Regioni italiane e politiche sull'omosessualità

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Voce scritta da Stefano Bolognini nel 2007, necessita di un aggiornamento ed è liberamente editabile.

Valle d'Aosta

Statuto: Lo Statuto risale al 1948 e non contiene alcun accenno all'orientamento sessuale o alle coppie di fatto o a politiche antidiscriminatorie. Unioni civili: La Valle d'Aosta ha approvato nel 1998 una legge che ammette a contributi per la natalità, indennizzi per infortuni domestici e sostegni economici per l'educazione, anche la “famiglia comunque formata, fondata su legami socialmente assunti di convivenza anagrafica, solidarietà, mutuo aiuto, cura delle persone che la compongono e nell'educazione dei minori”. Il 18 giugno 2007 una parte della maggioranza, tra cui l'assessore regionale, Leonardo La Torre, ex socialista (fu sindaco di Aosta) chiede di rimettere mano alla legge perché la famiglia è solo tra uomo e donna.

Norme antidiscriminatorie: Non esistono norme specifiche.

Edilizia popolare. Il regolamento per la concessione dei mutui casa (su prima casa e ristrutturazione), approvato nel maggio 2002, prevede l'accesso ai finanziamenti anche dei conviventi, con la stessa dicitura della legge sulla famiglia del 1998.

Educazione e scuola: Non esistono norme specifiche.

Salute e lotta all’aids: Non esistono norme specifiche.

Patrocini: La regione ha patrocinato nel 2007 una iniziativa di Arcigay con Don Franco Barbero.

Piemonte

Statuto: Approvato nel 2002 non contiene alcun accenno all'orientamento sessuale o alle coppie di fatto. Mercedes Bresso, il 27 marzo 2005, nel corso della campagna elettorale, annunciava un cambiamento dello Statuto regionale con “alcuni punti da rivedere, o di una specifica norma che riconosca le coppie di fatto, sia etero che omosessuali, cancellando le discriminazioni”.

Unioni civili: Il 18 aprile 2003, il quotidiano “La Repubblica”, accennava ad una proposta di legge dei Democratici di sinistra per aiuti alle giovani coppie (anche non sposate) arenata in Commissione a cui si affiancava una proposta di Alleanza nazionale che prevedeva agevolazioni per coppie sposate sotto i 35 anni. Il 14 febbraio 2006 Luigi Ricca, esponente della Rosa nel pugno, ha presentato una proposta di legge per riconoscere alle coppie di fatto gli stessi diritti dei coniugi rispetto a eredità, diritti di abitazione, diritti e doveri di assistenza in caso di malattia, legislazione riguardante lavoro e previdenza sociale, ma non in materia di adozioni. Alla proposta di si aggiunge quella bipartisan (dei consiglieri Enrico Costa (Fi) e Roberto Placido (Ds) presentata il 13 gennaio 2006 che prevede l'istituzione di un registro regionale per le unioni di fatto.

Norme antidiscriminatorie: Dopo un lungo dibattito il 13 giugno 2006 la giunta regionale ha licenziato una proposta di legge contro le discriminazioni (“Norme di attuazione della parità di trattamento e del divieto di ogni forma di discriminazione nelle materie di competenza regionale”), presentata dall'Assessore alle Pari Opportunità Giuliana Manica. Con la proposta si intende promuovere un'azione volta alla rimozione di tutte le forme di discriminazione, dirette ed indirette, basate su religione, convinzioni personali, handicap, orientamento sessuale, razza, origine etnica e genere. La legge è in attesa di approvazione in Consiglio regionale ed un ordine del giorno, approvato il 23 gennaio 2007, Giornata della Memoria, chiedeva tempi rapidi di approvazione. Le associazioni militanti piemontesi hanno protestato, il 9 ottobre 2007, per la lentezza nell'approvazione del progetto.

Edilizia popolare: Il 9 settembre 2006 Mercedes Bresso ha espresso la volontà di estendere anche alle coppie di fatto la possibilità di ottenere alloggi popolari. L'1 giugno 2006 è stata presentata una proposta di legge, predisposta dall'assessore Giuliana Manica, che consente l'accesso all'edilizia popolare anche per le coppie di omosessuali.

Educazione e scuola: Il 15 aprile 2001 Alleanza nazionale, con un'interrogazione urgente presentata in consiglio regionale, dice no ai corsi nelle scuole medie ed elementari di Torino proposto dall'associazione gay e lesbica Maurice. Il 13 giugno 2002 l'Assessorato alla cultura della Regione Piemonte, accogliendo una proposta del gruppo radicale, ha deciso di inviare in tutte le scuole superiori il video “Nessuno uguale”, una testimonianza delle riflessioni e delle problematiche connesse all'identità sessuale negli adolescenti, con un particolare riferimento all'omosessualità giovanile. Il 16 ottobre 2007 la Regione annuncia che organizzerà corsi di formazione per insegnati sulle pari opportunità e il che distribuirà il kit «La scuola fa la differenza», distribuito in tutte le scuole elementari, medie e superiori del Piemonte, offre agli insegnanti strumenti per stimolare gli studenti a demolire gli stereotipi più diffusi.

Salute e lotta all’aids: Non esistono norme specifiche ma una stretta collaborazione tra l'associazionismo e la regione anche sui temi della salute. Patrocini: Il 4 luglio 2000 il Consiglio Regionale Piemonte, a maggioranza di centro-destra, approva un ordine del giorno sul World gay pride di Roma. Il documento: “riconosce il diritto delle organizzazioni omosessuali e transessuali e di tutti i cittadini a manifestare, diritto previsto e garantito dalla democrazia, dalla Costituzione e dalle regole della convivenza”.

Altro: Il Consiglio Regionale Piemonte concede il patrocinio e un contributo per il Gay pride Torino 2007 e contributo e patrocinio, annualmente, al Festival del cinema gay di Torino.

Liguria

Statuto: La legge statutaria del 3 maggio 2005 prevede tutela e sostegno a “la famiglia” e si propone di rimuovere “gli ostacoli che ne limitano il pieno sviluppo”. La non definizione di famiglia lascia aperta l'interpretazione della norma statutaria. Unioni civili: Il 16 maggio 2006 la regione ha approvato la legge di riordino dei servizi sociali e sociosanitari che prevede di destinare servizi e interventi anche ai conviventi legati da altri vincoli solidaristici oltre quelli tradizionali. La legge è simile a quella sul welfare approvata dalla regione Puglia. Il 3 aprile 2007 il centro-destra ha messo in votazione in consiglio regionale un documento (“Tutela della famiglia fondata sul matrimonio”) per garantire alle coppie sposate più agevolazioni rispetto alle coppie non sposate. Il centro-sinistra ha bollato l'iniziativa come strumentale e ha votato contro. Il documento non è stato approvato. Norme antidiscriminatorie: Cristina Morelli, capogruppo dei Verdi, ha presentato una proposta di legge contro le discriminazioni sulla falsariga della legge approvata in Toscana.

