Utente:Brunogay/Sandbox/Elisaar von Kupffer

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Testo a cura di Bruno Ferrini

Autobiografia

L'autobiografia di Elisàr von Kupffer Aus einem wahrhaften Leben ("Da un verace vita", pubblicata postuma a Minusio nel 1943[1]) inizia con un capitolo-prefazione dal titolo "Verità o immaginazione?" nel quale l'autore insiste "sulla sincerità della sua vita e sulla necessità di chiarirne molti aspetti a scanso dei molti equivoci che gli hanno inimicato un mondo di rose e spine alieno nella sua via di martire araldo e combattente con una verità da divulgare, una missione da compiere".

Le famiglie di Elisarion von Kupffer e Eduard von Mayer

Nato in Estonia sotto il segno dell'Acquario, da una famiglia acculturata – il padre era medico con ambizioni scientifiche e filosofo dilettante – appartenente alla piccola nobiltà della minoranza tedesca, sempre in ansia per le sorti della grande e potente nazione vicina, la Russia zarista e più tardi bolscevica. Di salute malferma, il bambino avrà presto modo di sviluppare le sue doti riflessive di sognatore. Dopo aver frequentato una parte del liceo nella vicina Reval, prosegue gli studi in giurisprudenza a San Pietroburgo dove incontra il diciottenne Eduard von Mayer (1873-1960) che sarà studente nelle facoltà scientifiche negli atenei di Berlino, Losanna, Monaco, Halle terminati nel 1897 con un dottorato in filosofia e una tesi sull'Estetica di Schopenhauer. I due diventeranno inseparabili compagni fino alla morte.

Caratteri diversissimi e quasi antitetici: riflessivo, schivo, diligente, pacato, metodico, disinteressato, contemplativo, sommessamente tenace e fedele Eduard, fantasioso, irrequieto, egocentrico, creativo, esuberante ma fragile (si invaghiva di un giovinetto dopo l'altro) Elisàr. Eduard cresciuto in una famiglia dai rigidi principi, retta da una madre vedova (il marito aveva fondato l'Ospedale evangelico di San Pietroburogo) autoritaria quasi una badessa, dove persino la vista di uno spettacolo teatrale era invisa quale grave grave peccato, facendone un giovane represso seppur estremamente dotato intellettualmente la cui creatività venne integralmente ignorata; Elisàr, per contro, cresciuto in una famiglia decisamente più aperta che aveva stimolato l'espressività e la creatività poetica del bambino. I due giovani, casualmente, avevano entrambi subito simili delusioni amorose: Eduard da tredicenne, una ragazza che dovrà dantescamente "angelicare", per Elisàr la passione per Agi una dodicenne e sua sorella Erika non trovarono risposta. I due amici avranno cordialissimi rapporti con l'altro sesso, ma non si andrà mai oltre.

Molti i capitoli della sua autobiografia nei quali si occupa, senza reticenze, della sessualità degli adolescenti e dei tabù che ha incontrato malgrado il liberale atteggiamento che vigeva nella sua famiglia: con considerazioni che precorrevano di generazioni quanto oggi vien ritenuto ovvio, descrive la sua pubertà vissuta da quattordicenne fino alla visita incompiuta di un luogo malfamato, le disgrazie della gioventù maschile, le sue paure delle malattie sessualmente trasmissibili che riuscirà ad evitare vita natural durante, il distinguo tra erotico e sessuale.

Nel capitolo "Der Weg der Liebe" che conclude l'autobiografia, vengono descritte in dettaglio le vicende che portarono a conoscere i loro amici, come pure i loro destini. Von Kupffer, a scanso di equivoci, tiene a precisare che, di salute sempre delicata, non avesse paura delle donne: "seppur non ne fossi allora perfettamente conscio, si trattava di altro. Non un"horror feminae" ma un "horror infantis" ovvero di mettere al mondo un bambino. In parte, avendo avuto un'infanzia molto dolorosa, consideravo la vita un compito gravoso seppur ne amassi tutto il bello e le gioie. Ero anche estremamente bisognoso di affetto, di un cordiale rapporto, senza pertanto dover fondare una famiglia in quanto abbisognavo di tutte le mie forze per un grande compito che mi soddisfacesse intimamente e mi sollecitasse al suo compimento quale messaggero di un tutt'altro mondo."

