Storia dell'omosessualità in Polonia

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La Polonia è uno dei pochi stati europei dove l'omosessualità non è mai stata punita giuridicamente. Tuttavia, ancora oggi, a causa del cattolicesimo radicato, la popolazione polacca si dimostra poco aperta nell'accettazione dell'omosessualità nella propria cultura.

L'omosessualità nel Regno di Polonia

Ritratto Luycx Władysław IV di Vasa

L'omosessualità appare spesso nella letteratura polacca medievale. Boleslao I di Polonia (detto Il coraggioso), che regnò come duca di Polonia dal 992 al 1025, fu accusato di sodomia dallo storico medievale che Jan Dlugosz. Anche a Wladyslaw IV (1434-1444), il re che condusse una crociata contro i Turchi, non fu risparmiata l'accusa di sodomia : Dlugosz attribuì la sconfitta dei cristiani al fatto che il re avesse dormito con un altro uomo la notte prima della battaglia. [1]. Non vi è alcuna evidenza che la sodomia fosse punita durante il medioevo in Polonia, infatti la Polonia era una delle pochissime nazioni che non aveva leggi contro la fornicazione fra persone dello stesso sesso.

Nel XVIII le attitudini nei confronti della sessualità si fanno più liberali grazie alla nascita di correnti di pensiero tolleranti come l'illuminismo e del secolarismo. Augusto Stanislao (1764-1795), l'ultimo re polacco, fu oggetto di pettegolezzi per il fatto di aver dormito insieme all'ambasciatore inglese a Sanpietroburgo, dove si trovava per lavoro. La sorte dello scandalo toccò anche a Jerzy Marcin Lubomirski, che era conosciuto dai suoi contemporanei come un pervertito sessuale. Infatti si diceva che il nobile fosse apparso a Varsavia in abiti femminili nel 1782. [2]

Come si può notare l'assenza di leggi antisodomia non rendeva il dialogo sull'omosessualità meno proibito di quanto lo fosse in altre nazioni : la letteraturava censurava l'argomento, e la maggior parte di informazioni che abbiamo riguardano episodi di scandalo o anneddoti su personaggi della nobiltà.

L'omosessualità nel XIX secolo

Ritratto di Narcyza Żmichowska

Il codice napoleonico, che fu introdotto nel Regno di Varsavia nel 1808, non contemplava il reato di sodomia, ciò significa che non c'era una base legale per l'oppressione degli omosessuali. Tuttavia dopo il 1815 i tre paesi occupanti la Polonia (Austria, Prussia, Russia) imposero le loro leggi, tra le quali figurava la condanna legale della sodomia. Per esempio, nel 1835, il re della Russia Nicola I rese gli atti sessuali fra persone dello stesso sesso illegali. Non c'è alcuna evidenza che le leggi anti-sodomia fossero applicate in Polonia, infatti non sono noti processi per sodomia. La morale illuminista e cattolica tendeva a tollerare la sodomia e a considerarla come un vizio da consumare in privato e di cui non parlare assolutamente.

L'argomento del lesbismo era quasi del tutto sconosciuto : l'unica fonte letteraria che indica un coinvolgimento amoroso fra due donne è la novella Poganka (La donna pagana), dove l'autrice Narcyza Zmichowska, fondatrice del movimento femminista polacco, racconta di una relazione con la figlia di un ricco magnate.

Inizio del XX secolo

Karol Szymanowski

La Polonia ottenne l'indipendenza solo con la fine della prima guerra mondiale, nel 1918. Il nuovo codice adottato nel 1932 era silenzioso in materia di omosessualità. Il codice tuttavia continuava a criminalizzare la prostituzione omosessuale, punendola con pene equivalenti a fino tre anni di detenzione. Lo scoppio della guerra aveva permesso la nascita di una sub-culturale omosessuale nelle grandi città, come Varsavia, ed molti personaggi influenti e noti in Polonia, come il compositore Karol Szymanowski, il poeta Boleslao Lesmiano, e le novelliste Jaroslaw Iwaszkiewicz e Maria Dabrowska erano omosessuali. In generale gli omosessuali godevano di una posizione di tolleranza da parte della società, anche se talvolta venivano perseguitati dalla polizia sulla base di leggi sulla moralità pubblica. [3].

Prima del 1948 non si era sviluppato un vero concetto di omosessualità in Polonia, a differenza di quanto era successo in altri stati (Danimarca, Francia, Olanda) dove la patologizzazione dell'omosessualità aveva creato un grande clamore sul piano sociale. L'omosessualità veniva - al massimo - utilizzata come fonte di scherno o di derisione, ma il popolo polacco non era consapevole dell'argomento in linea generale.

Età comunista

Ritratto del filosofo francese Michel Foucault

Nel 1948 il regime comunista fissò l'età di consenso sia per i rapporti omosessuali sia per quelli eterosessuali a 15 anni. Casi di scandalo collegati all'omosessualità furono frequenti soprattutto all'interno dei circoli ecclesiastici : la Chiesa cattolica, pur condannando l'omosessualità come un peccato, era l'unico ambiente dove questa paradossalmente fosse tollerata e praticata.

Nel 1959 il direttore dell'università di Varsavia, Michael Focault, è costretto a lasciare il suo posto di lavoro a causa delle provocazioni ricevute per la sua omosessualità. [4]. Nel 1974 la stampa polacca pubblica il primo articolo sull'omosessualità, intitolato Życie literackie (la vita letteraria) : in questo testo, diviso in due parti, si afferma che la società dovrebbe smettere di discriminare gli omosessuali.