Edilizia popolare: Non esistono norme specifiche.

Educazione e Scuola: Non esistono norme specifiche.

Salute e lotta all’aids: Non esistono norme specifiche.

Patrocini: La Regione Liguria patrocina, da qualche anno, la giornata del primo dicembre per la lotta all'aids, la giornata della memoria, la giornata contro l'omofobia e i gay pride.

Lombardia

Statuto: Lo statuto della regione non contiene alcun accenno all'orientamento sessuale o alle coppie di fatto. Unioni civili: La Lega presenta, nel luglio 2005 una mozione contro il matrimonio gay. Nella seduta del 27 marzo 2007 la regione approva, insieme all'adesione al Family day, una mozione che chiede alla Giunta di valutare strumenti giuridici a difesa e garanzia della famiglia tradizionale e che prende una dura posizione nei confronti del disegno di legge del Governo Prodi sulle coppie di fatto, i DICO. Norme antidiscriminatorie: I Verdi presentano l'1 marzo 2006 una proposta di legge intitolata “Norme contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere”.


Norme contro le discriminazioni: Alcuni consiglieri del centrosinistra al Pirellone hanno presentato il 30 gennaio 2006 una proposta di legge regionale (PdL 132) riguardante “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere”. Il testo si propone di dare attuazione all’articolo tre della Costituzione, a partire dalle politiche di competenza regionale, per garantire a ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere, in particolare nell’accesso al mondo del lavoro, alla formazione professionale e in caso di trattamenti sanitari. A quasi due anni dalla sua presentazione il Pdl non è ancora stato discusso dalla II commissione “Affari Istituzionali” regionale per l’ostruzionismo del centrodestra di Formigoni. Un centrodestra omofobo (è di pochi mesi fa l’uscita dell’assessore di AN Prosperini che auspicava l’uso della garrota per i gay) e chiuso ad ogni confronto. L'Europa condanna duramente l'omofobia, grazie ad una risoluzione del Parlamento del gennaio 2006 e a una nuova mozione approvata il 26 aprile 2007. L’Italia è uno dei pochi paesi europei a essere pressoché privo di strumenti giuridici che tutelino le persone «lgbtq» (lesbiche - gay - bisessuali - transgender - queer) negli ambiti pubblici e privati della propria vita. Nel nostro paese la discriminazione verso omosessuali, lesbiche e transgender emerge quotidianamente non solo dai numerosi atti di violenza, ma anche dalle politiche sanitarie, sociali, scolastiche e culturali che non si fanno carico delle loro vite. E’ in atto un tentativo di fermare un processo di evoluzione della società che si misuri con le differenze di genere, di orientamento sessuale, di religione e di cultura. Non è sufficiente reprimere le violenze più odiose; bisogna dare significato positivo al diritto di uguaglianza nella società e nelle istituzioni. Per fare pressione perché sia inserito al più presto il testo nel calendario dei lavori e aprire il dibattito alle diverse proposte di politiche per l’attuazione della parità dei diritti nella nostra regione, abbiamo lanciato una raccolta di firme in tutta la Lombardia che ha già raccolto l’adesione di moltissime associazioni e di singoli/e (nodiscriminazione@libero.it). C'è bisogno di una risposta forte e di una mobilitazione di tutta la sinistra lombarda affinché anche il tema dei diritti entri a far parte delle sue priorità irrinunciabili.

Salute e lotta all’aids: Non esistono norme specifiche. La regione ha stabilito, nel marzo 2007, tagli nel File F, tra cui figurano le terapie per hiv, aids e epatite. La decisione, che non avrebbe consentito di iniziare nuove terapie per i nuovi sieroconvertiti, ha scatenato le proteste dell'associazionismo ed una interrogazione dell'onorevole Franco Grillini. Edilizia popolare: Non esistono norme specifiche. Educazione e scuola: Non esistono norme specifiche. Patrocini: Nel 2000 la Regione Lombardia decide di emendare i finanziamenti per il Festival di Cinema Gaylesbico di Milano. Il festival aveva ricevuto il riconoscimento nel 1998. La regione ha patrocinato, nel 2006, il torneo internazionale di tennis “Italian open gay” organizzato dall'associazione tennisti omosessuali. Altro: Pier Gianni Prosperini, assessore di Alleanza nazionale, nel marzo 2007 ha dichiarato: “Convivano pure ma l’omosessualità è una devianza... Ha visto il fotomontaggio di Benedetto XVI con il dito alzato? Ci provino con la faccia di Maometto, se hanno i coglioni... Garrotiamoli...”. Le dichiarazioni suscita un'immediata interpellanza dell'Unione con formale richiesta di dimissioni. Prosperini farà parziale ammenda (“foga verbale”) delle sue dichiarazioni ricevento il plauso del presidente Formigoni. Il 6 dicembre 2006 Roberto Alboni, capogruppo di Alleanza nazionale in regione, dichiarava: “Il Governo di Prodi e compagni smantella in un sol colpo i millenari valori che appartengono alla tradizione e alla storia d'Italia: l'ultima decisione di parificare le coppie di fatto alle famiglie tradizionali e riconoscere le unioni omosessuali è aberrante”.

Trentino-Alto Adige

Statuto: Lo statuto della regione, del 1948, non contiene alcune accenno all'orientamento sessuale o alle coppie di fatto.

Coppie di fatto: I consiglieri della Sinistra democratica e riformista hanno presentato, il 26 luglio 2005, due proposte di mozione per il riconoscimento delle coppie di fatto e per il superamento delle discriminazioni legate all'orientamento sessuale ed all'identità di genere. Il consiglio regionale del Trentino Alto Adige ha approvato, il 13 gennaio 2007, una parte di una mozione di Denis Bertolini intitolata “No ai matrimoni omosessuali” della Lega Nord che, sulle coppie di fatto, stabilisce che la famiglia è “solo quella naturale fondata sul matrimonio tra due persone di sesso diverso”. Norme antidiscriminatorie: In Trentino la legge 18 maggio 1998, n. 192, proposto dal gruppo "Solidarietà", riconosce i diritti sociali per i nuclei familiari non tradizionali nell'applicazione di leggi provinciali di settore e contro la discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale.