Di Eduard, la madre e la sorella Charlotte (1864 - 1945) risiedevano anche per lunghi periodi in Svizzera, a Vevey nei pressi di Losanna. La sorella, buon sangue non mente, sposerà il suo collega medico dottor Olivier con il quale si renderà emerita nel Vodese quale riconosciuta paladina nella lotta contro la tubercolosi. Il Lemano sarà, per i due amici, il punto di partenza per il primo incontro con l'Italia, attraverso il passo del Sempione, a piedi da Briga fino a Domodossola, nella Settimana Santa del 1895. Avranno modo di esercitare le loro conoscenze della lingua italiana... incompresi da un contadino dalla parlata dialettale. La migliore delle primavere accoglierà i due giovani studenti con i suoi fiori ed il lago Maggiore, l'Isola Bella, Pallanza. Locarno non fu della gita. Per contro, raggiunsero Lucerna per nuovamente separarsi.

Il viaggio in Italia

Nel 1897, i due amici, grazie alle disponibilità finanziarie di von Mayer, compiono il loro primo viaggio di studio attraverso l'Italia estiva fino in Sicilia: Lugano, Verona, Venezia, Firenze, Siena, Roma, Napoli, Capri, Pompei, Siracusa e Taormina. Nel capitolo "Lebensbund und Italienreise" della sua autobiografia, il von Kupffer si dice colpito, più che dalle opere d'arte, dalla vita meridionale, la natura, l'architettura e l'umanità delle genti. Il Sud risvegliò nella personalità di Elisàr il pittore, sopito dal clima nordico più incline al suo animo di poeta. Ne parlerà nella trattazione psicofisica Klima und Dichtung (1907). Tra le tappe significative di quel primo viaggio, il movimentato Palio di Siena, i dintorni Campani con le isole e Paestum. Pompei verrà rivisitato ed approfondito due anni dopo. Siracusa con il suo mare e le palme (che ritroveremo nel Chiaro Mondo), l'interno della Sicilia. Elisàr ricorda con piacere di essere stato chiesto di che provincia siciliana fosse, facendo notare le sue lontane origini normanne. Al rientro, un mese a Roma e l'enorme impressione della Cappella Sistina (pari solo alla vista dell'Acropoli di Atene, nel 1908) ed il "rituale incontro" con la figura del quasi novantenne Papa Leone XIII. Meno gradimento ha avuto, con il suo caos, la città di Napoli. Von Mayer pubblicherà nel 1905 una guida di "Pompei e la sua arte" (del 1894 la riesumazione della casa dei Vetti) che verrà tradotta anche in inglese.

Di ritorno a Berlino-Charlottenburg, conosceranno da vicino il sessuologo ed attivista del movimento di liberazione omosessuale § Magnus Hirschfeld (1868-1935) e le sue teorie del "terzo sesso" che troveranno ancor meno comprensione dai due amici. Nel capitolo "Eine männliche und mannhafte Arbeit" della sua autobiografia, von Kupffer parla anche del suo primo incontro con il dodicenne (Adol)Fino, il piccolo genio che gli donò una rara farfalla che diventerà un tema ricorrente nella iconografia di Elisarion ed assurgerà a simbolo di libertà, di grazia di vaghezza , di gioco ben oltre il concetto naturalistico della ginadromorfia delle farfalle Saturnia osservato da Friedländer.

