Vincenzo Cicerone

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Vincenzo Cicerone nel 1951.

Vincenzo Cicerone (Lecce, 14 novembre 1919- 5 gennaio 1989) fu membro dell'Assemblea Costituente, e nell'aprile 1948 fu eletto in Parlamento nella circoscrizione di Lecce, nelle liste del Partito Nazionale Monarchico.

Carriera

Il quotidiano "La Stampa" così descrisse nel 1951 il suo "trionfo elettorale" del 1948:

« Vincenzo Cicerone era sbocciato alla vita politica come un fiore entusiasta. Deputato all'assemblea costituente per la lista monarchica, condusse poi, nella sua penisola salentina, una delle campagne più esuberanti della nostra storia parlamentare, in vista del 18 aprile 1948, sempre in nome del re. A sue spese, le campagne di Lecce furono inondate di immaginette sacre sulle quali, al posto dei Santi e della Vergine, figuravano i volti di personaggi sabaudi; sul retro erano riprodotti i testi dei telegrammi di condoglianza spediti dall'onorevole stesso ad Umberto ed a Maria José in occasione della morte di Vittorio Emanuele III. La rielezione del candidato salentino fu un trionfo. Gli elettori del contado leccese coltivarono la speranza, mai smentita dal loro leader, di un nuovo referendum; Montecitorio acquistò un uomo di punta, delle cui camicie di seta e dei cui pedalini di fil di Scozia si parlava nei caffè di Via Veneto[1]»

Nel 1949 l'eccentrico deputato recitò pure nella parte d'un sacerdote di campagna nel film: Barriera a settentrione, di Luis Trenker, distribuito nel 1950[2].

Lo scandalo Cicerone (1951)

Giò Stajano, che con Cicerone condivideva gusti sessuali e giro d'amicizie, lo descrisse (sotto il nome di "zia Vincenza") in Meglio l'uovo oggi, come un omosessuale molto "tradizionale", appassionato di giovani molto virili e possibilmente eterosessuali.

La carriera politica di Cicerone fu bruscamente stroncata da uno scandalo scoppiato il 3 maggio 1951, quando il suo segretario, Fausto Sarno (ex campione di lotta libera, incontrato mentre faceva il calzolaio nel laboratorio artigiano del Ministero della Giustizia), di 29 anni, gli sparò senza colpirlo tre colpi di pistola nell'appartamento di Cicerone.

I due erano stati già protagonisti d'una rissa, durante il Natale precedente, in un albergo di Cortina d'Ampezzo, dove Sarno aveva preso a pugni Cicerone, tuttavia lo scandalo in quell'occasione non era andato oltre il pettegolezzo. La relazione era però nei fatti "pubblica":

« L'amicizia dei due divenne infatti in breve intima, tanto che essi erano visti spesso insieme in vari locali romani, in numerosi centri di villeggiatura, come Capri e Viareggio, oppure viaggiare a bordo di lussuose automobili[3]»

La crisi era scoppiata quando Sarno aveva annunciato di volersi sposare (ovviamente con una donna). Secondo il giovane, Cicerone avrebbe fatto pressioni tanto asfissianti su di lui (ed anche, come testimoniò il padre della ragazza, sulla sua famiglia, arrivando alle minacce, ragione per cui sarebbe stato denunciato per violenza privata e continuata) da causare la scena drammatica. Secondo Cicerone, invece, lo svolgimento era stato questo: Sarno aveva deciso di lasciare il posto di lavoro, ciononostante aveva cercato di estorcergli con le minacce una forte somma di denaro. Da qui l'alterco, nel corso del quale Sarno s'era impadronito della pistola che Cicerone deteneva in casa (senza licenza, cosa che gli valse una denuncia per porto abusivo di pistola), usandola poi per cercare di ucciderlo.

L'onorevole si affrettò a denunciare Sarno, che fu arrestato, tuttavia l'indagine fece emergere una serie di reati economici contro i quali in circostanze normali l'onorevole si sarebbe fatto scudo dell'immunità parlamentare, mentre lo scandalo omosessuale lo privò di ogni indulgenza da parte dei colleghi, che decretarono la fine della sua carriera. Nelle parole della "Stampa" del 1951,

