Scienza e sessualità

Da Wikipink - L'enciclopedia LGBT italiana.
"Scienza e sessualità" dell'ottobre 1952

Scienza e sessualità fu una delle riviste che, all'inizio degli anni Cinquanta, fecero un tentativo di introdurre in Italia un discorso "popolare" sull'educazione sessuale.

Storia

Di formato tascabile, quello reso celebre da "Selezione dal Reader's Digest", pubblicava articoli brevi e di tono divulgativo. Durò quattro anni, dal 1950 al 1953. Fu edita dall'artista anarchico Luigi Pepe Diaz.

Dal 1952 appare come collaboratore Bernardino del Boca (che contribuì con articoli sotto vari pseudonimi), che la rivista accettò di appoggiare nel suo tentativo (vano) di dare vita a un movimento omofilo anche in Italia, e nella sua attività nell'ICSE, la prima "Internazionale" per la liberazione sessuale dopo la scomparsa di quella di Magnus Hirschfeld.

Accettuandosi via via questo aspetto di militanza, infine, nel corso del 1953 "Scienza e sessualità" si trasformò in "Sesso e libertà", sempre con cadenza mensile, con Bernardino del Boca come direttore. Il passaggio da una testata all'altra intendeva indicare un passaggio da un atteggiamento di divulgazione sessuologica abbastanza eclettica (sulla testata scriveva anche padre Agostino Gemelli), ad uno assertivo, di militanza per la liberazione sessuale. Una mossa che le autorità politiche non tollerarono, portando in giudizio la rivista e costringendola a chiudere col numero del dicembre 1953.

Gianni Rossi Barilli riassume così la vicenda di "Scienza e sessualità":

« Un gruppetto agguerrito di questi eterosessuali illuminati, fra cui lo stesso Olivari, faceva capo alla rivista "Scienza e sessualità", nata nel 1950 e decisa ad affrontare "le questioni sessuali nel mondo", come specificava il sottotitolo, da un punto di vista decisamente libertario per i tempi. L'omosessualità era uno degli ingredienti principali, in un menu che aveva come altri piatti forti il naturismo, il divorzio, l'aborto e la strenua difesa del diritto alla vita privata di ciascun individuo, quali che fossero le sue preferenze amorose. Il solo fatto che si parlasse con libertà di sesso, e non solo in termini "scientifici", doveva far storcere il naso ai moralisti e alla censura, che allora operava alacremente in nome di un sensibilissimo comune senso del pudore.

"Scienza e sessualità", infatti, andò incontro a numerose traversie, con i censori che ne ordinavano spesso e volentieri il sequestro mentre le colonne dei giornali reazionari ne invocavano con altrettanta tempestività la definitiva soppressione. Nonostante i problemi, la rivista riuscì a sopravvivere per qualche tempo nei più bui anni cinquanta e a perorare molte nobili cause. Il tema dell'omosessualità, comunque, in genere era trattato da eterosessuali, veri o presunti.

Troviamo una spiegazione di questo fatto piuttosto curioso in un articolo del novembre del 1952, una polemica riflessione contro un giornalista del "Tempo", quotidiano di Roma, che aveva proposto l'istituzione di "campi di lavoro per gli invertiti" come rimedio alla sodomia dilagante nella capitale. L'autore dell'articolo, Gino Toziani, sottolinea a scanso di equivoci:

Per fortuna sia io, capo redattore di questa Rivista, che il suo direttore responsabile, siamo entrambi padri di famiglia e persone ben note per essere tutt'altro che omosessuali, e non soltanto noi due ma tutti i nostri principali collaboratori, medici e avvocati ecc. Dico per fortuna, perché soltanto persone notoriamente normali possono, in questo mondo di giustizia e di equità, osare / p. 27/ di spendere una parola in difesa di una minoranza, già infelice per il suo stato anormale, ingiustamente perseguitata".

"Scienza e sessualità", in ogni modo, non disdegnava di dare voce ai diretti interessati, attraverso la pubblicazione di lettere e testimonianze. Alcune di queste mostrano che già cominciavano a essere numerosi i gay consapevoli di doversi ribellare contro "l'accanimento idiota di una morale che è perfettamente in arretrato con i tempi odierni e con gli ultimi dati della scienza (non sempre ufficiali, si capisce)"[1].

E quanto alle novità scientifiche, la rivista non era certo reticente. Informava con ricchezza, per esempio, del celebre rapporto Kinsey sul comportamento sessuale dei maschi statunitensi (1948), che con l'inesorabile forza di persuasione dei dati statistici aveva distrutto la convinzione che gli "invertiti" fossero solo una infima minoranza di malati[2]»

Articoli sull'omosessualità pubblicati su "Scienza e sessualità"

I 1950

II 1951

  • Dott. Argos, Il problema dell'omosessualità, "Scienza e sessualità", II 1951, Luglio, pp. 78-80. (Dopo aver riferito delle lettere ricevute dai lettori omosessuali, raccomanda cure psicoanalitiche a chi di loro vuole guarire).
  • Gino Olivari, Infantilismo psichico e omosessualità maschile, "Scienza e sessualità", II 1951, Settembre, pp. 11-13. (L'infantilismo psichico (immaturità) predispone al comportamento omosessuale).
  • Angelo Grossi, Omosessualità e infezioni veneree, "Scienza e sessualità", II 1951, Novembre, pp. 36-39. (Sulle malattie veneree trasmesse con rapporti omosessuali, soprattutto anali).
  • Gino Olivari, Rieducazione degli omosessuali, "Scienza e sessualità", II 1951, Dicembre, pp. 31-35. (Abituando a poco a poco gli omosessuali al rapporto sessuale con le donne, possono guarire).

