Orientamento sessuale

Da Wikipink - L'enciclopedia LGBT italiana.
Voce a cura di Giovanni Dall'Orto,liberamente modificabile
La cosiddetta "Scala Kinsey", molto usata nei dibattiti sull'orientamento sessuale, divide la sessualità umana in sette gradi, da zero (esclusivamente eterosessuale) a sei (esclusivamente omosessuale), passando per cinque gradi di bisessualità.

Definizioni

Il concetto di "orientamento sessuale" indica comunemente la direzione verso cui s'indirizza stabilmente la preferenza sessuale (e di solito anche quella affettiva) d'un essere umano, ossia verso persone di entrambi i sessi (che caratterizza la bisessualità), verso persone dell'altro sesso (che caratterizza la eterosessualità), o verso persone del proprio sesso (che caratterizza la omosessualità).
L'American Psychological Association (APA) la definisce nel seguente modo:

« L'orientamento sessuale si riferisce ad una struttura durevole di attrazioni emotive, romantiche e/o sessuali verso gli uomini, le donne, od entrambi i sessi. L'orientamento sessuale si riferisce inoltre al senso di identità di una persona basato su queste attrazioni, sui comportamenti relativi, e sull'appartenenza ad una comunità di altre persone che condividono queste attrazioni[1]»

Fenomeni di "orientamento", inteso come preferenza anche esclusiva per un sesso a scapito dell'altro, sono stati osservati anche fra gli animali: sia in senso etero-sessuale, sia in quello omo-sessuale[2]. Il dibattito sulle "cause" dell'esistenza di "orientamenti sessuali" prosegue da millenni, senza che si sia riusciti ad arrivare ad una risposta, scientifica o filosofica, su cui sia possibile coagulare il minimo consenso. Da questo punto di vista, la posizione più prudente è affermare che il meccanismo che fa sì che individui diversi abbiano orientamenti sessuali diversi ci è ignoto.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cause dell'omosessualità.

Esiste anche una tendenza, particolarmente forte negli ambienti "queer", a catalogare come orientamenti a sé anche l'assenza d'interesse per qualsiasi sesso, definita "asessualità" (nonostante il fatto che anche fra le persone asessuali si osservi di norma l'attrazione romantica specificamente rivolta verso persone di un sesso definito, o per persone di entrambi i sessi), e l'attrazione verso persone androgine o di genere indefinito, definita talora "pansessualità". Alcuni militanti lgbt definiscono infine il proprio "orientamento" come queer, che si concretizzerebbe nella indifferenza nella scelta del genere del/la partner:

« Queer è quella persona che rifiuta la logica binaria eterosessista di maschio/femmina, e che quindi nega le categorie sia di genere che di orientamento sessuale"[3]»
« Le persone che si definiscono queer rifiutano le tradizionali identità di genere (uomo, donna) così come le categorie dell'orientamento sessuale (gay, lesbica, bisessuale ed eterosessuale). L'elaborazione queer contesta quindi l'eteronormatività prevalente nella cultura e nella società che postula l'esistenza di una norma eterosessuale e binaria, classificando chi se ne discosta come appartenente a una minoranza deviante[4]»

In realtà, in base a questa definizione, il "queer" altro non sarebbe che un bisessuale, tuttavia la teoria queer teorizza l'esistenza di un numero infinito di generi e di non meno di cinque sessi[5], rifiutando quindi il "binarismo" implicito nella parola "bi-sessualità".

Storia del concetto

Concezioni antiche

Rappresentazione grafica degli orientamenti (omo, etero, bisessuale) secondo la concezione tradizionale e del movimento gay.

La concezione d'una sessualità umana divisa in "orientamenti" di pari significato e valore ("varianti della sessualità umana", secondo la definizione dell'OMS), è moderna[6], e risale alle lotte del movimento di liberazione omosessuale dal XIX secolo in poi, anche se questa concezione appare già in modo occasionale in documenti sparsi fin dal Rinascimento [7].

Il riconoscimento del fenomeno per cui ogni individuo ha una preferenza sessuale determinata risale tuttavia all'antichità, quando era designato da termini come "tròpos" ("direzione di movimento") o "inclinatio" ("inclinazione" ma anche "predisposizione astrale", in quanto l'inclinatio (inclinazione) degli astri al momento della nascita "inclinat" il nascituro). In base al diverso orientamento s'è parlato di esseri umani che avevano un tropos "paiderastés", "guinaikerastés" e "amfidéxios": "pederastico", "donnerastico", e "ambidestro")[8].

In Occidente le ideologie ufficiali hanno invece sostenuto di preferenza nel corso dei secoli l'esistenza di un unico orientamento "naturale", presente in ogni individuo in qualità di istinto animale, che a volte purtroppo "devia" dal giusto cammino[9]. Particolarmente insistente in questa visione fu la filosofia stoica[10], che fu quella che ebbe la maggiore popolarità nell'impero romano, secondo cui la "natura" umana s'identificava con la "retta ragione" che gli dèi avevano stabilito come guida e modello per la razza umana. La base razionale della sessualità è la procreazione, e quindi solo la sessualità procreativa può dirsi "naturale", mentre qualsiasi altro tipo di pratica sessuale sarà "contro natura". Il fatto che alcuni animali (per esempio pernici, lepri, iene) siano stati visti praticare amori fra lo stesso sesso non implica affatto una "naturalità" di quel tipo di coito, in quanto la "natura" dell'essere umano è la retta ragione (che s'identifica con il progetto stabilito dagli dèi e svelato dai filosofi) mentre l'animale bruto può contare unicamente su un istinto cieco, e quindi facile a sviarsi.
Il nascente cristianesimo inglobò interamente questa visione delle cose[11], limitandosi a sostituire la propria divinità unica alle divinità plurime del paganesimo greco e romano[12], condannando di conseguenza anch'esso come "contro natura" qualsiasi atto sessuale non finalizzato alla procreazione. In questa visione delle cose c'era spazio per un unico orientamento: quello "naturale" ossia procreativo, inserito da Dio come istinto nella natura d'ogni essere umano, tutto il resto essendo indistintamente "contro natura", e ispirato dal diavolo.

