Storia dell'omosessualità in Russia

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La russia è uno dei paesi più omofobi d'Europa. Pur non essendo considerata dalla legge un crimine, l'omosessualità è fortemente stigmatizzata, e può addirittura diventare un motivo di persecuzione, soprattutto nelle zone più rurali e conservatrici della nazione. Inoltre, la libertà d'espressione degli omosessuali è limitata da una legge che vieta la propaganda gay.

Omosessualità nella Russia medievale

Ritratto di False Dmitriy I

La russia medievale era apparentemente molto tollerante nei confronti dell'omosessualità. Seppur condannato dalla chiesa come peccato, l'omosessualità era molto diffusa in Russia e non veniva punita dalla legge. Sigismund von Heberstein, Adam Olearius, Juraj Krizhanich e George Turberville parlano della prevalenza dell'omosessualità nella nazione a seguito dei loro viaggi e delle loro esperienze. Lo storico del 19' secolo, Sergei Soloviev, scrive che

« Da nessuna parte, né in Oriente né in Occidente, il vile e innaturale peccato (sodomia) era tollerato come in Russia.[1]»

L'omosessualità viene spesso citata nella letteratura russa, specialmente in Lives of Boris and Gleb e negli scritti di Filofey e Metropolitan Daniel of Moscow. Fra il XV e il XVII alcune fonti ci suggeriscono la presenza di relazioni omosessuali presso la nobiltà russa : lo zar Ivan IV, detto Ivan il terribile, ad esempio aveva una relazione intima con un giovane nobile, Fedor Basmanov, che era chiamato l'amante dello zar da molti contemporanei del tempo. [2].

Nonostanteciò, non mancano episodi di discriminazione o stigmatizzazione anche in questo periodo. Lo zar di Russia False Dmitriy I, che governò negli anni 1505-1506, fu accusato dai boyars (aristocratici russi ortodossi),capeggiati dal principe Vasily Shuisky, di diffondere nella nazione la religione cattolica, il luteranesimo e la sodomia. [3].

Criminalizzazione

Pietro il Grande 1838, autore della prima legge antisodomia in Russia.

Nel 1716 lo zar Pietro il Grande approvò una legge con cui proibiva l'omosessualità maschile nell'esercito. La proibizione della sodomia era parte di un progetto di modernizzazione della Russia più esteso e tutti i tentativi di estendere questa legge alla popolazione civile furono respinti fino al 1835.

La legge, che si basava sul codice militare svedese, prescriveva il rogo per la sodomia fra due uomini, tuttavia lo zar (che era reputato bisessuale) non usò mai misure così drastiche, e non si sa come e con quanta frequenza la pena fu applicata. In una revisione del codice del 1716 la pena per i sodomiti veniva alleviata con punizioni corporali qualora l'atto sessuale fosse consensuale e privo di violenza, mentre rimaneva in vigore la pena di morte nei casi di stupro o violenza sessuale.

Nel 1754 fu proposta una legge che avrebbe proibito l'omosessualità anche fra civili, ma divieto fu rimosso nell'edizione finale del codice penale. [4]

Nel 1832, durante il regno dell'imperatore Nicola I, fu disegnato un nuovo codice penale, basato sul codice criminale tedesco. L'articolo 995 puniva esplicitamente la sodomia (muzhelozhstvo) attraverso la privazione di tutti i diritti e la deportazione in Siberia per 4 o 5 anni. L'articolo 996, che copriva invece la seduzione di minori e lo stupro omosessuale, prevedeva la pena ai lavori forzati in Siberia dai 10 ai 20 anni. L'articolo 995 fu raramente applicato, e la prostituzione omosessuale rimase un fenomeno diffuso nelle grandi città della nazione, come San Pietroburgo e Mosca. [5].

Lesbismo e trasvetisismo nell'Ottocento

Tchaikovsky nel 1863

Alcune fonti ci suggeriscono come in Russia anche il lesbismo conosciuta e diffusa nei bordelli, insieme alla prostituzione omosessuale. Una gentildonna di San Pietroburgo, Julia Ostrovleva, fu descritta dal suo psichiatra nel 1882 come una persona che ama vestire da uomo e spendere i suoi soldi in relazioni omosessuali con altre donne. koshki (female cats) era il termine usato nel 1800 per identificare le donne che amavano donne, mentre kobel indicava la lesbica attiva [6].