III 1952

  • Anonimo (ma Bernardino del Boca), La conferenza di Amsterdam per l'eguaglianza sessuale, "Scienza e sessualità", anno III, n. 1, 1952, pp. 5-7. (Relazione sulla prima riunione dell'ICSE, il primo organismo internazionale di gruppi omosessuali del dopoguerra).
  • Jean Cocteau, Lettera di Jean Cocteau alla conferenza, "Scienza e sessualità", anno III, n. 1, 1952, pp. 7-9. (Lettera d'incoraggiamento e adesione al primo convegno dell'ICSE).
  • Harry Holland, Terzo sesso, "Scienza e sessualità", III 1952, pp. 54-57. (L'omosessualità non è una malattia, ma uno stato sessuale. Perciò gli omosessuali non vanno perseguitati ma lasciati vivere).
  • M. Gugi, Lettera di un omosessuale, "Scienza e sessualità", anno III n. 2, febbraio 1952, pp. 73-75 = 169-171.
  • Bernardino del Boca di Villaregia, Società per l'educazione sessuale, "Scienza e sessualità", III 1952, pp. 398-401. (Non a tematica omosessuale).
  • Attilio Enrietto, Omosessualità e letteratura, "Scienza e sessualità", III 1952, pp. 591-598. (Sugli scritti di Marcel Proust, André Gide, Jean Genet, Gore Vidal ed altri, interessante per i pregiudizi che rivela).
  • Guido Montanari, I mujerado, "Scienza e sessualità", III 1952, p. 682. (Breve nota antropologia sul "terzo genere" fra popoli non europei).
  • Anonimo (ma Bernardino del Boca), Secondo congresso internazionale per l'eguaglianza sessuale, "Scienza e sessualità", III 1952, pp. 773-776. (Annuncio-presentazione del secondo convegno dell'ICSE).
  • Guido Montanari, L'omosessualità maschile e femminile, "Scienza e sessualità", III 1952, pp. 777-782. (Riassunto di varie tesi sull'eziologia dell'omosessualità).
  • Guido Montanari, Quanti omosessuali ci sono?, "Scienza e sessualità", anno III, n. 10, 1952, pp. 25-27 = pp. 889-891.
  • Anonimo (ma Bernardino del Boca), Relazione sul secondo Congresso internazionale per l'eguaglianza sessuale, "Scienza e sessualità", anno III 1952, pp. 967-970. (Come da titolo, sul secondo incontro dell'ICSE).
  • Bernardino Di Tegerone (pseud. di Bernardino del Boca), Cronaca nera e problemi sessuali. Omosessualità e ipocrisia, "Scienza e sessualità", anno III, n. 12, dicembre 1952, pp. 1125-1129. (Su due fatti di cronaca nera sfruttati in modo scandalistico. L'autore chiede che l'omosessuale possa vivere a viso aperto, senza essere relegato in ambienti in cui possono nascere delitti).
  • Nico Tin, Cronaca scandalosa, "Scienza e sessualità" n. 12, dicembre 1952, pp. 74-75.

IV 1953

  • N. N., La tragedia del terzo sesso, "Scienza e sessualità", IV 1953, pp. 77-80. (Lettera di un omosessuale, ostracizzato dal paese, licenziato, e costretto ad andarsene).
  • J. Flescher, L'omosessualità: perversione o nevrosi?, "Scienza e sessualità", IV 1953, pp. 163-172. (Articolo psicoanalitico, su "cause" e "cura" dell'omosessualità).
  • Ettore Mariotti, Uomini celebri invertiti, "Scienza e sessualità", IV 1953, pp. 173-179. (Lista di "invertiti" più o meno celebri estratta dal libro La neofilia).
  • G.<ino> O.<livari>, L'omosessualità: vizio o malattia?, "Scienza e sessualità", IV 1953, pp. 248-250. (L'omosessualità è una malattia di origine ormonale. Pertanto solo l'ignoranza porta a condannare gli omosessuali).
  • Anonimo, Impossibile cambiare il sesso di una persona, "Scienza e sessualità", IV 1953, pp. 519-520. (Tradotto da "Sexology". Sul caso di Christine Jorgensen. Chi "cambia" sesso non potrà mai più avere figli).

Per la continuazione si veda: Sesso e libertà.

Supplementi

  • T. K. Lawrence e Gino Olivari, Le inversioni sessuali, "Quaderni di Scienza e sessualità", numero 9, dicembre 1951, Edizioni Paris, Milano, pp. 49-80.
"Scienza e sessualità", dicembre 1952.

Note

  1. M. Gugi, Lettera di un omosessuale, "Scienza e sessualità", anno III n. 2, febbraio 1952, pp. 73-75.
  2. Gianni Rossi Barilli, Il movimento gay in Italia, Feltrinelli, Milano 1999, pp. 26-27.

Bibliografia

Voci collegate