Edilizia popolare: In Alto Adige una legge del 1993 (la Legge prov. nr. 27 del 20/12/93 sull'edilizia abitativa agevolata in Alto Adige) prevedeva “Ai fini della determinazione del reddito familiare si tiene anche conto del convivente more uxorio” e “In ogni altro caso di decesso del locatore, hanno diritto all'assegnazione dell'alloggio, nell'ordine, il coniuge superstite, i figli o gli ascendenti di primo grado, perché stabilmente conviventi con l'assegnatario al momento della sua morte ed inclusi nel nucleo familiare...(omissis)... In mancanza di discendenti o di ascendenti di primo grado la persona convivente more uxorio al momento della morte”. La legge è stata abolita nel 2001 su richiesta di un partito conservatore. In Trentino la legge 15, del 7 novembre 2005, consente alle coppie di conviventi more uxorio, purché sullo stato di famiglia da più di 3 anni, di accedere ai contributi per l'acquisto della prima casa.

Educazione e scuola: Non esistono norme specifiche.

Salute e lotta all'aids: Non esistono norme specifiche.

Patrocini: La regione non ha mai concesso patrocini ad iniziative gay.

Veneto

Statuto: Il 9 ottobre 2004 non è approvato lo statuto. Tra le questioni che hanno contribuito alla non approvazione, insieme alla Resistenza e all'immigrazione, anche il riconoscimento delle coppie di fatto. Alleanza Nazionale aveva presentato un emendamento in cui si specificava che la famiglia era una "società naturale fondata sul matrimonio". A sostengo di questa tesi erano intervenuti anche i vescovi del triveneto. I Democratici di sinistra avevano invece presentato un emendamento che riconosceva anche le coppie di fatto. Tutto era stato superato con un riferimento neutro alla valorizzazione del ruolo sociale della famiglia. In regione è ancora attiva la Commissione statuto.

Unioni civili: Il 12 luglio 2005 il consigliere regionale dello SDI Carlo Covi ha presentato una proposta di legge statale per disciplinare le unioni di fatto. La proposta di legge, da trasmettere al Parlamento se sarà approvata dal Consiglio veneto, prevede che una convivenza sia riconosciuta qualora coinvolga due persone maggiorenni e si fondi sulla stipula di un accordo che espliciti la volontà di costituire una unione di fatto. Nel 2006 l'assessore regionale alle Politiche Sociali, Antonio De Poli (Udc), ha annunciato l'intenzione di istituire un Garante della famiglia, un Osservatorio permanente sulla famiglia e una Consulta della Famiglia e di dotare la Regione di una legge quadro sul tema. E' in attesa di essere esaminata dalla V Commissione del Consiglio regionale del Veneto il disegno di legge (n. 125) contenente "Linee di indirizzo e interventi per la promozione e il sostegno della famiglia". Il progetto si indirizza alla famiglia "fondata sul matrimonio". Norme antidiscriminatorie: Non esistono norme o provvedimenti specifici.

Edilizia popolare: Il bando regionale per l'accesso agli alloggi di edilizia popolare consente l'accesso alle graduatorie alle “convivenze more uxorio”.

Educazione e scuola: La regione nel 2005 finanzia un opuscolo sull'orientamento sessuale di Arcigay Padova da distribuire nelle scuole superiori. Salute e lotta all'aids: Non esistono norme o provvedimenti specifici. Il governatore del Veneto, Giancarlo Galan di Forza Italia ha invitato pubblicamente la comunità gay, l'8 settembre 2005, a donare sangue.

Patrocini': La regione non ha mai concesso patrocini ad iniziative gay.

Altro: Il governatore del Veneto, Giancarlo Galan di Forza Italia si è più volte pronunciato favorevolmente ai diritti degli omosessuali come nel caso delle adozioni da parte di famiglie-gay: “All'orrore di un orfanatrofio meglio una mamma e un papà dello stesso sesso capaci di regalare amore e speranze” ed è intervenuto contro il prosindaco di Treviso Gentilini che aveva invitato alla pulizia etnica per gli omosessuali: “Non c'è cittadinanza in Veneto per queste forme di intolleranza. Gentilini ha sbagliato, pesantemente, ha usato parole che non vanno mai usate. E io dico a chi non è ben accetto da lui di venire a Padova, nella mia città”.

Friuli-venezia Giulia

Statuto: Lo Statuto regionale, approvato il 18 giugno 2007 e in via di approvazione presso la Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati, non prevede nulla di specifico per le coppie di fatto, per la non discriminazione della minoranza gay e per le pari opportunità per orientamento sessuale.

Unioni civili: La Giunta, nel luglio 2007, approvava un regolamento che prevede l'integrazione di reddito, una sorta di reddito minimo di reddito di cittadinanza, da garantire anche alle coppie conviventi (comprese quelle omosessuali). Il regolamento è in attesa di un parere della commissione competente. Nel luglio 2007 la Giunta regionale riconosce un periodo di congedo matrimoniale ad un cittadino italiano che lavora a Bruxelles presso gli uffici della stessa Regione e che si è sposato con un cittadino belga. Il congedo matrimoniale, il 30 ottobre 2007, approda alla Corte dei conti spinto da una denuncia di Adriano Ritossa di AN che vorrebbe un pagamento per l'erario per il danno subito dal congedo. E' in vigore la legge Carta famiglia che offre contributi a coppie con figli sia di coppie sposate che di coppie di fatto.

Norme antidiscriminatorie: Non esistono norme specifiche.

Edilizia popolare: I conviventi che compongono una famiglia anagrafica hanno accesso alle graduatorie per l'edilizia popolare.

Educazione e scuola: Non esistono norme specifiche.

Salute e lotta all'aids: Non esistono norme specifiche.

Patrocini: La regione non ha mai concesso patrocini ad iniziative gay.

Altro: Riccardo Illy, presidente della Regione Friuli, ha dichiarato, nel febbraio 2006: “In quanto al matrimonio omosessuale, visto che l'istituto è volto ad allevare i figli, non capisco a cosa possa servire. Eventuali adozioni, poi, fornirebbero un modello comportamentale che non è nell'interesse della società, e potrebbe far sì che il bambino replicasse l'omosessualità. Va da sé che accordi per tutela e diritti interni ad un'unione gay si possono definire con scrittura private, che già esistono”.