« L'on. Cicerone, giunto all'estremo della pazienza, ha sporto querela contro l'ingrato: e l'ingrato, colpevole di tentato omicidio, è stato tratto in arresto. In guardina il Sarno ha «cantato». Verissimo che l'onorevole gli ha reso molti benefici; lo stipendio era ottimo, il lavoro non massacrante, la vita piacevole: basti bensare che il segretario aveva «conto aperto» presso una grande sartoria di via Veneto a spese del padrone. Verissima la storia dei pugni (lo scandalo ebbe luogo, la sera di Natale, all'hotel Miramonti in Cortina d'Ampezzo) e vera la storia dei colpi di rivoltella andati a vuoto in casa dell'onorevole, a via Panama. Ma — secondo il Sarno — a parte il fatto che anche l'onorevole, in quella circostanza, disponeva di un revolver[4], è da respingere la tesi di Cicerone, secondo cui l'aggressore avrebbe agito per intimidire il deputato ed estorcergli ancora denaro. La verità, dice il bel calzolaio, è che il deputato manifestava un incomprensibile corruccio di fronte all'annuncio del fidanzamento del suo segretario con la figlia di un commerciante di colori; e il grave è che il commerciante di colori sostiene di fronte alla magistratura d'aver subito intimidazioni e minacce da Cicerone perché il matrimonio non si facesse.

Che più? All'ultimo momento si è aggiunta, contro l'onorevole, la denuncia di appropriazione indebita mossagli da una ditta torinese: il deputato avrebbe promesso di appoggiare la ditta presso l'INA per ottenere una sovvenzione; la sovvenzione mancò, ma l'onorevole dimenticò di restituire il compenso.
Non basta. Un agente di cambio romano si lagna di aver ricevuto dall'on. Cicerone assegni a vuoto, un costruttore di Capua accusa il deputato, nientemeno, di strozzinaggio[5]»

Un altro articolo specificava meglio i reati economici del Cicerone:

« Reati di usura e di appropriazione indebita sono poi risultati dai rapporti di affari del Cicerone col costruttore edile Santagata, residente a Capua. L'accusa di truffa è invece dipendente da una complicata storia di assegni a vuoto e cambiali con il commerciante romano di calzature Giuseppe Vincenzini. Risulta infine che Vincenzo Cicerone è stato anche denunciato da una ditta di Torino. Egli infatti venne incaricato da una società torinese di ottenere una sovvenzione dalla I.N.A. per un certo affare, previo compenso; Vincenzo Cicerone si fece rilasciare degli effetti in bianco. Il deputato non ottenne la sovvenzione dall'I.N.A., ma riempì ugualmente le cambiali riuscendo a scontarle presso una banca. Di qui la denuncia[6]»

La vicenda che aveva portato alla catastrofe è invece raccontata in questo modo:

« Qualche settimana fa il deputato chiedeva alla polizia di procedere contro il Sarno accusandolo di avergli estorto alcuni milioni nei corso di loro determinati rapporti, la cui natura per altro non fu meglio precisata. Tratto in arresto, il Sarno confessava di avere avuto effettivamente del denaro da Vincenzo Cicerone; ma dalle sue dichiarazioni emergevano anche, dopo un meticoloso controllo da parte della questura, vari reati compiuti dal deputato.

Pochi mesi dopo aver conosciuto il Cicerone, Fausto Sarno diveniva suo segretario particolare e a spese del deputato poteva farsi confezionare da un notissimo sarto alla moda un completo guardaroba per la somma di oltre mezzo milione. Trascorsi alcuni mesi, i rapporti tra i due cominciarono a guastarsi. Il dramma doveva scoppiare la sera del 30 gennaio [sic], nella casa del deputato, in via Panama 110, ove per poco questi non veniva ucciso dai tre colpi di pistola sparatigli dal suo segretario. Il Sarno, infatti, recatosi a tarda ora in casa dell'amico gli chiedeva una forte somma di denaro. Al netto rifiuto del Cicerone, i due si coprivano di insulti e alla fine l'ex lottatore afferrata la pistola che il deputato teneva in casa sparò contro di lui tre colpi, che per fortuna non raggiunsero il segno.
Il dissidio che ha provocato ora la <<rottura» definitiva fra il deputato e il suo segretario risale a pochi giorni addietro. Il Sarno, fidanzatosi con una bellissima ragazza, figlia di un noto commerciante romano, chiese di rinunciare al suo posto di segretario per essere libero da ogni impegno. Non riuscendo a convincere il giovane a desistere da questo suo proposito, Vincenzo Cicerone giuocò l'ultima carta avvicinando la fidanzata dell'amico e il padre di lei e giungendo perfino a minacciarli di morte. Di qui il reato di violenza privata.[7]»

Nonostante la revoca dell'immunità parlamentare fosse stata fin lì negata nel 90% dei casi, anche per reati ben più seri[8], lo scandalo omosessuale spinse la commissione parlamentare incaricata dell'autorizzazione a concederla addirittura all'unanimità, cosicché Cicerone fu processato e condannato.
Egli fu inoltre ulteriormente accusato di millantato credito ed estorsione e falsificazione della firma di Umberto II di Savoia, per aver "venduto" titoli nobiliari, falsificando la firma dell'ex sovrano[9].

