Rassegna di studi sessuali

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La Rassegna di studi sessuali è una rivista fondata nel 1921 da Aldo Mieli e da lui diretta fino al 1928.

Il periodico

La rivista era edita dalla casa editrice romana Leonardo da Vinci, fondata anch’essa da Aldo Mieli grazie al suo ingente patrimonio per la pubblicazione di riviste e libri di scienza e sessuologia. Nel corso degli anni la rivista subì vari cambiamenti, dal titolo alla veste grafica, dalle tematiche trattate al numero delle pagine, anche se il nucleo strutturale rimane a grandi linee lo stesso. Le annate della rivista sono 12, per un totale di 56 fascicoli così ripartiti:

  • Dal 1921 al 1924 si hanno 6 fascicoli all'anno (fascicoli bimestrali a uscita regolare)
  • 1925, 12 fascicoli
  • 1926, 4 fascicoli
  • 1927, 3 fascicoli
  • 1928, 3 fascicoli
  • 1929, 2 fascicoli
  • 1930, 4 fascicoli
  • 1931, 2 fascicoli
  • 1932, 2 fascicoli

Direzione

  • Dal 1921 al 1928 è direttore della rivista Aldo Mieli
  • Dal 1931 al 1932 la direzione passa a Silvestro Baglioni (già presidente della Sisde), Cesare Artom e Corrado Gini.

Denominazione

Il nome della rivista cambia più volte nel corso degli anni:

  • dal 1921 al 1924: Rassegna di studi sessuali,
  • dal 1924 al 1926: Rassegna di studi sessuali e di eugenica
  • dal 1927 al 1932: Rassegna di studi sessuali, demografia ed eugenica (Genesis)

Temi trattati

Dal 1924 al 1926 sono innumerevoli i contributi innovativi e moderni sul tema dell'omosessualità. Il fascismo intervenì a poco a poco direttamente (come il cambio del titolo con l'inserimento dell'eugenica suggerisce), il tentativo di Mieli di affrontare il tema della sessualità col metodo scienfitico fu congelato, dal 1924 i contributi sull'omosessualità iniziarono a diminuire fino a scomparire del tutto dopo il 1928, anno in cui Mieli lasciò la direzione e l'Italia.

Rivista militante?

Secondo Carola Susani la rivista fu "un luogo, oserei dire il luogo, del confronto sull’Omosessualità in Italia"[1]. Pur nella variegata presenza di posizioni differenti e contrastanti sul tema, Susani individua un filo conduttore nel discorso costante sull'omosessualità attraverso i contributi di Aldo Mieli e Proteus (che probabilmente è lo pseudonimo di Pende, o dello stesso Mieli, oppure un nome collettivo di Mieli e Pende) al punto di sbilanciarsi a considerarla una rivista militante. Come sostiene Benadusi, la rivista era in effetti "una sorta di porto franco dove poter parlare dell’omosessualità, senza considerarla di per sé una cosa negativa da correggere, guarire e combattere".[2]. Nella rivista non mancarono però contributi contrapposti volti alla condanna e al disprezzo degli omosessuali.

Il gruppo di approfondimento sull'omosessualità

Nel 1921 Aldo Mieli annuncia[3] costituito un gruppo per lo studio delle forme sessuali intermedie. Il gruppo non ebbe successo, nelle intenzioni di Mieli il gruppo doveva condurre «uno studio accurato e fondamentale, specialmente per quello che etnicamente e socialmente riguarda l’Italia, del fenomeno delle forme sessuali intermedie, specialmente dell’omosessualità». Si volevano raccogliere dati relativi per esempio alle misure relative alle proporzioni del corpo degli omosessuali; dati statistici sulla frequenza degli omosessuali; notizie relative a fatti, processi e inchieste nei quali fosse in qualche modo implicata direttamente l’omosessualità; infine notizie su ricatti, violenze e crimini compiuti da delinquenti con la scusa o l’occasione dell’omosessualità. Appare evidente come Mieli voleva imitare il monumentale lavoro di Hirschfeld anche in Italia. [4]. Il gruppo si rivolgeva a tutte le persone (medici, giuristi, educatori, funzionari di polizia ecc.) che avrebbero voluto collaborare al lavoro, fornendo i dati o istituendo speciali indagini; la massima discrezione ed il segreto professionale sarebbero stati garantiti a tutti. Nel 1922 Mieli scrisse che il gruppo stava lavorando bene: "del gruppo per lo studio delle forme intermedie mi sono interessato io direttamente. È stato compiuto un notevole lavoro preparatorio, riguardante informazioni, notizie, etc. […] E’ stata presa anche cognizione di quanto in proposito è stato fatto all’estero, sia con visite personali, come all’Institut für Sexualwissenschaft di Berlino, sia epistolarmente come con la Sezione apposita della British Society for the Study of Sex Psychology, e con altre. Terremo informati i soci sulla parte generale dei nostri risultati".[5]. Dopo un breve accenno nel 1923 di tale gruppo non fu fatta più menzione.

