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La storia LGBT si riferisce alla storia delle culture gay, lesbiche, bisessuali e trans in varie parti del mondo, a partire dalla prima testimonianza di tali orientamenti sessuali all'interno delle antiche civiltà.

Comunque, è da prendere in considerazione il fatto che la storia LGBT è stata segnata dalla persecuzione e dall'incomprensione e spesso è stata vista con sospetto e repressa. Il campo della storia LGBT, intesa come libera, è quindi relativamente nuovo.

La storia LGBT è di conseguenza anche una storia degli atteggiamenti sociali possibili verso un comportamento percepito come deviante, ed ha quindi rilievo anche da un punto di vista sociologico, antropologico, politico, e in qualche misura filosofico. Per questo motivo esiste anche una branca della storiografia che si occupa espressamente di storia LGBT.

Storia antica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la pagina Cronologia della storia LGBT.

L'atteggiamento del mondo classico nei confronti dei comportamenti omosessuali ovviamente differiva da quello attuale. Principalmente il giudizio sociale relativo agli atti sessuali non si basava sulla scelta del genere sessuale del o della partner sessuale, bensì sulla scelta del ruolo sessuale rivestito dal maschio nel coito (attivo o passivo). Il ruolo attivo era considerato segno di mascolinità anche all'interno di un rapporto omosessuale, mentre qualsiasi tipo di passività era violentemente disprezzata.

Una seconda differenza riguarda il fatto che nell'antichità il criterio per stabilire la liceità dell'atto omosessuale non si basava sul raggiungimento o meno della cosiddetta età del consenso di entrambi i partner, bensì sulla condizione personale (uomo libero o schiavo) del soggetto passivo. Era lecito un rapporto sessuale anche con un bambino, se schiavo era illecito un rapporto con un adolescente consenziente ormai uomo se l'adolescente era un cittadino e subiva il ruolo passivo. Da questo punto di vista, è particolarmente lontano dalla mentalità odierna il concetto di stupro consensuale, che invece esiste nel diritto romano nel caso di un rapporto sessuale proibito dalla legge, anche quando entrambi i partner erano consenzienti. Stuprum, in latino, infatti significa anche rapporto sessuale fra persone consenzienti ma proibito dalla legge.

Una terza differenza, infine, consiste nel fatto che il matrimonio, nell'antichità, era prima di tutto un contratto destinato a produrre benefici, come una prole che mantenesse il genitore anziano e inabile nell'età tarda, alleanze politiche, trasferimento di patrimonio, accrescimento della potenza militare della comunità. Non era infatti pensato idealmente per soddisfare di un bisogno affettivo individuale. L'amore era un gradito extra che poteva presentarsi dopo il matrimonio, ma non la ragione per cui il matrimonio avveniva. Per questa ragione il matrimonio era una cerimonia di fatto obbligatoria. L'omosessualità esclusiva era un privilegio di pochi, perché anche per i ricchi il matrimonio era un obbligo: se non economico, dinastico.

Antica Grecia e Roma

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le pagine Omosessualità nell'Antica Roma, Pederastia greca e Omosessualità nell'Antica Grecia.

Benché fra la Grecia classica e la Roma ellenistica esistessero alcune differenze rispetto all'omosessualità, è possibile trattare insieme le due culture, dato che non sono presenti sostanziali differenze di concezione. La Grecia giustificò talvolta l'amore omosessuale con teorizzazioni filosofiche e artistiche originali che a Roma mancarono. E Roma dimostra, rispetto alla Grecia, un atteggiamento più diretto verso la sessualità, e fa meno uso di alibi filosofici ed artistici. Ciononostante, la mentalità dell'uomo romano nei confronti del ragazzo oggetto dei suoi desideri non è fondamentalmente diversa rispetto a quella del greco dell'età classica. La vera rottura di mentalità non si ebbe al passaggio da mondo classico al mondo ellenistico, ma nel passaggio dal mondo ellenistico al mondo cristiano.

I primi documenti riguardanti relazioni omosessuali derivano da rapporti pederastici ovvero da rapporti tra un uomo adulto, l'erastes, ed un ragazzo, l'eromenos. Entrambi i partner erano ispirati dall'amore simbolizzato da Eros, e l'erastes offriva istruzione, consigli e regali al suo eromenos, che in genere diventava suo alunno e assistente. Kenneth J. Dover, seguito da Michel Foucault, presume che all'epoca fosse considerato improprio per l'eromenos sentire il desiderio, dato che non sarebbe stato segno di mascolinità. La teoria di Dover ha provocato però diversi interrogativi alla luce dell'evidenza della poesia amorosa dell'epoca, che suggerisce una connessione più emotiva e sentimentale rispetto alle precedenti ricerche accertate.