Questa visione del mondo non fu però esente da contestazioni. Ad esempio già lo pseudo-Aristotele dei Problemata (sec. IV a.C.) s'era chiesto[13] se la persona che provava il desiderio d'essere sodomizzata (un desiderio contrario a quello "naturale" per il maschio, ossia penetrare) non agisse in base a una natura propria, diversa da quella del resto della razza umana. L'autore del brano arrivò addirittura a supporre che tali persone potessero avere una conformazione peculiare dei nervi del piacere (che anziché andare verso il pene erano deviati verso l'ano), dando quindi una base (e una spiegazione) fisiologica a tale desiderio psicologico.

Questa obiezione avrebbe tormentato il pensiero occidentale dal momento della riscoperta delle opere di Aristotele in poi (sec. XIII), tanto da spingere san Tommaso d'Aquino (S. th., I, ii, q. 31, art. 7) ad affermare che questo comportamento poteva in effetti sembrare "connaturato" ai desideri di chi lo metteva in atto, però si trattava pur sempre di atti "connaturales secundum quid", ossia secondo una natura malata e incapace di retto giudizio, e non secondo la retta natura umana[14]. Il vescovo Etienne Tempier (sec. XIII-1279) arrivò nel 1277 a dichiarare eretica (e a proibirne quindi l'insegnamento a Parigi) la tesi secondo cui "il peccato contro natura, in quanto abuso nel coito, pur essendo contro la natura della specie, tuttavia non è contro la natura del singolo individuo".

Non diversa era stata la risposta del filosofo islamico Avicenna (980-1037) che, trattando nel Canon medicinae dell'"al-ubna", ossia del desiderio di subire la sodomia passiva, lo aveva discusso sì come condizione causata da una natura soggettiva predisposta in tal senso, ma aveva poi concluso elencando i rimedi per "curarla", trattandolo quindi implicitamente come malattia[15].

In definitiva, il pensiero filosofico e religioso antico considerava in modo preponderante un dogma indiscutibile, se non addirittura ortodossia religiosa, l'esistenza d'un unico orientamento sessuale, ossia l'appetitum generandi ("appetito della procreazione") voluto da Dio (quello dell'uomo per la donna e della donna per l'uomo), liquidando come "contro natura", e quindi contro Dio, qualsiasi alternativa ad esso.

In tempi recenti Randolph Trumbach ed altri storici hanno peraltro affermato che nell'antichità d'Ancien Régime era dato per scontato che ogni maschio umano fosse per natura bisessuale, cioè disposto a rispondere di volta in volta a stimoli etero od omosessuali con altrettanta facilità e indifferenza:

« Gli europei prima del 1700 davano per scontato che tutti i maschi desiderassero sia le donne che gli adolescenti. Ma nella prima generazione dopo il 1700, alcuni europei iniziarono a pensare che la maggior parte degli uomini desiderasse solo le donne e che solo una minoranza deviante di uomini desiderasse altri maschi, che potevano essere sia adulti che adolescenti. Il nuovo regime sessuale si manifestò dapprima nell'Europa nord-occidentale, in Inghilterra, Francia, e Olanda, tra il 1700 ed il 1750. Entro il 1800 era presente nell'Europa centrale, ma non arrivò nell'Europa del Sud e dell'Est molto prima del 1900[16]»

In realtà non esistono tracce di tale convinzione se non dopo il 1700, e dopo che già da tempo il pensiero libertino aveva teorizzato l'esistenza d'orientamenti e preferenze sessuali innate:

« Se l'orologio ha il moto dalle ruote e dalli contrapesi che gl'ha dati l'artefice, sarà difetto d'esso orologio che batta l'ore a questo tempo o in un altro? Le inclinazioni sono contrapesi datici dalla natura e da Dio, chi segue quelli non s'allontana dai propri principii, non fa contro l'istitutore.[17].

(Parafrasi: "Se un orologio riceve il movimento dalle ruote e dai contrappesi che gli ha dato il costruttore, sarà colpa di tale orologio se batte le ore in questo momento o in un altro? Le inclinazioni sono i contrappesi datici dalla natura e da Dio: chi le segue non s'allontana dalla propria costituzione fondamentale, non sta agendo contro il Creatore"). »

La diffusione dell'idea della "bisessualità innata" o "originaria" dell'essere umano, insomma, è anch'essa frutto d'una costruzione sociale, collocabile in una precisa epoca, ossia nel momento storico che vide la scoperta e lo studio della natura "bisessuata" o "indifferenziata" delle prime fasi dell'embrione umano e dei mammiferi in genere, che si sviluppò soprattutto nel XIX secolo[18].

Concezione laica moderna

Per la concezione laica dei nostri giorni, condivisa sia dalla maggioranza delle persone eterosessuali che dal movimento lgbt, l'orientamento sessuale è un istinto, e come tale può essere considerato innato (anche se più di una persona considera quello omosessuale come un istinto "sbagliato").
Per il movimento lgbt l'orientamento non si sceglie, ma si "riconosce", attraverso il processo del "coming out": questo spiega perché esistano persone che nel corso della vita manifestano orientamenti diversi. La causa di tale fatica nel "riconoscimento" sta nella "eteronormatività" sociale, che obbliga milioni di persone a simulare esteriormente interessi e orientamenti opposti a quelli che in realtà sperimentano. Non a caso i "riconoscimenti" avvengono prevalentemente dall'eterosessualità verso l'omosessualità e non viceversa.
Inoltre per il movimento gay la sessualità è un elemento costitutivo della personalità, tanto che l'individuo non "ha" una sessualità, ma "è" la sua sessualità, ossia ciò che la sua sessualità fa sì che lei/lui sia. La repressione della sessualità è quindi una forma gravissima d'oppressione, che non si limita ad intaccare ciò che un individuo "fa", ma anche e soprattutto ciò che "è".
La sessualità umana è infinitamente elastica (ragione per cui in ogni persona è presente la capacità di agire sessualmente anche in contesti diversi da quelli dettati dal proprio orientamento, come dimostra il caso del matrimonio eterosessuale di persone omosessuali o della prostituzione omosessuale di giovani eterosessuali) ma anche molto resiliente: anche dopo decenni di pratica contraria al proprio orientamento innato, esso rimane tale, senza cambiare. Ecco perché le "terapie riparative" sono un inganno, e sono destinate al fallimento (non senza, peraltro, aver fatto danni enormi alle loro vittime).