La descrizione dell'opera di Hirschfeld

Aldo Mieli e la "Rassegna" portarono in Italia l'esperienza di Hirschfeld attraverso numerosi articoli sulla ""Rassegna".
Di estremo interesse è la valutazione fatta rispetto allo sviluppo dei movimenti di liberazione omosessuale in Germania a confronto con Francia e Italia. "Numa Praetorius" (Eugen Wilhelm), l'autore del contributo, ritiene che: la Francia e l'Italia sono paesi

« dove gli atti omosessuali fra maggiori ed in luogo chiuso non sono passibili di sanzioni penali, questo bisogno di rivendicazione non si fa sentire nello stesso modo che presso gli omosessuali tedeschi. E questo nonostante che anche in questi paesi esista invero una opinione pubblica per la quale presso molti si può stabilire una disistima sociale e delle condizioni che giustificherebbero pienamente un movimento generale da parte degli omosessuali[6]»

Cos'è questo, se non una vera chiamata alle "armi" da parte anche degli italiani, come suggerisce Dall'Orto[7]?
Tuttavia Mieli controbatte:

« Se in Italia non esiste, come nel Codice penale tedesco, un § 175, che tiene continuamente desta l'attenzione del pubblico in proposito, ciò non toglie che anche da noi non si debba pensare, e non si pensi, a distruggere dei pregiudizi che mentre mostrano una vera incomprensione scientifica, sono un avanzo della barbarie medioevale[8]»

La rassegna di Studi Sessuali

Fonda nel 1921 la Rassegna di Studi Sessuali, rivista bimestrale, il cui primo numero esce all'inizio del 1921 con lo scopo di "divulgare le conoscenze serie e ponderate" intorno ad argomenti sessuali, di far penetrare entro più vaste masse alcune norme ed alcuni giudizi di igiene, di pedagogia e di morale che interessano in sommo grado il bene della società e della salute"[9]. Già nel 1901 la "Scuola positiva" pubblicò un intervento che, negando il carattere patologico o amorale dell'omosessualità, ne esaltò l'influenza civilizzatrice.[10]. Tali posizioni rimanevano ancora alquanto isolate, pur non sfondando neppure quelle che volevano reintrodurre la persecuzione penale dell'omosessualità. La profonda conoscenza della Germania lo spinge a portare in Italia un settore di studi sessuali scientificamente rigorosi, con l'obiettivo di liberare la società da una "ipocrisia sessuale" colpevole della "rovina dei corpi" e dell'"annientamento delle anime" come scrive Mieli stesso nel primo numero della "Rassegna di Studi Sessuali". Dal 15 al 20 settembre 1921 partecipa, unico italiano, al Primo Congresso Internazionale per la Riforma Sessuale che si apre a Berlino con una relazione di Magnus Hirschfeld pubblicata poi con il titolo "La riforma sessuale su base scientifica" Rassegna di Studi Sessuali[11]. In tale relazione afferma l'esigenza di una riforma sessuale "su base scientifica", la libera espressione della sessualità e denuncia la "persecuzione sessuale" dei deboli, di "tutti coloro che solo col suicidio possono liberarsi dalle conseguenze di una costituzione sessuale della quale non hanno veruna colpa", dai fanciulli illegittimi agli omosessuali. Lo stesso Mieli nel numero successivo della rivista [12]afferma che è morale tutto quello che accresce la libera espressione della personalità e "la questione delle anomalie sessuali è fisiologica, clinica, estetica se si vuole - non morale. Esiste insomma un'igiene, una fisio-patologia, un'estetica, una sociologia, una politica sessuale; a non una vera e propria etica sessuale". Lo sforzo dell'opera di Mieli era quello di spostare i comportamenti sessuali sul piano eticamente neutro della scienza e della biologia. Nel 1927 Aldo Mieli con lo pseudonimo "Proteus" scrisse sulla rivista un articolo intitolato Osservazioni sopra il progetto del nuovo codice penale italiano[13]. In tale articolo Mieli sosteneva che una normativa penale antiomosessuale nel codice Rocco allora in cantiere era da scongiurare perché avrebbe creato più danni che benefici dando vita a scandali e ricatti, in effetti la legge non fu introdotta proprio per queste ragioni. Nel gennaio del 1922 sulle colonne del “Popolo Romano” fu trattato il suicidio di due amanti con una serie di aspri giudizi sull’ “Innominabile legame di questi due sciagurati”, che erano ricorsi a un gesto così estremo. Mieli critica aspramente quella che definiremmo oggi omofobia del giornale infatti afferma che da un punto di vista scientifico parlare di nefandezza e di scellerataggine era fuori luogo virgola dal punto di vista pratico e sociale era da considerarsi un vero e proprio “delitto”, “ perché, anche nel sentimento omoerotico si può, come in quell'altro sessuale, passare dalla più sublime purezza alla più sudicia prostituzione”. mieli spiega che la colpa del loro suicidio doveva essere cercata nel clima di condanna sociale che avvolgeva l'omosessualità: la responsabilità era della “ gente che aizza contro coloro che non sono colpevoli che di avere una natura differente da quella della maggioranza”.[14]

