Referendum costituzionale del 2015 in Irlanda

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Manifesto del partito Fianna Fàil che invita a votare sì all'uguaglianza matrimoniale

Il 22 maggio 2015 si svolsero nella Repubblica d'Irlanda due referendum costituzionali inerenti ad altrettante modifiche della Costituzione proposte dal governo di Dublino[1].

L'attenzione mediatica fu rivolta quasi esclusivamente al referendum che chiedeva agli elettori di approvare o respingere la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso[2].

Matrimonio gay

Il 34esimo emendamento alla Costituzione irlandese, precedentemente noto come legge 6 del 2015, affermava che "il matrimonio può essere contratto in conformità al diritto tra due persone senza distinzione di sesso". L'approvazione di tale emendamento imponeva il ricorso alle urne, dato che il referendum popolare è l'unico modo per modificare la Costituzione, scritta nel 1937[3].

Ai cittadini venne quindi chiesto se approvassero l'estensione del diritto alle nozze anche per le coppie non eterosessuali. Durante la campagna elettorale, tutti i principali partiti politici irlandesi - sia di maggioranza che di opposizione - si schierarono per il «Sì», mentre a sostenere il «No» rimase solitaria la Chiesa Cattolica, con l'appoggio di qualche indipendente e cane sciolto.

Il Gay and Lesbian Equality Network (GLEN), la più grande associazione di attivisti per i diritti LGBT in Irlanda, organizzò insieme all'Irish Council for Civil Liberties e Marriage Equality una campagna elettorale smarcata dai partiti denominata "Yes Equality"[4].

Oltre a quella cattolica, si schierarono per il «No» anche la Chiesa metodista[5], quella presbiteriana[6] e quella pentecostale[6]; la Chiesa d'Irlanda (anglicana), invece, lasciò libertà di coscienza ai suoi adepti[7].

Una petizione avviata da un certo numero di gruppi religiosi, tra cui il Centro Culturale Islamico d'Irlanda, il Consiglio irlandese degli imam e il ramo di Galway della Chiesa riformata presbiteriana, chiese il 15 aprile una "clausola di coscienza" che permetterebbe a privati ed aziende di discriminare le coppie dello stesso sesso nella fornitura di beni e servizi. Il ministro delle Riforme Brendan Howlin rifiutò tale appello, affermando: "L'unico problema al centro di questo referendum è l'uguaglianza costituzionale, tutto il resto ne è estraneo"[8].

Risultati

Sì :
1 201 607 (62,07 %)
No :
734 300 (37,93 %)
Elettori: 3.221.681
Votanti : 1.949.725
Affluenza: 60,52 %
Schede nulle : 13.818
Voti validi: 1.935.907
Voti a favore : 1.201.607
Voti contrari: 734.300

Si trattò di un risultato storico, sia per il contesto in cui era stato ottenuto (fino al 1993 l'omosessualità era illegale in Irlanda[3]) sia perché, per la prima volta nella Storia, un Paese ha detto sì ai matrimoni egualitari tramite un referendum popolare[9].

Note

  1. Ireland sets date for same sex marriage vote, news.sky.com, 20 febbraio 2015.
  2. Wording of same-sex marriage referendum published, rte.ie, 21 gennaio 2015.
  3. 3,0 3,1 Referendum matrimoni gay, in Irlanda voto storico. Il premier cattolico: “Dirò sì”, Il Fatto Quotidiano, 22 maggio 2015.
  4. Yes Equality. URL consultato in data 31 marzo 2015.
  5. A Yes vote in the referendum will undermine the principle of equality: An evangelical response to the same sex referendum, "Irish Times".
  6. 6,0 6,1 "Same Sex Marriage Referendum…. A Cross Denominational Response" Leaflet urging a No Vote - Irish Election Literature in Irish Election Literature. URL consultato in data 23 maggio 2015.
  7. Church of Ireland not to take a stance on same-sex referendum
  8. Referendum Petition, www.rte.ie, 15 aprile 2015.
  9. Irlanda, sì alle nozze gay: 62%. Il premier: «Noi pionieri», Corriere della Sera, 23 maggio 2015.