistra dorme una figura femminile, probabilmente Arianna, davanti al recinto di un santuario dal quale salta fuori il dio Pan.

Cippi sepolcrali etruschi

I tre cippi sepolcrali etruschi in tufo provenienti dalla zona di Perugia e Chiusi sono conosciuti anche da altri esemplari esistenti in diversi musei e collezioni di antichità etrusche. Banalmente viene affermato che essi sottolineano la virilità o forza procreatrice dell'uomo sepolto. L'inconsistenza di questa interpretazione viene attestata dai nomi dei personaggi incisi sui cippi, che non sono solo maschili ma anche femminili. La comprensione di essi va dunque spostata su di un altro livello che è probabilmente quello della speranza in una rinascita. Essere deposti nella terra è un discendere nel mondo femminile (la madre-terra, feconda e generatrice), dunque per rinascere ci vuole l'elemento maschile. Tuttavia si conoscono cippi simili in cui la punta è caratterizzata da numerose striature a forma di S per cui in questo caso saremmo di fronte a fiaccole e non a falli; e la fiaccola è notoriamente legata al mondo degli Inferi e funerario (vedi Demetra e Persefone). Il problema dunque resta aperto.

Oggetti dalla Collezione Borgia

Il primo nucleo della Collezione Borgia risale alla fine del Seicento. Ma chi la incrementò enormemente fu il cardinale Stefano Borgia (Velletri 1731 - Lione 1804), uomo di grande cultura ed appassionato studioso di storia. Il suo interesse per l'arte e la storia delle civiltà lo spinsero a collezionare oggetti di ogni tipo e provenienza, in questo favorito anche dalle alte cariche che egli ricopriva, in particolare quella di segretario della Congregazione di Propaganda Fide, sollecitando i missionari ad inviargli oggetti dei popoli presso i quali essi si recavano per la loro opera evangelizzatrice. Così in brevissimo tempo egli realizzò una collezione molto eterogenea (tipo wunderkammer) composta da oggetti d'arte, archeologici, etnografici, manoscritti, ecc. anche di grande valore artistico, storico, etnologico. Alla sua morte, il nipote Camillo Borgia decise di vendere la parte della collezione conservata nel palazzo di Velletri al Regno di Napoli, tentando dapprima con Murat, e riuscendo infine con Ferdinando IV di Borbone. Così mentre i preziosi libri e la maggior parte delle opere d'arte passarono al Vaticano, la raccolta di antichità giunse a Napoli. Essa è composta soprattutto da reperti egizi, monete, bronzetti antichi, non mancando fra essi numerosi oggetti falsi acquisiti o acquistati in vario modo, tutti degli unicum privi di confronti. Gli oggetti della Collezione Borgia sono tutti privi di dati di rinvenimento o di provenienza.

Bronzetti di dubbia antichità[1]
Nanerottoli itifallici egizi

Non del tutto infrequenti nelle collezioni egizie di tutto il mondo sono queste piccole statuine in pietra, di bambini o nanerottoli caratterizzati da un fallo enorme [1] che ora cavalcano, ora abbracciano o contemplano. Di epoca tolemaica, sono di non facile interpretazione. Fra gli esemplari esposti nel Gabinetto Segreto (inv. 27762-27677) vi è il bambino disteso con l'enorme fallo di fianco, interpretabile come Arpocrate (Horus bambino) per la sua testa rasata e la trecciolina ricadente su di un lato.

Lucerna romana con fallo

La lucerna romana a vernice nera con grande fallo alato a decorazione del disco (inv. 27867), reputata da De Caro di dubbia antichità per la sua forma inconsueta [2] è invece da considerarsi un oggetto autentico non solo per la sua argilla e verniciatura, ma anche per il soggetto che richiama un tintinnabulum (vedi più sotto) per cui dovrebbe avere la sua stessa funzione apotropaica. Inoltre esiste un esemplare molto simile nel British Museum [2].