L'antologia (1899)

Von Kupffer, i cui interessi lo portano al teatro, poesia ed alla pittura, con spirito emancipatorio, anche sotto la spinta della recente (1895) condanna di Oscar Wilde (1854-1900) e la vastamente conosciuta psichiatrizzazione della (omo)sessualità di "Psychopathia sexualis" (1886) di Richard von Krafft-Ebing (1840-1902), si era dedicato alla compilazione della prima antologia della letteratura mondiale omoerotica.

Un'impresa assolutamente innovativa Lieblingminne und Freundesliebe in der Weltliteratur, che non aveva precedenti su cui basarsi e necessitò la traduzione di molti testi in tedesco, aiutato anche dall'amico Eduard, dai versi di Virgilio, Pindaro, Michelangelo, Federico il Grande a Paul Verlaine. Un canone ripreso più tardi da altri autori che aveva l'obiettivo di dimostrare, a livello universale in tutte le epoche e continenti, la creatività della grande arte. Si inizia con il lamento di Re David per Gionata, passando da classici greci e romani senza dimenticare citazioni arabe o giapponesi, esclusivamente tra uomini. Non mancano William Shakespeare, August von Platen e Johann J. Winckelmann o Lord Byron come pure componimenti propri e del suo amico von Mayer.

Deluso chi si sarebbe aspettato una collezione di opere di carattere pornografico: non mancarono atti censorii, come nel caso del decurtato "Mille e tre" di Verlaine (unico autore dell'antologia con un brano inedito ricuperato tramite comuni amicizie) o della citazione in italiano senza traduzione da "Capitolo del forno" di Giovanni della Casa.

La prefazione etico-politica di von Kupffer redatta nel 1899 a Pompei (durante il secondo viaggio in Italia), inizia con un plateale "Viviamo purtroppo in un'epoca talmente poco maschile che qualsiasi difesa dei diritti maschili, per non parlare di privilegi, vien considerata una blasfemia non moderna e risentita con rimprovero quale riduzione della supremazia femminile". Evidentemente, il sacro fuoco che ha sospinto l'autore, nello spazio di pochi mesi, a realizzare questa imponente opera editoriale non traeva forza dall'emancipazione della donna. Più maschilità, secondo von Kupffer, era pertanto da favorire nell'ambito degli omosessuali. Contrariamente a quanto sosteneva Magnus Hirschfeld con la teoria del sesso intermedio (ermafroditismo, travestitismo) semprecché non avendo, come gli altri due generi, la vocazione di riprodurre la specie, ma di contribuire al progresso intellettuale dell'umanità.
Il WhK di Hirschfeld [2] verrà messo in crisi da una sequenza di scandali omosessuali nell'ambito delle più alte cariche della Germania guglielmina iniziata nel 1902 con il caso del magnate industriale Friedrich Alfred Krupp (1854-1902) accusato di frequentazioni con giovani omosessuali nella sua residenza estiva di Capri. Anche il fotografo Guglielmo Plüschow, cugino di Wilhelm von Gloeden, (1852 -1930, attivo dapprima a Napoli dagli anni '90, poi a Roma dall'inizio secolo che lascerà per Berlino nel 1910) ne verrà coinvolto in Italia per i suoi arcadici "nudi e ben membrati" ritratti. La fotografia di nudi ispirati all'arcadia verrà esercitata anche da von Mayer che ritrarrà i giovani modelli quale lavoro preparatorio dei dipinti di Elisarion. Anche Elisarion stesso nelle più disparate vesti, verrà ritratto dall'amico quale modello preparatorio. Dalle vicende berlinesi nascerà il movimento secessionista al WhK di una "Lega per la Cultura Maschile" guidata dall'ultimo Benedict Friedländer (1866-1908) alla quale aderì anche von Kupffer.
La pubblicazione dell'antologia trovò non poche difficoltà anche all'interno dell'ambiente omosessuale. Dopo quella del 1900, dell'editore Adolf Brand (1874-1945) noto per "Der Eigene" il primo periodico rivolto ad un pubblico espressamente omosessuale della storia (1896-1931), la ulteriore edizione dell'antologia cambiò editore (1903) e venne temporaneamente confiscata.