Un'altra giovane donna, Z, fu mandata da uno psichiatra da parte dei genitori perché si rifiutava da sposarsi. Z disse al dottore del suo circolo di donne dove praticava rapporti omosessuali. Così si espresse il medico nel descrivere la sua condizione :

« Donne, come lei, che amano donne, non sono affatto infrequenti ma formano un tipo particolare di mondo. Queste donne si riconoscono fra loro dalle maniere, dalle espressioni degli occhi, dalla mimica e così via.[7]»

La cultura del travestismo era particolarmente florida in Russia. Nel linguaggio comune c'erano dei termini specifici (muzhlanka, borodulia, suparen) che definivano la donna che amava indossare abiti maschili o che assomigliava ad un uomo per la sua voce, per i suoi modi di fare e per la struttura del suo corpo. Invece, devulit'sia babatia, babulia erano termini utilizzati in riferimento agli uomini effeminati o che assumono i modi di fare delle donne. Gli abitanti della Russia rurale sapevano riconoscere il genere non convenzionale di alcune persone come caratteristica tipica dell'emafroditismo : se una persona si comportava come se appartenesse al suo sesso opposto, il suo sesso fisico poteva essere allo stesso modo mischiato con quello opposto.

Le pene contro gli omosessuali furono applicate raramente nell'età zarista e molti riuscirono a vivere la loro vita con serenità e senza dare pubblico scandalo, come Philip Vigel, l'esploratore Nikolai Przhevalsky, il critico Konstantin Leontiev, e il compositore Peter Tchaikovsky.

1900-1933

Sergej Diaghilev (1872-1929) ritratto da Valentin Aleksandrovich Serov

Con l'inizio del nuovo secolo, il clima per gli omosessuali si fece più tollerante. Il periodo che va dal 1905 al 1917 è considerabile l'età dell'oro per gli omosessuali. Sergei Diaghilev e molti membri del mondo dell'arte e della danza riuscivano a vivere apertamente e anche la letteratura omosessuale inizia a fiorire : ne è un esempio l'opera semibiografica di Mikhail Kuzmin, intitolata Wings (1906). [8]. Anche lo scrittore Vladimir Nabokov pubblica una novella famosa dove affronta la tematica omosessuale, intitolata Lolita , rifacendosi anche alla sua esperienza familiare (suo fratello Sergei, notorio frequentante della corte di Ramonov, aveva degli amanti) [9]

Con la rivoluzione bolscevica del 1917 la situazione per gli omosessuali in Russia si modifica. Il nuovo codice penale del 1922 non punisce più la sodomia (muzhelozhstvo) ma questa decriminalizzazione non deve far pensare ad una fine delle persecuzione. Anzi, l'omosessualità , considerata una patologia, diventa oggetto di indagine scientifica/ psichiatrica. Nonostante la patologizzazione, l'omosessualità viene ancora associata dalla popolazione a un vizio della borghesia e della classe aristocratica, dunque continua a essere percepita come qualcosa di immorale.

L'omosessualità sotto il regime di Stalin

Esempio di propaganda sovietica contro l'omosessualità,1941

Nel 1933 sotto il governo stalinista fu approvato l'articolo di legge 121 che criminalizzava l'omosessualità, confondendola con la pedofilia e associandola anche ad un vizio tipico degli oppositori politici e dei fascisti. Alcuni storici ipotizzano che a Stalin fosse particolarmente caro il tema del controllo delle nascite, ecco perché si impegnò profondamento a condurre una politica per la famiglia e contro l'aborto e l'omosessualità. Nell' articolo non c'era nessuno statuto che criminalizzava il lesbismo quindi vi è da pensare che solo l'omosessualità maschile fosse percepita come un danno o una minaccia. Secondo alcune ricerche dagli 800 ai 1000 uomini furono condannati ogni anno per effetto dell'articolo di legge 121. La pena consisteva in genere nella deportazione (dalla durata di 5 anni) in gulag. Nel 1936 il commissario di giustizia Nikolai Krylenko scrisse che la legge anti-gay era completamente legittima perché finalizzata al combattimento delle cospirazioni di destra, dello zarismo, dell'aristocrazia e del fascismo. La campagna contro l'omosessualità si inserisce dunque all'interno del progetto di propaganda comunista avviato da Stalin. [10].

Anni Ottanta e Novanta

Negli anni Ottanta l'omofobia continua ad essere un fenomeno diffuso in Russia. Con l'aumento della visibilità dei gay negli spazi pubblici, aumentano anche le violenze omofobe e si formano i primi gruppi di gay bashers, che picchiavano e derubavano i gay, incoraggiati dalla polizia e dai politici. Nel 1984 un gruppo di persone tentò una manifestazione per i diritti omosessuali a Leningrando, ma il tentativo fu subito bloccato dall'intervento repressivo del KGB. E' solo nel 1989-1990, sotto il governo di Gorbachev, che in Russia le organizzazioni lgbt iniziano a cooperare serenamente [11], grazie alla progressiva liberalizzazione del paese in seguito all'uscita dal blocco sovietivo.

