Utente:Gdallorto/Sandbox/Templari

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I cavalieri Templari furono un ordine medievale di monaci guerrieri, dedicati alla guerra contro i mussulmani.
Nato nel 1128, quest'ordine accumulò risorse e costruì una rete di sedi in tutti i Paesi d'Europa (ma era particolarmente forte in Francia): da essi traeva finanziamenti e reclute per l'incessante guerra contro gli "infedeli" in Terra Santa e in Spagna.

Il rogo dei Templari

Nel 1307-1312, con uno spettacolare e scandaloso processo, l'ordine fu bruscamente soppresso: la presenza di una milizia armata, autonoma e dotata di ampi mezzi per far la guerra, aveva finito per inquietare i monarchi europei, soprattutto quello di Francia (che essendone il più minacciato fu anche il più spietato nella persecuzione dei templari... e che ne incamerò i beni mobili).
Per sbarazzarsi dei templari, e per metter mano alle loro ricchezze, il re di Francia imbastì un processo-farsa degno di Stalin: i monaci furono accusati di essere un'accolita di eretici dediti alle peggiori turpitudini, all'adorazione del demonio, nonché a continui atti omosessuali.
Secondo le accuse, che grazie all'uso massiccio della tortura divennero "spontaneamente" confessioni, tutti i nuovi adepti dovevano sottostare ad un'iniziazione omosessuale prima di entrare nell'ordine.
Gli storici odierni hanno ormai mostrato quanto quello dei Templari sia stato un processo-farsa, con radici politiche, ma per oltre un secolo le accuse morbose contro di loro hanno eccitato la morbosità di molti scrittori, accreditando così l'immagine della cricca di feroci satanici.
Ciò non corrisponde al vero. Se certo qualche templare avrà gustato le gioie dell'omosessualità, come ovunque, non bisogna prendere per oro colato l'accusa di sodomia: si tratta infatti uno stereotipo, usato, prima o dopo il processo al Tempio, ogni volta che si voleva "provare" l'eresia di colui che si accusava. (*Demurger, p. 267). [Citare qui un po' dei documenti in materia: Giovanni XXIII, Bonifacio VIII, conte dell'Acerra].
Comunque sia, quando nel 1308 Clemente V cercò di salvare il salvabile cercando di cavarsela con un Concilio che discutesse il "problema", emanando la Bolla Regnans in coelis (tradotta integralmente da *Lo Mastro, pp. 214-220), non poté esimersi dal citare a più riprese (sia pure velandole di circonlocuzioni ed eufemismi) le accuse di sodomia:

« Poco tempo fa (...) fummo informati (...) che il Maestro ed i Precettori ed alcuni Fratelli della Milizia del Tempio e tutto l'Ordine (...) erano caduti, in dispetto di Dio, nel nefasto delitto dell'apostasia, del detestabile peccato dell'idolatria, nell'esecrabile turpitudine degli abitanti di Sodoma nonché in altre eresie. (...) Mentre l'infamia di detti delitti cresceva sempre di più a danno dei templari, un milite dell'Ordine, di nobili natali e molto quotato, riferì sotto vincolo di giuramento in nostra presenza, che durante la loro iniziazione i Fratelli osservavano questa consuetudine o piuttosto questa turpitudine: cioè il recipiendario rinnegava Gesù Cristo per istigazione di colui che lo riceveva e sputava in disprezzo del crocefisso su di una croce che allo scopo gli veniva esibita; quindi il ricevente ed il recipiendario compivano altre cose illecite che non si convengono ad uomini onesti, così come venne a dire colui che confessava in nostra presenza. (...) (* Lo Mastro, p. 215). »

Durante il processo, prosegue la Bolla papale,

« alcuni di loro hanno inoltre confessato delle orribili disonestà, che in questo momento taciamo per evitarci una vergogna; confermarono quindi quanto avevano confessato, come rispondente a verità, all'inquisitore contro l'eresia. (*Lo Mastro, p. 217). »

Testimonianze

Quello dei Templari fu un ordine ricchissimo di proprietà terriere, le cui rendite servivano a finanziare la guerra contro l'Islam, anche se di esse sono rimaste solo poche tracce in Italia, visto che dopo lo scioglimento dell'ordine le loro proprietà, a Milano come a Venezia, a Bologna come a Genova e altrove, furono confiscate e coi secoli trasformate o demolite.
Fa parziale eccezione la chiesa di Chiesa di san Bevignate [ca. 1250], subito fuori da Porta Sole a Perugia, che conserva addirittura nel coro e nella controfacciata affreschi del XII secolo che presentano i monaci-guerrieri in Terra Santa: a cavallo armati di tutto punto o vestiti delle loro bianche tonache. (Foto b/n della chiesa e degli affreschi: *Demurger, tavole f.t. 14-18. Cfr. anche Mario Roncetti, Pietro Scarpellini e Francesco Tommasi (curr.), Templari e ospitalieri in Italia. La chiesa di san Bevignate a Perugia, Electa, Milano 1987.).

Voci correlate

Bibliografia

  • Hans Blüher, La catastrophe de l'Ordre du Temple, "Palaestre" n. 1, primo trimestre 1994, pp. 75-83. (Decisamente superato).
  • George(s?) Bordonove, Il rogo dei Templari, Sugar, Milano 1969;
  • Vern Bullough, Heresy, witchcraft, and sexuality, "Journal of homosexuality", I, n. 2, winter 1974/75, pp. 183-201. (Sull'uso politico dell'accusa d'omosessualità nel medioevo, dai càtari ai templari).
  • Marc Daniel (pseud. Michel Duchein), Le grand maître, "Arcadie" n. 25, Janvier 1956, pp. 57-65 (sul processo al Gran Maestro; un po' romanzato).
  • Alain Demurger, Vita e morte dell'ordine dei Templari. 1118-1314, Garzanti, Milano 1987, pp. 246, 250-251, 267, 270. (Ottimo).
  • G.______ Lizerand, Le Dossier de l'affaire des templiers, _________, Paris 1923. Poi ________, ________ 1964.
  • Anne Gilmour-Bryson, The trial of the Templars in the papal States and the Abruzzi, Biblioteca apostolica vaticana, Città del Vaticano 1982.
  • Anne Gilmour-Bryson, Sodomy and the knights Templars, "Journal of history of sexuality", VII 1996, pp. 151-183.
  • Peter Partner , The murdered magicians: the Templars and their myth, ___________, London 1982. (Ritiene che non tutte le accuse loro rivolte fossero false).

Link esterni

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