Alcuni studi hanno mostrato che gli antichi greci credevano che il seme, ovvero lo sperma, fosse la fonte del sapere, della conoscenza, e che queste relazioni servissero a passare una sorta di testimone dall'erastes all'eromenos.[1] Molte organizzazioni facenti parte del movimento LGBT asseriscono che le relazioni pederastiche greche non hanno nulla in comune con le odierne pratiche LGBT dato che coinvolgevano bambini. Viene comunque appuntato dai critici che nell'antichità le relazioni pederastiche non coinvolgevano i bambini, ma i giovani ragazzi; il termine non va quindi confuso con la pedofilia.

Con transizione da paganesimo a cristianesimo, nel tardo impero romano fu la condanna cristiana a rendere l'omosessualità un reato, cioè uno stuprum; tuttavia la terminologia usata per giustificare la condanna non è cristiana, ma è ripresa dalla filosofia greca e non dalla teologica ebraica.

Nella proibizione dell'omosessualità esisteva, almeno in parte, il desiderio di tutelare il partner passivo dal disonore sociale che gli deriva dal suo atto. Combattendo contro l'idea che alcune persone (quelle libere) abbiano il diritto di usare il corpo di altre (quelle schiave) in qualunque modo desiderino. Era abbastanza ovvio chiedere la condanna di un atto che era considerato dalla stessa mentalità pagana uno stuprum (un abuso) anche quando avveniva fra persone consenzienti. Ciò non significa che nel violento rifiuto cristiano dell'omosessualità non ci fosse anche un netto rifiuto del mondo materiale e corporale, che si manifesta anche nei confronti della sessualità eterosessuale, tollerata solo per fini di procreazione. Significa però che dire che il cristianesimo rovesciò la libera morale sessuale pagana in realtà semplifica eccessivamente un'evoluzione di pensiero molto più complessa, sfumata e contraddittoria.

Molti pensatori greci furono infatti violentemente antiomosessuali, al punto che su molte questioni i cristiani dovettero solo recuperare le loro condanne e i loro principi, e utilizzarli nuovamente, corroborandole con l'autorità derivante dalle condanna della Sacra Scrittura, per esempio richiamandosi al mito della distruzione di Sodoma e Gomorra. Una lettura parallela di scrittori cristiani e di loro contemporanei pagani come Seneca oppure Plotino, mostrerà in effetti, in questo campo, molte più convergenze che divergenze.

Antica Cina e Giappone

La presenza dell'omosessualità in Cina è stata testimoniata sin dai tempi antichi. Lo studioso Pan Guangdan (潘光旦) è arrivato alla conclusione che quasi tutti gli imperatori della Dinastia Han hanno avuto uno o più partner uomini.[senza fonte] Esistono anche riferimenti al lesbismo, se pur in quantità minore. L'omosessualità era molto popolare durante le dinastie Song, Ming e Qing. Gli omosessuali cinesi non sono stati oggetto di una forte persecuzione, paragonata a quella europea ed in particolare medioevale.[senza fonte]

L'amore tra persone dello stesso sesso era celebrata attraverso l'arte; molti esempi sono sopravvissuti alla distruzione della Grande rivoluzione culturale. Anche se non sono presenti statue imponenti, molte raffigurazioni su seta e pergamene possono essere trovate nelle collezioni private.[2]

In Giappone molti diari risalenti al periodo Heian contengono riferimenti ad atti omosessuali. Molti di questi contengono addirittura testi sugli imperatori e sulle loro relazioni omosessuali. In altri scritti figurano riferimenti ai problemi di identità, ovvero a storie di un giovane ragazzo che si innamora di una ragazza la quale però è un uomo travestito da donna.[senza fonte]

Medioevo

Rinascimento

Epoca moderna

La Rivoluzione Francese e il Codice Napoleonico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la pagina Movimento di liberazione omosessuale.

La Rivoluzione Francese abolì nel 1791, sulla base dei princìpi filosofici dell'Illuminismo, tutti quelli che definì i reati immaginari, come la stregoneria, l'eresia, e per l'appunto la sodomia.

Il Codice Napoleonico conservò tale decisione, pur introducendo alcune misure restrittive di polizia relative all'offesa alla pubblica decenza che potevano essere usate per reprimere l'omosessualità.

La decisione ebbe un impatto duraturo, creando in Europa un'area composta da paesi, quasi tutti cattolici, che seguivano il Codice napoleonico, e nei quali l'omosessualità fra adulti consenzienti non era più un delitto, ed un'area composta in maggioranza da paesi protestanti, in cui l'omosessualità maschile persisteva come reato. Questa situazione creò le basi di un vasto turismo omosessuale che portava ricchi omosessuali del nord Europa a cercare amanti nei paesi cattolici dell'Europa del sud, Italia inclusa.

