Storia dell'omosessualità in Spagna

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Gay pride, Barcellona 2011
Oggi la Spagna è uno dei paesi europei più avanzati in materia di diritti LGBT. Il matrimonio e le adozioni per le coppie omosessuali sono legali dal 2005.

Secondo un recente sondaggio la Spagna sarebbe la nazione più gay-friendly nel mondo : oltre l'88% della popolazione ritiene che l'omsoessualità debba essere accettata dalla società. [1]

Spagna ai tempi di Roma

Statua del culto di Antinoo,in marmo pario, di un metro e ottanta di altezza, scolpita nell'epoca dell'imperatore Adriano (117-138 d.C.)

L'omosessualità ai tempi di Roma era diffusa e non vi erano leggi che la punissero (a parte la Lex scatinia, che tuttavia puniva l'abuso o lo stupro omosessuale, più che il rapporto fra due individui consenzienti). In età imperiale figure di grande valore storico erano ricordate per le loro storie d'amore omosessuale. Quella fra Antinoo e Adriano, raccontata da Margherita Yourcenar nel romanzo biografico 'Memorie di Adriano', era un esempio di relazione omosessuale. La relazione fra erastes (amante attivo ed adulto) ed eratomenos, meglio conosciuta con il nome di pederastia, era divenuta una pratica istituzionalizzata a Roma, in seguito all'influsso della cultura ellenica nell'Impero (ellenizzazione). Adriano raggiunge la felicità dei sensi grazie alla esperienza che la convivenza con il giovane e bellissimo Antinoo gli permette di fare : il suo è un amore ossessivo, che urge di desiderio fisico e passionale. Attraverso l'amore per Antinoo, Adriano sente l'eternità della bellezza, che è ciò che rimane nonostante lo scorrere del tempo, e si sente, egli stesso ,eterno.

Visigoti

I visigoti, dopo aver invaso l'Hispania nel 416 e aver sottomesso le popolazioni locali (ad es. i Celti), e convertitisi alla fede cristiana nel 587, imposero una legge, che probabilmente risale al 650, che definiva il comportamento omosessuale come un crimine civile , e attinge da un familiare vocabolo antiomosessuale. "L'omosessualità è quel crimine che dovrebbe essere sempre detestato" [2]. Non si fa appello né alla Bibbia né al concetto di peccato : la legge sembra quasi teorizzare il concetto di omosessualità. Quelle persone che compiono atti sodomitici vengono definite dalla legge come pervertiti (specialmente quelli che coprono il ruolo passivo) e la pena prescritta per loro è o la castrazione (un'antica punizione suggerita già da Platone, dagli Ebrei e dagli scritti cristiani) o l'espulsione (mediante ad esempio la scomunica o l'esilio).

Ritratto di Egica, re dei Visigoti (Museo del Prado)

Con l'ascesa al trono di Egica (687-702) le condizioni degli omosessuali si complicano. Il re dei visigoti infatti, preoccupato del dilagare dei rapporti omosessuali nella nazione, decide di rafforzare la pena prevista dalla legge e nel 693 chiese a un concilio della Chiesa di esprimersi sull'argomento. Queste le sue parole :

« Tra i vari argomenti, badate di decidere di estirpare quell'osceno crimine commesso da coloro che giacciono con i maschi, la cui condotta vergognosa contamina la vita onesta e fa scendere dal cielo l'ira del giudice supremo [3] »

L'omosessualità viene dipinta come una minaccia per l'intera società : il mero atto privato fra persone dello stesso sesso è visto infatti come un attacco ai valori fondamentali della nazione e della religione cristiana. Gli argomenti tirati in balli sono dunque simili a quelli che oggi si usano, da parte di correnti omofobe, quando si descrive l'omosessualità come quel fenomeno che distrugge la famiglia naturale, a causa della sua essenza di immoralità. Si cita - come al solito - solamente l'omosessualità maschile, mentre gli atti sessuali fra donne non vengono presi minimamente in considerazione (nemmeno nella revisione del codice di legge da parte di Egica).

