Storia dell'omosessualità in Germania

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Manifestazione per la promozione del dialogo sull'omosessualità nelle scuole, Colonia 2014

La Germania è il primo paese ad aver lottato per l'emancipazione dei diritti degli omosessuali, verso la fine dell'Ottocento. Attualmente la Germania è uno stato tollerante nei confronti degli omosessuali, che sono inseriti nel contesto sociale e godono di quasi tutti i diritti degli eterosessuali, anche se non possono accedere al matrimonio e alle adozioni.

Medioevo

Durante il medioevo non esisteva il concetti di omosessualità. L'attività sessuale fra persone dello stesso sesso veniva chiamata sodomia o fatta rientrare all'interno dei peccati di fornicazione. Nel 1007 il decreto di Bucardo di Worms paragona gli atti omosessuali ad altre trasgressioni sessuali come l'adulterio e propone dunque la stessa pena (in genere il digiuno). [1].

Ritratto di Rodolfo I di Asburgo

La sodomia era ritenuta un'attività immorale e peccaminosa dalla Chiesa cattolica tedesca, e veniva condannata dalle corti ecclesiastiche. In genere con il termine sodomia si indicava il sesso anale fra due uomini : rarissimi sono i processi per sodomia femminile. Le donne erano ignorante dalla legge.

La prima esecuzione per sodomia risale al 1277, quando il re Rodolfo I di Asburgo condannò un certo dominus de Haspisperch all' essere bruciato con il rogo. Il motivo per cui il nobile fu condannato, secondo una cronaca contemporaneo, era il vizio sodomitico ( vicium sodomiticum). L'episodio non fornisce una visione chiara e adeguata di come fosse considerata la sodomia dal punto di vista giuridico : infatti non è chiaro quale fosse la tragressione sessuale che avrebbe portato il signore a essere condannato al rogo. [2] E' certo che i teologi medievali condannavano severamente e con grande riprovazione il vizio sodomitico.

Il collegamento stretto fra sodomia e eresia (i due termini infatti venivano usati come sinonimi) emerge in particolare se si pensa al codice giuridico nel sud della Germania, chiamato Schwabenspiegel (1275-1276),compilato in un monastero di Asburgo : i sodomiti vengono definiti come traditori che infamano qualcuno con la parola e la pena prevista per loro è il supplizio della ruota [3].

Un codice penale di Augusta (1276) distingue due tipi di di eresia : quella religiosa, che va condannata dal clero, e quella di secondo tipo che invece deve essere portata in esaminazione alla corte della città. Una legge bavarese del 1238 dà una spiegazione più chiara di cosa si intende per eresia secolare,già menzionato nel codice di Augusta.

Uno dei più famosi (e antichi) processi per sodomiam se si esclude l'episodio del 1277, avvenne nel 1378 quando una corte civile, presieduta dal duca di Baviera, condannò a morte Heinrich Schreiber. Il tipo, senza l'uso di tortura, aveva ammesso di aver praticato la masturbazione con uno studente e altri tre o quattro uomini. Sia la masturbazione di gruppo sia la masturbazione individuale venivano considerate delle trasgressioni ( o peccati ) sessuali. Commettere un'eresia o praticare la sodomia erano due frasi in uso per indiciare le attività sessuali fra persone dello stesso sesso.

La riforma di Lutero

Ritratto Martin Lutero

Nel 1532 la costituzione di Carlo V rende la sodomia punibile con la pena di morte (e in particolare con il rogo). Prima di questa data, altri codici regionali (come quello di Bamberga nel 1507) avevano incluso la sodomia fra i reati da condannare. [4].

Nel XVI secolo il clima di silenzio sull'argomento della sodomia, che non veniva nemmeno menzionato, aveva fatto in modo che i processi per questo crimine fossero pochissimi. I cattolici preferivano non parlare di sodomia, perché anche solo parlarne avrebbe avvicinato le persone alla conoscenza di un simile (e grave) peccato.

