Schedatura degli omosessuali nell'Italia repubblicana

Da Wikipink - L'enciclopedia LGBT italiana.

La prassi di schedare le persone omosessuali, benché non sia mai stata autorizzata per legge, è stata a lungo praticata dalle forze di polizia italiane.

Prassi

La schedatura degli omosessuali da parte degli organi di pubblica sicurezza è una pratica documentata ampiamente durante il regime fascista, il quale provvedeva a utilizzare misure di pubblica sicurezza di restrizione della libertà, come l'ammonizione o il confino, per omosessualità.
L'omosessualità, come la droga o l'alcol, era considerato un comportamento umano non solo da reprimere per salvaguardare la morale pubblica, ma anche da tenere sotto controllo in quanto foriero di altri crimini (furti, omicidi) e quindi pericoloso per l'ordine pubblico generale.
La schedatura delle persone omosessuali è una pratica che è continuata indisturbata anche nell'Italia Repubblicana, almeno fino agli anni Novanta, come dimostrano le ricerche archivistiche dello storico Dario Petrosino [1].

Fin dagli anni Cinquanta le retate della polizia nei luoghi o locali frequentati da omosessuali portavano all'identificazione dei soggetti colti sul posto e alla loro schedatura, come ricorda l'attore Dominot [2] o come testimonia il film Splendori e miserie di madame Royale.
Nel 1965, in un'inchiesta su "Lo Specchio"[3] il giornalista Sarzò scrisse che gli omosessuali schedati presso la Questura di Roma erano più di 5000, e corrispondevano a quelli che erano stati fermati più d'una volta, ma secondo il giornalista rappresentavano una minima parte degli omosessuali romani.

Nel 2000 il "Corriere della Sera"[4] nel riportare la notizia dell'omicidio di Bruno Cosolo avvenuto a Trieste, afferma che, pur essendo la vittima incensurata e priva di carichi pendenti con la giustizia, "era noto come omosessuale alle forze dell'ordine"; "la Stampa"[5] scrive che Cosolo era "incensurato, conosciuto come gay e non nuovo, secondo gli investigatori, ad incontri casuali nella zona del porto di Trieste", la vittima doveva essere schedata dalla polizia come omosessuale.

Interrogazioni parlamentari

La prassi delle schedature, mai ufficialmente ammessa, è stata oggetta di varie interrogazioni parlamentari:

Voci correlate

Bibliografia

Link esterni

Note

  1. Rai storia, Omosessualità e repressione, s.d. (filmato); Dario Petrosino, La repressione dell'omosessualità nell'Italia repubblicana e nei paesi del Patto Atlantico. Da uno studio sulla documentazione conservata presso l'Archivio centrale dello Stato, "Storia e Futuro. Rivista di storia e storiografia", n. 10, Febbraio 2006.
  2. Andrea Pini, Quando eravamo froci, Il Saggiatore, Milano 2011, p. 15.
  3. Dino Sanzò, I delitti del terzo sesso. Omosessuali: aggressioni, ricatti, estorsioni, omicidi, "Lo specchio", 6 giugno 1965.
  4. “Corriere della Sera”, 6 Aprile 2000.
  5. «La Stampa» del 6 aprile 2000.
  6. Dal sito della Camera
  7. Dal sito "Rete Civica Milano"
  8. Dal sito della Camera
  9. Dal sito Romagnanoi
  10. Dal sito del Secolo XIX