Società Italiana per lo Studio delle Questioni Sessuali (SISQS)

La Società Italiana per lo Studio delle Questioni Sessuali (SISQS) fu costituita in via embrionale a partire dal 1921 con la nascita della rivista di Studi Sessuali che ne divenne poi il bollettino ufficiale, mentre il primo statuto organico della società fu elaborato nel 1923. La sede della società definita come "ente di studio e di divulgazione" senza scopi politici è a Roma, si divide in gruppi di ricerca tematici costituiti da almeno 5 soci.[15]. La società era aperta a medici, giuristi, educatori e a "tutte le persone sopra i venti anni che si interessano con serietà ai problemi sessuali. Il fisiologo Silvestro Baglioni ne diviene presidente, mentre Aldo Mieli assume la carica di segretario. L'articolazione della società di sviluppa per gruppi territoriali piuttosto che per gruppi tematci e gruppi studenteschi (uno attivo a Roma e uno a Lanciano) che ne rappresentano una peculiarità. I soci fondatori furono una trentina[16]. La Società organizza regolarmente convegni annuali tra i soci che aumentano dai 30 iniziali a 191 nel 1926, aumentano anche i gruppi regionali: ai gruppi iniziali (romano, torinese, bolognese, genovese, fiorentino, e poi napoletano) si aggiungono nel 1925 un "gruppo cagliaritano" e un "gruppo umbro", nel 1926 un gruppo palermitano. [17]

La discussione sulla repressione penale dell'omosessualità in Italia

Il progetto del futuro codice penale (codice Rocco) viene sottoposto a una commissione. Tale codice doveva esprimere "il punto di vista del Governo Nazionale Fascista, che tende a rafforzare e difendere la famiglia, la moralità, l'aumento della popolazione, il sentimento religioso".
Tra essi vi era la proposta di un articolo che penalizzava i rapporti omosessuali, il 528:

« Art. 528. Relazioni omosessuali. Chiunque, fuori dai casi preveduti negli articoli dal 519 al 521[18] compie atti di libidine su persone dello stesso sesso ovvero si presta a tali atti, è punito, se dal fatto derivi pubblico scandalo, con la reclusione da mesi sei a tre anni. La pena è della reclusione da uno a cinque anni: 1. Se il colpevole, essendo maggiore degli anni ventuno, commetta il fatto su persona minore degli anni diciotto; 2. Se il fatto sia commesso abitualmente, o a fine di lucro»

Proteus si chiede quando si abbia il "pubblico scandalo":