Emilia-Romagna

Statuto: Lo Statuto, approvato il 31 marzo 2005, prevede due passaggi analoghi a quelli della Toscana e cioè il “riconoscimento della pari dignità sociale della persona senza alcuna discriminazione per ragioni di orientamento sessuale”, previsto dal preambolo, e una concezione non confessionale della famiglia qual è quella indicata dall’art. 6 quater, dove si afferma che la regione riconosce e valorizza “la funzione delle formazioni sociali attraverso le quali si esprime e si sviluppa la dignità della persona e, in questo quadro, lo specifico ruolo sociale proprio della famiglia”. A nemmeno un mese dall'approvazione il Consiglio dei Ministri, di centro-destra, ha impugnato il testo davanti alla Corte Costituzionale. La Corte ha ritenuto legittimo l'operato della Regione.

Unioni civili: Il 23 ottobre 2006 è depositato un progetto di legge firmato da Paolo Zanca (Sdi), e da tutto il centro sinistra Margherita esclusa, sui diritti delle coppie di fatto con lo scopo di “armonizzare" il termine "famiglia" nella legislazione regionale, inserendo in esso, ed a pieno titolo, il criterio della convivenza. Il 19 settembre 2007 la discussione del provvedimento slitta di un mese in attesa del voto per le primarie del Partito democratico. Il 30 ottobre 2007 la commissione regionale Affari generali-Bilancio ha dato parere negativo al progetto di legge.

Norme antidiscriminatorie: Il 20 novembre 2006 è depositata, da tre consiglieri, le diessine Gabriella Ercolini, Laura Salsi e il Verde Gianluca Borghi, la proposta di legge contro le discriminazioni sessuali e di genere. Il 13 novembre 2006 incomincia una campagna regionale contro la discriminazione di genere: tre cartoline ed un manifesto mostrano una coppia di giovani donne ritratte in momenti di vita quotidiana.

Edilizia popolare: L'Emilia Romagna, infine, sta discutendo un progetto di legge che estende a tutta la legislazione sulla famiglia il criterio che prevede la concessione di alloggi pubblici ai nuclei fondati su unioni di fatto.

Educazione e scuola: Non sono previste norme o provvedimenti specifici.

Salute e lotta all'aids: La regione, nel 2005 e nel 2006, ha finanziato un corso di formazione sulla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale con particolare riguardo all'HIV organizzato da Arcigay Bologna.

Patrocini: La regione patrocina e finanzia il festival “Gender Bender” organizzato dal Cassero, 'gay lesbian center' di Bologna.e i gay pride, “La Manica Tagliata“, rassegna internazionale di teatro, cinema e cultura a tematica gay e lesbica, il festival "Immaginaria" il Festival internazionale del cinema delle donne. Ribelli, lesbiche, eccentriche” e la "Libera università omosessuale". La Regione, da anni, offre il patrocinato per il gay pride di Bologna del 2006 e per le iniziative di Arcigay nell'ambito della "Giornata della memoria".

Toscana

Statuto: La Toscana è la prima Regione italiana a riconoscere, dal 12 maggio 2004, le coppie gay nel proprio Statuto. L’assemblea regionale della Toscana ha approvato l’inserimento, nel nuovo Statuto, de "la tutela e la valorizzazione della famiglia fondata sul matrimonio” e "il riconoscimento delle altre forme di convivenza", oltre all’inserimento dell’orientamento sessuale fra le condizioni da tutelare da discriminazioni. Lo statuto, impugnato dal Governo Berlusconi, è stato ritenuto legittimo dalla Corte Costituzionale. Il 5 ottobre 2007 il Consiglio respinge a maggioranza un emendamento di Pietro Diodato (An) teso ad abolire dai principi fondamentali dello statuto il riferimento ai contributi delle diversità e delle minoranze.

Unioni civili: Non esistono norme o provvedimenti specifici. Norme antidiscriminatorie: La Toscana è la prima regione italiana ad essersi dotata di una legge, la n. 63 del 2004 dettante norme contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale antidiscriminatoria, in vigore dal gennaio 2006. Il testo prevede diversi interventi: multe da 516 a 1.098 euro per i negozianti o i fornitori di servizi che discrimineranno le persone in base al loro orientamento sessuale, specifiche politiche lavorative a favore dei transessuali e dei transgender in quanto "soggetti esposti al rischio di esclusione sociale", fondi del piano sanitario regionale per sostenere le Asl che dovranno garantire interventi di informazione per "rimuovere gli ostacoli alla libertà di scelta della persona circa il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere". La Corte costituzionale in una sentenza (la n. 253, depositata oggi in cancelleria il 4 luglio 2006) che ha dichiarato in parte incostituzionale la legge e cancellato gli articoli 7 e 16 nella parte in cui prevedono: a) che ciascuno ha diritto di designare la persona a cui gli operatori sanitari devono riferirsi per ricevere il consenso e un determinato trattamento terapeutico (qualora l'interessato versi in condizione di incapacità naturale e via sia pericolo di grave pregiudizio per la sua salute); b) che la richiesta di un trattamento sanitario che abbia ad oggetto la modificazione dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere deve provenire personalmente dall'interessato; c) che gli operatori commerciali appartenenti a determinate categorie non possono rifiutare la loro prestazione, o di erogarla a condizioni deteriori rispetto a quelle ordinarie (senza un "legittimo motivo"). La regione, nel giugno 2006, approvava una delibera per pagare gli ormoni a chi voleva cambiar sesso e, nel giugno 2007, ha stanziato 150mila euro per la formazione di chi ha un disturbo di identità di genere certificato dal Sistema sanitario regionale. L'ente metta a disposizione al transessuale 2500 euro, da spendere in due anni, che gli consentiranno di partecipare ad attività formative, con l'ausilio di tutor, in modo mirato, secondo una proprio progetto personale. Per la conferenza Ready, del 25-26 ottobre 2007, la Regione Toscana affigge il manifesto contro l'omofobia "Gay, si nasce". Iol manifesto, che ritrae un neonato con al polso la scritta Homosexual desta polemiche in tutto il Paese. Il 31 ottobre 2007 il Consiglio regionale della Toscana respinge una mozione presentata dalla Casa delle Libertà, che chiedeva il ritiro del manifesto.

