Paolo Poli

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Paolo Poli

Paolo Poli (Firenze 23 maggio 1929 - Roma 25 marzo 2016) è stato un attore, cantante e doppiatore italiano, principalmente impegnato in attività teatrali.

Vita

Figlio di un carabiniere e di una maestra, comprese di essere omosessuale da bambino:

« Ho capito di essere gay fin da piccolissimo. C’era il fornaio: lo adoravo. Poi andai al cinema a vedere King Kong e capii che mi garbava »
([1])

Fu uno dei primi personaggi famosi in Italia a fare pubblicamente coming out.

Nel 1967 interpretò La Santa Rita da Cascia in abiti femminili: per aver "mancato di rispetto a una santa", la Polizia non solo bloccò lo spettacolo[1] ma chiuse anche il teatro (l'Odeon di Milano) per una settimana[2]. Ad intervenire nell'azione censoria fu Oscar Luigi Scalfaro, futuro Presidente della Repubblica e all'epoca Ministro dell'Interno[3].

Muore il 25 marzo 2016 all'Ospedale Fatebenefratelli di Roma, dove era ricoverato da circa un mese.[4].

Opinioni

Il 27 dicembre 2006 si dichiara contro il matrimonio omosessuale, i Pacs e i Dico:

« Il bello degli amori omosessuali è la loro libertà e la loro riprovazione. Il matrimonio tra gay non mi interessa, come non mi interessa quello tra uomo e donna. Io voglio seguire l'istinto e la perversione, non tornare a casa e trovare qualcuno che mi chiede cosa voglio per cena. "Caro, ti faccio la besciamella?". Fuggirei subito, con un principe o con un marinaio. Chi vuole l'unione civile e l'iscrizione al registro comunale non se ne intende. Io sì »
([5])

L'attore rivolse delle critiche anche al Gay Pride:

« Non capisco neppure gli omosessuali che chiedono un riconoscimento ufficiale. Mi pare un atteggiamento conservatore. I Gay Pride mi mettono una tristezza infinita, come il Carnevale di Viareggio. Meglio affidarsi all'istinto, come mi hanno insegnato Balzac e Tolstoj e come mi ha ripetuto Freud: il sesso non è tra le gambe, ma nel cervello, il giudizio morale non esiste, siamo tutti buoni e cattivi, casti e perversi. Questo bisogno di tenersi per mano come finocchie contente è roba da psicanalisti »
([5])

Infine rivela di opporsi anche alle adozioni gay, pur avendo avuto in passato un desiderio di paternità[6].

In un'intervista dell'8 gennaio 2013 così si esprime sul matrimonio omosessuale:

« Adesso gli uomini vogliono sposarsi tra di loro? Va bene si arrangino, a me non interessa. E poi che barba. Mi ha sempre annoiato il matrimonio normale, figurarsi quello fra due uomini o due donne »
([2])

Riguardo i diritti delle coppie omosessuali, si è così espresso in un'intervista del 20 ottobre 2014:

« Se posso esser sincero, mi è sembrata una solenne rottura di coglioni. Si tratta di discussioni eterne, che ricordo da sempre e mai giunte a conclusione. La verità è che in Italia esiste un solo sovrano: il pontefice. (...) Non sopporto le storie stile romanzo di Delly, in cui tutto finisce bene e cioè nel matrimonio con la marcia nuziale. »
([7])

Alla domanda "Ce l’ha con chi si batte per l’uguaglianza dei diritti?" rispose:

« Certo che no. Ma non mi interessa molto quel che fanno. Gli uomini vogliono sposarsi tra di loro? Per me va bene. Punto. (...) Mi dà noia il matrimonio normale, figuriamoci il resto. Preferisco la gioia che mi ha sempre procurato l’avere gli ormoni un po’ scombinati»
([7])

Interrogato su cosa voglia dire essere omosessuali oggi, chiosa:

« Bisogna vivere alla luce del sole. Sarebbe opportuno evitare di nascondersi o inventarsi pseudonimi stupidi e inutili. Come Platinette. O Vladimir Luxuria, per esempio. »
([7])

aggiungendo, nel caso dell'ex deputata di Rifondazione Comunista:

« [Non ho] nulla [contro di lei]. Ma travisare i propri dati anagrafici mi sembra una roba da rimbecilliti»
([7])

In un'intervista concessa a Gay TV, dichiara di sentirsi "molto lontano, anche per ragioni anagrafiche, al mondo gay di oggi":

« Vedo molta omologazione, un appiattimento della propria individualità, anche nell’apparire: tutti vestiti uguali in uno stereotipo pseudomaschile, logicamente etero. (...) I gay potrebbero avere la possibilità di esprimere una propria unicità e diversità nel senso più vero del termine. Invece no, vogliono giocare a marito e moglie e avere il permesso del Papa per potersi inculare! Ma dai! Lasciamo stare »
([8])

Più recentemente, in una conversazione con una giornalista di Vanity Fair datata 15 giugno 2015, ha "ammorbidito" le sue posizioni di ostilità al matrimonio omosessuale; nell'occasione, pur ribadendo di reputarlo "noioso", alla considerazione della cronista che gli chiedeva se anche i gay avessero il diritto di essere noiosi ha risposto:

« Va bene. Andai al Comune di Firenze a firmare sì per l’aborto e se c’è l’occasione andrò a firmare sì per i matrimoni gay. Anche per fare un dispetto al Papa. Che fa così il moderno e poi dice: "Eh no, quello no. Eh no, quell’altro no". »
([9])

Note

  1. 1,0 1,1 Paolo Poli, biografia su cinquantamilagiorni.it, 17 luglio 2014
  2. 2,0 2,1 Paolo Poli su omosessualità e politica, 8 gennaio 2013
  3. Paolo Poli dietro le quinte, stefanobolognini.it, 6 febbraio 2003
  4. Morto a Roma Paolo Poli, artista brillante e delicato, Corriere della Sera, 25 marzo 2016.
  5. 5,0 5,1 «Volevo un figlio, ho provato a rubarne due», Corriere della Sera, 27 dicembre 2006
  6. Paolo Poli e il mondo gay, queerblog.it, 30 giugno 2011
  7. 7,0 7,1 7,2 7,3 Nozze gay, Paolo Poli: «Una rottura», 20 ottobre 2014
  8. Senza trucco: Paolo Poli, gaytv.it
  9. Paolo Poli: «Meglio Moana e Cicciolina», Vanity Fair, 15 giugno 2015.

Voci correlate

Bibliografia

Link esterni