« Forse quando il fatto sia commesso in un luogo pubblico o esposto al pubblico? Ma in tal caso esso cade sotto la sanzione di altri articoli del Codice, che punisce, e giustamente, qualsiasi atto sessuale (etero- od omosessuale) che offenda il pubblico pudore. O dovrà intendersi che vi è pubblico scandalo, quando p. es. in un caffè o in un club si vada sussurrando che il sig. X o il sig. Y sono omosessuali? Ma in tal caso ognuno vede che si giuocherebbe l'onore e la libertà di una persona sulla base di semplici pettegolezzi, più o meno infondati, e che potrebbero in qualche caso venire anche sparsi ad arte, per ragioni di astiosità o a scopo di vendette personali. O infine vi sarà scandalo pubblico, se un funzionario di polizia, ispezionando per ragioni qualsiasi un albergo, troverà a dormire nella stessa camera due persone del medesimo sesso? Non sembra possibile che la legge voglia stabilire un principio così assurdo ed anche così poco serio»

Gli omosessuali sotto il Fascismo e anche successivamente conobbero prigionia, confino, manicomio, repressione poliziesca, ma l'assenza di una norma penale rendeva la situazione italiana peculiare, tale che «bloccava la possibilità di far nascere un movimento per i diritti degli omosessuali, perché distoglieva l'attenzione […] dalla repressione», come afferma Lorenzo Benadusi[19], ma considerazioni del genere furono espresse sulla "Rassegna", come visto, da Numa Praetorius e da Mieli.

Link esterni

Articoli rilevanti della Rassegna di Studi Sessuali sull'omosessualità

  • 1921 Notizie – L’Istituto berlinese per la scienza del sesso", Magnus Hirschfeld, numero 1, 1921, pp. 52-53.
  • 1921 - La riforma sessuale su base scientifica. Discorso di apertura al I Congresso Internazionale per la Riforma sessuale - 15 settembre 1921, Magnus Hirschfeld [1]
  • 1921 Sociabilità Famiglia e Sessualità in un libro recente, Aldo Mieli [2]
  • 1921 Patologia sessuale, Aldo Mieli [3]
  • 1921 - Le nuove vedute sulla genesi e sul significato dell'istinto sessuale, Proteus (Aldo Mieli o Pende?) [4]
  • 1921 - Patologia sessuale, Aldo Mieli, p. 85, in Rss, I, 2, 1921, pp. 81-94
  • Note bibliografiche – recensione di Mieli a G. Vidoni, Prostitute e prostituzione, Casa editrice “Problemi moderni”, Torino-Genova, 1921,

in Rss, I, 4, 1921, pp. 209-210. Vidoni affronta nel testo il tema della prostituzione, la lunga prefazione di Enrico Morselli riteneva la prostituzione un male necessario, poiché salvava i giovani dallo schifoso vizio della masturbazione e dalla piaga conseguente alla continenza, ovvero l’omosessualità. A tal proposito Mieli commenta così: «Credere che quest’ultima [l’omosessualità] possa sorgere o esistere per evitato contatto con le donne, e non per una sua intima ed inevitabile natura, è cosa che ormai non è messa più nemmeno in dubbio dal sessuologo»

  • 1921 - Note bibliografiche – recensione di A. Mieli a P. Hamecker (a cura di), Die Novellen der Freundschaft, Potsdam, Gustav

Kiepenheuer Verlag, 1919, Aldo Mieli, in Rss, I, 1, 1921, pp. 101-102.