Con la riforma di Lutero nel 1517 la condanna per i sodomiti diventa plateale. Martin Lutero commentando la genesi 19:4-5 dice :

« Il vizio dei sodomiti è un peccato ineguagliabile. Viene meno alla passione e al desiderio naturale, piantato nella natura da Dio, secondo il quale l'uomo ha una naturale passione per la donna. La sodomia brama ciò che è profondamente contrario alla natura. Da dove viene questa perversione? Senza dubbio proviene dal demonio. Quando un uomo smette di temere Dio, il demonio mette una grande pressione sulla sua natura che estingue il fuoco del desiderio naturale e ne scatena un altro, che è contrario alla natura..[5]»
Frontespizio dell'opuscolo (1731) del pastore Henricus Carolinus van Bijler Infernale malvagità del terribile peccato di sodomia

Un processo famoso per sodomia (femminile) avvenne nel 1721, quando Catharina Margaretha Linck (meglio conosciuta come Anastasia), fu condannata a morte per sodomia per ordine del re Federico Guglielmo I. La donna si era finta un uomo per tutta la vita, e grazie a questo sotterfugio, era riuscita a servire nell'esercito per tre anni e a sposare un'altra donna. L'obbiettivo della corte era di capire se effettivamente c'era stato un'attività sessuale fra le donne.

« Aveva creato un pene ricoperto di pelle ... e l'aveva legato alle sue parti intime con una striscia di cuoio. Quando andava a letto con sua moglie metteva questo oggetto di cuoio nel corpo dell'altro e in questo modo riusciva ad avere un rapporto sessuale.[6]»

Anastasia ammise di aver compiuto la sodomia perché spinta da forze sataniche, e dichiara che Satana l'aveva perseguitata dalla sua nascita. Tuttavia dichiarò anche di non aver mai torturato o fatto soffrire la sua moglie. Alla fine due testimonianze mediche riportarono che nell'esaminare Anastasia non era stato trovato nulla di emafroditico. Dopo un lungo dibattito sulla pena da eseguire, la corte stabilì la decapitazione per l'accusata, mentre la moglie Mühlhahn, descritta come una persona ingenua che si lascia sedurre nella depravazione viene condannata all'imprigionamento.

Rivoluzione francese e illuminismo

Nel 1794 il re di Prussia abolisce la pena di morte per sodomia. Nel nuovo codice penale la pena per i rapporti sessuali fra un uomo e una donna fuori dal matrimonio e per la sodomia viene alleviata. La sodomia continua a essere punita, ma non più con la pena di morte, bensì con la condanna ai lavori forzata dagli otto ai trentadue mesi a seconda della gravità del caso. Sia la sodomia, sia il sesso non procreativo, sia la masturbazione erano dei peccati troppo ininfluenti per meritare una punizione severa nella costituzione. Uno dei principi base del dispositismo illuminato, promosso da Karl Von Kleinschrod e diffusosi nella nazione a seguito della Rivoluzione francese e dell'occupazione militare dei Francesi di parte della Germania reniana, era che i crimini contro la moralità, che non coinvolgessero un offeso o vittima, non meritassero una pena severa.

Ciò è evidente se si pensa al codice bavarese del 1813, ideato dal filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. La particolarità del codice è che non punisce in alcun modo i rapporti sessuali fra individui consenzienti (sesso non procreativo, sodomia, masturbazione, prostituzione). Feuerbrach era favorevole alla separazione fra legge e moralità : egli diceva che le le azioni riprovevoli o immorali andavano condannate solo se conttravvenivano allo scopo dello stato. Nel nuovo codice non esistono più crimini sessuali, che erano stati un punto focale nelle giurisdizioni del XVII, perché non era più l'aspetto sessuale o morale quello che interessava. L'aspetto che interessava era la violenza commessa e collegata al crimine. Freuerbach nello spiegare la logica del nuovo codice si esprime in questo modo .

