Storia dell'omosessualità in Norvegia

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Europride parade Oslo 2005

La Norvegia è uno degli stati più liberali in quanto a diritti LGBT. Attualmente sia le nozze gay sia le adozioni da parte di gay sono legali e gli omosessuali sono protetti da leggi anti discriminazione sul campo del lavoro e in tutte le altre aree (discriminazione indiretta, discorsi d'odio ecc..).

Omosessualità nella Norvegia pre-cristiana

La Norvegia era abitata dai danesi che si erano stabiliti in Germania nel IV secolo. I vichinghi non ritenevano l'omosessualità una vergogna o una colpa da nascondere e non applicarono mai leggi per punire pratiche omosessuali, che anzi come testimoniano diverse fonti, erano piuttosto frequenti. Esattamente come i Romani, i vichinghi tendevano a vedere con stigma l'omosessuale passivo ed effeminato, per il quale coniarono il termine offensivo Egri[1]. Nonostante le preferenze sessuali non fossero considerate motivo di stigma per se, le persone che non si sposavano e quindi rifiutavano la vita matrimoniale e pastorale erano penalizzate dalla legge; un uomo che evitava il matrimonio era fuðflogi (colui che fugge l'organo femminile), mentre una donna che rimaneva vergine era chiamata flannfluga (colei che fugge l'organo maschile). Le relazioni lesbiche nel periodo dei vichingi non sono documentate. Il paganesimo si faceva promotore di una visione generalmente tollerante nei confronti dell'omosessualità.

Omosessualità nella Norvegia medievale

Magnus Erlingssons saga-Maag-W. Wetlesen

Il cristianesimo si diffuse in Norvegia all' inizio dell'XI secolo. A differenza del paganesimo, il cristianesimo condanna sia gli omosessuali passivi sia quelli attivi, considerando l'omosessualità un grave peccato contro natura. Nel 1164 il re Magnus V Erlingsson di Norvegia insieme all'arcivescovo Eysteinn Erlendsson fece approvare una legge - la prima nella storia della Norvegia - che puniva in particolare le pratiche omosessuali. Ecco come recitava il capitolo 34 dell'Old Norwegian Gulapingslog [2]

« Se due uomini traggono diletto dal piacere della carne e sono accusati e arrestati per questo, devono entrambi essere condannati all'esilio. Ma se rifiutano l'accusa nonostante la certezza dell'opinione pubblica, lasciamoli rifiutarla con l'acciaio infuocato. E se sono entrambi condannati con l'accusa, il re deve avere una metà dei loro possedimenti e l'arcivescovo l'altra metà. »

La sociologa tedesca Gisela Bleibtreu-Ehrenberg crede che questo provvedimento giuridico sia comprensibile solo se si pensa alla lunghissima tradizione dei barbari germanici di punire gli atti omosessuali con pene severe e talvolta condanne a morte. Infatti Tacito nel suo libro 'Germania', quando descrive le attitudini del popolo barbaro, parla di 'corpore inflames' riferendosi con questo termine alla persona colpevole di pratiche omosessuale. Secondo altri studiosi, tale legge si può spiegare solo alla luce degli eventi politici del XII secoli, e la sua introduzione non è per forza collegata con una nuova ondata di intolleranza della religione cristiana e con l'antica tradizione germanica di condanna verso le pratiche omosessuali. L'omosessualità viene citata solamente in questo capitolo, ma la legge scandinava si occupava più di punire altri crimini contro natura (come la bestialità), per il quale era prevista la castrazione. Vari fattori possono far supporre che la legge fu applicata molto raramente (o addirittura mai applicata), ed è accertato che fu cancellata durante il regno di Sverrir Sigurdsson. In conclusione la condanna medievale dell'omosessualità in Norvegia era più di carattere religioso che di carattere giuridico. La chiesa cristiana norvegese considerava la sodomia un peccato da annoverare nel penitenziario, e l'opinione pubblicava diventava più intollerante, continuando a stigmatizzare in particolare l'omosessuale passivo.

Omosessualità nella Norvegia moderna

Kim Friele, leader della "Federazione norvegese del 1948" e noto attivista gay

La Norvegia ha decriminilizzato l'omosessualità solo nel 1972. La legge che puniva gli atti omosessuali fu applicata molto raramente e molte persone arrestate erano rilasciate dopo poche ore. Nonostante l'argomento fosse un tabù, gli omosessuali norvegesi riuscivano a vivere serenamente senza subire troppe persecuzioni, purché usassero la discrezione e le loro relazioni non dessero scandalo[3]. Accanto all'argomento dell'omosessualità c'era il silenzio, anche se in alcune zone la questione sembrava più socialmente tollerata o accettata che in altre. Gli omosessuali di piccoli paesini rurali potevano rimanere vittima di calunnie, scandali o di episodi di derisione, quindi tendenvano a spostarsi nei centri più grandi, soprattutto a Oslo, Bergen e Trondheim. Gli incontri avvenivano in bagni pubblici ed in orinatoi e i controlli della polizia erano molto rari.