Il concilio di Toledo stabilisce che

« Coloro che commettono la vile pratica contro natura siano colpiti dalla dannazione eterna e siano puniti, a prescindere dall'ordine, rango o persona con la castrazione. Devono inoltre essere esclusi da tutte le comunioni con i Cristiani e in aggiunta devono farsi rasare i capelli e ricevere un centinaio di frustrate di cinghia, ed essere mandati in esilio per sempre [4] »

Quella del re Egica sembra una strategia per vedere il proprio potere rafforzato : la repressione dell'omosessualità gli permette infatti un appoggio dalla Chiesa cristiana spagnola. Le motivazioni che sottintendono il nuovo provvedimento giuridico contro i sodomiti sono infatti molto di più basate sulla condanna da parte della dottrina cristiana dell'atto omosessuale, non più, come nel 650, descritto come un crimine civile, ma come una violazione dell'ordine divino e della natura.

Spagna arabica

Atai (Walters MS 666) Un marito adultero e il suo amante realizzato da un ram

La spagna arabica (Al-Andalus) è caratterizzata da un clima di tolleranza sociale e sessuale : questo comporta l'accettazione indiscriminata dei comportamenti sessuali che prima erano stati condannati durante l'età cristiana. L'omosessualità, come ci dice lo scrittore Abdelwahab Bouhdiba nel suo libro Sessualità nell'Islam, era particolarmente diffusa nelle grandi città, come Cordoba. Egli parla in particolare di taverne dove omosessuali di tutti e due i sessi erano soliti insegnare l'arte de piacere a un giovane mussulmano. Sembra dunque giusto parlare di una pederastia con funzione didattico-pedagogica ed edonistica. Anche il Sufismo, una forma di ricerca mistica tipica della cultura islamica, contemplava come cardine della sua dottrina l'adorazione di un ragazzo, simbolo divino. Se ciò , nella mistica islamica, fosse o non fosse collegato ad un ' attività sessuale fra Maestro e Giovane ci è impossibile saperlo, ma i rapporti pederastici rimanevano un ' attività diffusa al di fuori del contesto religioso. Nonostante il corano punisse il comportamento omosessuale, la Spagna, così come la Turchia, erano lontane dall'idea di mettere in pratica le sacre scritture : prova ne è , ad esempio, il fatto che gli stessi governatori avevano l'abitudine di circondarsi d ragazzi che venivano scelti ed utilizzati come partner sessuali. Alcune documenti inoltre rivelano come la prostituzione maschile fosse non solo diffusa, ma anche fonte di un guadagno maggiore rispetto alla prostituzione femminile. Anche dal punto di visto letterario questo è un periodo florido, fatto dimostratoci da Emilio García Gómez , arabista del XX secolo, che ha raccolto un insieme di poesie che trattavano di passioni omosessuali travolgenti, anche fra membri di classi sociali diverse (carpentieri, coppieri).

Omosessualità e sefarditi

Gli ebrei che abitavano la Spagna erano detti sefarditi. La presenza degli ebrei nella nazione si fa risalire a tempi antecedenti sia all'arrivo dei Cristiani sia a quello dei Mussulmani, permettendo così lo svilluparsi di una cultura dalle radici antiche, che contemplava, fra le tante caratteristiche, l'omosessualità. I rapporti pederastici, particolarmente diffusi nei circoli aristocratici di Granada (che era sotto il controllo degli arabi solo a livello nominale, ma praticamente era un poeta ebreo, Samuel ha-Naguid a comandare l'esercito), ci fanno capire come la cultura ebraica non solo tollerasse, ma addirittura venerasse l'omoessualità. Possiamo riscontrare questi temi nella poetica di Ibn Gabirol, Samuel ha-Naguid,Moses Ibn Ezra, Judah ha-Levi. Progressivamente, con l'invasione da parte dei Cristiani della Spagna araba, e con la diminuizione di tolleranza da parte degli Arabi nell'ultima fase del loro governo, gli ebrei si spostano nella Spagna cristiana e da questo momento in poi fino alla loro espulsione, avvenuta nel 1492, i riferimenti della letteratura e della poesia a rapporti omosessuali spariranno Questo aspetto culturale degli ebrei sarà - nonostanteciò - sempre ricordato e usato come pretesto per dipingerli come pervertiti in varie poesie satiriche e in parte per giustificarne, durante il XIV secolo, la loro persecuzione.

Spagna medievale cristiana

1500-1600

Spagna moderna

Note

  1. "Gian Antonio Orighi"E’ la Spagna il paese più gay friendly"www.lastampa.it" , Madrid 2013
  2. Byrne Fone Homophobia: A History Pag 119
  3. Homophobia: A History Pag 120
  4. Homophobia: A History Pag 120