AIRDO

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Voce a cura di Riccardo Strappaghetti, liberamente modificabile.

L'AIRDO fu una delle primissime associazioni di militanza gay in Italia. La sigla sta per "Associazione Italiana per il Riconoscimento dei Diritti degli Omofili".

L'associazione

Fu fondata a Milano il 13 dicembre 1972 con atto notarile da Elio Modugno, che ne fu presidente. Tra i soci fondatori compaiono anche Gino Olivari e Leslie Durhan.

La nascita dell'AIRDO fu determinata dalla scissione del gruppo milanese di orientamento moderato dal FUORI!, come rivela la scelta del termine desueto "omofilo", per il nome.

Il messaggio politico dell'AIRDO fu divulgato principalmente sul periodico gay "Homo" per la prima volta nel novembre del 1972.

Tale messaggio fu immediatamente criticato dal movimento gay, sia per l'uso del termine "omofilo", deprecato perché giudicato espressione d'una visione superata, "riformista", dell'omosessualità, sia per l'associazione a un personaggio in quel periodo controverso (se non odiato) quale era Gino Olivari, come testimoniò Olivari stesso in un'intervista:

« Ricordo una conferenza, una volta, a cui erano presenti Angelo Pezzana ed Elio Modugno. Pezzana disse: "Se fate parlare Olivari io me ne vado". Modugno, che pure era mio amico, disse anche lui: "Non lasciate parlare Olivari"". Questo perché sapevano che avrei detto cose su cui non sarebbero stati d'accordo. Tanto che ci fu anche chi mi difese dichiarando che non ero quello che si diceva ch'io fossi»

Soggetta a critiche fu persino la decisione di registrarsi con atto notarile, la prima volta in cui ciò avveniva per un'associazione omosessuale in Italia (il che creò un utile precedente), giudicata invece atto di "istituzionalizzazione", e quindi cedimento alle istituzioni "borghesi" e alla loro logica.

Nella sua storia del movimento di liberazione omosessuale italiano, Gianni Rossi Barilli sintetizza così lo scontro apertosi fra Elio Modugno e il resto del movimento gay italiano:

« Dalle colonne di "Homo", Elio Modugno lanciò una Proposta per una libera associazione, l'Airdo, che si prefiggeva di "aiutare tutti gli omosessuali indistintamente, senza porre una discriminante di nessun genere, di offrire servizi concreti come il sostegno medico, legale e psicologico e di combattere il pregiudizio con un paziente lavoro culturale".

"Prescindere dalla situazione sociale attuale e rifugiarsi nell'utopia di modelli sociali assurdi ed irreali", mandava a dire Modugno ai compagni del "Fuori!", "significa fare opera sterile e inconcludente"[1].

La risposta non si fece attendere: "Non a caso il suo appello [di Modugno, N.d.R.] viene ospitato dalla rivista "Homo", squallido mensile pornografico che valendosi di un'infida copertura pseudo-culturale, spaccia per opera di liberalizzazione la più volgare mercificazione del sesso, il più meschino sfruttamento di una delle condizioni di isolamento ed oppressione, quella di noi omosessuali"[2].

Chi collaborava con riviste del genere era colpevole di fuggire "nella schiavizzante sottomissione ad impresari eterosessuali privi di scrupoli che manipolano, ancora una volta, omosessuali, inibiti ed impediti". La pornografia, con il riformismo gay che la accettava, era insomma una delle più subdole astuzie del Capitale per distogliere le masse dal loro fine rivoluzionario.

Va detto, per la verità, che i giornali in questione apparirebbero oggi un po' troppo castigati persino per le allieve delle Orsoline, ma è indubbio che quando uscivano in edicola erano da considerarsi pornografici, con i loro nudi semi-integrali a illustrare pacate riflessioni sul progresso morale della società. Ed è altrettanto vero che la loro ragion d'essere, prevalentemente commerciale, contrastava in modo assoluto con i dogmi della sinistra. Di fronte alle pressioni interne ed esterne, dunque, il gruppo dirigente del Fuori sembrava apparentemente rinserrarsi nella purezza ideologica, secondo uno schema all'epoca molto diffuso[3]»

Lo statuto

Lo statuto dell'AIRDO afferma che l'associazione:

« "si prefigge di:
  • promuovere l'evoluzione morale, sociale e civile degli omofili;
  • rendere sensibile l'opinione pubblica al diritto degli omofili di esprimere liberamente i propri affetti e i propri sentimenti;
  • assistere sul piano legale, medico e psicologico gli omofili.

L'AIRDO è apartitica e non si identifica con alcun gruppo parlamentare od extraparlamentare"[4]»

La rivista

Nel novembre del 1974 esce a Milano il primo numero del Bollettino Airdo. La pubblicazione del bollettino divenne in breve l'attività principale dell'associazione.

L'abbandono del progetto

L'Airdo non si rivelò un successo, attirando soprattutto persone di area "moderata" (in senso politico) in un contesto che al contrario andava rapidamente radicalizzandosi, laddove l'intenzione dei fondatori era stata piuttosto un'iniziativa politica gay moderata nei toni e nel modo d'interagire col sociale, ossia più "educativa" che rivendicativa. Una prospettiva, questa, va detto, che era stata tipica del movimento omofilo straniero negli anni Cinquanta e Sessanta, che però in Italia non aveva mai avuto realizzazione prima di allora.

Il tentativo d'introdurre infine tale approccio "educativo" tramite l'"Airdo" avvenne però quando ormai tale approccio era superato dagli eventi: i gruppi "omofili" iniziarono infatti a chiudere esattamente a partire da quel momento, soppiantati dai gruppi gay.

Paradossalmente l'iniziativa fu al tempo stesso troppo tardiva e troppo precoce, dato che l'approccio "educativo" sarebbe stato infine recuperato negli anni Novanta da Arcigay e Arcilesica.

Il gruppo non riuscì quindi ad avere alcuna presa sul nascente movimento gay, sparendo silenziosamente dalle scene entro poco tempo. Già nel 1976 Elio Modugno si sarebbe ripresentato, con il CLS, propugnando posizioni politiche molto più vicine a quelle del movimento gay che aveva in precedenza combattuto, come è documentato nel 1978 dal suo libro La mistificazione eterosessuale. L'eterosessualità istituzionale come falsificazione dell'eros e dell'uomo (Gammalibri, Milano 1978).

Note

  1. Elio Modugno, Proposta per una libera associazione, "Homo", n. 2, novembre 1972.
  2. Anonimo, Omosessualità e controrivoluzione, "Fuori", n. 7, 1973.
  3. Gianni Rossi Barilli, Il movimento gay in Italia, Feltrinelli, Milano 1999, p. 65.
  4. Che cosa è l 'A.l.R.D.O., in: "Bollettino A.I.R.D.O", febbraio-aprile 1976, p. 1.

Bibliografia

Link esterni

Voci correlate