Cristina Gramolini

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Cristina Gramolini manifesta di fronte alla "Conferenza nazionale della famiglia" di Milano, 8-10 novembre 2010

Maria Cristina Gramolini, nota semplicemente come Cristina Gramolini (Fano, 1963) è un'attivista italiana, presidente di Arcilesbica dal 2017.

Biografia

Dopo la laurea in Lettera, svolte successivamente la professione di insegnante di Storia e Filosofia nei Licei. Fa coming out nel 1989 e l'anno seguente diventa attivista del Movimento Lesbico.

È stata tra le promotrici delle tre Settimane Lesbiche Italiane nel 1991, 1996 e 1998. Ha fatto parte del “Laboratorio di Critica Lesbica”, col quale ha pubblicato, nel 1995, Il Quaderno Viola n.4: “E l’ultima chiuda la porta. L’importanza di chiamarsi lesbiche”, per le Nuove Edizioni Internazionali[1].

Nel 1996 ha partecipato alla fondazione dell’Associazione Nazionale Arcilesbica e ne é stata la Presidente dal 2002 al 2005 e di nuovo dal 2017 ad oggi[2].

Nel 1998, nell’ambito del Primo Convegno milanese sull’Erotismo Lesbico, è stata curatrice della Giornata dedicata ai temi della Transessualità. Dal 1998 è iscritta alla rete Aletheia, il Coordinamento nazionale degli insegnanti omosessuali[1]. Nel 2000 ha pubblicato un saggio sul Movimento Lesbico in Italia nell’appendice a Independence gay di Massimo Consoli[1].

Dal 2001 fa parte della redazione della rivista lesbica "Towanda!"[1]; dal 2012 al 2018 ha scritto degli articoli sul Fatto Quotidiano[3].

La presa di posizione contro la GPA

Si è dichiarata contraria alla GPA (gestazione per altri) e alla maternità surrogata[4].

La vittoria della sua linea politica al Congresso di Arcilesbica del dicembre 2017, definita "femminista radicale"[2], suscitò delle polemiche: ad esempio, il Circolo Mario Mieli di Roma giudicò questo approccio "deflagrante rispetto a taluni fondamenti basilari del movimento LGBT+ e anche del movimento delle donne più in generale", sostenendo che esso poneva Arcilesbica fuori dal movimento[5].

Il 12 dicembre del 2018, durante la prima seduta della Commissione consiliare del Comune di Milano sul tema della trascrizione degli atti di nascita dei bambini figli di due padri, ha ribadito - con un intervento intitolato: Non si nasce dalla testa di Giove - «che una cultura laica e democratica non può tollerare una pratica che prevede la nascita su commissione e che, anzi, l’uso del corpo femminile come corpo di servizio dovrebbe allarmarci seriamente». Ha quindi proposto a tutte le amministrazioni di non procedere alla trascrizione automatica, ma semmai di intervenire per chiedere al Parlamento e alle istituzioni politiche indicazioni chiare[6].

Nell'aprile del 2019 ha dichiarato di essere stata cacciata dall'Associazione Il Cassero per questa sua posizione anti-GPA, venendo aspramente criticata dal presidente dello storico gruppo bolognese Vincenzo Branà e dall'ex presidente di Arcilesbica Titti De Simone[7]. Nella stessa dichiarazione, Gramolini ha affermato che il Partito Democratico "è ricattato da quattro scalmanati" che vorrebbero "far passare l'autorizzazione a comprare figli all'estero", ma che "gran parte delle persone progressiste sono contro l'utero in affitto"[7].

Voci correlate

Note

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 Michela Pagarini, Cristina Gramolini: il grande sogno lesbico, LesWiki, dicembre 2010.
  2. 2,0 2,1 Gramolini: “Se Arcigay è veramente pluralista rispetti anche le femministe di Arcilesbica”, "Corriere della Sera", 18 dicembre 2017.
  3. Cristina Gramolini, Il Fatto Quotidiano.
  4. Cristina Gramolini, Utero in affitto, non sto con Salvini ma anch’io dico no alla maternità surrogata, "Il Fatto Quotidiano", 3 luglio 2018.
  5. Federico Boni, Arcilesbica, il Mario Mieli mette in guardia: ‘approccio deflagrante, è in gioco l’identità stessa del movimento LGBT+’, "gay.it", 10 dicembre 2017.
  6. Cecilia Sabelli, CRISTINA GRAMOLINI: “Non si nasce dalla testa di Giove”, "cheliberta", 13 dicembre 2018.
  7. 7,0 7,1 Francesco Lepore, De Simone, 1° presidente di ArciLesbica, risponde a Gramolini: «Gpa? Uso strumentale a danno del pdl anti-omotransfobia in Emilia-Romagna», "gaynews.it", 9 aprile 2019.