Vinicio Diamanti

Da Wikipink - L'enciclopedia LGBT italiana.
Voce a cura di Saverio Aversa[1].
Vinicio Diamanti al Roma Pride 2005.

Vinicio Diamanti (Roma, 24 febbraio 1926 - Roma, 23 dicembre 2009) è stato un attore italiano.

Vita

Bravo caratterista del cinema, attore e cantante en travesti, ha calcato i palcoscenici di tutta la penisola per decenni. Fin da giovane aveva fatto della sua identità, della sua effeminatezza, del suo essere queer in anticipo sui tempi, della sua "favolosità", una vera e propria espressione artistica messa a frutto nell'avanspettacolo, genere teatrale di "serie B", che però aveva il vantaggio di raggiungere anche i luoghi più sperduti dell'Italia del dopoguerra, portando intrattenimento, leggerezza, sensualità.

Così come in Francia, anche in Italia la tradizione del teatro leggero e della rivista attingeva al più impegnato teatro elisabettiano, dove gli uomini interpretavano ruoli femminili. Vinicio quindi faceva in prevalenza ruoli da travestito, giocando sull'ambiguità e sul doppiosenso (che spesso sconfinava nel non-senso) che avrebbe caratterizzato il teatro sperimentale dei decenni successivi:

« Ho studiato da tenorino ma la mia maestra scoprì che cantando un po' in falsetto la mia voce era da mezzosopranista. In scena cantavo canzoni americane, la mia preferita era "Summertime"; mi truccavo come un mulatto... ma molto ambiguo! Facevo anche la soubrette, lavoravo all'"Ambra Jovinelli", al "Principe" di via Cola Di Rienzo, all'"Oriente", all'"Espero", quasi tutte sale che non esistono più. Gli ammiratori mi aspettavano alla fine dello spettacolo e spesso mi corteggiavano non preoccupandosi del fatto che non ero una donna "vera"[2]»

Tra i suoi cavalli di battaglia c'era una parodia di Josephine Baker con parruccona nera, faccia affumicata e gonnellino di banane. Negli anni Sessanta e Settanta "colleghe" di Vinicio erano George O'Brien, Dominot, Cordero, Giò Staiano e poche "altre".

Dall'avanspettacolo Diamanti passò al teatro delle cantine romane con registi-autori come Giancarlo Nanni, Memè Perlini e Pippo di Marca, ma anche al "Teatro degli stabili" con Franco Enriquez, con Enrico Maria Salerno, con Giancarlo Cobelli. Diamanti aveva un contratto in esclusiva con il "Teatro di Roma" quando lo chiamò Fellini per La dolce vita, ma dovette rifiutare per non pagare l'ingente penale.

Con Enriquez fece almeno sei stagioni con altrettanti spettacoli a metà degli anni Settanta. Memorabile la sua partecipazione a Eliogabalo, pièce d'avanguardia ispirata a un testo di Alberto Arbasino, messa in scena da Aglioti e Perlini al teatro "La Piramide" di Roma. Eliogabalo venne definito lo "spettacolo più bello del mondo" e Diamanti vi appariva nudo, scandalizzando le signore della "Roma bene" che s'erano avventurate in una cantina di periferia, preferendola ai velluti dell'Opera.

Con Di Marca interpretò tutti i testi di Jean Genet, da Le serve a Negri. Con Perlini fece anche altri spettacoli, come quelli dedicati ai pittori Ligabue e Picasso e La vedova allegra, che debuttò al Sistina. Della Roma anni Settanta ricordava:

« Frequentavo "L'occhio, l'orecchio e la bocca", locale di intrattenimento vario (cinema, cabaret, ristorante) dove ho cantato con Franco Caracciolo (il "ragazzo coccodè" di Indietro tutta, programma tv di Arbore) e con Stefano Bianchi. Lì ho conosciuto Mario Mieli e siamo diventati amici, ogni volta che una tournée mi portava a Milano ero suo ospite[3]»

Ha partecipato a moltissimi film italiani e stranieri, ma quello più significativo per il suo ruolo è sicuramente Delitto al Blue Gay, del 1984, con il Monnezza (Tomas Milian): in esso Vinicio interpreta la star, drag queen di un locale notturno. Aveva recitato anche nel film della Cavani Al di là del bene e del male, in Due pezzi di pane di Sergio Citti, ne Il vizietto accanto a Tognazzi e a Michel Serrault (interpretava Mercedes, ballerina di flamenco) e ne Il lupo e l'agnello, sempre con Serrault. L'ultima partecipazione cinematografica è del 2006, con il cortometraggio Dentro Roma, nel quale interpreta se stesso. Negli ultimi anni recitava soprattutto per puro divertimento ed era diventato la "diva" attempata di alcune serate alternative dei centri sociali romani.

La storia di Vinicio Diamanti, ultima "regina" dell'avanspettacolo, è un tesoro prezioso per tutti quelli che credono nella libertà, quella vera. Partecipava alle manifestazioni del movimento lgbtqi, al Pride in particolare, vestito come un'eccentrica signora di mezza età.

Bibliografia

Filmografia

Vinicio Diamanti con Stefano Bolognini (2005).
  • Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarlo sano, regia di Silvio Amadio (1973)
  • Al di là del bene e del male, regia di Liliana Cavani (1977)
  • Voglia di donna, regia di Franco Bottari (1978)
  • Il vizietto, regia di Edouard Molinaro (1978)
  • Quando c'era lui... caro lei!, regia di Giancarlo Santi (1978)
  • Due pezzi di pane, regia di Sergio Citti (1979)
  • Scusi, lei è normale?, regia di Umberto Lenzi (1979)
  • Gay Salomé, regia di Michele Massimo Tarantini (1980)
  • Il lupo e l'agnello, regia di Francesco Massaro (1980)
  • Fuori dal giorno, regia di Paolo Bologna (1983)
  • Barcamenandoci, regia di Antonio Bido (1984)
  • Delitto al Blue Gay, regia di Bruno Corbucci (1984)
  • Er Moretto, regia di Simon Bischoff (1985)
  • La ragazza del metrò, regia di Romano Scandariato (1989)
  • Arabella l'angelo nero, regia di Stelvio Massi (1989)
  • Giorni felici a Clichy, regia di Claude Chabrol (1990)
  • Il ricatto 2, regia di Vittorio De Sisti (Miniserie televisiva) (1991)
  • Dentro Roma, regia di Francesco Costabile (Cortometraggio) (2006)

Note

  1. La stesura originale di questa voce è apparsa a firma Saverio Aversa con il tiolo: Vinicio Diamanti, "Regina" dell'avanspettacolo, su "Liberazione", 5 gennaio 2010. La versione non modificata può essere letta su "Culturagay.it".
  2. Comunicazione personale, intervista a Saverio Aversa.
  3. Riccardo Peloso, Piselli o pois, "Babilonia" n. 203, ottobre 2001.

Voci collegate

Link esterni