Edilizia popolare: Le coppie di fatto possono partecipare ai bandi di concorso per l'assegnazione di mutui agevolati per l'acquisto della prima casa. Educazione e scuola: Grazie alla legge antidiscriminatoria la regione si occupa dei giovani, e istituisce “nuovi servizi di informazione, consulenza e sostegno agli adolescenti per garantirne il diritto all'autodeterminazione responsabile del proprio orientamento sessuale e identità di genere; più in generale per supportarli in presenza di qualsiasi situazione di emarginazione scolastica o lavorativa causata dalla diversità”. In Toscana si tengono seminari contro il bullismo omofobo nelle scuole con genitori, insegnanti e studenti. In internet, sul portale della formazione, www.progettotrio.it, è reso disponibile un corso on line sull’identità sessuale. Salute e lotta all'aids: La legge antidiscriminatoria consente di indicare sul tesserino sanitario il nome della persona che può assistere il possessore del tesserino in ospedale e che può decidere per lui nel caso si trovi in condizioni di «incapacità naturale». Dal gennaio 2005, la formazione del personale sanitario, prevista dal piano sanitario regionale, prevede di “aggiornare e qualificare il personale sanitario in funzione dell'adozione di modalità linguistiche e comportamentali ispirati alla considerazione e al rispetto per ogni orientamento sessuale e identità di genere... al fine di evitare la ghettizzazione di chi è diverso a livello territoriale e ospedaliero”. Negli ospedali toscani da qualche tempo è in atto la campagna “positivo scomodo” per cancellare le discriminazioni contro le persone sieropositive. La Regione ha deliberato, il 7 giugno 2006, di pagare gli ormoni e le altre terapie necessarie a coloro che affrontano il lungo percorso di riattribuzione del sesso. Il consorzio Friendly Versilia, un gruppo di imprenditori che gestiscono numerosi locali gay a Torre del Lago, in collaborazione con la Regione Toscana ha distribuito, nel corso dell'iniziativa, un volume informativo sul problema delle droghe da discoteca.

Patrocini: La regione patrocina e finanzia il "Florence queer festival", rassegna internazionale di cinema e letteratura a tematica gay, lesbica e transgender, la "Giornata della memoria", la "Giornata contro l'omofobia" e i gay pride.

Marche

Statuto: L'8 marzo 2005 la regione ha approvato uno statuto, nel quale “la Regione riconosce il valore storico, sociale ed economico della famiglia e adotta le opportune politiche di sostegno alle giovani coppie”. La formula è molto meno esplicita di quella contenuta nello Statuto toscano e l'associazionismo si è dichiarato insoddisfatto del pronunciamento, considerato troppo debole.

Unioni civili: Non esistono norme specifiche.

Norme antidiscriminatorie: Non esistono norme specifiche.

Edilizia popolare: La legge regionale 36/05 consente alle coppie di fatto gay e lesbiche l'accesso alle misure di sostegno per le politiche abitative regionali.

Educazione e scuola: L’assessorato regionale ai Servizi sociali sostiene finanziariamente, dal 27 novembre 2006, il progetto “Bulli in ballo”, promosso dal circolo Arcigay di Ancona e realizzerà due testi sul tema da distribuire, nel 2007, alle scuole primarie e medie inferiori.

Patrocini: Il 30 giugno 2000 il Consiglio regionale ha bocciato l'adesione al World Gay Pride di Roma.

Altro: Germana Sgalla, presidente del circolo Arcilesbica Caleido di Ancona, è stata membro della commissione pari opportunità della Regione.

Umbria

Statuto: Lo Statuto dell'Umbria, approvato il 16 aprile 2005 (L.R. 16 aprile 2005, n. 21), tutela forme di convivenza diverse dalla famiglia. L'articolo 9, “Famiglia. Forme di convivenza”, dice: “La Regione riconosce i diritti della famiglia e adotta ogni misura idonea a favorire l’adempimento dei compiti che la Costituzione le affida. Tutela altresì forme di convivenza”. Lo Statuto cita anche espressamente la non discriminazione per “orientamento sessuale”. Il Governo ha impugnato lo Statuto ricorrendo alla Corte Costituzionale. Il 6 dicembre 2004 la Corte ha dichiarato inammissibile la censura di illegittimità sollevata nel ricorso governativo del centro-destra contro lo statuto. Secondo il Governo Berlusconi “eventuali future previsioni normative regionali” concernenti i rapporti patrimoniali e personali tra conviventi, violerebbero l'art. 117, secondo comma lettera l della Costituzione. Per la Corte Costituzionale il fatto che la Regione Umbria afferma di tutelare "altre forme di convivenza" non comporta né alcuna violazione, né alcuna rivendicazione di competenze costituzionalmente attribuite allo Stato.

Unioni civili: Il 9 febbraio 2006 è depositata dalla Maggioranza, Margherita esclusa, una proposta regionale per equiparare le coppie di fatto a quelle di diritto. Attualmente la proposta è ferma in commissione.

Norme antidiscriminatorie: Nel 2017, a 10 anni dalla prima proposta presentata da Maria Pia Serlupini, consigliera comunale a Perugia e promotrice del testo elaborato con l’Avvocato Antonio Rotelli giurista e fondatore di Rete Lenford, la Regione Umbria approva una legge regionale contro l'omofobia e la transfobia. La legge impegna la Regione ad attuare politiche di prevenzione per il contrasto delle discriminazioni e che rilancia con forza la necessità di una legislazione nazionale in merito.

Edilizia popolare: Non esistono norme specifiche.

Educazione e scuola: Il progetto “Educare al rispetto” corsi di aggiornamento per insegnati è stato approvato e finanziato dalla regione nel 2006.

Salute e lotta all'aids: Non esistono norme specifiche.

Patrocini: La regione non ha mai concesso patrocini ad iniziative gay.

Lazio

Statuto: Lo Statuto è stato approvato l'11 novembre 2004 e non contiene alcun accenno all'orientamento sessuale o alle coppie di fatto o a politiche antidiscriminatorie. Unioni civili: Il 12 luglio 2005 Luigi Nieri, presenta la proposta "Interventi a sostegno della famiglia di diritto e di fatto" che intende abrogare la legge regionale approvata dal governatore Storace nel dicembre del 2001 che riguardava interventi a sostegno della famiglia non estesi alle coppie di fatto. Il 9 marzo 2006 tre consiglieri della Rosa nel pugno, guidati dal capogruppo Rapisardo Antinucci, hanno chiesto che sia approvato un loro emendamento, presentato da tempo, per estendere benefici e diritti previsti per le famiglie anche alle coppie di fatto. L'emendamento sarà bocciato". Lo stesso mese passa un altro emendamento dell'assessore Luigi Nieri, Rifondazione, che prevede un milione e mezzo per "misure sociali ed economiche a favore di persone in difficoltà e che non rientrano tra coloro che usufruiscono dei benefici" . Così, nel marzo 2006, la prima Finanziaria della giunta Marrazzo stanziava cinquecentomila euro per garantire benefici anche alle coppie di fatto della regione. Il fondo il 28 novembre 2006 non era stato ancora erogato per l'assenza di una delibera attuativa. Nel dicembre 2006 è stato dato mandato all’assessore alle politiche sociali, Alessandra Mandarelli, di predisporre una legge finalizzata a prevedere forme di assistenza indirizzate a persone che risultino legate da vincoli affettivi e conviventi anagraficamente con carattere di stabilità, al di fuori dei casi compresi nella legge regionale sulla famiglia. Forza Italia ha espresso la propria opposizione ai Patti civili di solidarietà con una mozione regionale. Il Presidente della Regione, Piero Marrazzo, dichiarava, il 23 marzo 2006: "I Pacs sono argomento nazionale. La Regione non ha mai inteso intervenire surrettiziamente in materia. E la spiritualità di Roma non può essere ignorata da un amministratore". Norme antidiscriminatorie: Democratici di sinistra e Rifondazione avevano preparato alcuni emendamenti per la variazione dello Statuto sulla non discriminazione per orientamento sessuale, nel dicembre 2006, ma in Regione non è aperto il dibattito sulla riforma dello Statuto.