Contestazioni del concetto di orientamento sessuale

Sia la queer theory sia il pensiero religioso integralista rifiutano oggi il concetto secondo cui la natura umana conosce due o tre "orientamenti sessuali".
Entrambe queste correnti di pensiero concepiscono infatti la sessualità umana come blocco unico e indivisibile.

Nel primo caso questo blocco sarebbe una "pansessualità" fluida[19], e come tale impossibile da tagliare in blocchi essendo fluttuante e mutevole di momento in momento, in infinite combinazioni; nel secondo caso si tratta di un'unica sessualità naturale, che può funzionare correttamente in un unico modo, anche se può essere "deviata" in infiniti modi (omosessualità, pedofilia, necrofilia, zoofilia, sadismo, masochismo, feticismo...) per malattia psichica o perversione morale.

Teoria queer

Rappresentazione grafica degli orientamenti sessuali secondo la concezione della teoria queer.

Per la teoria queer l'orientamento sessuale è una costruzione sociale, e quindi artificiale; una volta rifiutato il "binarismo" e l'idea che i sessi siano solo due, diventa in effetti impossibile concepire come "reale" o "biologicamente fondata" una suddivisione tripartita come quella etero/bi/omosessuale.
Omosessualità ed eterosessualità sono entrambe "invenzioni sociali", risalenti alla teorizzazione dei medici del XIX secolo, e sono entrambe artificiali; "decostruire" la presunta "naturalità" di tali orientamenti è in effetti uno degli scopi principali della queer theory, e in genere di tutte le teorie postmoderniste ad essa collegate (come il costruzionismo storico).
Curiosamente, il dogma costruito anch'esso dai medici del XIX secolo relativamente alla presunta "bisessualità originaria" di tutti gli esseri umani, non viene mai "decostruito" a sua volta, ma è anzi presupposto come "vero" senza bisogno di dimostrazioni.

Nella sua puntigliosa distinzione fra "sesso" (un dato puramente cromosomico e biologico, e nulla più) e genere (manifestazione esteriore del sesso, che è una costruzione puramente sociale e come tale arbitraria), e nella sua critica al "binarismo di genere" (che ipotizza la possibilità d'immaginare un numero infinito di generi in aggiunta a quelli maschile e femminile) la queer theory teorizza coerentemente anche la possibilità e il diritto di concepire infiniti "orientamenti" che vadano al di là di quello per il "proprio sesso" e per il "sesso opposto" o per "entrambi"[20]. L'esistenza di persone che provano attrazione sessuale per persone intersessuali (ermafrodite), o transgender, o comunque "intermedie" fra il maschile e il femminile, dimostra secondo la teoria queer l'arbitrarietà d'un concetto di "orientamento" che vada solo in direzione di un polo maschile e di uno femminile. In realtà, gli orientamenti possono essere potenzialmente infiniti, visto che anche i generi sessuali possono essere potenzialmente infiniti.

Il cattolicesimo: due posizioni (omofobiche) in lotta fra loro

L'evoluzione della posizione ufficiale

Questa visione tradizionale delle cose era stata superata nel corso del XX secolo dalle istituzioni cattoliche con l'accettazione parziale dell'idea che l'omosessualità possa essere una condizione non certo "costituzionale", ma se non altro "patologica", per cui in alcune persone non è il demonio a spingere a questo tipo di atti, bensì la condizione "intrinsecamente disordinata" tipica di chi soffre di questo disturbo dello sviluppo sessuale.
La dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede Persona humana, del 29 dicembre 1975, riconosceva il fatto che nel mondo cattolico coesistono filoni di pensiero che

« distinguono - e sembra non senza motivo - tra gli omosessuali la cui tendenza, derivando da falsa educazione, da mancanza di evoluzione sessuale normale, da abitudine contratta, da cattivi esempi o da altre cause analoghe, è transitoria o, almeno, non incurabile, e gli omosessuali che sono definitivamente tali per una specie di istinto innato o di costituzione patologica, giudicata incurabile. (§ 8) »

Ancora più esplicito è il Catechismo della Chiesa cattolica, che al paragrafo 2358 afferma:

« Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione[21]»

La conclusione di tale premessa è espressa nel paragrafo successivo, il 2359, che afferma senza giri di parole: «Le persone omosessuali sono chiamate alla castità».
Su queste basi, il tribunale ecclesiastico della Sacra Rota ha stabilito che l'omosessualità di uno dei due coniugi, se causata da "una specie di istinto innato o di costituzione patologica", costituisce motivo di incapacità a contrarre un matrimonio cattolico[22], e quindi di nullità di un matrimonio già celebrato, in quanto il coniuge omosessuale,

« pur se capace di intendere e di volere e di compiere, da un punto di vista soggettivo, un atto valido, oggettivamente risulta incapace perché non in grado di assumere gli obblighi matrimoniali essenziali[23]»

La reazione delle frange cattoliche di estrema destra

Manifestazione anti-gay a San Francisco, 2010.

