Storia dell'omosessualità in Olanda

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Il massacro olandese dei sodomiti 1730-1731

L'Olanda è il paese più gay friendly nel mondo. Attualmente sia le nozze gay sia le adozioni gay sono legali e le coppie omosessuali sono protette da leggi anti-discriminazione in ogni campo. L'Olanda ha, come la Francia, una tradizione di tolleranza dell'omoessualità.

Decriminalizzazione

Nel Medioevo l'Olanda considerava la sodomia un grave reato capitale, da punire con la pena di morte. Nonostante ciò, prima del 1730 sono documentati solo pochi casi di sodomia, la maggior parte dei quali riguardava il sesso anale fra uomini, con lo stupro o il coinvolgimento di un partner minorenne. Invece non sono documentati processi per sodomia femminile o bestialismo.
Durante il periodo dell'illuminismo, l'Olanda inizia una politica di persecuzione nei confronti dei sodomiti, che abbondavano nelle grandi città del paese, come Amsterdam o Utrecht (ciò testimonia la presenza di una subcultura di "pederasti" nel XVIII secolo).
Moltissimi uomini furono accusati di sodomia e almeno 200 furono giustiziati in pubblico. La questione della sodomia inizia a essere oggetto di dibattito proprio in questo periodo, infatti nel 1777 Abraham Perrenot (1726-1794) pubblica anonimamente un trattato intitolato: Considerazioni sulla punizione di un certo crimine infame[1]. L'autore proponeva di non punire la sodomia, ma di prevenirla promuovendo il matrimonio fra ragazzi e ragazze giovani come mezzo per scoraggiare questo terribile vizio. [2].

Amsterdam sodomites 1730

Con l'adozione del codice napoleonico del 1810, l'Olanda non considera più la sodomia come reato da punire in sé, anche se misure contro l'omosessualità rimangono nella legislazione, come testimonia la presenza della legge contro "l'incoraggiamento della lascivia" (prostituzione) e la legge sulle offese contro la decenza. Questi leggi verranno usate per tutto il XIX e XX secolo come legittimazione della persecuzione contro gli omosessuali da parte della polizia.
Decriminalizzando l'omosessualità, l'Olanda diventa uno delle mete più tolleranti d'Europa per i sodomiti, insieme alla Francia, il Belgio e il Lussemburgo. Dopo aver ottenuto l'indipendenza nel 1813, l'Olanda mantenne il codice napoleonico fino al 1863.

Il codice penale del 1886 non criminalizzava l'omosessualità, ma solo il sesso forzato, il sesso con minori e il sesso in pubblico. I politici non ritennero opportuno fare leggi contro l'omosessualità essenzialmente per due motivi:

  • perché le leggi sulla morale venivano considerate dagli olandesi come un'illegittima invasione della vita privata dei cittadini.
  • perché credevano che parlare apertamente dell'omosessualità o sodomia avrebbe corrotto i giovani innocenti e messo in loro idee sbagliate.

Alfred Kinsey nel 1948 prese a modello il sistema legislativo olandese del 1800, che non considerava le offese morali come crimini, auspicando che anche gli Stati Uniti d'America - ne adottassero uno simile.

L'omosessualità veniva accettata fin quando veniva confinata nella sfera privata, fin quando nessuno ne parlava. Ciò non significa comunque che le persone omosessuali potessero vivere serenamente la loro vita come quelle eterosessuali. L'omosessualità di una persona era motivo di scandalo, se diventava di pubblico dominio, e costituiva un gravissimo danno alla reputazione e alla carriera della persona perciò la discrezione e la riservatezza erano le parole chiave per gli omosessuali di quel periodo. Gli incontri fra uomini avvenivano generalmente in bagni pubblici o in parchi, ed erano di breve durata. Amsterdam ed Utrecht continuarono a mantenere la loro subcultura di pederasti anche a fine Ottocento. E' proprio in questo periodo che nascono le prime novelle di carattere omoerotico, riviste di pornografia maschile e testi medici sull'omosessualità (che veniva considerata una patologia o un'inversione sessuale). La atmosfera di liberalità dell'Olanda permette il proliferare di uno dei patrimoni letterari più ricchi e vasti in tutta Europa, sul tema dell'omosessualità.

