Elio Modugno

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Voce a cura di Paolo Rumi, liberamente modificabile.[1].

Biografia

Elio Modugno (?, .. .. 19.?; Barcellona, … agosto 1978) è stato una voce unica, sottovalutata e dimenticata del panorama gay (poi LGBT) italiano.
Il suo primo impegno fu animare da privato cittadino, con ripetuti interventi, le pagine delle prime riviste erotiche commerciali italiane (in particolare “Homo”) dirette al pubblico omosessuale. Fu promotore dell’associazione AIRDO (Associazione Italiana per il Riconoscimento dei Diritti degli Omofili, fondata nel 1972) insieme a Gino Olivari e parte della “piccola Stonewall italiana” (la prima presenza collettiva omosessuale pubblica, contro il Congresso internazionale sulle devianze sessuali organizzato a Sanremo dal cattolico CIS, Centro italiano di sessuologia, 1972) e fu poi attivo nei primi magmatici momenti del Fuori!milanese.

Se ne distaccò per un impegno politico più deciso, in "Avanguardia Operaia" prima e "Democrazia Proletaria" poi, nel tentativo di maturare e configurare un approccio alla liberazione omosessuale che integrava e considerava anche problematiche di carattere economico, politico e molteplici istanze culturali, in una complessa articolazione e in prospettiva marxista, quasi un’inaspettata evoluzione “rebel” del socialismo filantropico.

Se il Fuori! era portato ad un intervento ed una lotta legati al riconoscimento dei diritti sociali e civili, grazie anche alla Federazione col Partito radicale, e se gli scissionisti dei Collettivi Omosessuali Milanesi puntarono l’attività, soprattutto con l’occupazione di una casa (del XVIIesimo secolo!) in via Morigi 8, verso pratiche di autocoscienza e autovalorizzazione (con presenza pubblica visivamente provocatoria), Modugno individuò la possibilità di un “terzo approccio”, con percorso ricco e articolato nell’area dell’estrema sinistra irregolare e curiosa ma affermativa e già “legale”.

La sintesi di Elio partiva inevitabilmente dal polemico confronto con la psicanalisi, freudiana, lacaniana, reichiana e junghiana. Ma le sue conoscenze di biologia, antropologia, etologia, linguistica (con una sentita, pur se discreta conversione all’islam) lo portarono dopo a un allontanamento dal FuoriI! e a formare un gruppo autonomo, il Collettivo di Liberazione Sessuale di Avanguardia Operaia (in seguito Democrazia Proletaria) che si riuniva ogni martedì nei locali del gruppo extraparlamentare, in via Vetere 3.

La sua verve stuzzicante e polemica, unita a indubbie doti da divulgatore gli aprirono le porte ad una trasmissione a Radio Canale 96 di via Pantano, l’emittente “libera” più ribelle e colorata della città dove già andavano in onda 2 trasmissioni gay, quella ufficiale dei Collettivi Omosessuali Milanesi e quella del provocatorio collettivo Culo Selvaggio.
Quello di Modugno fu un approccio distintivo, radicalmente nuovo rispetto alle provocazioni iconoclaste dei COM. E con l’aiuto di un giovanissimo Paolo Rumi (in seguito conduttore de L’Altro Martedì) articolava in modo facile e comprensibile i contenuti “alti” di una vera e propria costruzione di controcultura omosessuale, confluiti poi nel libro “La mistificazione eterosessuale” (Gammalibri, Milano, Novembre 1978) .
La morte improvvisa e violenta di Modugno (ucciso nell’agosto 1978) portò alla pubblicazione del libro com’era, senza le correzioni e l’editing che avrebbe voluto fare.

Il pensiero

La sua rilettura e costruzione restano oggi interessanti e precorrono saggi internazionali di molti anni successivi, come “L'invenzione della cultura eterosessuale” (Louis-George Tin, :duepunti edizioni, 2010 ISBN 978-88-89987-47-6) che faranno entrare questa prospettiva d’analisi nel campo d’azione della prestigiosa École des hautes études en sciences sociales.
Per Modugno l’eterosessualità istituzionale, e ancora di più la famiglia mononucleare, sono costruzioni e imposizioni socioculturali, atte a coartare l’individuo e opprimere la donna. Il sistema capitalista strumentalizza le insicurezze e devia le pulsioni per definire “normali” atteggiamenti che con lo sono, con l’aiuto della pornografia, ad esempio. E le donne (rif. Simone De Beauvoir o Luce Irigaray) vengono trasformate in esseri “inutili” in quanto non portatrici di fallo.

Scopo della liberazione non è dunque una lotta delle singole comunità o sottocomunità ma la ricerca di un armonico utilizzo dell’eros come forza relazionale per stabilire risonanza emotiva tra uomini e tra maschi prima di tutto. In questo senso va liberata l’omosessualità: non solo dall’eterosessualità gendarme, bensì da se stessa, dai luoghi comuni e dal suo miserabile stato perché possa diventare forza di relazione e non deviazione paraoide, come oggi è. Impossibile dimenticare Elio che ripeteva - in radio o riunione - “il presunto maschio eterosessuale” con la S sorda e una impressività fonetica straordinaria.

Con la scomparsa di Modugno il Collettivo di Liberazione Sessuale intraprese un percorso inaspettato e sorprendente: da un lato proseguendo sugli interessi e campo d’azione di Modugno ma con nuova verve e impulso (Mattia Morretta, poi psichiatra e saggista) integrando la pratica dell’autocoscienza, integrata a un lavoro sulla parola “bassa” e al ribaltamento delle convenzioni attraverso il paradosso che diventerà poi (con Enzo Lancini come autore) un asse portante della storica trasmissione radio “L’Altro Martedì” di Radio Popolare.

Note

  1. L'autore della voce è stato compagno di militanza di Elio Modugno. La voce è stata scritta appositamente per "Wikipink".

Bibliografia

Link

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