La posizione ufficiale è oggi sotto attacco da parte di frange di estrema destra, dichiatatamente votate alla riesumazione di una concezione iper-tradizionalista del cattolicesimo, che accusano le gerarchie cattoliche di avere "tradito" la vera fede di cui affermano di essere, loro soltanto, i veri guardini. Politicamente queste frange sono vicine alle posizioni di Forza Nuova e religiosamente a quelle dei lefevriani, anche se ovviamente presentandosi in pubblico amano dichiarare che le loro sono le "vere" posizioni della Chiesa cattolica. Benché numericamente esigue, queste realtà sono politicamente attivissime, e godono di simpatie e complicità anche all'interno della Chiesa cattolica ufficiale, specie negli ambienti che non hanno visto di buon occhio l'elezione di Papa Francesco.
Sia pure partendo da posizioni molto diverse da quelle dei teorici queer, anche questo cattolicesimo integralista arriva alla loro stessa conclusione: non esistono due o tre "orientamenti sessuali"; esiste un solo orientamento: quello giusto (ossia quello voluto da Dio per la riproduzione della specie umana: "maschio e femmina li creò").

« Il centro prospettico [...] è la persona umana in quanto tale, creata uomo e donna, cioè [sic] eterosessuale[24] »

Tutto quanto non contribuisce a questo scopo non può essere che errore, "deviazione", patologia. Questa visione si richiama a una visione medievale della sessualità umana, che troviamo per esempio nel Liber gomorrhianus di san Pier Damiani (1007-1077), che suddivide gli atti sessuali fra quelli causati da un orientamento istintivo, ossia quelli eterosessuali, e quelli che sono privi di una base istintiva e sono invece istigati direttamente dal demonio, ossia quelli omosessuali:

« Infatti, dato che la stessa natura umana resiste profondamente a questi mali e che li aborrisce l'incompatibilità fra genitali non diversi, è più chiaro della luce che costoro mai oserebbero atti tanto contrari ed estranei se (...) gli spiriti immondi non li possedessero completamente. Ma non appena iniziano a possederli, iniettano nel cuore di coloro che hanno invaso il veleno infernale della loro malvagità, in modo che costoro desiderino con avidità non ciò che richiede con insistenza il sommovimento naturale della carne, ma solo ciò che propina loro la caduta nel precipizio del diavolo. Infatti quando un maschio si avventa su un maschio, questo non è il naturale istinto della carne, ma solo lo stimolo dell'impulso diabolico [non est ille naturalis impetus carnis sed tantum diabolicae stimulus impulsionis][25]»

Questi gruppi, facendo proprie le teorizzazioni giunte dagli ambienti integralisti protestanti americani, giungono a rifiutare il concetto stesso di "orientamento sessuale" (e quindi le tesi della gerarchia cattolica, accusata di avere "calato le braghe" davanti alla pressioni dell'omosessualismo), dato che la sessualità avrebbe una sola direzione, e tutto il resto non sarebbe altro che malfunzionamento. Non sorprende quindi il fatto che questi gruppi sostengano ed anzi propagandino attivamente le terapie riparative. L'omosessualità, a loro parere, è una scelta, quindi è possibile scegliere anche di abbandonarla[26].

Secondo queste frange l'essere umano è pienamente tale solo in quanto eterosessuale, quindi la mancanza dell'eterosessualità implica l'incompletezza della persona umana. L'orientamento eterosessuale è insomma una parte integrante della natura dell'essere umano, come lo sono la capacità di parlare o di camminare, mentre l'omosessualità è solo l'incapacità di funzionare in modo eterosessuale, allo stesso livello dell'incapacità di parlare o camminare.
Il fondamentalista cristiano Michael Hannon, in uno scritto significativamente intitolato Contro l'eterosessualità, afferma che:

« Contrariamente ai nostri preconcetti culturali ed alle menzogne di quello che adesso si chiama “essenzialismo dell'orientamento”, "etero" e "gay" non sono assoluti senza tempo. L'orientamento sessuale è uno schema concettuale con una storia, e una storia oscura. Si tratta di una storia iniziata molto più di recente di quanto la maggior parte della gente sa, e che probabilmente finirà molto prima di quanto la maggior parte della gente pensa. Nel corso di molti secoli, l'Occidente ha progressivamente abbandonato il modello sponsale del cristianesimo per la sessualità umana. Poi, circa 150 anni fa, ha cominciato a sostituire quella lunga tradizione teleologica con una creazione completamente nuova: la tassonomia assolutista quanto assurda degli orientamenti sessuali. L'eterosessualità è stata creata per servire come regola ideale di tale quadro fantasioso, mantenendo i divieti sociali contro la sodomia e altre dissolutezze sessuali senza la necessità di ricorrere alla natura procreativa della sessualità umana (...) Come racconta la teorica queer Hanne Blank, "Questo nuovo concetto [dell'eterosessualità], agghindato in un miscuglio malassortito di altisonanti lingue morte, ha dato alle vecchie ortodossie una nuova e vivace prospettiva di vita, suggerendo, con toni autorevoli, che la scienza abbia detto in modo efficace che sono naturali, inevitabili ed innate"[27]»

Prendendosela con i cristiani che accettano l'idea di "orientamento sessuale", Hannon aggiunge:

« Questi miei compatrioti cristiani sbagliano ad aggrapparsi così strettamente all'orientamento sessuale (...). Non abbiamo bisogno dell'"eteronormatività" per difenderci contro la dissolutezza. Al contrario, non è che un ostacolo. Michel Foucault, un alleato inaspettato, ci fornisce i dettagli del pedigree dell'orientamento sessuale nella sua Storia della sessualità; in quanto osserva che il termine "sodomia" aveva identificato per molto tempo un tipo di comportamenti, ed improvvisamente, per la prima volta nella seconda metà del XIX secolo, la parola "omosessuale" gli si è affiancata. Questo neologismo europeo è stato utilizzato in un modo che avrebbe sorpreso le generazioni precedenti come un evidente errore di classificazione, in quanto designa non comportamenti, ma persone. Lo stesso dicasi per il suo correlativo opposto: "eterosessuale".