Edilizia popolare: Il bando di concorso per l'accesso all'edilizia popolare è aperto alle coppie di fatto, ma il punteggio favorisce le coppie sposate.

Educazione e scuola: E' avviato un progetto sul bullismo dell'Assessore all’istruzione, diritto allo studio e formazione Regione Lazio Silvia Costa che non parla di bullismo omofobo.

Salute e lotta all'aids: Nel 1990 la regione aveva stanziato 500 milioni di lire per le persone che chiedevano di cambiare sesso.

Patrocini: La Regione, con il nuovo consiglio regionale di centro-sinistra, ha patrocinato, gratuitamente, il gay pride del 2006 e del 2007, e iniziative sportive della comunità gay.

Altro: Piero Marrazzo, presidente della Regione, si pronunciato favorevolmente ai Dico] sostenendo che siano una legge saggia nel marzo 2007 e nel 2006 interveniva alla premiazione alla premiazione per il concorso, organizzato dall'associazione Di Gay Project, per la miglior tesi di laurea a tematica gay.

Abruzzo

Statuto: Il 20 aprile 2006 è stato bocciato in Commissione Statuto un emendamento per inserire un esplicito riconoscimento della coppie di fatto nello Statuto della Regione Abruzzo. Lo Statuto è stato approvato il 28 dicembre 2006 e “riconosce il valore fondamentale della famiglia come luogo di promozione sociale di sviluppo e tutela della persona”. Unioni civili: Non esistono norme specifiche.

Norme antidiscriminatorie: Il 25 Marzo 2006 Walter Caporale, dei Verdi, in occasione dell'approvazione del bilancio regionale, presenta un emendamento specifico che, tra l'altro, invita ad eliminare le discriminazioni per "orientamento sessuale".

Edilizia popolare: Non esistono norme specifiche.

Educazione e scuola: Non esistono norme specifiche.

Salute e lotta all'aids: Non esistono norme specifiche.

Altro: “Se proprio volete le quote rosa, allora io propongo le quote anche per i finocchi” ha pronunciato il capogruppo dei Democratici di Sinistra nel Consiglio regionale d'Abruzzo, Donato Di Matteo, durante una seduta della commissione Statuto l'8 luglio 2007.

Molise

Statuto: La proposta di nuovo statuto del 2003 dice all’articolo 2 “Nell’espletare il proprio ruolo di promozione dello sviluppo della comunità molisana, la Regione persegue, in particolare, i seguenti obiettivi”. Tra questi, al comma i “la valorizzazione della famiglia e delle altre formazioni sociali”.

Unioni civili: Non esistono norme specifiche.

Norme antidiscriminatorie: Non esistono norme specifiche.

Edilizia popolare: Non esistono norme specifiche.

Educazione e scuola: Non esistono norme specifiche.

Salute e lotta all’aids:Non esistono norme specifiche.

Patrocini: La regione non ha mai concesso patrocini ad iniziative gay.

Campania

Statuto: Sarà in discussione il 25 settembre 2007 il Progetto di legge Statutaria campano approvato dalla preposta commissione il 13 luglio 2007. L’articolo 8, comma f, prevede che “La Regione, nel rispetto della sua storia, della sua tradizione e della sua eredità culturale di luogo di incontro di civiltà nel Mediterraneo, promuove ogni iniziativa per favorire [...] il riconoscimento ed il sostegno alla famiglia ed alle unioni familiari, orientando a tal fine le politiche sociali, economiche e finanziarie e di organizzazione dei servizi”. Il 15 luglio 2007 l'Udeur non ci sta e annuncia battaglia contro l'articolo che estende alle “unioni familiari” gli stessi aiuti destinati alla famiglia fondata sul matrimonio. Franco D'Ercole capogruppo regionale di An della Campania, chiede, il 17 settembre 2007, che ai termini “unioni familiari” sia aggiunta la frase “basate sui princìpi degli articoli 29 e 30 della Costituzione” convinto, con il richiamo alla Costituzione, che “non basta dire no alle coppie gay, bisogna usare chiarezza esemplificativa per evitare errate interpretazioni del riconoscimento della coppia” (ASCA, 17 settembre 2007). L’ articolo 8 della bozza in prima battuta avrebbe garantito “il diritto all’informazione a all’accesso alle procedure di adozione e alle tecniche di procreazione assistita, senza discriminazioni, in particolare per motivi legati allo stato civile, alla religione, alle opinioni personali” e per “agli orientamenti sessuali”. L’orientamento sessuale è stato cancellato nella bozza definitiva.

Il 4 dicembre 2007; CAMPANIA. STATUTO: Sì ALLE COPPIE DI FATTO, ANZI NO Espediente machiavellico: rimandato tutto alla Costituzione martedì 04 dicembre 2007 , di La redazione


NAPOLI, 4 DIC - Passano le unioni familiari nello statuto della Campania, anzi no.

Con un espediente machiavellico il Consiglio regionale ha superato lo stallo che sul tema delle cosiddette coppie di fatto si era determinato nelle scorse settimane con tanto di fibrillazioni all'interno della maggioranza e lo stop ai lavori consiliari.

La soluzione trovata riprende la formulazione contenuta nel testo dello statuto non approvato nella scorsa legislatura e, pur introducendo le unioni familiari ne rimanda la disciplina in materia agli articoli 3, 29 e 30 della Costituzione dove non si

parla di unioni familiari ma di famiglia fondata sul matrimonio.

La mediazione da un lato accontenta chi voleva ci fosse comunque un riferimento alle unioni familiari, di cui passa il principio, dall'altro rassicura chi non le vuole mettendolo in condizione di dire che il testo approvato, rifacendosi alla Costituzione, e' vuoto di contenuti.

