Utente:Gdallorto/sandbox/Queer theory

Da Wikipink - L'enciclopedia LGBT italiana.
« Il termine "queer" è un significante fluttuante, la cui ricchezza consiste nel dover essere definito a ogni suo uso, o al contrario nel poter essere utilizzato senza essere compiutamente definito.

Da un punto di vista politico, l’aggettivo "queer" si presta pertanto a caratterizzare pratiche politiche radicali in cui la lotta contro maschilismo, eterosessismo, omotransfobia, omotransnormatività non segue strategie o progetti precostituiti, ma viene rideclinata ogni volta dalla contingenza. Da un punto di vista teorico, invece, esso non si attaglia a circoscrivere un preciso ambito disciplinare, ma piuttosto a indicare l'atteggiamento critico di un soggetto che fa del sessuale un motivo di ricerca infinita. Se negli USA c'è ormai chi denuncia l'esaurimento delle cosiddette teorie queer, la loro istituzionalizzazione, la loro complicità con il capitalismo neoliberale, in Italia il crescente interesse per queste pratiche di militanza e di sapere presso le nuove generazioni LGBTIA attesta l'emergere di una nuova coscienza critica che non si accontenta delle rivendicazioni espresse dai movimenti lesbici e gay italiani mainstream negli ultimi trent'anni e si interroga sulla possibilità di altre modalità di pensiero e azione»

Con tali oggetti e tali strumenti in mano, la teoria queer, affermando conseguentemente la transitività dei generi, si sforza di mettere in discussione la stabilità dell'identità e delle politiche ad essa legate. Identità non fisse, infatti, non possono essere categorizzate o etichettate e pertanto un singolo aspetto di una persona – aspetto che la precede socialmente e culturalmente nei gruppi identitari che a tali aspetti si rifanno - non può in alcun modo definirla. "Queer" risulta quindi più una critica all'identità che un'identità, mentre la teoria si fa più stringente sul metodo e più povera di un contenuto determinato a priori, assumendo nel complesso la forma di una strategia che destabilizza, destruttura, decostruisce o altrimenti mette in crisi i confini mediante analisi e performance. Così la problematica della stabilizzazione del queer, dell'uso e della determinazione del termine, diventa il problema del queering, ovvero dell'agire conseguente l'assunzione di una prospettiva e una contestazione queer[17], puntando avanti senza anticipare l'obiettivo. Voce "Teoria queer" su Wikipedia.

« “Queer” (traducibile in italiano con “strano”, “bizzarro”, ma anche con “checca”, “frocio”) è un termine polisemico, la cui ricchezza consiste nel dover essere definito a ogni suo uso, o al contrario nel poter essere utilizzato senza essere compiutamente definito. Da un punto di vista politico, caratterizza pratiche radicali volte a contrastare non solo maschilismo, eterosessismo, omotransfobia, ma anche bifobia, omotransnormatività (Duggan 2003), omonazionalismo e pinkwashing (Puar 2007, Fassin 2010b, Colpani, Habed 2014a, 2014b). Da un punto di vista teorico, indica l’atteggiamento critico di quegli autori e quelle autrici che fanno del sessuale un motivo di ricerca infinita, sfidando le convenzioni del senso comune e oltrepassando talvolta i limiti del politicamente corretto. [1] »

Link esterni

http://archivioqueeritalia.com/about/queer/ Archivio queer Italia.

note

  1. Lorenzo Bernini, Uno spettro s'aggira per l'Europa... Sugli usi e gli abusi del concetto di gender, Cambio, n. 8, IV dicembre 2014, pp. 81-90, p. 81.