XX secolo e recriminalizzazione

Copertina di un libro del 1911 che critica l'articolo di legge 248-bis sulla criminalizzazione dell'omosessualità

All'inizio del XX secolo i partiti cattolici ortodossi e protestante, credendo di dover mantenere alti gli standard morali della nazione, passano una serie di leggi contro l'aborto, la contraccezione, i bordelli, la prostituzione e la pornografia. In particolare la sezione 248bis [3] del 1911 introduce una discriminante penalizzazione per gli omosessuali, alzando l'età di consenso degli uomini a 21 anni. I partiti a capo di questo progetto di riforma sessuale credevano che l'omosessualità potesse essere trasferita ai giovani attraverso la seduzione, dunque la consideravano una minaccia per la società da arginare e tollerare solo se avveniva fra adulti. Circa 5000 uomini (e una parte di donne) furono perseguitati a causa della sezione 248bis, 2800 furono arrestati. La legge veniva usata come legittimazione di una persecuzione arbitraria nei confronti degli omosessuali, molti di quali erano solo poco più grandi dei minori con cui erano stati catturati mentre facevano sesso.

La chiesa cattolica non riuscì a esercitare una forte censura sulla letteratura omosessuale, che continuava a diffondersi all'inizio del nuovo secolo. La legge 240-bis scanteò inoltre una protesta nel 1912 e portò alla nascita della versione olandese del Magnus Hirschfeld's Scientific Humanitarian Committee (NWHK). Nel 1914 l'associazione si staccò da quella tedesca e diventò indipendente. Il suo fondatore era Squire J. A. Schorer, che era vissuto a Berlino per molto tempo e condivideva la tesi di Hirschfield secondo cui gli omosessuali facevano parte di un terzo sesso e le loro tendenze sessuali erano innate. Con Schorer collaboravano anche i fisici Arnold Aletrino e Lucien von Römer, che erano stato politicamente impegnati nello scrivere trattati sull'omosessualità fino al 1908. Importante fu anche il contributo di J. H. François, che nel 1916 scrisse al collaboratore omofilo M. J. J. Exler una lettera intitolata Open Brief aan hen die anders zijn dan de anderen (Open letters to them who are different by the others, by one of them). Questo scritto può essere considerato nua dele prime manifestazione dell'orgoglio omosessuale. Ma la più famosa novella di François è Anders (Different) del 1918, che scrisse sotto lo pseudonimo di Charley van Heezen [4]. Pochi anni dopo, nel 1922 scrisse Het masker (The mask), una novella che offre un quadro di come fosse vivere da omosessuali ai principi del nuovo secolo.

Gli omosessuali che venivano arrestati per offese contro la decenza pubblica cadevano spesso nelle mani di medici, che credevano possibile curare l'omosessualità attraverso l'elettroshock, la terapia d'avversione o la castrazione.

Anni '40 e '50

Pagina della prima rivista a occuparsi di tematiche omosessuali, nata nel 1940 e chiamata Diritto di vivere (Lebensrecht)

Con l'invasione nazista in Olanda Le leggi contro gli omosessuali vengono inasprite (un regolamento locale adottato negli anni '30 vietava agli uomini di stare più di 5 minuti in bagno, proprio per limitare gli incontri per gli omosessuali). Gli psichiatri e gli scienziati danesi tendono a vedere l'omosessualità sempre più come una patologia da curare : gli omosessuali non sono danneggiati solo dalle leggi che li colpiscono, ma anche dal clima che respirano, e temono di perdere il lavoro, la carriera, la reputazione e la famiglia.

Dal punto di vista sociale, La posizione dei gay e delle lesbiche non era molto differente da quella prima dello scoppio della guerra. Anche la liberazione non portò dei reali cambiamenti, le persecuzioni sulla base dell'articolo 248-bis continuarono a colpire gli omosessuali, che dovevano usare la discrezione e non uscire allo scoperto.

Il 7 Dicembre 1946 fu fondato una sorta di successore del NWHK. Inizialmente era chiamato The shakespear's Club, ma poi divenne famoso con il nome di Cultural and Relaxation Centre (Cultuur- en Ontspanningscentrum, coc). [5].