  • 1921 - Le nuove vedute sulla genesi e sul significato dell’istinto sessuale, Proteus, in Rss, I, 3, 1921, pp. 126-135
  • 1921 - A proposito di un nuovo libro sulle anomalie sessuali, Proteus, in Rss, I, 5, 1921, pp. 176-181. Proteus insiste sulle spiegazioni endocrinologiche delle anomalie sessuali
  • 1921 - Secrezione interna e sessualit, Proteus, p. 254, in Rss, I, 5, 1921, pp. 239-254.
  • 1921 - La legge degli errori e l’indirizzo costituzionalistico in sessuologia, Proteus, p. 310, in Rss, I, 6, 1921, pp. 300-312.
  • 1921 - Le idee di Sigmund Freud sulla sessualità, R. Assagioli, p. 60, in Rss, I, 2, 1921, pp. 60-68.
  • 1922 Notizie – Riviste, p. 259, in Rss, II, 4, 1922, pp. 256-259.
  • 1922 - Un fatto di cronaca e le amenità di un cronista, in rassegna di studi sessuali, Aldo Mieli, numero 1, 1922, pp. 39-41
  • 1922 - Omosessualità e genio, Ernani Mandolini [5]
  • 1922 - La Questione dell'omosessualità in Germania nell'ultimo cinquantennio, Numa Praetorius [6]
  • 1922 - Note bibliografiche – recensione al testo di H. Mandolini, La evolución sexual del hombre, Buenos Aires, Taller Gráfico “Accinelli”, 1922, p. 239, Aldo Mieli, in Rss, II, 4, 1922, pp. 239-241. Qui Mieli si mostra soddisfatto della diffusione degli studi sessuologici anche nel Sudamerica: «Dalla Repubblica Argentina ci giunge questo interessante volume del Mandolini, il quale ci testifica come anche nell’America Meridionale gli studi sessuali vengano perseguiti con interesse e competenza»
  • 1922 - Moralità e sessualità, Proteus, p. 337, in Rss, II, 6, 1922, pp. 332-349. "È morale l’uomo di statura media e sono immorali il nano e il gigante?" si chiede Proteus.
  • 1922 - n tema di psicopatologia sessuale. Un raro caso di bestialità, G. Beccadelli, p. 136, in Rss, II, 3, 1922, pp. 132-139
  • 1922 - Note bibliografiche – recensione di Proteus a E. Weiss, “Alcuni concetti fondamentali della psicoanalisi" in Rivista

sperimentale di freniatria, XLV, (1924), fasc. 3-4. in Rss, II, 4, 1922, pp. 249-247.

  • 1923 - Notizie – Riviste, p. 223, in Rss, III, 3, 1923, pp. 223-224.
  • 1923 Società italiana per lo studio delle questioni sessuali – gruppo romano, riunione del 19 maggio 1923, in Rss, III, 3,

1923, pp. 202-203.

  • 1923 - Amicizia e omoerotismo, Ernani Mandolini [7]
  • 1923 - L'omosessualità negli ultimi romanzi francesi, R. Olegna [8]
  • 1923 - Il contagio nelle psicopatie sessuali, Ernani Mandolini [9]
  • 1923 - La bisessualità latente come carattere individuale costante e consecutiva opoterapia antiomosessuale,

Ferdinando De Napoli [10]

  • 1923 - "Psicologia e l'arte narrativa in Italia", Filippo De Pisis (analisi dell'omoerotismo in letteratura).
  • 1923 - Deviazioni dell’istinto sessuale nei soggetti ipertimici, Pende, in Rss, III, 3, 1923, pp. 173-176
  • 1923 - Appunti sopra l’onore sessuale, L. Limentani, p. 28, in Rss, III, 1, 1923, pp. 3-32.
  • 1923 - Ancora a proposito di moralità e sessualità, Proteus, p. 113, in Rss, III, 2, 1923, pp. 111-115.
  • 1923 - Ancora sulla morale sessuale, L. Limentani, in Rss, III, 3, 1923, pp. 137-139. Sul dibattito tra Proteus e Limentani.
  • 1923 - Note bibliografiche – recensione di Mieli a S. Freud, Introduzione alla psicoanalisi, Traduzione italiana sul testo tedesco

(1920) del Dott. E. Weiss, con prefazione di M. Levi-Bianchini, Libreria Psicoanalitica Internazionale, Zurigo-NapoliVienna-Nocera Inferiore. Deposito per l’Italia e l’estero: Napoli, 1922, in Rss, III, 3, 1923, p. 210.