La prima organizzazione omofila norvegese nacque nel 1950, sulla scia dell'omonima danese nata nel 1948. Nel 1953 l'organizzazione diventa indipendente da quella danese e prende il nome di Det norske forbundet av 1948 o DNF-48 ("Federazione norvegese del 1948"). Nel 1951 l'associazione pubblica un opuscolo in cui appare per la prima volta il termine "omosessualità" in norvegese. L'opuscolo era una protesta alla legge anti-sodomia che negava agli omosessuali il diritto alla privacy, e anche all'opinione pubblica che riteneva l'omosessualità una perversione o una malattia. Nonostante la legge fosse applicata raramente, aveva un effetto stigmatizzante per gli omosessuali.
Nel 1957 Øivind Eckhoff pubblica un saggio che parla apertamente - per la prima volta - dell'omosessualità. Øivind Eckhoff era omosessuale e conviveva con Arne Heli (1949-1966), che ha preso parte al documentario sulla vita dei gay norvegesi negli anni '50 e '60 intitolato Il club segreto. Arne Heli fu particolarmente attivo negli anni '60, anni in cui l'omosessualità divenne un oggetto di discussione nelle scuole e in particolare presso la società degli studenti norvegesi di Oslo, che tenne un dibattito sull'argomento. Arne Heli dichiarò di aver partecipato al dibattito come rappresentante del movimento omosessuale.

Dopo vari tentativi, nel 1972 il paragrafo 213 che penalizzava l'omosessualità fu officialmente cancellato e nello stesso anno fu stabilita un'età del consenso egualitaria anche per l'attività omosessuale (16 anni). La associazione degli psichiatri norvegesi è stata una delle prime in tutta Europa a rimuovere l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali, sulla scia dell'American psychiatric association, precisamente nel 1977. Negli anni '70 le nuove generazioni, meno timorose di incontrare pregiudizi e ostacoli, prendono parte al movimento omosessuale e diventano le promotrici di una vera rivoluzione sessuale.

Parte del successo del movimento LGBT in Norvegia va attribuita a Kim Friele [4], prima lesbica ad avere fatto coming out nel 1965 e ad aver combattuto - come attivista e leader della "Federazione del 1948" - per l'abrogazione del paragrafo 213 e per la declassificazione dell'omosessualità dalla lista delle malattie. Ha anche scritto diversi libri sull'omosessualità, come Omofilia (1972).
Nel 1979 agli omosessuali viene riconosciuto il diritto di arruolarsi nell'esercito. Nel 1981 il codice di giustizia (codice penale) norvegese riconosce per la prima volta come aggravante la discriminazione per orientamento sessuale, insieme alla discriminazione per etnia. La Norvegia è il primo stato ad aver passato una legge di protezione verso gli omosessuali a livello nazionale (solo uno stato del Canada, il Québec, aveva passato in precedenza una simile legge nel 1977). Dieci anni dopo, nel 1991, le coppie dello stesso sesso furono riconosciute legalmente e nel 2009 la Norvegia legalizzò il matrimonio e le adozioni gay (includendo sia le step-child adoptions sia le joint adoptions).
Una buona parte della popolazione, a fine anni '90, era ancora scettica sulla possibilità delle coppie omogenitoriali di adottare un bambino, infatti in un sondaggio del 1998 una percentuale tra il 41% e il 45% della popolazione era convinta che "il bambino adottato da una coppia gay crescerà danneggiato". In un sondaggio del 2005 il 63% dei partecipanti norvegesi si dichiara favorevole al matrimonio gay, mentre in uno più recente del 2013 la percentuale di favorevoli sale al 78%.

Note

  1. Dennis Harper, How to insult a Viking, "Online etymology dictionary", 2001.
  2. "Wayne R. Dynes,Stephen Donaldson" History of Homosexuality in Europe and America, capitolo Homosexuality and rape of males in old Norse literature and law
  3. Lars-Ludvig Roed dan Petter Neegaard Da homofile måtte skjule seg "www.aftenposten.no", 9 settembre 2008
  4. Tron Soot-Ryen Kim Friele (1935-), aktivist for homofiles rettigheter "www.nrk.no/underholdning/store_norske.html", 30 Dicembre 2004

Voci correlate

Bibliografia

Link esterni