Questa disparità di trattamento costituì il primo stimolo per alcuni omosessuali, viventi in paesi in cui l'omosessualità era ancora un reato, a intraprendere campagne per l'abolizione delle leggi antiomosessuali, a giustificare il loro modo di essere come determinato dalla natura e non da una scelta morale corrotta, facendo quindi pressione su medici e scienziati affinché ne studiassero le cause e le caratteristiche. Alla fine, questo attivismo portò alla fondazione di un vero e proprio movimento di liberazione omosessuale, che ebbe ovviamente il massimo sviluppo nelle nazioni in cui l'omosessualità rimaneva un reato.

Il movimento per l'emancipazione in Germania, 1890-1934

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la pagina Institut für Sexualwissenschaft.

Il Novecento

La persecuzione fascista

La persecuzione nazista

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la pagina Storia degli omosessuali nella Germania nazista e durante l'Olocausto.

Durante il Nazismo in Germania, i rapporti omosessuali, considerati «sterili» ed «egoistici» vennero visti come un tradimento alle politiche demografiche di potenziamento del popolo non essendo gli omosessuali in grado riprodursi, per questo motivo da 10.000 a 30.000 omosessuali tedeschi vennero internati nei campi di concentramento.

I prigionieri omosessuali, all'interno dei campi nazisti, venivano identificati con un triangolo rosa rivolto con una punta verso il basso. Questo simbolo, in ricordo dello sterminio, è spesso usato dai movimenti omosessuali nelle lotte contro la discriminazione.

La persecuzione comunista

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la pagina Persecuzione dell'omosessualità in Urss.

Contemporaneamente alla persecuzione nazista ebbe luogo una persecuzione meno nota, ma non meno devastante, in Unione Sovietica. Le basi culturali furono paradossalmente simili a quelle che scatenarono la persecuzione nella Germania nazista, cioè il concetto pseudo-biologico di degenerazione. L'omosessualità era una tara, fisica, legata alla decadenza morale e fisica della corrotta, e ormai sconfitta, classe borghese. Come tale, era da sradicare da tutta l'Urss.

In base agli studi compiuti dopo il crollo dell'Urss si è potuto verificare che alcune decine di migliaia di persone furono internate per omosessualità nei gulag staliniani, da dove non fecero mai ritorno. L'omosessualità fu inoltre usata come arma nelle lotte politiche dell'Urss, accusando gli avversari politici di essere omosessuali.

I moti di Stonewall

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la pagina Moti di Stonewall.

Nell'autunno del 1959, la polizia dell'amministrazione Wagner di New York City cominciò a chiudere i gay bar della città, che erano quasi due dozzine a Manhattan all'inizio dell'anno. Questo provvedimento era in gran parte il risultato di una campagna omofobica di estrema destra concepita dall'editorialista del quotidiano NY Mirror, Lee Mortimer. I gay bar vennero chiusi in poco tempo, e quelli riaperti ebbero vita breve.

L'elezione di John Lindsay nel 1965 ha segnato un cambiamento importante nella politica della città e un nuovo atteggiamento nei confronti della comunità LGBT di New York.

Il 21 aprile 1966, Dick Leitsch, presidente della Mattachine Society ed altri di due membri organizzarono una riunione al Julius Bar al Greenwich Village di Manhattan. Ciò scaturì leggi anti-gay nella organizzazione della città. Queste disposizioni prevedevano che per gli omosessuali fosse illegale riunirsi in pubblico e bere alcolici in un bar. Prima di queste leggi il commercio dei gay bar doveva appoggiarsi alla polizia e alla mafia, pagandole. Non appena la legge venne abrogata, i gay bar tornarono ad essere liberi.

I moti di Stonewall furono una serie di conflitti violenti fra gli omosessuali e gli ufficiali di polizia di New York. Iniziarono venerdì 27 giugno 1969 all' 1:20, quando la polizia irrupe nel locale Stonewall Inn, un gay bar aperto senza autorizzazione. Stonewall è considerato una svolta per il movimento per i diritti LGBT di tutto il mondo.

I matrimoni omosessuali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la pagina Matrimonio omosessuale.

