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Da Wikipink - L'enciclopedia LGBT italiana.
Voce curata da Raffaele Yona Ladu - si sta preparando la versione futura.

Intersezionalità

Origine del termine

Il termine intersezionalità (od intersezionalismo) è stato esplicitamente definito nel 1989 dalla femminista nera americana Kimberlé Williams Crenshaw, professoressa di Diritti Civili (ed altri corsi nei campi della teoria critica della razza e del diritto costituzionale) nella Facoltà di Legge dell'Università di California - Los Angeles.

Definizione ed esempi

Sebbene sia un termine piuttosto recente, descrive un'esperienza comune a tutte le persone, di ogni tempo, cultura e luogo: non si è mai oppressi per una cosa soltanto, anche se alle volte sembra la più importante, ma per molte, ognuna delle quali non si limita ad aggiungere il proprio "peso" al carico di una persona, ma può "appesantire" anche le altre forme di oppressione subìte, moltiplicando così il danno arrecato.

Sono molti i possibili esempi di questo, e ci limiteremo qui ai più interessanti per i lettori di WikiPink.

Omofobia * Misoginia = Lesbofobia

Il più semplice di questi casi può essere considerato la differenza tra l'omofobia in senso stretto (paura, disprezzo ed odio per gli uomini gay) e la lesbofobia (le medesime cose, ma per le donne lesbiche): nelle donne lesbiche si combinano la discriminazione, il pregiudizio e l'oppressione rivolti sia contro le persone omosessuali, sia contro le donne. L'essere omosessuale viene "peggiorato" dall'essere donna, e l'essere donna viene "contaminato" dall'essere omosessuale. Il risultato è che le donne lesbiche vivono una vita peggiore sia dei maschi gay che delle donne etero.

Omofobia/Lesbofobia/Bifobia * Transfobia

Sono molto interessanti anche le intersezionalità tra omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia: se una persona trans cerca partner il cui genere/sesso anagrafico è diverso dal proprio genere/sesso anagrafico, la coppia che forma può sposarsi secondo la legge italiana attuale (Ottobre 2014); se cerca invece partner del proprio genere/sesso anagrafico, non ha questo privilegio, e si espone ad incomprensioni, lazzi ed attacchi particolarmente feroci.

Questo perché la persona transessuale che cerca un rapporto eterosessuale (cioè con partner di genere/sesso anagrafico diverso dal proprio) riscatta in extremis l'eteronormatività che il suo transgenderismo/transessualismo ha messo in discussione; invece, la trans MtF lesbica/bi ed il trans FtM gay/bi sfidano l'eteronormatività in modo ancora più radicale, in quanto hanno rifiutato la via "più facile" per entrare in rapporto (produttivo magari di prole) con il proprio "oggetto del desiderio", ovvero conservare ed usare il corpo con cui sono nati.

Esistono coppie etero in cui lui è un trans FtM e lei una trans MtF - ed hanno maggior prestigio sociale (possono pure sposarsi, in Italia) delle coppie omo in cui uno od entrambi sono trans, per questo motivo.

HIV-Positività/MTS * Omosessualità/Bisessualità/Transessualità

Qui l'intersezionalità si manifesta, attualmente ed in Italia, soprattutto con l'accrescimento della stigmatizzazione del soggetto; va però tenuto presente che una diagnosi di HIV-positività (od MTS) può portare all'outing del paziente, ovvero può rendere palese che egli è omosessuale o bisessuale.

In molti paesi, in cui il comportamento omosessuale è punito dalla legge (o fortemente stigmatizzato), l'outing può avere conseguenze legali e sociali gravi, tra cui la condanna a morte.

Un caso appena meno peggiore si ha nei paesi in cui:

  • le cure mediche (e quindi anche le terapie antiretrovirali contro l'HIV e quelle più generiche contro le altre MTS) sono a carico del paziente;
  • non c'è protezione dalle discriminazioni nell'impiego a danno delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali.

Questa combinazione (per nulla rara!) priva le persone LGBT HIV+ (od affette da MTS) del loro reddito proprio quando ne hanno più bisogno.

Cittadinanza straniera * HIV-Positività (accertata o presunta)

Diversi paesi hanno cercato e cercano ora di frenare la pandemia HIV vietando agli stranieri HIV+ di entrare o stabilirsi nel proprio territorio; per la situazione aggiornata si rimanda a HivTravel.Org, e qui si riportano solo alcuni casi esemplari:

  • In Italia non c'è alcun divieto a carico degli stranieri HIV+;
  • Negli USA un simile divieto (anche di ingresso) è stato in vigore dal 1987 al 2010;
  • In Israele le persone HIV+ possono entrare nel paese, ma i lavoratori migranti (sono tanti) devono subire il test HIV; gli stranieri che entrano in Israele devono avere un'assicurazione sanitaria a scanso di guai;
  • In Egitto non ci sono test sui turisti stranieri, ma chi vuole lavorare o risiedere in Egitto deve fare il test HIV - in loco; se uno straniero viene diagnosticato HIV+, viene espulso;
  • In Russia, non è necessario il test HIV per soggiorni turistici di durata inferiore ai 90 giorni; per entrare ed uscire dalla Russia più volte, per studiare o lavorare nel paese, è necessario il test; lo straniero diagnosticato HIV+ viene espulso.

Quello che conta qui osservare è che è più facile vuotare il mare con un colino che impedire agli stranieri di entrare nel proprio paese; questi divieti perciò, più che tutelare la salute pubblica, finiscono con il creare una sotto-sotto-sottoclasse di immigrati clandestini facilmente ricattabili. Un caso da manuale di intersezionalità.

Note


Bibliografia

Link esterni

Voci correlate

Categorie

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