Ritratto di Feuerbach Ludwig
« La sodomia non contravviene direttamente allo scopo dello stato, lo scopo dello stato non è neanche limitato o sospeso. Si può immaginare uno stato si sodomiti senza neanche essere obbligati ad alterare niente nella concezione rigorosa dello stato. Omettere questo atto elimina semplicemente un impedimento ad una più adeguata realizzazione dello scopo dello stato, cioè la debolezza fisica e mentale che il vizio causa al perpetratore e nella diminuzione della popolazione che si origina da questa debolezza. Solo quell'atto che direttamente contravviene al diritto privato contraddice lo scopo dello stato direttamente. Perché lo scopo dell'unione civile consiste solo nella protezione di questi diritti e solo per la salvezza di questi diritti gli altri atti che sono di per se legalmente indifferente sono proibiti.[7]»

La polizia bavarese tuttavia continuò a occuparsi di questi reati minori, che non venivano contemplati dal codice penale, punendoli come delle infrazioni. Lo stesso del resto successe in Francia : il codice napoleonico non puniva la sodomia come reato, ma la polizia francese effettuava dei continui controlli sui sodomiti (o le persone sospettate di quest'attività), talvolta sanzionandoli basandosi su leggi sulla pubblica decenza.

Precursorsi dell'omofilia : 1700-1800

Johann Wolfgang von Goethe

Nel 1700 la sodomia era stata rivalutata in chiave legale-giuridica, ottenendo grazie alla morale illuministica una diminuzione della pena, fino addirittura ad una rimoione della pena in alcun regioni della Germania meridionale (come la Baviera). Tuttavia l'aspetto morale dell'atto non era stato messo in discussione : rimaneva un peccato innominabile e frutto di depravazione.

Fatta questa considerazione, si può comunque osservare come verso la fine del secolo numerosi scrittori iniziarono a parlare di amore fra due uomini : non per forza in chiave sessuale, anche solo accennando a relazioni romantiche, attraverso allusioni e senza scendere nel dettaglio. Uno di questi fu sicuramente Johann Wolfgang von Goethe (1749- 1832) che nel 1787 pubblica una lettera sull'amore fra i maschi a Roma :

« Così la situazione non è certo propizia e le uniche con cui si conclude qualcosa sono appunto le creature del marciapiede, con cui però è rischioso andare.Quanto al cuore, non trova menzione nella terminologia del protocollo amoroso locale.Dopo questo contributo alla conoscenza statistica del luogo vi sarete reso conto di quanto male ce la passiamo, e capirete anche il perché di un curioso fenomeno che non ho mai potuto osservare in proporzioni tali in nessun altro luogo: mi riferisco all’amore fra uomini. Premesso che raramente viene portato al limite estremo della sensualità, ma si sofferma piuttosto nelle regioni mediane dell’affetto e della passione, posso affermare che qui ne ho visto con i miei occhi le più belle espressioni, paragonabili solo a quelle tramandateci dall’antica Grecia e ne ho potuto osservare da attento studioso della natura gli aspetti psichici e morali..[8]»
Hossli Heinrich (1784-1864)

Nel dramma I maltesi Friedrich Schiller, l'autore parla del triangolo amoroso fra tre uomini : il cavaliere di Créqui - l'eroe principale - si innamora del cavaliere di Saint-priest, che d'altra parte è corteggiato da La Vallette e si attira l'odio di questo perché respinge le sue profferte [9].

Anche Giovanni Gottfried Herder, nelle sue Idee filosofiche per la storia dell'umanità affronta il problema omosessuale citando l'esempio dei più illustri retori, drammaturghi,scultori, uomini di stato, condottieri greci e romani, conosciuti per la loro inclinazione per gli efebi. Egli confessa che un amore capace di suscitare tanti nobili sentimenti, tante azioni strepitose ed eroiche deve essere un amore straordinario e divino che non ha niente in comune con lo spauracchio che ne hanno fatto certi sciocchi ignoranti.

Tuttavia il caso più eclatante di apologia della sodomia è raprpresntato da Heinrich Hoessli (1784-1864), considerato precursore del movimento omofilo europeo e francosvizzero. La sua opera più importante è Eros, in cui per la prima volta dai tempi di Platone l'autore osa fare un'apologia dell'amore fra due uomini, paragonandolo ad un sentimento nobile e per lungo tempo oscurato e represso dalla morale cristiana. L'opera di Hoessli fu interdetta e sequestrata in molti cantoni svizzeri, ma fallì nel suo intento di iniziare un dialogo pacifico sulla valutazione dell'amore omosessuale. Bisogna considerare che nel periodo in cui fu scritto 'Eros' (1836) l'omosessualità non era ancora stata inventata come concetto medico e la sodomia continuava a essere considerata un atto immorale e imperdonabile.