Firenze (1902)

La perlomeno complicata situazione berlinese, oltre ai problemi di salute cardiaci o nervosi per Elisàr e asmatici per Eduard, allontanò i due amici dalla Germania che si stabilirono, dopo ulteriori viaggi di studio in Italia ed un soggiorno invernale a Roma che gli permisero di avvicinarsi nel mondo della nobiltà capitolina, alla figura di San Sebastiano, a Firenze (1902 - 1915) dove von Kupffer troverà l'ispirazione conclusiva per il Clarismo basato sulla figura simbolo dell'arafrodita (da Ares e Afrodite e la combinazione ad una nuova entità, non la mera convivenza/miscuglio "fisico" dei due generi promossa dal WhK, una vera e propria combinazione ai sensi della "chimica" ) che rappresentava, grazie ai giovani modelli che frequentavano e di cui restano a testimonianza moltissimi quadri e fotografie, la sublimazione erotico-mistica della figura maschile oltre le barriere dei generi convenzionali con riferimenti al summenzionato ginadromorfismo riscontrato nelle farfalle.

Clima und Dichtung (1907)

Nel 1907 nella collana Grenzfragen der Literatur und Medizin, Elisàr von Kupffer pubblica "Klima und Dichtung, ein Betrag zur Psychophysik".
Considerazioni poco conosciute e trascurate, rappresentano il passaggio propedeutico di von Kupffer verso il Clarismo in quanto affronta la (propria) percezione del mondo esterno e l'influsso che questo ha sui singoli e sulle società.

Definizione di Clima

Per l'autore, il Clima è composto da 4 singoli momenti :

  1. La geologia del paesaggio (Montagne, colline, pianure, valli, fiumi, laghi e mare)
  2. La metereologia in stretta dipendenza con la struttura geologica. Venti (anemometro), Livello (barometro), Umidità (igrometro), Insolazione, Calore (Termometro), Nubi.
  3. La biologia vegetale (boschi, prati, campi, frutteti, singoli alberi, aiole), secondariamente quella animale (Uccelli, insetti quali i lepidotteri, i selvatici, greggi)
  4. Il sociale con le città, le costruzioni nei vari stili in funzione climatica p. es. tetti a due falde tedeschi che lasciano scorrere la neve, tetti piatti al sud per godere delle tiepide notti, strade e la loro animazione ( nel sud a seguito del caldo, con i negozi all'aperto nelle strade. che a loro volta generano movimento) e non da ultimo le razze climatiche, l'uomo quale individuo razziale.

Un clima può agire rudemente come taluni settentrionali oppure mollemente come molti meridionali o quello Renano. Può unire asprezza e calore meridionali come il clima senese e fiorentino ed eventualmente creare un tipo più "bisessuale". Le vicende della vita hanno portato l'autore a spesso cambiare residenza. Estonia, San Pietroburgo, Germania, Svizzera divennero involontariamente la sua patria.

I reiterati cambiamenti del clima gli permisero di più volte e ripetutamente sperimentarne gli effetti sulla sua creatività, in particolare quello italiano decisamente contrario alla sua produttività di autore drammatico che riprendeva più a settentrione e sicuramente, per lui, non dovuto a fenomeni di immaginazione. L'autore si rifà all'esperienza di Göthe in Italia come quelle di autori della Roma antica e giunge al convincimento che anche l'inanimata natura influisca sulla creatività negando all'italiano in genere una capacità nell'arte drammatica, altrettanto che per i Russi.