Prima degli anni '50 l'Olanda era stata caratterizzata da un forte conservatorismo in materia sessuale : il numero di bambini nati fuori dal matrimonio era bassissimo, addirittura più basso di quello della cattolica Irlanda. Ciò si può spiegare in parte con l'azione di varie organizzazioni confessionali (cattoliche e protestanti) che agivano nelle nazione e collaboravano con i partiti politici, le scuole, i giornali, le associazioni professionali). Questo processo prende il nome di Pillarisation (verzuiling in olandese) [6]. Ma a partire dalla metà del nuovo secolo, qualcosa inizia a cambiare. Il sinodo della chiesa olandese riformata del 1952 stabilisce che in nessun caso si può giudicare il sesso un peccato, promuove una visione più tollerante e comprensiva di tutte quelle attività sessuali condannate tradizionalmente dalla morale cattolica (come la masturbazione), e insiste sulla necessità di considerare il sesso non come un semplice atto volto alla filiazione o alla procreazione, ma come l'espressione di amore. [7].

Negli anni '50 gli omosessuali continuano a essere sottoposti a cure psichiatriche o addirittura a castrazioni [8], ma la società olandese inizia a interessarsi e consapevole di questa tematica, tanto da parlarne attivamente nei giornali e nella televisione. Nel 1958 i preti cattolici e gli psichiatri aprono un centro di aiuto per gli omosessuali, e un anno dopo pubblicano un libro in cui cautamente incoraggiano alll'accettazione dell'omosessualità. Nel 1961 i protestanti pubblicano un libro simile, intitolato the homosexual neighbour. Il dibattito e il coinvolgimento da parte della chiesa si fa sempre più vivo : si inizia a parlare di auto-accettazione anziché di cura in riferimento all'omosessualità. Alcuni psichiatri cambiano la loro posizione e dichiarano che è la società che minaccia gli omosessuali, non il contrario. Dopo il 1955, la cultura gay (e in particolare leather) scoppia ad Amsterdam, che è una rinomata meta di tolleranza per gli omosessuali europei, ricca di saune, bar, hotel e discoteche a tema.

Anni '60 e '70

Prima dimostrazione sui diritti gay in Olanda, 1969

Nonostante il dibattito sull'omosessualità sia iniziato alla fine degli anni '50, è solo negli anni '60 che in Olanda ha luogo l'emancipazione dei diritti LGBT, sia dal punto di vista giuridico che sociale. Gli omosessuali hanno coraggio a mostrarsi in tv, a fare coming out, si mostrano come persone completamente integrate nel tessuto sociale e culturale, hanno relazioni monogame spesso con persone della stessa età, a differenza del passato in cui erano dipinti come uomini promiscui e corruttori di giovani. In aggiunta al COC, nacquero nuove organizzazioni di giovani olandesi pronti a combattere per l'emancipazione dei diritti LGBT, in particolare il 21 Gennaio 1969 (prima di Stonewall) un gruppo di studenti manifestò per l'abolizione dell'articolo 248-bis che in parte criminalizzava e penalizzava l'omosessualità. L'opinione pubblica iniziava a cambiare : in un sondaggio kinsey del 1969 il 55% degli intervistati dichiarava che gli omosessuali dovrebbero essere liberi di vivere nel modo in cui vogliono [9].

Nel 1971 lo statuto penalizzante per gli omosessuali fu abolito. Il COC fu riconosciuto officialmente nel 1973, e nello stesso anno aggiunge al suo nome l'epiteto The dutch Association for the integration of Homosexuality. Nel 1974 fu cancellato il divieto per i gay di arruolarsi nell'esercito e l'omosessualità venne definitivamente cancellata dalla lista delle malattie mentali dall'associazione degli psichiatri olandesi. L'Olanda fu il primo paese europeo a smettere di medicalizzare l'omosessualità e considerarla una patologia, sulla scia dell'American psychiatric association.