Foucault racconta che psichiatri e legislatori della seconda metà del 1800, hanno respinto la convenzione classica secondo cui il "colpevole" degli atti sodomitici non era "niente altro che il loro soggetto giuridico".. (Ibidem»

Dunque, secondo Hannon, "eterosessuale" può essere solo l'aggettivo che descrive un tipo di atto, e non certo una persona caratterizzata dalla presenza di un orientamento fra molti possibili. Non esistono "eterosessualità" ed "omosessualità", ma solo "legge naturale" e "normalità psichiatrica" da un lato, e le varie possibili infrazioni di questa legge dall'altro:

«  sono stati costretti anche a scambiare la solida tradizione della legge naturale per lo standard di recente costruzione della "normalità psichiatrica", con l"eterosessualità" a fungere da nuova normalità per la sessualità umana. (Ibidem). »

La conclusione è che

« "L'orientamento sessuale" (...) "non è altro che un costrutto sociale fragile e di assai recente costruzione"; (...) "nell'essenzialismo dell'orientamento la distinzione tra eterosessualità e omosessualità è una costruzione disonesta circa la sua identità, proprio in quanto costruzione. Queste classificazioni si travestono da categorie naturali, applicabili a tutte le persone, in tutti i tempi e luoghi a seconda degli oggetti propri dei loro desideri sessuali" (...). "Affermando di non essere semplicemente una fortuita invenzione del XIX secolo, ma una verità senza tempo sulla natura sessuale umana, questo paradigma pretende troppo ed inganna coloro che adottano le sue etichette" (Ibidem). »

Non è quindi per caso se un portavoce delle Sentinelle in piedi ha dichiarato il 5 ottobre 2014 che:

« Le sentinelle in piedi si rifiutano di incasellare le persone in base all'orientamento sessuale, perché non è questo aspetto a costituire l'integrità della persona[28]»

Conseguenze delle critiche

Il successo futuro della battaglia condotta dal movimento lgbt italiano affinché la punizione dei "crimini d'odio" sia estesa anche a quelli motivati dall'orientamento sessuale è possibile solo a patto di sapere cosa sia l'orientamento sessuale. La strategia cattolica di confondere intenzionalmente le idee negando che possa esistere un "orientamento omosessuale" è dunque particolarmente insidiosa.

Purtroppo, anche la visione della teoria queer porta alla medesima conclusione dei ragionamenti dei cattolici, in quanto non si vede per quale motivo, se gli orientamenti sono frutto di semplice arbitrio sociale, vada protetto l'orientamento omosessuale e non un presunto "orientamento pedofilo" ipotizzato dai cattolici e dai loro alleati[29]. Basandosi scaltramente su questa teoria, l'on. Carlo Giovanardi durante la discussione della proposta di legge anti-omofobia del 2014, ha presentato un provocatorio emendamento per l'inclusione nella stessa della pedofilia, sostenendo che ogni orientamento sessuale ha il diritto ad essere tutelato nello stesso modo[30]. Nell'emendamento Giovanardi chiedeva:

« di sostituire l'articolo 1 ("Disposizioni in materia di contrasto a varie forme di discriminazione") con l'espressione: “o fondate sull'odio ovvero disprezzo o comunque palese ostilità tesa concretamente a ledere l'incolumità, la dignità e il decoro delle persone che manifestino anche solo apparentemente, ancorché non apertamente, orientamenti omosessuali, bisessuali, eterosessuali, pedofili, se tali condotte discriminatorie siano poste in essere a motivo del loro orientamento sessuale e siano espressione di violenza o ostilità verso la persona e non di pensiero verso l'orientamento sessuale e lo stile di vita in sé”[31]»

L'intenzionale distorsione del concetto di "orientamento"[32] da parte di Giovanardi può reggere solo a patto di ignorare il fatto che anche le persone necrofile o sadiche o feticiste hanno già nella maggior parte dei casi "orientamenti" verso oggetti di desiderio di un sesso a esclusione dell'altro, cosa che dimostra che l'orientamento è qualcosa di diverso e indipendente dalle loro preferenze (che le si voglia definire "parafilie" o meno).
In altre parole, esistono persone che sono masochiste ed omosessuali, persone masochiste ed eterosessuali, e persone masochiste e bisessuali: anche le "parafilie" si esercitano quindi su oggetti di desiderio previamente selezionati in base a un "orientamento sessuale", indipendente da esse.

Come definire un orientamento?

Distribuzione bimodale della popolazione in base alla Scala Kinsey secondo Burr Chandler, 1996: la maggioranza dei soggetti si concentrerebbe ai due lati estremi della scala. Secondo la teoria queer, però, ciò sarebbe effetto del binarismo e della eteronormatività, ossia di motivi socio-culturali e non biologici, come invece afferma Chandler.

Per fare chiarezza in un contesto in cui, come dimostra il caso dell'on. Giovanardi, le confusioni sono deliberate, può essere utile riformulare il concetto di "orientamento sessuale" a partire da quanto è già considerato socialmente "vero" quando si parla d'attrazione sessuale fra uomo e donna.
La maggior parte delle persone eterosessuali considera infatti un "istinto" (ossia un impulso non dipendente dalla volontà individuale e tanto meno da quella culturale) il fatto di sentirsi sessualmente attratte da persone del sesso opposto, e utilizza il parallelo con il comportamento degli animali per esemplificarne il carattere "naturale", ossia pre-culturale ed istintivo. Costoro affermano di "essere nati così", di "essere sempre stati così" e che "è la natura" ad avere instillato in loro (e in tutti gli altri esseri viventi dotati di sesso) il desiderio per il sesso opposto.