Fallito in mattinata l'ultimo tentativo di trovare un'intesa nella maggioranza, e bocciati gli ultimi tentativi dell'Udeur e del centrodestra di sopprimere la parola unioni familiari, alla fine si e' trovata una convergenza tra maggioranza e opposizione sugli emendamenti del capogruppo della Margherita Mario Sena e di An che ne rimandano la disciplina alla Costituzione. Udeur e Idv si sono comunque astenuti.

Il testo finale risulta cosi' composto: La Regione Campania promuove tutte le iniziative e le misure utili per il

riconoscimento e il sostegno alla famiglia fondata sul matrimonio e alle unioni familiari nel rispetto dei principi dettati dagli articoli 3, 29 e 30 della Costituzione.

In particolare l'art. 29 della Carta sancisce che la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come societa' naturale fondata sul matrimonio. Mentre l'articolo 30 afferma che e' dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.

La tutela delle unioni familiari e delle coppie non eterosessuali e' un problema importante che la politica e le istituzioni devono porsi, ha detto il consigliere di Prc Gerardo Rosania, tra i sostenitori delle unioni familiari. Non e' stato ammesso al voto dell'aula, perche' non ha ottenuto le

firme necessarie, invece, un subemendamento dell'Udeur e

dell'Italia dei Valori, tendente a confermare - ha spiegato Fernando Errico, capogruppo dell'Udeur - il riconoscimento della famiglia fondata sul matrimonio e, contemporaneamente, a

riconoscere i diritti individuali delle persone, senza distinzione di genere e di orientamento sessuale.

Il nostro subemendamento tendeva ad affermare una posizione netta e chiara a sostegno della famiglia e della tutela dei diritti individuali - ha spiegato il capogruppo di Italia dei

Valori Cosimo Silvestro - ma, nonostante gli impegni presi

nella maggioranza, sono mancate due firme alla nostra proposta.

E' evidente - ha proseguito Silvestro che la maggioranza non esiste piu' e che ciascun partito resta sulle sue posizioni.

Il centro politico di questa assemblea ha abdicato ai propri valori di difesa della vita - ha polemizzato Pietro Diodato di An - della famiglia e dei valori cattolici, in genere, mentre il collega di partito Enzo Rivellini ha fatto notare che il

gruppo dei Popolari Udeur ha lasciato l'aula per evidenziare il

proprio dissenso contro emendamenti tendenti ad andare contro il

mondo cattolico.

Il riferimento nello Statuto alle radici cristiane - ha replicato per i Ds Pietro Ciarlo - contiene anche il sentimento religioso, che e' un principio talmente serio che non puo' essere strumentalizzato a fini politici.(ANSA).

Unioni civili: Non esistono norme specifiche.

Norme antidiscriminatorie: Dopo la proteste di Piazza Bellini la militanza incontrerà Rosa D’Amelio Assessore alle politiche sociali, per stilare una proposta di legge antidiscriminatoria.

Edilizia popolare: Dal gennaio 2004 la regione riconosce il reddito di cittadinanza, al quale possono partecipare anche le famiglie conviventi sulla base del nucleo anagrafico a prescindere dal matrimonio.

Educazione e scuola: Non esistono norme specifiche.

Salute e lotta all’aids: Non esistono norme specifiche.

Patrocini: La regione non ha mai concesso patrocini ad iniziative gay.

Puglia

Statuto: Lo Statuto approvato dal Consiglio regionale, dice: “La Regione tutela l’infanzia e i diritti dei minori, degli anziani e della famiglia, con adeguate misure di sostegno alle giovani coppie e ai nuclei familiari socialmente svantaggiati”. Unioni civili: Il 16 marzo 2004 la Giunta di centro-destra, approva la legge sulla famiglia che offre contributi alla famiglia e che nega ogni riconoscimento alle coppie di fatto e alle convivenze. Il 30 giugno 2006 la Regione, con la nuova giunta di centro-sinistra, ha approvato una legge (n. 17 2006) sul “welfare” che apre, anche se con qualche ambiguità, alle unioni di fatto (famiglie anagrafiche) i servizi sociali previsti per la famiglia tradizionale. L'8 settembre 2006 il ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, Linda Lanzillotta, avrebbe proposto di impugnare la legge pugliese. Il 3 ottobre 2006 Raffaele Fitto presenta alla Camera dei deputati una interpellanza urgente nella quale chiede al presidente del Consiglio di impugnare la legge. Il 5 ottobre Paolo Naccarato, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, rispondendo all'interpellanza, spiegherà che il Governo ha deciso di non mettere ai voti la proposta del Ministro Lanzillotta. Norme antidiscriminatorie: La giunta regionale, il 31 ottobre 2007, ha aderito, in qualità di soggetto partner, al progetto Family matters: supporting families to prevent violence against gay and lesbian youth (L'importanza della famiglia. Sostenere le famiglie per prevenire la violenza contro giovani gay e lesbiche), nell'ambito del Pic Dahne II 2004-2008(call I) Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea, della durata di due anni. Edilizia popolare: Non esistono norme specifiche. Educazione e scuola: Non esistono norme specifiche. Salute e lotta all'aids: Non esistono norme specifiche. Patrocini: La Giunta di centro-destra ha patrocinato il gay pride di Bari del 2003. Altro: Il presidente della Regione, Nichi Vendola, è omosessuale dichiarato. Il 17 maggio 2007 ha espresso il desiderio di essere padre.

Basilicata

Statuto: Esiste una proposta di legge statutaria, licenziata dalla Commissione Riforme il 22 dicembre 2003, che prevede sia tutela e sostegno alla famiglia, senza declinazioni, che il riconoscimento delle “formazioni sociali, culturali, economiche e politiche nelle quali si esprime la personalità umana, promuovendo il libero svolgimento delle loro funzioni ed attività”.

Unioni civili: Il Consiglio regionale della Basilicata, nel marzo scorso, è impegnato nella discussione di una mozione relativa all'atto di indirizzo approvato dalla Camera dei Deputati in data 31.01.2007 sul riconoscimento delle coppie di fatto anche dello stesso sesso. Il testo invita la Giunta regionale ed il Consiglio "a studiare, in virtù delle modifiche alla Costituzione votate nel 2001, che prevedono maggiori ambiti di autonomia per le Regioni, quali possibilità esistano per l'istituzione regionale di garantire la famiglia tradizionale ovvero non le convivenze o i matrimoni tra le persone delle stesso sesso e quindi le adozioni o l'accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita". Con la mozione si chiede inoltre alla Giunta e al Consiglio "di valutare quali strumenti giuridici esistano per non obbligare i Comuni della Basilicata a dotarsi dei Registri preposti". Norme antidiscriminatorie: Non esistono norme specifiche.

