Osho Rajneesh

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Statua raffigurante Osho

Osho Rajneesh, meglio noto come Osho (Kuchwada, 11 dicembre 1931 – Pune, 19 gennaio 1990), è stato un mistico e maestro spirituale indiano che riuscì a conseguire un vasto seguito internazionale soprattutto negli anni Settanta e Ottanta (ma la sua popolarità permane ancor oggi, visto che in questo momento ci sono più di 600 libri in commercio a lui attribuiti).

All'anagrafe il suo nome era Chandra Mohan Jain (hindi devanagari: चन्द्र मोहन जैन) ma negli anni Sessanta si faceva chiamare Acharya Rajneesh; in seguito fu noto come Bhagwan Shree Rajneesh mentre negli anni Ottanta adottò il nome di Osho Rajneesh, che poi ridusse semplicemente a Osho (dal termine "oceanico", pronunciato osheanic in inglese).

Considerazioni sull'omosessualità

Osho si espresse in maniera non univoca, e a tratti contraddittoria, sull'omosessualità. Inizialmente affermò che l'omosessualità è un aspetto che fa parte della libertà dell'uomo ("è la tua vita, devi decidere tu; chi sono io?"), dunque non c'è nulla di sbagliato se due persone manifestano un certo stile di relazione sessuale, poichè non si tratta di un problema reale: "è un fatto che non dovrebbe interessare a nessuno...[1] Nessuna condanna, né giudizio, né valutazione. Se sei omosessuale, che c’è di male? Goditelo! Dio ti ha fatto così".[2] Spiegò che l’omosessualità è uno sfogo sessuale equivalente all’eterosessualità, ed è uno dei quattro stadi dello sviluppo sessuale dell’uomo: masturbazione, omosessualità, eterosessualità e brahmacharya (stadio asessuale); i primi tre stadi vanno superati e solo quando si raggiunge il quarto stadio è possibile accedere al nucleo più intimo del proprio essere.[3]

In altre occasioni, tuttavia (soprattutto nella prima metà degli anni Ottanta), Osho fu più aspro riguardo all’omosessualità, ritenendola il frutto di repressione e condizionamenti negativi, giungendo perfino a definirla "una perversione" poiché vissuta da soggetti inconsapevoli dello "schema fondamentale dell'energia umana e del suo movimento".[4] Affermò inoltre che l’omosessualità fosse responsabile della diffusione di gravi malattie, come l’AIDS, e che bisognasse impedire la libera circolazione degli omosessuali nella società[5] (a un discepolo gay disse che lui non era “ancora un essere umano... hai perso la dignità... l’omosessualità è una cattiva abitudine [sic!]”).[6] Non si oppose, comunque, ai matrimoni tra persone dello stesso sesso e sottolineò l'opportunità di individuare apposite tecniche di meditazione per gli omosessuali.[7]

Note

  1. Osho, Una perfetta imperfezione. Ama ciò che sei, Cairo Publishing, 2007
  2. Osho, Philosophia perennis Vol. I, ECIG, 1986
  3. Osho, The Divine Melody, Talks on songs of Kabir
  4. Osho, I segreti del risveglio, Bompiani 2007
  5. Osho, Hari Om Tat Sat. The Divine Sound That is the Truth, Discorso 6
  6. Osho, From Bondage to Freedom. Answers to the Seekers on the Path, Capitolo 16
  7. Osho, From Bondage to Freedom, Discourse 16