Von Kupffer lo spiega con

« la presenza di un italico Scirocco locale, un "Sub-Scirocco" uno stato dell'aria caratterizzato dall'assenza di venti e nemmeno caldo in inverno (contrariamente a quello autentico). Il sole appare come leggermente velato, accecando la vista, i nervi si stendono, i muscoli perdono la loro tonicità, come la pelle facilitandone la rasatura. La lama da rasoio non soffre sicuramente di autosuggestione! Una indifferenza, ottusità diffusa in tutto il corpo. Da questo stato di indifferenza ci si spiega che in Italia nulla cambi, accompagnati dalla perplessità degli stranieri. Ne risente anche il traffico ferroviario. "Pazienza, Geduld". La si lascia andare come va. Si è contenti di non doversi fare ulteriormente infastidire nel nome di una "Santa Pazienza". Naturalmente questo santo protettore non è adeguato al dramma o allo Sturm und Drang. Questa situazione atmosferica è presente, lo so per esperienza, anche a nord delle Alpi, in alcuni luoghi più che in altri ma comunque più debole e rara. »
Le Fiorentine

L'italiano sarebbe anche per sua natura "cittadino" che non si troverebbe a suo agio in campagna preferendo una "solitudine popolata" contrariamente ai greci che con loro divinità erano molto più prossimi alla natura e pertanto più portati alle arti drammatiche. Per l'autore, a nulla servirebbero spiegazioni generiche come l'autosuggestione. Nescimus, altrimenti non è che ciarlataneria. Per von Kupffer, la situazione di "sub-scirocco" avrebbe a che fare anche con le radiazioni solari e l'umidità. Analogamente alla sua creatività di drammaturgo, l'autore si dice convinto che la natura circostante abbia avuto effetti determinanti anche su quelle di poeta lirico, in particolare sulla produzione delle "Fiorentine", peculiare forma di sonetto da lui creata nell'ambiente fiorentino con le sue proprie morfologie ed il suo spirito. Pur ammettendo che un pensatore e poeta non debba obbligatoriamente essere assolutamente esposto all'influsso del milieu, l'autore è dell'opinione che più forte è la personalità e tanto più violenta sarà la fruttuosa lotta con l'ambiente circostante.

Il sonetto classico è composto da 14 versi con una struttura caratterizzata dalla presenza di due quartine concatenate seguite da due terzine. I versi creano rime definite da precise regole e varianti: (I: abba II. abba {III: cde IV. cde} oppure {III. cdc IV: dee}) Nelle fiorentine i 14 versi sono suddivisi in tre quartine seguite da due versi finali. Le rime sono definite più rigidamente tramite concatenamenti successivi: (I: abba II: bccd III. dcce IV. ee). Il sonetto è più architettonico con le terzine staccate dal colonnato iniziale. La Florentine cresce organicamente come una pianta, dove ogni germoglio genera i successivi portando da ultimo al fiore rappresentato dai versi conclusivi. Un gioiello formato da anelli che si intersecano portando alla gemma di chiusura. Una concezione più legata nella sua logica organica ai concetti della antica filosofia della natura e dello spirito plastico dove ogni elemento è integrato agli altri senza soluzioni di continuità. Come il paesaggio che le ha generate: le montagne si susseguono in semplici linee, appaiono in catene dai delicati toni azzurri di profumo pittorico che gradualmente si trasformano in fresco verde della collina più vicina. Il cipresso, naturale riferimento per la toscana, contemporaneamente torre o campanile espressione solenne e festosa che punta al cielo, un'infiorescenza della terra. L'architettura con le sue torri montane e cittadine ne è una simile estrinsecazione.

L'autore giustifica le caratteristiche della composizione poetica delle Fiorentine con il genius loci, il Clima. La prima di queste composizioni sarebbe nata nel 1900 sul piazzale Michelangelo alla vista su tutta Firenze ed i suoi dintorni. Al rientro a Berlino nessuna Fiorentina; solamente un anno più tardi, a Clarens sul Lemano, contrada non dissimile in alcune particolari giornate a quelle della Riviera o dal Fiesolano verso la valle dell'Arno. L'autore diventerà nuovamente particolarmente prolifico al rientro a Firenze e ne spiega le sue caratteristiche logiche tipicamente tedesche e contrapposte al sonetto, malgrado l'odio vigente contro i germanici da parte della fiorentinità, con le peraltro inammissibili radici germaniche degli etruschi, la popolazione da cui trasse origine la Toscana.