Alcuni sondaggi dimostrano tuttavia come l'opinione pubblica del popolo russo fosse una delle più ostili in Europa nei confronti degli omosessuali. In un sondaggio del 1989 alla popolazione russa viene domandato Come bisogna trattare gli omosessuali, il 33% si dichiarano favorevoli alla liquidazione, il 30% all'isolamento, il 10% dice di lasciarli in pace, e il 6% propone un aiuto (molto probabilmente nel senso medico del termine). [12]. La percentuale di persone che proponevano la liquidazione era più alta in alcune zone della Russia, come l'ubzekistan, e presso alcuni gruppi sociali, come i pensionati, le casalinghe e i mussulmani. In un altro sondaggio del 1990, basato su un campione di 1500 persone, il 60% degli intervistati espresse una posizione di condanna nei confronti degli omosessuali, il 20% era neutrale e l'0,6% aveva, invece, un atteggiamento positivo.

Alexander Rutskoy, vicepresidente del parlamento russo

Nel 1993 l'omosessualità viene decriminalizzata ed eliminata dal codice penale russo, pur non mancando reazioni di forte opposizione da parte di personaggi politici e televisivi. In un intervista televisiva ad esempio Alexander Rutsko, il vice presidente, disse

« In una società civile non ci dovrebbero essere minoranze sessuali.[13]»

Valery Skurlatov, il capo del partito nazionalista, durante una conferenza del 1993 disse che gli omosessuali, frequentatori abituali di bagni pubblici, ponevano un rischio per la sicurezza e la salute dei cittadini normali, attirando omosessuali stranieri. Propose un parlamento volto a investigare le attitudini sessuali dei cittadini e concluse dicendo che i Russi non hanno mai capito l'omosessualità.

Negli anni Novanta, gli omosessuali venivano disprezzati non solo dalla popolazione, ma anche dall'associazione degli psicologi e degli psichiatri russi, che continuava a ritenere l'omosessualità una patologia pericolosa. Dr. Mikhail Buyanov (1994), un conosciuto psichiatra moscovita, pubblicò un articolo intitolata Una patologia non dovrebbe prendere il controllo delle masse. In questo scritto, pieno di odio nei confronti degli omosessuali, il medico proponeva misure estreme e radicali, dichiarando che l'omosessualità era sempre stata aliena alla popolazione russa e che la sua attuale popolarità era dovuta alla degenerazione portata dall'occidente, soprattutto americana ed inglese.

La crisi dell'AIDS rafforzò gli stereotipi negativi nei confronti dell'omosessualità. Il Dr. Vadim V. Pokrovsky (1995), capo del centro di prevenzione dall'AIDS, parla del degrado morale della popolazione e manifesta particolare preoccupazione per l'omosessualizzazione della cultura, paragonando l'omosessualità ad altre attività immorale come l'uso di droghe, la promiscuità sessuale e la dipendenza sessuale.

Nel 1999 l'omosessualità fu ufficialmente eliminata dall'elenco delle patologie psichiatre.

Anni 2000

Protesta contro la decisione della Duma di proibire il gay Pride del 2011 a Mosca

Con l'inizio del nuovo secolo la situazione per gli omosessuali russi migliora, come dimostrano alcuni sondaggi. In un sondaggio condotto nel 2002, alla domanda su come dovessero essere trattati gli omosessuali, il 36% degli intervistati era favorevole alla criminalizzazione dell'omosessualità, mentre il 62% si dichiarava favorevole a lasciare in pace gli omosessuali. Questo cambio di atteggiamento non deve far pensare tuttavia che l'omosessualità fosse percepita come qualcosa di normale o socialmente accettabile. In un sondaggio del 2001, alla domanda Come definiresti l'omosessualità?, il 36% rispose una forma di immoralità, il 31% una malattia, e solo il 20% un orientamento sessuale [14].

In un sondaggio del 2005, il 53% degli intervistati disse che gli omosessuali dovrebbero avere gli stessi diritti di ogni cittadino, mentre il 36% si dichiarò contrario all'ipotesi. Inoltre il 43% si disse favorevole alla criminalizzazione della discriminazione nei confronti degli omosessuali.