Conseguenze dello scandalo

Cicerone "sbattuto in prima pagina" su "Lo specchio", 29/1/1961.

Oltre a vedersi stroncata la carriera politica, Cicerone divenne da quel momento bersaglio privilegiato degli strali moralistici ed omofobici dell'estrema destra italiana. Tale accanimento persecutorio non si spiega tanto con la circostanza delle sue relazioni omosessuali (di cui nessuno poteva essere all'oscuro quando Cicerone era deputato in quelle fila), quanto per essersi fatto scoprire per il "colpo di testa" della denuncia, gettando discredito sulla credibilità del moralismo delle destre italiane.

Secondo Giò Stajano, Cicerone fu fatto bersaglio di pesanti pettegolezzi relativi a presunte orge organizzate a casa sua, alle quali il padrone di casa si sarebbe presentato vestito da geisha, ospitando fra gli altri la squadra di calcio della Roma. Nel 1951, dopo la retrocessione in serie B della squadra, sempre secondo il pettegolezzo di Stajano[10], i tifosi se la sarebbero presa con Cicerone, costringendolo a "cambiare aria" per qualche mese, rifugiandosi in America.

Il 5 luglio 1963 Cicerone fu addirittura arrestato con l'accusa d'essere coinvolto nello scandalo dei Balletti verdi, rimanendo in carcere fino al 26 novembre dello stesso anno [11]. A fronte di tale persecuzione non stupisce che i giornali abbiano registrato almeno due tentativi di suicidio dell'ex onorevole[12].

Note

  1. Anonimo, Le avventure dell'on. Cicerone, il più elegante deputato d'Italia, "La Stampa", 03.05.1951, n. 103, p. 4.
  2. Anonimo, Un giovane deputato attore cinematografico, "La Stampa", 19.10.1950, n. 248, p. 5.
  3. Anonimo, La doppia vita dell'on. Cicerone, "Stampa Sera", 02.05.1951, n. 103, p. 3.
  4. In realtà il revolver impugnato dal Sarno era proprio quello appartenente a Cicerone.
  5. Anonimo, Le avventure dell'on. Cicerone, il più elegante deputato d'Italia, "La Stampa", 03.05.1951, n. 103, p. 4.
  6. Anonimo, La doppia vita dell'on. Cicerone, "Stampa Sera", 02.05.1951, n. 103, p. 3.
  7. Anonimo, La doppia vita dell'on. Cicerone, "Stampa Sera", 02.05.1951, n. 103, p. 3.
  8. Così Filippo Maria Battaglia, Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana, Bollati Boringhieri, Torino 2017, p. 77.
  9. Anonimo, L'on. Cicerone falsificava la firma di Umberto di Savoia, "La Stampa", 17.05.1951, n. 115, p. 1; Anonimo, L'ex-on. Cicerone falsificò la firma di Umberto II, "La Stampa", 15.01.1954, n. 13, p. 6; Anonimo, L'ex-on. Cicerone condannato per falso a un anno e sei mesi, "Stampa Sera", 15.01.1954, n. 13 pagina 3.
  10. Riportato in: Filippo Maria Battaglia, Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana, Bollati Boringhieri, Torino 2017, alle pp. 77-78.
  11. G. Fr., In arresto l'ex deputato coinvolto nei "balletti verdi", "La Stampa", 06.07.1963, n. 159, p. 9; S. M., Scarcerato l'ex deputato Cicerone coinvolto nei «balletti verdi» di Brescia, "La Stampa", 27.11.1963, n. 281, p. 11.
  12. * Anonimo, L'ex deputato Cicerone ha tentato di uccidersi, "Stampa Sera", 30.10.1963, n. 255, p. 15; Ex onorevole monarchico tenta per la seconda volta il suicidio, "La Stampa", 05.09.1964, n. 202, p. 10.

Bibliografia

  • Giò Stajano, Meglio l'uovo oggi, Quattrucci, Roma 1959, passim.
  • Mario Tedeschi, Il nuovissimo dizionario del malcostume, Edizioni del Borghese, Roma 1965.
  • Filippo Maria Battaglia, Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana, Bollati Boringhieri, Torino 2017, pp. 75-78.

Rassegna stampa

Voci correlate

Link esterni