Elisarion aveva un'ottima conoscenza della lingua italiana che utilizzò sovranamente, accanto al tedesco, anche da poeta. Un esempio, illustranti la particolare struttura, la fiorentina del 1919 in memoria dell'amico Fino caduto in guerra il 1916 in Belgio, quale ufficiale tedesco. Non si erano più frequentati dal 1904:

« AL GENIO DELLA MORTE

No, non ti temo, Genio della Morte
Del viver forse meno! Il tuo bel regno
E della speme il più divin sostegno
E questa speme facciami più forte!

Ma nell'incontro esser vorrei degno,
Compiuta opera mia grande lasciando
E t'abbracciar vorrei, il mio frutto dando
Di questa vita all'Avvenire in terra.

Allor vien presto, vien da amico blando !
A liberarmi dall'estrema guerra
Del corpo moribondo, che mi serra...
O duce della Morte, non ti temo -

Tu mi prometti il dono più supremo...
E quel che amammo, noi non prederemo ! »

Alla fine del capitolo, l'autore spiega anche come mai il "Lied" sia estraneo all'italiano e che pertanto non ne abbia mai prodotto su quel suolo così lontano dal Mar Baltico. Quale conclusione von Kupffer riafferma il suo profondo legame con la Natura, alla quale appartiene anche l'uomo con tutte le sue doti, dichiarando la poesia espressione dell'interdipendenza tra trama ed ordito in una tela.

« Soffriamo pur sempre nel sopravvalutare il nostro cervello, per i più brillante antitesi del corpo. In verità, il cervello è solo una parte del nostro corpo, un piccolo lume che scarsamente illumina le profondità del nostro essere tralasciando le immensità dei nostri simili e dell'ambiente. Certamente, la nostra personalità può ritenersi in contrasto con i suoi dintorni ed i circostanti influssi fisici-- nessuno ha potuto risentirne più che l'autore stesso, Ma proprio anche questo contrastante sentimento ci influenza -- non per essere imitato, ma probabilmente spesso per essere combattuto. »
Rime e ritmi

Nel successivo capitolo, l'autore si dedica alle misteriose meraviglie del ritmo, "l'alternarsi di forze, il crescente rapportarsi delle sensazioni che risultano dalle impressioni. Ritmo quale musica dei movimenti e delle sensazioni; detto misticamente, la musica del procedere terreno. Con altrettante dure dissonanze. Tanto diverse le personalità, tanto diversi i loro ritmo, il tempo della loro vita individuale. Anche il sole e la terra, terra e luna si rapportano ritmicamente tra di loro. Chi ne ha i mezzi, percepisce anche un ritmo nella storia. Che sensibilità ebbe Goethe quando percepì nella solitudine di una notte a Weimar le oscillazioni di un terremoto a Messina! La bellezza di un uomo consiste nell'equilibrato ritmo delle potenze che riesce a dominare con la sua persona. Altrettanto vale per suo carattere armonico. Gli elleni furono un popolo ritmico particolarmente pronunciato. Ne consegue una identità ellenica sinonimo di bellezza valutata eticamente, armonia, dispiegata nelle loro esistenze, propriamente nell'erotismo ed il bisessuale della loro cultura. Passione non dev'essere espressione di violenza ma può essere, addomesticata dal ritmo, anche apparente pace come in una bella opera d'arte, in una poesia perfetta nella forma. La lingua greca antica rappresenta, nella sua inebriante varietà e ricchezza di forme, i più diversi movimenti e misure. Pertanto i greci antichi non abbisognarono delle rime. La rima è un'alternativa, un sostituto in assenza o carenza di una sensibilità ritmica. La rima agisce che alla fine del verso, il ritmo lo possiede completamente. La rima è consonanza, impressione sonora.