  • 1923 - La bisessualità latente come carattere individuale costante e consecutiva opoterapia antiomosessuale”, p. 232, F. De Napoli, in Rss, III, 4, 1923, pp. 229-244.
  • 1924 - Una viragine regina: il virilismo di Cristina di Svezia, Guglielmo Bilancioni [11]
  • 1924 - Note bibliografiche – recensione di Mieli alla quinta edizione di S. Placzek, Freundschaft und Sexualität, Bonn, A. Marcus & E. Weber, 1920, Aldo Mieli, in Rsse, IV, 2, 1924 pp. 117-118.
  • 1925 - “Spunti sulla vita e sulla patologia sessuale nelle carceri”, p. 186, B. Di Tullio, in Rsse, V, 5, 1925, pp. 176-188.
  • 1925 - Sulla reazione di Manoilow per la differenziazione sessuale emato-chimica, Domenico Macaggi, in Rsse, V, 3, 1925, pp. 105-119. (metodo endocrinologico per capire

quale era il sesso vero nei casi in cui il sesso dell’individuo era dubbio)

  • 1925 - Notizie – La Società psicoanalitica italiana, in Rsse, V, 8-9, 1925, p. 268.
  • 1926 - Il peccato nefando in Portogallo ed il tribunale dell'Inquisizione Prima Parte, Arlindo Camillo Monteiro [12] (Rassegna di Studi Sessuali, 1926, numero 6)
  • 1926 - Il peccato nefando in Portogallo ed il tribunale dell'Inquisizione Seconda Parte, Arlindo Camillo Monteiro [13]
  • 1926 - Note bibliografiche – recensione di A. Mieli a Placzek, Das Geschlechtsleben der Hysterischen, Leipzig, G. Thieme,

1926, p. 202-203, Aldo Mieli, in Rsse, VI, 2, 1926, pp. 201-203.

  • 1926 - Note bibliografiche – recensione di Mieli a E. Morselli, La psicanalisi. Studi ed appunti critici, Torino, Bocca, 1926 e H.

Stoltenhoff, Kurzes Lehrbuch der Psychoanalyse, Stuttgart, F. Enke, 1926, p. 207, in Rsse, VI, 2, 1926, pp. 206-208.

  • 1927 Il peccato nefando in Portogallo ed il tribunale dell'Inquisizione, Parte Terza, Arlindo Camillo Monteiro [14]
  • 1927 Note bibliografiche – recensione di Mieli a sei testi di S. Placzek, Aldo Mieli, in Rssde, VII, 2, 1927, pp. 149-150.
  • 1930 - Sull’importanza della prima impressione nel determinismo dei pervertimenti sessuali p. 52, F. Ballotta, in Rssde, X, 1, 1930, pp. 42-53.