Tra la fine del ventesimo secolo e l'inizio del ventunesimo, in molti paesi è nata l'esigenza di creare leggi riguardo all'unione delle coppie del stesso-sesso. Il riconoscimento legale di un'unione coniugale apre una vasta gamma di diritti e doveri, compresa la previdenza sociale, le tasse e il diritto di eredità. Il riconoscimento legale limitato alle coppie di sesso opposto esclude le coppie dello stesso sesso dall'avere accesso legale a questi benefici, mentre le coppie non sposate del sesso opposto, prive di altri impedimenti legali, hanno la possibilità di sposarsi secondo un matrimonio civile e di accedere così a questi diritti.

Note

  1. Template:Cite book
  2. The World History of Male Love museo di raffigurazioni con soggetti omosessuali in Cina

Bibliografia (in italiano o sull'Italia)

Mondo greco arcaico e classico

  • Flaminio Boni, La pederastia nell'antica Grecia, Fabio Croce Editore, Roma 2002.
  • {Angelo Brelich, Paides e partheno Edizioni dell'Ateneo, Roma 1969.
  • Eva Cantarella, Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico,, Editori Riuniti, Roma 1988.
  • Kenneth J. Dover, L'omosessualità nella Grecia antica, Einaudi, Torino 1985.
  • Michel Foucault, 'La volontà di sapere (Storia della sessualità, vol. 1)||Feltinelli | Milano 1978.
  • Michel Foucault, L'uso dei piaceri (Storia della sessualità, vol. 2)||Feltrinelli | Milano 1984.
  • Johann Mathias Gesner, Socrates sanctus paederasta. Commentatio societati regiae gottingensi praelecta Schoonhoven, Trajecti ad Rhenum 1769.
  • Eva Keuls, Il regno della fallocrazia. La politica sessuale ad Atene, Il saggiatore, Milano 1988.
  • Henri-Irénée Marrou, Storia dell'educazione nell'antichità, Studium, Roma 1966.
  • Claudio Saporetti, Abolire le nascite: il problema nella Mesopotamia antica, Jouvence, Roma 1993.
  • Maurice Sartre, L'omosessualità nella nell'antica Grecia, in «L'amore e la sessualità», a cura di Georges Duby, Milano, Dedalo, 1986
  • Bernard, Sérgent, L'omosessualità nella mitologia greca, Laterza, Bari 1986.

Mondo ellenistico e romano

  • Eva Cantarella, Etica sessuale e diritto. L'omosessualità maschile a Roma, "Rechtshistorisches Journal", VI 1987, pp. 263-292.
  • Danilo Dalla, Ubi Venus mutatur. Omosessualità e diritto nel mondo romano, Giuffrè, Milano 1987.
  • Rosella Frasca, Educazione e formazione a Roma: storia, testi, immagini, Dedalo

Tardo ellenismo e cristianesimo delle origini

  • John Boswell, Cristianesimo, tolleranza, omosessualità. La Chiesa e gli omosessuali dalle origini al XIV secolo, Leonardo, Milano 1989.
  • Arrigo Manfredini, Qui commutant cum feminis vestem, "Revue internationale des Droits de l'Antiquité", s. III, XXII, 1985, pp. 257-271 (sul travestitismo nel Diritto romano, in italiano).
  • [[John McNeill] SJ, La Chiesa e l'omosessualità, Mondadori, Milano 1979.

Medioevo

  • John Boswell, Cristianesimo, tolleranza, omosessualità. La Chiesa e gli omosessuali dalle origini al XIV secolo, Leonardo, Milano 1989.
  • John Boswell, Alla scoperta dell'amore. Archetipi di amore gay nella storia cristiana, Libreria Croce, Roma 1999.
  • Giovanni Dall'Orto, L'omosessualità nella poesia volgare italiana fino al tempo di Dante. Appunti, "Sodoma" n. 3, Primavera/estate 1986, pp. 13-37.
  • Michael Goodich, The unmentionable vice, Ross-Erikson, Santa Barbara 1979.
  • Irene Zavattero, Il Liber Gomorrhianus di Pier Damiani: omosessualità e Chiesa nel Medioevo tesi di laurea.

Rinascimento

  • Romano Canosa, Storia di una grande paura. La sodomia a Firenze e a Venezia nel Quattrocento, Feltrinelli, Milano 1991.
  • Giovanni Dall'Orto, "Socratic love" as a disguise for same-sex love in the Italian Renaissance, "Journal of homosexuality" XVI, n. 1/2 1989, pp. 33-65.
  • Michael Rocke, Forbidden friendships. Homosexuality and male culture in Renaissance Florence, Oxford University Press, Oxford e New York 1996.
  • Guido Ruggiero, I confini dell’eros. Crimini e sessualità nella Venezia del Rinascimento, Marsilio, Venezia 1991.

Epoca moderna

L'Ottocento

Il Novecento

Voci correlate

Collegamenti esterni