Se dal punto di vista sociale, l'atteggiamento della popolazione russa sembra essere cambiato rispetto agli anni Ottanta, dal punto di vista giuridico, gli omosessuali non hanno ottenuto diritti se confrontati alla situazione negli altri stati esteri. Nel 2002 Gennady Raikov, il capo di un partito conservatore propose alla Duma la messa al bando dei rapporti omosessuali. La sua proposta fu rigettata dal parlamento, anche se trovò un ampio supporto presso parte della popolazione civile e presso le associazioni religiose, in particolare la Chiesa ortodossa russa.

Nel 2003 l'età del consenso fu resa uguale per i rapporti omosessuali (16 anni) e nello stesso anno furono modificate le regole d'accesso all'interno dell'esercito russo :il nuovo statuto militare stabilisce che non essendo l'omosessualità una malattia, non può diventare un motivo d'esclusione nell'accesso all'esercito. Nonostante questo statuto, i militari russi seguono generalmente la regola del Don't ask don't tell, perché l'omosessualità dichiarata viene fortemente stigmatizzata all'interno dell'esercito.

Con l'aumento del potere della chiesa ortodossa russa, parallelamente alla minaccia presentata dalle politiche liberali esteri in materia di diritti LGBT, aumentano anche le ostilità nei confronti degli omosessuali, come dimostrano il sondaggio del 2013 : il 16% degli intervistati disse che gli omosessuali dovrebbero essere isolati dalla società, il 22% rispose che gli omosessuali dovrebbero ricevere un trattamento psichiatrico e il 5% era favorevole alla liquidazione. [15].

Manifestazioni di ordodossi russi e nazionalisti di estrema destra contro il gay Pride di Mosca (2010

Nel 2013, sotto il governo Putin, viene estesa a livello federale una legge che vieta la propaganda gay davanti ai minori. Il termine è ambiguo : propaganda potrebbe indicare anche promuovere l'accettazione dell'omosessualità nelle scuole, affermare che l'omosessualità sia normale, mettere sullo stesso piano una relazione omosessuale con una eterosessuale. La legge inoltre , proprio per l'ambiguità del termine, potrebbe essere usata anche per vietare manfestazioni d'affetto in pubblico da parte di omosessuali, manifestazioni per i diritti omosessuali : le vittime prnicipali dunque sarebbero gli attivisti omosessuali.

La legge che vietava la propaganda gay era stata approvata a livello regionale in Ryazan Oblast (2006), Arkhangelsk Oblast (2011), SanPietroburgo (2012), Kostroma Oblast (2012), Magadan Oblast (2012), Novosibirsk Oblast (2012), Krasnodar Krai (2012), Samara Oblast (2012), Bashkortostan (2012),e Kaliningrad Oblast (February 2013). Le regioni di Arkhangelsk (2013) e San Pietroburgo (2014) hanno successivamente abrogato la legge regionale.

Nel 2014 a SanPietroburgo si è tenuta un Gay Pride che ha coinvolto circa 150 manifestanti, e durante l'evento sembrano non esserci stati incidenti. [16].

Note

  1. Anonimo, http://community.middlebury.edu/~moss/RGC2.htm Russian Gay History], "Community.middlebury.edu" .
  2. Anonimo Back to hostility: the roots of Russia’s anti-gay attitudes Russia beyond the headlines 6 Agosto 2013
  3. AA.VVFalse Dmitry I Wikipedia.org
  4. Healey, Daniel (2004, last updated on 19 July 2005), voce: Russia della "Glbtq encyclopedia". (pdf).
  5. AA.VV First criminalization of male homosexuality for civilians (1835) "Wikipedia.org"
  6. Dan Healey Homosexual Desire in Revolutionary Russia, pag 391
  7. Healey, Daniel, http://www.glbtq.com/social-sciences/russia,8.html Lesbian Russia before 1917], "www.glbtq.com" .
  8. AA.VV Wings, Kuzmin Novel "Wikipedia.org"
  9. [1].
  10. "Slava Mogutin"[http://slavamogutin.com/gay-in-the-gulag/ Gay in the Gulag Essay for Index on Censorship (UK), Volume 24 ] "Slavamogutin.com"
  11. "Anonimo" Russian Gay History"www.community.middlebury.edu"
  12. "Igor Kon"Russian national gay website "http://www.gay.ru", 1998
  13. Alexander Rutskoy, http://www.gay.ru/english/history/kon/change.htm], "www.gay.ru" .
  14. "Alexander Kondakov"Do Russians give a damn about homosexuality? "/www.opendemocracy.net", 20 Giugno 2013
  15. "Anonimo" [2] "Wikipedia.org"
  16. "Anonimo" [3]"Gayburg", 29 Luglio 2014

Voci correlate

Bibliografia

Link esterni