Ex-voto anatomici

Anfora etrusca con scena di sodomia

Anfora etrusca con scena di sodomia

Vaso etrusco a figure nere e fondo rosso delle produzione sviluppatasi in Campania a Capua nel V secolo a.C. già facente parte della collezione costituita a Palazzo Reale da Carolina di Borbone. Rappresenta su di un lato, non visibile oggi al visitatore del Museo, due figure virili con una ascia corta. Dall'altro due figure maschili impegnate in un rapporto intercrurale o anale da tergo uno delle quali, la ricevente, tiene una mano su di un cerchio. Sul collo dell'anfora sono dipinti un bastone rituale, il sacro Tirso, tra due gru. Il tratto della decorazione e delle figure è rozzo e presenta delle incisioni.

Entrambe le scene sono di non facile interpretazione come pure ignoto è l'uso del vaso. Nel 1836 César Famin (1799-1853) avanza l'ipotesi [3] che l'anfora rappresenti "uno dei più bizzarri giochi ginnici conosciuti dagli antichi.

Da un lato vediamo due atleti armati di una specie di corta ascia; dall'altro lato, il cerchio ha sostituito l'ascia, e questa volta lo sconfitto subisce la legge del vincitore. Mentre il primo si piega per raccogliere il disco lui goffamente lasciato cadere, il secondo si avvicina e si prepara a godere della sua persona; era la legge del gioco : si può ridere del vinto, o disprezzarlo, ma non si riuscirebbe a invidiare la gloria del vincitore".

Ovviamente questo approccio interpretativo è mediato dalla cultura dell'epoca tanto che il Famin aggiunge quasi a scusarsi di aver analizzato l'anfora spiega che "Il numero di vasi greci, con figure oscene, è considerevole ed esistono in tutte le gallerie. tuttavia ne conosciamo solo una mezza dozzina circa nel Museo di Napoli, indipendentemente da quelli che abbiamo appena spiegato. I soggetti che rappresentano offrono una tale somiglianza quanto precede, che sarebbe stato inutile dare il essina o spiegazione". Dei vasi ai quali allude Famin non è stato possibile al momento reperire altre notizie.

Stefano De Caro, in una guida del 2019 al Gabinetto segreto, suppone che "il mondo etrusco arcaico sembra aver desunto da quello greco le suo non frequenti iconografie erotiche. Deriva da immagini greche di palestra un'anfora capuana a figure nere, con la scena di un uomo che si unisce a un efebo intento a giocare a cerchio[4]".

Entrambi gli autori assumono quindi la scena nell'ambito di un momento di sport o di gioco. Il richiamo alla derivazione greca però non è sufficientemente supportato da fonti: non esiste nella rappresentazione artistica greca un'immagine ugualmente esplicita di rapporto sessuale da tergo tra uomini. Quanto dipinto sul vaso richiama e ricalca fedelmente la celebre scena di sodomia etrusca rappresentata nella Tomba dei tori di Tarquinia, al di là degli elementi di contorno tipo il cerchio nell'anfora e la pianta nella tomba. Sul terreno della rappresentazione della sodomia è possibile che gli etruschi abbiano avuto un loro percorso indipendente da quello greco.

Altro

Affreschi

Villa dei Papiri

Pseudo Saffo

Busto-ritratto in bronzo che ritrae una donna, databile tra il terzo e l’ultimo quarto del I sec. a.C.,  osso o avorio e pietre colorate. Scoperto il  23 febbraio del 1757 presso la Villa dei Papiri dell’antica Herculaneum (Ercolano), dapprima conservato nel Museo Ercolanese all’interno della Villa Reale di Portici, l’opera fu poi fatta trasportare da Ferdinando a Napoli nel Real Museo Borbonico agli inizi del XIX secolo. È ritenuto copia di un ritratto della poetessa Saffo.


Varie


Note

  1. Stefano De Caro (a cura di), Il Gabinetto segreto, Electa, Napoli 2000, p. 83.
  2. Stefano De Caro (a cura di), Il Gabinetto segreto, Electa, Napoli 2000, p. 83.
  3. Famin, César (1799-1853), Musée royal de Naples, peintures, bronzes et statues érotiques du cabinet secret, avec leur explication, Abel Ledoux, Paris 1836. Il testo è disponibile sul web a questo link
  4. Stefano De Caro (a cura di), Il Gabinetto segreto, Electa, Milano 2019, p. 11.
  5. Famin, César (1799-1853), Musée royal de Naples, peintures, bronzes et statues érotiques du cabinet secret, avec leur explication, Abel Ledoux, Paris 1836. Il testo è disponibile sul web a questo link

Voci correlate