Articoli sull'omosessualità storica o di personalità del passato

  • G. Ferrando, “Edward Carpenter e il problema sessuale”, p. 142, in Rss, I, 3, 1921, pp. 136-144.
  • P. Padulli, “La vita erotica di Shakespeare”, in Rss, II, 5, 1922, pp. 277-279. Per altri riferimenti e dibattiti su Shakespeare, si veda adesempio: Note in Margine – recensione di Mieli a M Rosati, “Intorno ai sonetti di G. Shakespeare”, in Rivista di cultura, III, 1922, fasc. luglio, p. 11-27, in Rss II, 4, 1922, p. 254; Note bibliografiche – recensione di Mieli a St. Ch. Waldecke, “Françis Bacon – William Shakespeare”, in Der Eigene, Berlin, IX, 1921, 2, N. 9, in Rss, III, 4, 1923, pp. 292-294
  • G. Vidoni, “L’amore in Michelangelo”, in Rsse, V, 5, 1925, pp. 173-176. Si veda anche Note bibliografiche – recensione di Mieli G. Vidoni, “A proposito del «La battaglia di Cascina» di Michelangelo”, in Annali del Manicomio di Messina, 1925, in Rsse, V, 4, 1925, p. 168. *G. Bilancioni, “Una viragine regina: il virilismo di Cristina di Svezia”, in Rsse, IV, 5, 1924, pp. 312-327. *G. Semprini, “L’erotismo nel Rinascimento”, p. 275, in Rss, II, 5, 1922, pp. 272-277.
  • C. Monteiro, “Il pecado nefando in Portogallo ed il tribunale dell’inquisizione (prima parte)”, in Rsse, VI, 2, 1926, pp. 161-176; C. Monteiro, “Il pecado nefando in Portogallo ed il tribunale dell’inquisizione (seconda parte)”, in Rsse, VI, 3, 1926, pp. 265-280; C. Monteiro, “Il pecado nefando in Portogallo ed il tribunale dell’inquisizione (terza parte)”, in Rssde, VII, 1, 1927, pp. 1-28. Su Monteiro, che divenne un collaboratore della Rassegna, si veda ad esempio: Note bibliografiche – recensione di Mieli a A. C. Monteiro, Amor sáfico e socrático. Estudio médico-forense, Lisboa, Instituto de medicina legal, 1922, in Rsse, IV, 1, 1924, pp. 55-58.
  • R. Olegna, “Il catechismo turco e l’omosessualità”, in Rss, II, 6, 1922, pp. 354-356; M. Boldrini, “A proposito di catechismo turco e omosessualità”, in Rss, III, 2, 1923, pp. 115-118.
  • Dalle pagine di antichi maestri – Luciano di Samosata, “Erotes (Gli amori)”, in Rsse, IV, 4, 1924, pp. 268-275; 5, pp. 336-340; 6, pp. 399-408.
  • Note bibliografiche – recensione di Mieli a due testi di Licht, p. 113, in Rss, II, 2, 1922, pp. 113-116. Per altri riferimenti alle opere di Licht si veda ad esempio: sulla Rassegna del 1921, la notizia della pubblicazione di due volumetti di Licht su una rivista tedesca, Notizie – Abhandlugen aus dem Gebiete der Sexualforschung, in Rss, I, 2, 1921, p. 108: «il presente lavoro fa parte della lunga ed interessante serie, che mostra come l’intiera letteratura greca sia sotto l’influenza predominante dell’amore per il giovinetto»; nel 1925, Note bibliografiche – recensione di Mieli a H. Licht, Beiträge zur antiken Erotik, Dresden, Paul Aretz, 1924, in Rsse, V, 4, 1925, p. 163 e Note bibliografiche – recensione di Mieli a H. Licht, Sittengeschichte Griechenlands, Dresden, Paul Aretz, 1° dispensa, 1925, in Rsse, V, 9-10, 1925, p. 318, dove Mieli scrisse: «Con questo fascicolo si inizia questa bella e ricca pubblicazione, dovuta ad uno dei più profondi conoscitori della vita erotica e sociale dell’antichità, sia quale è raffigurata nella letteratura e nell’arte, sia nella realtà […]. L’opera ora iniziata promette quindi di avere grande importanza, sia dal lato scientifico e storico, sia anche da quello puramente artistico e letterario»; le altre parti di quest’opera furono recensite sulla Rassegna del ’27 (p. 246) e del ‘30 (pp. 149-150). Nel 1927 Mieli scrisse: «Crediamo […] che l’opera del Licht, oltre ad essere uno scritto documentario di primo ordine, possa anche essere uno scritto educativo, nel senso di mostrare come il popolo greco fosse grandissimo, nonostante, ed anzi forse per la sua intensa vita erotica, e di mostrare, anche, che non sempre un silenzio pudibondo o la reticenza verbale, è segno di progresso morale o dell’esistenza di costumi migliori. Non è dunque col tacere che questi si migliorano; spesso anzi, succede tutto il contrario», Note Bibliografiche – recensione di Mieli a H. Licht, Sittengeschichte Griechenlands. II Das Liebesleben der Griechen, Dresden, Paul Aretz. M 40., in Rssde, VII, 3, 1927, p. 246. 464
  • E. Mandolini, “Omosessualità e genio”, p. 280, in Rss, II, 5, 1922, pp. 280-284. Sull’importanza della dimensione sessuale e psicologica nell’arte si veda anche F. De Pisis, “Psicologia e l’arte narrativa in Italia”, in Rss, III, 5, 1923, pp. 335-341.
  • R. Olegna, “L’omosessualità negli ultimi romanzi francesi”, p 271, in Rss, III, 4, 1923, pp. 271-276. 466 Note bibliografiche – recensione ad A. Gide, Corydon, Edizioni della “Nouvelle Revue Français, Paris, 1924, in Rsse, V, 2, 1925, p. 78.
  • Società italiana di sessuologia, demografia ed eugenica – gruppo ligure, seduta del 16 marzo 1928, p. 166, in Rssde, VIII, 2, 1928, pp. 166-167. Per altri riferimenti a romanzi, si veda per esempio: Note bibliografiche – recensione di A. R. a E. L. Gattermann, Die Erlösung der Freunde, Berlin, Johndorff, (senza data, 1921), che il recensore definì «il primo romanzo omoerotico in lingua tedesca che possa reggere degnamente il paragone con “L’immoraliste” di Gide […] e, in genere, con la migliore prosa narrativa moderna che s’ispiri all’Eros Paidicos», in Rss, II, 2, 1922, p. 117; Note bibliografiche – recensione a Willy et Ménalkas, L’Ersatz d’Amour, Amiens, Librairie Edgar Malfère, 1923, in Rsse, IV, 1, 1924, pp. 60-62 e Note bibliografiche – recensione a Willy et Ménalkas, Le Naufragé, Amiens, Librairie Edgar Malfère, 1924, in Rsse, V, 4, 1925, pp. 161-162.