Nonostante la riprovazione sociale, gli omosessuali avevano creato in Polonia un ambiente di tolleranza, e nelle grandi città erano diffusi punti di ritrovo a tema (come caffetterie, orinatoi). Nel 1981 un articolo del famoso giornale Polityka accesse un dibattito nazionale sull'omosessualità. Nel 1984 inoltre la televisione polacca affronta per la prima volta l'argomento dell'omosessualità.

A partire dagli anni Ottanta, e in particolare nel 1986, giornali underground che trattavano la tematica omosessuale come Filo (Gdansk) cominciarono a essere pubblicate. La stampa esercitava una forte censura sull'argomento : l'ultima novella (Miazga) dello scrittore Jerzy Andrzejewsk infatti potè essere pubblicata solo all'estero.

Zboralski waldemar, noto attivista LGBT polacco

E' proprio in questi anni che si consolida l'intervento oppressivo da parte della polizia polacca nei confronti degli omosessuali. Famosa è in particolare l'operazione Hyacinth (1985-1986) [5]. Circa 11.000 persone (fra cui omosessuali o persone che erano state in contatto con omosessuali) furono registrate nei database nazionali della polizia. Le ragioni adotte dalla polizia per questi controlli erano essenzialmente tre :

  • paura del virus HIV, che si sapeva essere più diffuso nella comunità omosessuale.
  • controllo di gruppi omosessuali altamente criminali (l'omosessualità veniva dunque associata a reati come il traffico di droga e la prostituzione)
  • lotta alla prostituzione

Le tecniche oppressive utilizzate dalla polizia non furono dissimili da quelle usate in Russia sotto il regime stalinista. I files registrati venivano spesso usati per minacciare gli omosessuali, o per costringerli a dare informazioni personali sulla loro vita sessuale. Una delle prime vittime di questo sistema fu il noto attivista omosessuale Waldemar Zboralski.

Situazione attuale

Warsaw Poland 2009 gay pride parade

I primi movimenti per i diritti lgbt nacquero relativamente in ritardo in Polonia, verso la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta. L'omosessualità fu eliminata dalla lista delle patologie mentali nel 1991. Dal punto di vista sociale, l'accettazione degli omosessuali da parte della società polacca è aumentata progressivamente grazie al clima liberale instauratosi dopo la caduta del regime comunista.

La cultura gay si è svilupatta in modo preponderante nelle grandi città o aree urbane, (come Varsavia, Poznan). Gli omosessuali, invisibili nel XX secolo a causa del forte clima di omofobia, iniziano a uscire fuori. Nonostanteciò la Polonia rimane uno stato molto conservatorio e cattolico : gli omosessuali non godono di protezioni specifiche nella legge, le loro unioni non sono riconosciute giuridicamente, e il matrimionio omosessuale è vietato specificatamente dalla costituzione polacca. La maggior parte della popolazione, come rivelano i sondaggi compiuti dal 2001 al 2013, si mostra contraria al dare diritti alle coppie omosessuali.

Nel primo sondaggio del 2001, il 24% si disse favorevole al matrimonio omosessuale, contro il 69% di oppositori, mentre solo l'8% si dimostrò aperto all'idea di dare un bambino in adozione ad una coppia omosessuale. In un sondaggio del 2005, il 46% disse SI al riconoscimento legale delle coppie omosessuali, ma la maggior parte degli intervistati rifiutava comunque l'idea del matrimonio (72% di contrari) e dell'adozione per le coppie gay (90% di contrari). Come dimostra un sondaggio recente del 2013, la situazione sembra addirittura essere peggiorata : il 60% è contrario al riconoscimento delle convivenze omosessuali, il 68% è contrario al matrimonio, e l'87% è contrario alle adozioni gay. I polacchi sono uno dei popolo più contrari e ostili all'idea che un bambino possa crescere in una famiglia omogenitoriale : le percentuali di contrari all'adozioni sono le più alte in Europa e si stabilizzavano sempre sul 90%.

Manifesto polacco anti-gay

Per quanto riguarda le attitudini sociali nei confronti degli omosessuali, i Polacchi non si dimostrano molto più aperti dei popoli est europei : in un sondaggio del 2005 emerse che :

  • il 38% degli intervistati non vorrebbe un vicino di casa gay
  • Il 50% degli intervistati non vorrebe un collegato di lavoro gay
  • Il 77% degli intervistati non vorrebbe un insegnante gay per i figli.

Nello stesso sondaggio l'89% degli intervistati riteneva l'omosessualità un'attività innaturale, e solo la metà tollerava gli omosessuali. In un sondaggio più recente del 2013 il 68% degli intervistati disse che gli omosessuali non dovrebbero esprimere le loro preferenze sessuali in pubbliche. [6].

L' omofobia viene promossa sia dalla chiesa cattolica sia dai politici. Il livello di discriminazione è talmente alto, soprattutto nei centri più isolati, che molti omosessuali polacchi sono costretti a lasciare il loro paese : esistono infatti organizzazioni di immigrati polacchi gay in quasi tutta Europa, in particolare in Inghilterra, Germania, Scandinavia, e anche in Italia.

Note

  1. "John D. Stanley" Homosexuality in Early Polish History "www.glbtq.com"
  2. "John D. Stanley" Homosexuality in Early Polish History "www.glbtq.com"
  3. "John D. Stanley" The Nineteenth and Early Twentieth Centuries "/www.globalgayz.com", 1 Gennaio 2009
  4. "AA.VV"Sytuacja prawna i społeczna osób LGBT w Polsce "pl.wikipedia.org"
  5. "Anonimo"Operation Hyacinth "Wikipedia.org"
  6. "Anonimo" LGBT Rights in Poland, surveys "en.wikipedia.org"

Voci correlate

Bibliografia

Link esterni