Analogamente al suono che interagisce con gli organi dell'equilibrio nell'orecchio, le sensazioni provenienti dalla percezione di colori, luce, linie e metereologia possono concorrere ad una ritmizzazione. La natura tramite il clima ci fa percepire suoi colori e non dimentichiamo il grigio acciaio, lo smeraldo, il nocciola degli occhi, il dorato, il bruno o il corvino delle chiome del o dell'amata. Diversa è la sensazione di un corpo abbronzato del ragazzo che si tuffa nell'azzurro del Tirreno di quello di una bellezza argentea che si immerge nella marmorea vasca di Evian-les-Bains. Tutte vibrazioni dell'etere, pertanto movimenti ritmici che ci innondano. Interessante come Eduard von Mayer ha scandagliato l'azione psicologica dell'azione dei colori nella sua piccola opera "L'animo di Tiziano".

« E la luce? Potenti effetti sul nostro stato d'animo! Meno efficace sugli ottusi. Dipende dalla presenza del fondo in cui possono trarre risonanza. Alcuni trovano noioso un intenso cielo azzurro. Per me è musica della bella eternità di cui non ne ho mai abbastanza .... Quando nubi tempestose solcano il cielo si liberano altre sensazioni di quando bianche nubi si librano nel cielo estivo. Anche l'umidità agisce altrimenti dalla secchezza a dipendenza della nostra costituzione. Siamo figli della natura. Nulla da fare. Dipendono dalle nostre tensioni interne. Le poesie non nascono immanentemente all'istante della percezione, a volte unicamente l'incipit. Il ritmo lascia immediatamente la sua indelebile impressione mentre le parole si formano successivamente nella nostra coscienza ... »
Dell'erotico

A conclusione della pubblicazione, l'autore entra nel merito dell'erotico.

« Da un millennio veniamo istruiti a considerare l'amore, meglio l'amore erotico, come cosa secondaria, un accessorio che è meglio trascurare. Tollerato che nella biologica funzione della riproduzione: dalla Chiesa per creare esseri lodanti Dio al servizio della Chiesa e delle sue strutture , dallo Stato per creare cittadini che difendono le istituzioni e pagano le tasse. Qualsiasi amore erotico è l'aspetto della Natura e di tutte le sue influenze "climatiche" nel senso più esteso del termine. Rallegriamonece! Considereremo più ragionevolmente anche la morte ed avremo nuovamente una Religione. Religione e Eros sono gemelli. L'amore nella poesia è influenzato dalla Natura. Particolarmente dal tipo che si ama. Il tipo non è una forma scelta arbitrariamente ma l'espressione risultante di forze ritmiche interne le cui vibrazioni emettono forze all'esterno. A seconda della interazione delle vibrazioni, due esseri possono più o meno armonizzare. A quando una ricerca scientifica che non sia mirata esclusivamente al sessuale ma che tenga in dovuto conto anche l'erotismo?
 »

Von Kupffer conclude:"Il Clima nella sua accezione più estesa, i ritmi e le fantasie che ne nascono rappresentano un capitolo senza fine la cui esplorazione non potrà che portare ulteriori proficue informazioni.

Quale postfazione, l'autore cerca il confronto con un'inchiesta presso alcuni suoi colleghi scrittori che nella maggioranza ne rifiutano l'approccio e le sue conclusioni. Von Kupffer ribatte e insiste:

« Il mio punto di vista devia dall'insegnamento del milieu che considera quale ambiente d'influenza essenzialmente il sociale; la mia visione considera anche le radici del sociale, ovvero della fisica. I fatti sono comunque: Personalità alla quale si addizionano o sottraggono gli influssi»

