Stefano Casagrande

Da Wikipink - L'enciclopedia LGBT italiana.
Stefano Casagrande all'inaugurazione del Cassero, 27 giugno 1982.

Stefano Casagrande detto "La Cesarina", (Roma 1960 – Bologna 30 novembre 2000) è stato un militante del movimento lgbt italiano. Fu presidente del Cassero dal 1999 fino ai primi mesi del 2000.

Vita

Stefano Casagrande iniziò la sua militanza a Roma, e dopo il suo trasferimento a Bologna entrò a fare parte del Circolo 28 giugno, dove per il suo carattere imperioso e le sue origini romane ricevette il soprannome di "Cesarina" (o "Cesara"), con il quale divenne noto a tutti.
Marco Barbieri, commemorandolo nel 2013, ha scritto di lui che fu

« animatore della scena culturale gay italiana degli anni '80 e '90, ideatore di eventi, copy, scrittore di aforismi fulminanti, cultural-trainer, "assegnatore" implacabile di soprannomi, design, scenografo, arredatore di interni e di esterni, divulgatore di mode e modi di dire, scultore, collagista, sarta. Per il movimento lgbt italiano è stata una delle figure più importanti nella definizione di una cultura e di una socialità gay che unisse una graffiante creatività all'impegno politico, all'aggregazione sociale e alla diffusione di una cultura di prevenzione dell'Aids. (...) Sul suo lavoro artistico amava dire: "Non invento nulla, ma copio benissimo". Non cercò mai un impiego fisso. Ebbe una vita bellissima.[1] »

La sua prima formazione artistica avvenne all'interno dell'esperienza dei campeggi gay. Dopo soggiorni a Londra, Berlino e Milano, nel 1983 Casagrande arrivò a Bologna, in concomitanza con l'apertura del Cassero di Porta Saragozza, e per quindici anni ne fu l'art director.

Sempre secondo Marco Barbieri,

« Espresse la sua vulcanica creatività e le sue indomite capacità organizzative realizzando contenitori culturali e rassegne teatrali che fecero del Cassero una delle realtà associative più vivaci sulla scena bolognese e del suo palcoscenico (2 metri x 3) una ribalta incandescente per trasgressività delle proposte, coraggio degli attori e osmosi dionisiaca tra spettatori e artisti. In particolare si ricordano le rassegne: "Perversailles", estate 1989, in occasione del 200° anniversario della Rivoluzione francese; "Condom club", estate 1990, in aperto contrasto con le allora inesistenti, quando non dannose, politiche anti-aids governative; "Bologna russa", settembre 1992, in spavalda polemica con la rassegna "Bologna sogna" organizzata dall'Assessorato alla cultura del Comune di Bologna. Fu poi ideologo, costumista, scenografo e feroce manager del KGB&B (Kassero Gay Band & Ballett), una pattuglia teatrale en travesti che imperversò a Bologna e in Emilia Romagna dal 1983 al 1990. [2] »
Stefano Casagrande a Miss Alternative 1997.

Gli spettacoli e gli eventi organizzati da Casagrande ebbero un'ampia eco in città, facendo del Cassero un luogo di aggregazione frequentato anche da non omosessuali. Lo stesso avvenne con gli spettacoli del KGB&B: per esempio le Sodomiadi, in occasione delle olimpiadi di Los Angeles, furono rappresentate all'aperto alla "Montagnola" con un enorme afflusso di pubblico.

Nel 1994 (grazie alla fondazione, avvenuta nel 1993, della Maison du Casserau, "Casa di mode e modi") Casagrande lancia The Italian Miss Alternative, appuntamento estivo con concorso di bellezza per giovanotti en travesti come evento benefico di raccolta fondi per la lotta all'HIV/AIDS, che lo fa conoscere anche in ambito nazionale.
Nel 1999 apre infine l'atelier "Avantiq Confezioni costruzioni", nel quale realizza ed espone la sua produzione creativa.

Genny Random, che collaborò con lui, lo ricorda così:

« Aveva una discreta collezione di orsi di peluche e non viaggiava mai senza almeno uno di loro con sé. Inoltre negli ultimi anni aveva avviato una attività di restyling di lampadari a gocce che venivano ristrutturati, ricolorati, rimodernati. Era un negozietto piccolo proprio sotto casa sua. Lo ricordo come creatore di uno dei più amati eventi bolognesi, "Miss Alternative", sfilata benefica di raccolta fondi pro associazioni lotta AIDS, manifestazione ancora in piedi e portata avanti dal Cassero di Bologna. Manifestazione alla quale hanno partecipato personaggi impossibili, da Amanda Lear a Jean Paul Gaultier, Eva Robbins ed altri.[3] »

Stefano Casagrande muore prematuramente nel 2000, una delle troppe vittime dell'Aids di quegli anni. Le sue carte sono state donate all'archivio del Cassero di Bologna, dove formano un fondo intitolato al suo nome.

Commemorazione

Nel 2008 il sindaco di Bologna Sergio Cofferati ha deliberato l'intitolazione a Stefano Casagrande di uno spazio pubblico, un giardino, inaugurato nel maggio 2012. Si tratta del primo caso in cui un'amministrazione pubblica italiana ha intitolato uno spazio a una figura storica del movimento gay.

Spettacoli realizzati con il KGB&B

  • Anatema su di voi, 1983.
  • Sodomiadi, 1984, omaggio alle Olimpiadi di Los Angeles.
  • Laida, 1985, sul mondo del melodramma.
  • Fascistissima, 1987.

Note

  1. Comunicato stampa in occasione della mostra Migrating archives, 29 gennaio 2013.
  2. Comunicato stampa in occasione della mostra Migrating archives, 29 gennaio 2013.
  3. Comunicazione personale.

Bibliografia

Link esterni

Voci correlate