La nascita del concetto di omosessualità

Primo scritto in cui compare il termine omosessualità,Károly Mária Kertbeny

Nel 1869 viene coniato il termine omosessualità da parte dello scrittore ungherese Károly Mária Kertbeny [10].

Il termine homosexuel è di etimologia greca (omoios = affine, sexualis = avente a che fare col sesso) ed indicava un individuo la cui preferenza affettiva e sessuale era rivolta verso le persone dello stesso sesso. Da quel momento in poi il termine inventato da Kertbeny venne utilizzato soprattutto in testi di carattere medico da parte di psichiatri (come Krafft-Ebing)che ne parlavano in termini di malattia organica.

In Germania tuttavia si erano sviluppate due linee di pensiero e quindi due termini diversi : accanto alla tendenza 'scientifica' di cui Kertbeny si era fatto promotore, esisteva un movimento di militanti omosessuali capeggiato da Karl Heinrich Ulrichs. Nel 1864, quindi ancor prima di Kertbeny, Ulrichs aveva coniato il termine Urningtum, rifacendosi alla mitologia greca e in particolare all'epiteto di Afrodite Urania, cioè colei che protegge gli amori omosessuali.

Unica foto che possediamo di Karl Heinrich Ulrichs

Ulrichs prende le distanze dal modello di Kerbeny, secondo cui l'omosessuale sarebbe un uomo pienamente virile, e inventa la teoria del terzo sesso: secondo lui oltre al sesso femminile e al sesso maschile, ne esisteva un terzo, che comprendeva le caratteristiche di entrambi. Gli urninghi, detti anche uranisti, sono i membri di questo sesso, che secondo le statistiche del tempo, era molto raro : infatti si contava che solo una persona su 10.000 fosse un urningo. [11].

Ulrich insisteva sul concetto di innatismo : egli infatti diceva che gli urninghi (anima muliebre in corpore virile) erano tali dalla nascita e quindi la loro condizione non poteva essere considerata una colpa o il frutto di un condizionamento esterno/ambientale. Perciò sostenne attivamente la campagna di decriminalizzazione dell'omosessualità, che veniva punita all'epoca dal paragrafo 175,adottato nel 1871, come parte del nuovo codice legale della nazione.

Con la nascita della sessuologia, l'omosessualità diventa un argomento di acceso dibattito. Oltre alle posizioni di Ulrichs e Kertbeny, altri psichiatri avevano detto la loro : Karl Westphal ad esempio aveva parlato di sentimenti sessuali contrari/invertiti (conträre Sexualempfindung) quindi aveva implictamente definito l'omosessualità come un'inversione (teoria molto in voga anche presso altri psichiatri). Richard von Krafft-Ebing, pur sostenendo la natura innata della condizione omosessuale, ne parlava in termini di degenerazione o stato di inferiorità, anche se in seguitò modificò la sua opinione.

Omosessualità nel nuovo secolo

Filippo I di Eulenburg, 1906

Uno degli scandali politici di più grande portata del secolo fu il processo di Filippo di Eulenburg (1907), accusato di avere una relazione omosessuale con l'imperatore Guglielmo II. Negli editoriali dei giornali tedeschi si parla di "bande omosessuali" che circondano l'imperatore. Vengono pubblicati innumerevoli articoli e disegni che introducono per la prima volta il termine "omosessuale" nell'opinione pubblica un termine mai usato fino ad allora se non dagli psichiatri. L'idea che l'omosessualità fosse qualche cosa di contagioso e di nefasto, che può portare il paese alla rovina si diffuse con terrore all'interno della popolazione e delle istituzioni. Un deputato del Reichstah affermò che le rivelazioni dell'affare Eulenburg riempirono tutta la nazione tedesca di repulsione e di odio.Il partito socialista approfittò dello scandalo per attaccare il Kaiser e insistette sulla degenerazione del potere affermando che l'omosessualità è un "prodotto della decadenza". [12].