Anni '80 in poi

Homomonument ad Amsterdam

Il fatto che non tutti ancora accettavano gli omosessuali emerse nel 1982, quando fu tenuto il gay pride in una ordinaria città olandese, Amersfoort. [10]. In tale occasione alcuni manifestanti furono aggrediti con pietre e insultati. Sia i politici di destra sia quelli di sinistra espressero la loro disapprovazione nei confronti di simili atti di violenza, ed è così che l'Olanda inizia un iter legislativo per l'approvazione di una legge contro la discriminazione gay. Nel 1983 la discriminazione degli omosessuali sul campo del lavoro viene ufficialmente proibita dalla legge. Nel 1987 grazie ai finanziamenti governativi viene completata la realizzazione dell'Homomonument ad Amsterdam. Si trattava del primo monumento europeo in ricordo degli omosessuali vittima del nazismo. La crisi dell'AIDS portò moltissimi omosessuali a fare coming out ed uscire allo scopert, fra questi spiccano i nomi di Jos Brink, Pia Beck, André van Duin, Paul de Leeuw, Mathilde Santing and soccer referee John Blankenstein.

Nel 1992 viene approvata una legge che criminalizza l'offesa di una persona sulla base dell'orientamento sessuale. La legge fu ostacolata dai partiti cristiani, che ritenevano limitata o negata la loro libertà di religione. Negli anni '90 comunque l'influenza dei partiti cristiani si fa sempre meno importante, e in politica si inizia a discutere di tematiche come l'aborto,l'eutansia, la prostituzione e l'uguaglianza di diritti per gli omosessuali. Nel 1997, dopo vari tentativi legislativi, finalmente l'Olanda, seguendo la strada della Danimarca, approva una legge che riconosce giuridicamente le coppie omosessuali. E in questo modo apre la strada anche per la legalizzazione del matrimonio gay, che avverrà pochi anni dopo, nel 2001. L'Olanda diventa così il primo paese nel mondo a legalizzare il matrimonio egalitario. In un sondaggio del 2002 un intervistato su 10 disse che la legalizzazione delle nozze gay era una cosa sbagliata. La percentuale di reazionari si alzò al 16% in un sondaggio del 2006, per poi abbassarsi ad un 8% in un sodaggio più recente del 2010.

Amsterdam Gay Pride 2013

In un sondaggio del 1980 oltre il 60% degli intervistati si dichiarava in disaccordo con la possibilità che le coppie gay adottassero dei bambini. Tale percentuale scende al 20% in un sondaggio del 2010. E' evidente da questi sondaggio che l'opinione pubblica è generalmente favorevole all'uguaglianza dei diritti LGBT : circa l'80% degli olandesi supportano il matrimonio e le adozioni. Percentuali così dimostrano che l'Olanda è il paese più tollerante e più gay friendly non solo di tutta l'Europa, ma di tutto il mondo. La tolleranza verso gli omosessuali, come verso le altre minoranze, viene utilizzata anche come un motivo di autocelebrazione e di orgoglio da parte della popolazione olandese.

Note

  1. Bedenkingen over het straffen van zekere schandeliijke misdaad, Amsterdam 1777.
  2. "Anonimo" The Middle Ages through the Eighteenth Century "www.glbtq.com"
  3. A. X. van Naerssen Interdisciplinary Research on Homosexuality in the Netherlands, pag 97
  4. Robert Aldrich,Garry Who's who in Gay and Lesbian History: From Antiquity to World War II, pag. 197
  5. Michael K. LaversDutch LGBT advocacy spans more than a century"www.washingtonblade.com" 24 Settembre 2013
  6. AA.VV Pillarisation in Netherlands
  7. AA.VV Reformed Churches in the Netherlands
  8. Leo Cendrowicz Tolerant Dutch Shocked by Accusations the Church Forced Castrations"content.time.com" 22 Maggio 2012
  9. "Anonimo"[http://www.kinseyinstitute.org/ccies/nl.php#homoerot Homoerotic, Homosexual, and Bisexual Behaviors, Social Status; Legal and Religious Restrictions ] "http://www.kinseyinstitute.org"
  10. AA.VV Rise of a Gay and Lesbian Movement"http://www.williamapercy.com" 2008

Voci correlate

Bibliografia

Link esterni