Vale la pena di notare che questa visione "occulta" (nella sua accezione per i più negativa) dell'influsso della geologia ipotizzata dal von Kupffer quale componente del suo "Clima" troverà la considerazione di un Harald Szeemann che cercherà di oggettivamente verificare, senza peraltro riuscirvi, la particolare attrazione ed il fascino del Monte Verità per la sua collocazione geografica-geologica, "figlio del paesaggio", quale centro di intense radiazioni segnalate da numerosi abitanti di Ascona. Ciò nonostante, per uno dei principali oggetti d'esposizione della sua mostra del 1978 sul Monte Verità, Harald Szeemann scelse una carta isogonica che provava l'esistenza di un campo magnetico più forte della norma nell'area di Ascona riconducibile alle rocce ultrabasiche presenti nel sottosuolo che sarebbe l'origine della magia nascosta del Monte Verità da attribuire a non meglio definiti flussi energetici sotterranei. Altrettanto verrà ipotizzato sulla scorta dei particolari livelli della naturale radioattività naturale vigenti nella zona. Recentemente, la problematica del Radon è stata messa in evidenza da misure preoccupanti seppur molto variabili da comune a comune che hanno fatto definire il Cantone Ticino "area ad alta concentrazione di Radon".

Note

  1. Indicare qui editore, data e dati bibliografici
  2. Comitato scientifico umanitario per la abrogazione del paragrafo 175 sanzionante gli atti contro natura fondato nel 1897.

Opere principali

  • Leben und Lieben. Gedichte (1895).
  • Lieblingsminne und Freundesliebe in der Weltliteratur, Brand, Berlin 1899-1900, e 1908. Antologia, a cura di Kupffer.
  • Irrlichter (1900, tre pièces teatrali: Andrei, Erich e Narkissos).
  • Klima und Dichtung. Ein Beitrag zur Psychophysik (1907).
  • Giovan Antonio-il Sodoma. Eine Seelen- und Kunststudie von Elisàr von Kupffer (1908) in: "Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, volume IX.
  • Aino und Tio (1907).
  • Was soll uns der Klarismus? - nationale Kraft (1912).
  • Die Gotteslästerungen der Bibel und der Antike (1912).
  • Hymnen der Heiligen Burg (1913).
  • 3000 Jahre Bolschewismus (1919).
  • Heldische Sicht und Froher Glaube (1942).
  • Aus einem wahrhaften Leben (1943).

Bibliografia

  • Cecile Beurdeley, L'Amour bleu, Rizzoli, New York 1978. ISBN 0847801292. (Riproduce molti esempi dei dipinti di Kupffer a Minusio). ISBN 0847801292
  • Otto Meyer-Amden, Wilhelm von Gloeden, Elisàr von Kupffer [Ausstellung], Kunsthalle Basel, 15. Juli bis 9. September 1979, Kunsthalle Basel, Basilea 1979.
  • Manfred Herzer, Asexuality as an element in the selfrepresentation of the right wing of the German gay movement before 1933 (Elisar von Kupffer, Benedict Friedlaender, Hans Blüher, Karl Günther Heimsoth), Atti del convegno "Among men, among women," Universiteit van Amsterdam, Amsterdam 1983, pp. 315-321 e 581.
  • Harry Oosterhuis, Hubert Kennedy, Homosexuality and male bonding in Pre-Nazi Germany: The youth movement, the gay movement, and male bonding before Hitler's rise: original transcripts, Routledge, New York 1992, ISBN 978-1560230083.
  • Cristiano Mandozzi, Elisarion. Un santuario per il Clarismo, Comune di Minusio, Minusio 1996. ISBN 889001590X.
  • Centro informazione gay Ticino (a cura di Bruno Ferrini et all.), Elisarion. Sessant'anni di cultura omosessuale. Berlino - Firenze - Ticino, Stampato in proprio, CigTi, Massagno 1998 e 2001 (88 pp.).
  • Centro informazione gay Ticino (a cura di Bruno Ferrini et all.), Elisarion - Monte Verità. Guida al Chiaro Mondo / Wegweiser zur Klarwelt, Stampato in proprio, CigTi, Massagno 1998 e 2001 (48 pp.).
  • Fabio Ricci, Ritter, Tod und Eros: Die Kunst Elisàr von Kupffers (1872-1942), Bohlau, _____ 2007. ISBN 978-3-412-20064-0.

Voci correlate

Link esterni

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