Indipendentemente dalla verità o meno di tale idea, nel caso si affermasse basandosi su di essa che l'orientamento verso persone del sesso opposto è un istinto, mentre quello per il proprio sesso non lo è, sarebbe comunque necessario spiegare in base a quali dati scientifici (o di altro genere) si sia giunti a tale conclusione.
Se la base del ragionamento fosse esclusivamente di tipo religioso, come in effetti di solito è, la verità del ragionamento dipenderebbe esclusivamente dalla fede individuale in una religione piuttosto che in un'altra, configurandosi come semplice convinzione individuale e non come dato scientifico; in altre parole, come una semplice opinione priva di fondamento.
Viceversa, se si riconoscesse anche quello omosessuale come istinto, si sarebbe giunti alla visione delle cose sostenuta fin dalla nascita dal movimento gay in tutto il mondo. Questa concordanza di vedute non implicherebbe ovviamente la "verità" di tale visione delle cose, tuttavia imporrebbe comunque a quanti negano l'esistenza di istinti nel campo della sessualità la proposta d'una spiegazione alternativa, tale da tenere conto del fatto che gli orientamenti sessuali esclusivi esistono anche fra gli animali, dunque non possono essere né un mero "costrutto sociale", né "contro natura". A questa obiezione la "teoria queer" non ha saputo dare fin qui risposte, mentre quelle religiose non riescono a rispondere se non tirando in ballo la imperscrutabile volontà di questa o quella divinità, peraltro in contraddizione con se stessa nel momento in cui ha voluto che fossero possibili nella sua Creazione i comportamenti (e gli orientamenti) omosessuali.

Altri modi di classificare?

Tentativo di sintetizzare graficamente le visioni della teoria tradizionale dell'orientamento e quelle della teoria queer.

Questa considerazione non impedisce certamente di concepire tassonomie (catalogazioni) degli orientamenti sessuali diverse dalle nostre. Ad esempio, gli antichi romani riconoscevano solo due sessi, ma molti generi[33]: il maschio nella pienezza della virilità (vir), il maschio biologico non virile (mas o homo, categorie in cui rientravano sia il bambino sia lo schiavo anche se adulto), il maschio castrato (eunuco), l'ermafrodito (in realtà: lo pseudoermafrodito), e la donna. E volendo distinguere con precisione, anche tra mulier e semplice foemina esiste una diversa sfumatura di significato, come quella esistente in italiano tra "donna" e "femmina".
Il riconoscimento di questa variegata molteplicità di generi non impediva peraltro l'esistenza nella Roma antica d'un esasperato "binarismo di genere", che arrivava a spingere verso il genere femminile l'uomo effeminato (il cinaedus) e, sia pure in modo minore, verso quello maschile la donna "tribade" (Orazio, per alludere alla natura lesbica degli amori di Saffo, la definisce mascula, "mascolina" (Epistulae, 1, 19).

Ai romani era inoltre nota una preferenza sessuale verso i maschi castrati, che secondo Dione Cassio fu esecrata da Domiziano nel suo predecessore Tito[34]. L'imperatore Alessandro Severo si spinse a definire espressamente gli eunuchi un "tertium genus hominum", ossia un "terzo sesso umano"[35]. Dunque, ipotizzare l'esistenza d'un orientamento sessuale "altro" che spinge verso i maschi di aspetto sessuale "intermedio" (perché castrati, o ermafroditi apparenti, o semplicemente travestiti) o per le femmine di aspetto sessuale "intermedio" (butch o transgender) non incontra alcuna difficoltà né storica né filosofica, come dimostra l'esistenza ai giorni nostri d'un fiorente mercato dei corpi dei transessuali sui marciapiedi delle nostre città[36].

Si aggiunga il fatto che fra il miliardo e passa di esseri umani che compongono la cultura dell'India si sta affermando una tendenza che riconosce l'esistenza di un "terzo sesso" composto da maschi effeminati e spesso castrati (gli hijra)[37], riconoscimento che coesiste tranquillamente con la condanna dell'omosessualità in quanto tale[38]. È palese che i maschi che hanno rapporti sessuali con gli esponenti di questo "terzo sesso" non solo non considerano se stessi come omosessuali, ma non vengono neppure considerati come tali dalla società indiana.

Da quanto appena detto è lecito concludere che, se il numero degli orientamenti sessuali possibili in natura può effettivamente essere aperto a discussione (anche perché non è chiaro se la nostra società consideri la bisessualità come terza forma di orientamento sessuale o come semplice compresenza in una stessa persona dei due orientamenti) il loro numero non può essere "potenzialmente infinito"[39].

Nel campo giuridico

La Risoluzione del Parlamento europeo 4/2/2014 "condanna con forza qualsiasi forma di discriminazione legale legata all'orientamento sessuale"[40]. Bibliografia provvisoria qui:[41]

Conclusione

Cartelli ironici a una manifestazione, 2012.

Il concetto di "orientamento sessuale" ha funzionato per quasi due secoli per definire un istinto che, al di fuori del controllo intenzionale d'un individuo, lo spinge a desiderare il coito e in senso più ampio la relazione intima e affettiva con persone del proprio sesso, dell'altro sesso, o di entrambi.

La teorizzazione dell'esistenza d'un istinto fondamentale e non soggetto alla volontà o alla scelta (né quella del singolo individuo né quella della società) è diventato il fondamento della richiesta del movimento di liberazione omosessuale d'una pari dignità per gli individui, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Per questo motivo il concetto stesso di "orientamento sessuale" è oggi sotto attacco da quanti (religioni tradizionaliste, teoria queer) desiderano - sia pure per motivi diversi, anzi opposti - mettere in discussione l'esistenza stessa dell'omosessualità.

A questo scopo viene sostenuto con insistenza che il concetto di "orientamento" non è ancorato alla realtà dei fatti. Curiosamente però i critici del concetto non hanno fin qui presentato alcun concetto alternativo che fosse ancorabile a sua volta nei fatti, proponendo unicamente astrazioni religiose o filosofiche per spiegare come l'orientamento sia l'effetto d'una pura scelta di "volontà", individuale o sociale.
Queste obiezione trovano però il loro limite nell'esistenza d'orientamenti anche fra gli animali (anche se nel loro caso è improprio parlare di "sessualità"), nei confronti dei quali non è lecito parlare né di "volontà" né di "società", almeno in senso umano.
L'ultima parola, quindi, è tutt'altro che detta.