Edilizia popolare: Non esistono norme specifiche.

Educazione e scuola: Nel luglio 2015 il Consiglio Regionale della Basilicata approva una mozione, a firma Aurelio Pace (gruppo Misto) che, in sintesi, ha l'obbiettivo di vietare l'introduzione nelle scuole della «Teoria del gender» dove bisogna rispettare «il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità»[1].

Salute e lotta all’aids: Non esistono norme specifiche.

Patrocini: La regione non ha mai concesso patrocini ad iniziative gay.

Calabria

Statuto: Lo Statuto, approvato il 6 luglio 2004, contiene qualche segnale di apertura verso le unioni civili e le forme di convivenza all'articolo 2, par. 2 comma f): “La Regione ispira in particolare la sua azione al raggiungimento dei seguenti obiettivi”: “il riconoscimento delle formazioni sociali, culturali, economiche e politiche nelle quali si esprime la personalità umana, promuovendo il libero svolgimento delle loro funzioni ed attività”. Il Governo di centro-destra aveva impugnato lo statuto ma la Corte Costituzionale con la sentenza 2/2004 ha ritenuto che accanto ai contenuti necessari degli statuti regionali, possano esserci altri possibili contenuti, “sia ricognitivi delle funzioni e dei compiti della Regione, sia che indichino aree di prioritario intervento politico o legislativo”.

Unioni civili: Non esistono norme specifiche.

Norme antidiscriminatorie: Non esistono norme specifiche.

Educazione e scuola: Non esistono norme specifiche.

Salute e lotta all’aids: Non esistono norme specifiche.

Patrocini: Nel 2014 la Regione Calabria ha concesso il patrocinio alla manifestazione Calabria Pride[2].

Altro: Giuseppe Scopelliti, presidente della Regione Calabria dal 2000 al 2004, all'annuncio di una possibile candidatura di Alessandro Cecchi Paone, il 4 febbraio 2014, ha dichiarato:

« "Noi non vogliamo né uomini che non siano coraggiosi, né mezzi uomini, né uomini che sono innamorati di altri uomini a noi ci piace l’idea di mettere in campo uomini che siano innamorati di donne, che amino il rapporto di coppia e che individuano nel rapporto di un matrimonio un uomo e una donna… Quando faccio questo tipo di parallelo voglio dire che noi vogliamo uomini che siano innamorati della città[3]»

Sicilia

Statuto: La legge statutaria, del 1946, non prevede nulla di specifico per le coppie di fatto, per la non discriminazione della minoranza gay e per le pari opportunità per orientamento sessuale. Unioni civili: Nel luglio 2003 la regione approva una legge per la tutela e la valorizzazione della famiglia tradizionale che prevede bonus per i neonati, mutui agevolati per l'acquisto della prima casa e l'erogazione di un contributo per le coppie che scelgono la strada dell'adozione internazionale. Un emendamento (di Salvo Fleres, Forza Italia) che avrebbe esteso il sostegno previsto per le coppie sposate anche a quelle di fatto è bocciato tra le polemiche, dal Consiglio.

Norme antidiscriminatorie: Non esistono norme specifiche.

Edilizia popolare: Le norme rinviano alle coppie sposate.

Educazione e scuola: Nell'ottobre 2007 a Palermo è stata lanciata un'altra campagna di sensibilizzazione contro la discriminazione legata a orientamento sessuale e identità di genere. A realizzare la campagna, all’interno del progetto “Identità impreviste” finanziato dall’Assessorato Regionale Siciliano della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali, Agedo Palermo.

Salute e lotta all’aids: Non esistono norme specifiche.

Patrocini: La regione non ha mai concesso patrocini ad iniziative gay.

Altro: Salvatore Cuffaro, presidente della Regione Sicilia della Cdl, l'8 maggio 2006 dichiarava: “una cosa è rispettare le coppie di fatto, le diversità aiutandole, un'altra cosa è legalizzarle. Per me la famiglia è quella sancita dalla Costituzione ma, ancora prima, quella sancita dal diritto naturale: cioè quella ordinata e composta da un uomo e una donna. Noi rispettiamo tutto e tutti. Ma una cosa è il rispetto, un'altra è derogare al diritto naturale solo perché si devono rappresentare altre idee”.

Sardegna

Statuto: È in discussione il nuovo statuto della Regione. La Giunta con una maggioranza trasversale sta valutando, insieme alla militanza gay, di introdurre un articolo contro la discriminazione per orientamento sessuale sulla falsariga di quello pugliese, ma sembrerebbe tutto fermo fino alla costituzione del PD. Unioni civili: Il 7 febbraio 2006 il gruppo di An in Consiglio regionale ha presentato una mozione per impegnare la Giunta a respingere ogni proposta per istituire i Pacs e i Registri delle unioni civili. Il 30 maggio 2006, per la seconda volta, il consigliere regionale Maria Grazia Caligaris (Rnp), segretario della commissione consiliare Diritti civili, ha depositato una proposta per istituire un registro regionale delle unioni civili a tutela delle coppie etero e omosessuali. Norme antidiscriminatorie: Non esistono norme specifiche.

Edilizia popolare: Non esistono norme specifiche.

Salute e lotta all’aids: Non esistono norme specifiche.

Patrocini: La regione non ha mai concesso patrocini ad iniziative gay.

Altro: Il 27 gennaio 2005 il presidente della Regione Renato Soru è intervenuto sul caso di insulti razziali e omofobi di un professore universitario difendendo solo la discriminazione per motivi razziali: “I sardi sono un popolo generoso, tollerante, ospitale, l'hanno confermato in tante occasioni, anche durante le persecuzioni degli ebrei… deprecabile l'episodio di intolleranza razziale da parte di un singolo, di cui si è parlato e scritto nei giorni scorsi, che non può certo scalfire questa immagine”.

Note

  1. Anonimo, «No alla teoria gender nelle scuole lucane» Mozione di Pace (misto) in consiglio regionale, "www.ilquotidianodellabasilicata.it", 22 luglio 2015.
  2. Anonimo, Calabria Pride, in migliaia lungo le strade di Reggio, "www.cn24tv.it", 19 luglio 2014.
  3. Sergio Rame, "In Ncd non vogliamo omosessuali": Bufera sulle parole di Scopelliti, "www.ilgiornale.it", 4 febbraio 2014.

Bibliografia

  • Stefano Bolognini, Visibilità gay ed istituzioni, in Paolo Pedote – Nicoletta Poidimani (a cura di), We will survive. Lesbiche, gay e trans in Italia, Mimesis, Milano 2007, pp. 167-186.