Durante il processo i giudici tentarono di applicare il paragrafo 175 che puniva i rapporti fra persone dello stesso sesso, ma non ci riuscirono perché i due imputati smentirono le accuse di omosessualità. Durante l'evento intervenì per la prima volta Magnus Hirshfeld (1868–1935), che voleva puntare l'attenzione sull'ingiustizia del paragrafo 175, in un modo molto paradossale, cioè spiegando come l'omosessualità fosse diffusa anche fra altri personaggi politici e facendo i nomi di questi. Fu condannato a diciotto mesi di prigione per diffamazione.

Libro sull'omosessuailtà (1914), Magnus Hirshfeld

Hirshfeld e Adolf Brand (1874-1945), due pionieri del movimento omofilo di inizio secolo, continuerano a impegnarsi nella campagna di decriminalizzazione dell'omosessualità anche con la nascita della repubblica di Weimar e nonostante gli scandali politici che avevano creato un clima di terrore e omofobia attorno all'argomento. Il giorno prima che il Kaiser abdicasse, Hirshfeld aveva radunato una folla di spettatori a Berlino per parlare della sua campagna e dei suoi obbiettivi, facendo pressione sul governo affinché questo cancellasse il paragrafo 175.

La repubblica di Weimar (1918-1933) sembrò rafforzare - almeno inizialmente - le speranze della comunità omosessuale, che crebbe esponenzialmente soprattutto nelle grandi città, come Berlino. Berlino, insieme a Parigi, era una delle mete più gay friendly dell'epoca, come testimoniano anche le esperienze di Christopher Ishwerwood nel suo libro Addio a Berlino

La città era ricca infatti di teatri, cabaret, sale da ballo, discoteche, bar dove la comunità lgbt poteva essere libera di esprimersi e di radunarsi, senza essere perseguitata da alcuna legge (infatti il paragrafo 175 veniva utilizzato molto poco dopo l'abdicazione del monarca, e solo come strumento di ricatto politico). Molto florida è in questo periodo la produzione cinematografica a tema : uno dei film più noti che mette in luce la situazione degli omosessuali è Anders als die Anderen (1919), diretto da Richard Oswald. Anders als die Andern è ricordato come uno dei primi esempi di film a tematica omosessuale. Le leggi di censura reintrodotte nel 1920 dalla Repubblica di Weimar per contrastare film come Anders als die Andern, considerati «immorali», ne limitò, all'epoca, la diffusione ai soli ambienti di ricerca medica. [13]

Nuove ricerche storiche condotte da Jens Kolata dimostrano come in Germania la castrazione fosse utilizzata anche successivamente alla caduta del Terzo Reich[14].

Note

  1. "Anonimo Lgbt history in Germany "Wikipedia.org"
  2. Helmut Puff Sodomy in Reformation Germany and Switzerland, 1400-1600 "Books.google.it"
  3. Helmut Puff, P. H, 2003, Sodomy in Reformation Germany and Switzerland, 1400-1600, Università di Chicago
  4. "Anonimo"burned for sodomy "Queersaints.wordpress.com"
  5. Plass, Ewald Martin. What Luther Says: An Anthology, Volume 1, 1959. p. 134.
  6. Eriksson, "Trial Records", 31.
  7. Isabel V. Hull, Sexuality, State, and Civil Society in Germany, 1700-1815
  8. Goethes Briefe, Hermann Böhlau, Weimar 1890, Band 8 Italiänische Reise: August 1786 - Juni 1788, p. 314, come riedito nello "Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen", V 1903, p. 425
  9. Eugéne A. Marie, L'amore omosessuale
  10. "Giovanni dall'Orto"OMOSESSUALE "www.giovannidallorto.com"
  11. "Anonimo"Uranismo "Wikipedia.org"
  12. "Enrico Oliari"storia di eulenburg "www.oliari.com"
  13. "Anonimo"[1] "Wikipedia.org"
  14. [2] [3]

Bibliografia

Link esterni