Bibliografia

Note

  1. APA, Answers to your questions for a better understanding of sexual orientation & homosexuality, nella traduzione datane da Raffaele Ladu in: Orientamento sessuale, parafilie e disturbi parafilici, "Lieviti", 10 maggio 2014.
  2. La migliore raccolta d'osservazione scientifiche sui comportamenti sessuali non procreativi fra gli animali resta: Biological exuberance. Animal homosexuality and natural diversity, di Bruce Bagemihl.
  3. Pianeta queer, Cos'è "Pianeta queer", paragrafo: "Cosa intendiamo noi con "queer".
  4. Citazione tratta da: Monica Romano, Diurna, la transessualità come oggetto di discriminazione, Costa&Nolan, Milano 2008, pp. 89-90, così come citato nel sito "Pianeta queer", nella "nota" in calce alla pagina.
  5. Anne Fausto-Sterling, The five sexes: why male and female are not enough, "The sciences", March/april 1993, pp. 20-25, recidivato in: Fausto-Anne Sterling, The five sexes, revisited, "The sciences", July/august 2000, pp. 18-23.
  6. Google ngrams segnala il primo uso dell'espressione in italiano nel 1921 e la sua esplosione solo a partire dal 1992. Degno di nota il crollo dell'utilizzo di tale concetto a partire dal 2005, attribuibile alla duplice contestazione da parte della teoria queer e del cattolicesimo integralista
  7. Nel 1469 Marsilio Ficino teorizza addirittura che la preferenza di un maschio per altri maschi dipenda da un'inclinazione astrale (Venere in segno maschile e in relazione con Saturno): Commentarium in Convivium Platonis de amore, in: Commentaire sur le Banquet de Platon, a cura di Raymond Marcel, Les belles lettres, Paris 1956, "Unde amor erga masculos, unde erga feminas", pp. 242-246.
  8. Dal Rinascimento in poi in Italia si ritrovano i concetti di "inclinazione" e di "individuo inclinato", mentre in epoca illuministica furono molto diffusi il termine francese "gout" ("gusto", talmente usato che l'espressione "etre de ce gout-la" significava semplicemente "essere un sodomita") e, in italiano, "genio" (lo stesso usato ancor oggi nell'espressione: "mi va a genio"). A livello popolare in Italia sono stati usati inoltre nei dialetti termini come "sentimento", per cui "sentire le donne" significa: "avere un orientamento sessuale verso le donne"
  9. Il latino per-vertere, da cui deriva "perversione", significa "voltare", "deviare", concetto quest'ultimo contenuto anche nel dispregiativo portoghese "desviado", da cui deriva il noto termine ingiurioso "viado" usato anche in Italia per indicare un prostituto transessuale.
  10. Ormai "classico" su questo aspetto è il saggio di Daniel Babut, Les stoïciens et l'amour, "Revue des études grecques", LXXVI 1963, pp. 55-63.
  11. Questo fenomeno, ben noto agli storici, può essere approfondito in: John Mc Neill, La Chiesa e l'omosessualità, Mondadori, Milano 1979, pp. 106-120 ("L'influenza dello stoicismo"), e AA.VV., La sessualità umana. Nuovi orientamenti nel pensiero cattolico americano, Queriniana, Brescia 1978, pp. 141-164.
  12. Così Paul Veyne, La famille et l'amour sous le Haut-Empire romain, "Annales E.S.C.", XXXIII 1978, pp. 35-63, p. 37.
  13. Aristotele (apocrifo), Problemi, Bompiani, Milano 2002, IV, 24-27 (879a).
  14. San Tommaso d'Aquino, La Somma teologica, Salani, Firenze 1952-1975, 35 voll., vol. 9, p. 158.
  15. Avicenna, Liber canonis de medicina, Iuntae, Venezia 1582-1584, 2 voll., liber III, fen XX, tractatus I, cap. 42, folio 377v. Testo e traduzione italiana online qui.
  16. Randolph Trumbach, The transformation of sodomy from the Renaissance to the modern world and its general sexual consequences, "Signs", XXXVII 2012 (4), pp. 832-847, a p. 832.
  17. Antonio Rocco (1586-1653), L'Alcibiade fanciullo a scola (1630 ca.), Salerno, Roma 1988, pp. 58-59.
  18. Tale interesse era stato preceduto da una spiccata attenzione per l'ermafroditismo, in epoca barocca, che aveva portato allo studio minuziosi dei "mostri", per cercare di capire le regole di formazione della fisiologia dei due sessi "regolari". Già in questa fase era stata notata l'impossibilità fisica dell'ermafroditismo vero e proprio nella razza umana, dato che gli organi riproduttivi femminili e maschili si sviluppano a partire dai medesimi "germi" (gruppi di cellule embrionali), evolvendosi in un senso o nell'altro (oggi sappiamo che ciò avviene sotto effetto degli ormoni). Nella razza umana si dà pertanto solo pseudo-ermafroditismo, ossia mancanza di differenziazione morfologica netta di tali "germi" durante lo sviluppo embrionale.
  19. Davide Dettore, Emiliano Lambiase, La fluidità sessuale: la variazione dell'orientamento e del comportamento sessuale, Alpes, Roma 2011, ISBN 978-88-6531-053-3.
  20. Nel 2014, su pressione dei militanti "queer", Facebook ha introdotto la possibilità, per chi si vuole iscrivere, di scegliere fra 58 possibili risposte alla domanda "genere" (maschile, femminile, e altre 56). Cfr. Will Oremus, Facebook no longer limits your gender to "Male" or "Female", "Slate.com", February 13 2014. La presenza dell'indicazione "altro" nell'elenco (Cfr. Will Oremus, Here are all the different genders you can be on Facebook, "Slate.com", February 13 2014) implica che i generi sono potenzialmente infiniti, o al massimo uno per ogni essere umano.
  21. Il testo è quello online sul sito del Vaticano, "Vatican.va".
  22. Jan Slowinski, Perizia psichica nel processo matrimoniale canonico con particolare riferimento ai disturbi dell'orientamento sessuale: theses ad doctoratum in iure canonico assequiendum, Lateran University Press, Città del Vaticano 2009.