Raccolte di Articoli edite da Tinto

  • 1928 Proteus: moralità e sessualità, Edoardo Tinto, Roma, 1928. Raccolta di articoli pubblicati sulla "Rassegna" in cui l'autore tratta il tema della persecuzione sociale degli omosessuali, noi oggi la definiremmo omofobia.

Note

  1. C. Susani, “Una critica della norma nell’Italia del fascismo”, p. 111, in E. Venturelli (a cura di), Le parole e la storia. Ricerche su omosessualità e cultura, Bologna, Il Cassero, 1991, pp. 110-119.
  2. L. Benadusi, Il nemico dell’uomo nuovo, p. 69.
  3. Cfr. Società italiana per lo studio delle questioni sessuali, p. 272, in Rss, I, 5, 1921, pp. 272-274.
  4. Società italiana per lo studio delle questioni sessuali – gruppo per lo studio delle forme sessuali intermedie, p. 336, in Rss, II, 6, 1922, pp. 336-337
  5. Società italiana per lo studio delle questioni sessuali – Relazione sul funzionamento della Società dall’ottobre 1921 al marzo 1922, p. 123, in Rss, I, 2, 1922, pp. 123-125.
  6. Numa Praetorius, La questione dell'omosessualità in Germania nell'ultimo cinquantennio, cit., p. 157.
  7. Giovanni Dall'Orto, Tutta un'altra storia. L'omosessualità dall'antichità al secondo dopoguerra, Il Saggiatore, Milano 2015, pp. 505-506.
  8. Aldo Mieli, Primo congresso internazionale per la riforma sessuale su base scientifica (Berlin, 15 – 20 settembre 1921), cit., p. 266.
  9. Statuto della Società italiana per lo studio delle questioni sessuali, in appebdice a H. Ellis, Lo scopo dell'eugenica, Leonardo da Vinci, Roma, 1921.
  10. Wanrooij, Storia del pudore: la questione sessuale in Italia, 1860 - 1940, pag 196 che cita Aletrino, A., La situation sociale de l'Uraniste, in «La scuola positiva nella Giurisprudenza penale», voi. XI, 1901, pp. 481-496. Tale intervento era un discorso pronunciato dall'autore, professore all'università di Amsterdam, in occasione del congresso di antropologia criminale svoltosi nella città olandese nel 1901.
  11. Numero 5, pp. 229-238. Consultabile online su http://www.archiviolgbtq.it/fileadmin/documenti/febb2007/hirschfeld.pdf
  12. Numero 6, pp. 332-349, firmato Proteus, pseudonimo del direttore
  13. Rassegna di Studi Sessuali, 1927, numero VII, pp. 209-215.
  14. Aldo Mieli, un fatto di cronaca e le amenità di un cronista, in rassegna di studi sessuali, 1, 1922, pp. 39-41, citato in Lorenzo Benadusi, il nemico dell'uomo nuovo, p. 73
  15. Rassenga Studi Sessuali, numero 4, 1923. pp 281-283
  16. Cfr Rassegna di Studi Sessuali, numero 6, 1923, p. 418
  17. Rassegna di Studi Sessuali e di Eugenetica, 1926, numero 1, pagine 65, 66
  18. Relativi alla violenza sessuale. Gli articoli dal 519 al 521 trattano della violenza carnale in genere, se fatta da pubblico ufficiale, e degli atti di libidine violenti.
  19. Lorenzo Benadusi, Il nemico dell'uomo nuovo, p. 106,