  23. Maria candida Lubrano Di Ricco, Motivi di nullità dei matrimoni religiosi, "Guidelegali.it", 9 maggio 2011.
  24. Giovanni Marchesi, L'omosessualità: problema pastorale per la Chiesa, "Civiltà cattolica", n. 3276, 20 novembre 1986, p. 561.
  25. San Pier Damiani, Liber gomorrhianus: omosessualità ecclesiastica e riforma della chiesa (a cura di Edoardo D'Angelo), Edizioni dell'orso, Alessandria 2001, § 307, p. 144-146.
  26. Roberto Marchesini, Come scegliere il proprio orientamento sessuale (e vivere felici), Fede & Cultura 2012, Verona 2007, ISBN 978-88-89913-53-6.
  27. Michael Hannon, Contro l'eterosessualità, "Il coraggio della castità", 23 aprile 2014.
  28. Omofobia: cosa pensano (veramente) le Sentinelle in piedi?, "Youmedia", 6 ottobre 2014 http://youmedia.fanpage.it/video/aa/VDJl2eSwTQcnQJK5
  29. * Alessia la Kazara atea, Pedophilia: a disorder, not a crime! La pedofilia è un normale orientamento sessuale, "Liberticida: il blog", 18 novembre 2016.
  30. Quanto sia delicato l'argomento lo dimostra l'articolo su un incidente accaduto alla già citata APA: cfr. Cheryl Wetzstein, APA to correct manual: pedophilia is not a ‘sexual orientation’, "The Washington Times", October 31, 2013.
  31. Anonimo, Ddl Omofobia, emendamento del senatore Giovanardi equipara gay e pedofili, "Il Fatto Quotidiano", 21 gennaio 2014.
  32. Che, è giusto ricordarlo, è già presente nella legislazione italiana, contrariamente a quanto sostengono i cattolici, nel decreto legislativo del 9 luglio 2003, n. 216 "Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro" (GU n.187 del 13-8-2003), ed è definito sul sito dell'ISFOL come: "la direzione verso la quale una persona dirige i propri sentimenti, i propri desideri, la propria energia erotica, indirizzandosi verso una persona dello stesso sesso, dell’altro sesso o verso entrambi".
  33. Del resto la lingua latina ha tre generi: maschile, femminile e neutro
  34. Secondo Dione Cassio (Romaikè istorìa, LXVII 2, 3) Domiziano aveva proibito la castrazione per infamare la memoria di Tito, che andava pazzo per gli eunuchi, affermazione che peraltro dimostra che questa preferenza era sì lecita, ma "infamante". D'altro canto l'amore di Domiziano per l'eunuco Earino è celebrato con adulazione da Stazio (Le selve, III 4) e Marziale, IX 11-13 e 16-17.
  35. Elio Lampridio (sec. IV d.C.?), Alessandro Severo, XXIII 7. In: Scrittori di storia Augusta, Utet, Torino 1983, vol. 2, pp. 642-739. Così anche l'epigramma dell'Anthologia latina dal Luxorii cento (prima del sec. V d.C.), n. 109: il castratore ha sconfitto la grammatica, mostrando che esistono uomini di genere neutro.
  36. Colpisce in questo fenomeno il fatto che esso si rivolge esclusivamente a maschi di dichiarato orientamento eterosessuale, risultando invece estraneo alla realtà gay. Tuttavia questa situazione potrebbe anche essere, banalmente, il frutto d'una sottovalutazione della presenza d'omosessuali fra i clienti di transessuali, attribuibile al fatto che questi omosessuali rifiutano di considerarsi e di definirsi tali, ed evitano accuratamente di frequentare il mondo gay, citando proprio la frequentazioni di transessuali come paradossale "prova" della loro eterosessualità.
  37. Anonimo, L'India riconosce il terzo sesso, "La stampa", 15 aprile 2014. Più vicino alla realtà il titolo del "Giornale": Anonimo, India, la Corte suprema riconosce gli eunuchi come terzo sesso, 16 aprile 2014. Si veda anche l'articolo di commento di Franco Barbero, L'India riconosce il terzo sesso, "Il manifesto", 29 aprile 2014.
  38. La Corte suprema ha ribaltato nel 2013 un precedente verdetto che dichiarava anticostituzionali le leggi antiomosessuali indiane. Cfr. Anonimo, India, essere omosessuali è reato, "La Stampa", 11 dicembre 2013
  39. Il numero di possibili combinazioni degli orientamenti a partire dal dato puramente biologico è infatti comunque limitato: sesso 1, sesso 2, alternativamente sesso 1 e sesso 2, e mescolanza dei due sessi (transgenderismo, ermafroditismo, travestitismo, intersessualismo...). Accettando di catalogare come orientamento a sé anche l'asessualità e la "pansessualità" arriveremmo a cinque o sei orientamenti possibili: un numero tutt'altro che "infinito".
  40. Tabella di marcia contro l'omofobia e la discriminazione legata all'orientamento sessuale e all'identità di genere, online sul sito del Parlamento Europeo.
    • Stefano Fabeni e Maria Gigliola Toniollo (a cura di), La discriminazione fondata sull'orientamento sessuale: l'attuazione della direttiva 2000/78/CE e la nuova disciplina per la protezione dei diritti delle persone omosessuali sul posto di lavoro, Ediesse, Roma 2005, ISBN 88-230-1029-2.
    • Vittoria Barsotti, Privacy e orientamento sessuale: una storia americana, Giappichelli, Torino 2004, ISBN 88-348-5356-3.
    • Elisabetta Crivelli, La tutela dell'orientamento sessuale nella giurisprudenza interna ed europea, Edizioni scientifiche italiane, Napoli e Roma 2011, ISBN 978-88-495-2262-4.
    • Morris Montalti, Orientamento sessuale e costituzione decostruita: storia comparata di un diritto fondamentale, Bononia university press, Bologna 2007, ISBN 978-88-7395-268-8.
    • Marilisa D'Amico, Costanza Nardocci, Matteo Winkler (a cura di), Orientamento sessuale e diritti civili: un confronto con gli Stati Uniti d'America, FrancoAngeli, Milano 2014, ISBN 978-88-917-0518-1.

Link

Voci correlate