Mariella Gramaglia

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Voce a cura di Andrea Ambrogetti, liberamente modificabile.

Mariella Gramaglia (Ivrea, 4 maggio 1949 – Roma, 15 ottobre 2014), è stata una femminista, giornalista e politica italiana. [1].

Assessore alle pari opportunità del Comune di Roma, si è occupata in modo sistematico di politiche di lotta alla discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell'identità di genere.

Prima di lavorare per il Comune di Roma era stata deputata (eletta con la Sinistra indipendente) dal 1987 al 1992 [2] e giornalista per varie testate, tra cui “Il manifesto”. Negli anni Ottanta è stata direttore del periodico “Noi donne”. [3].

Per la qualità e la durata dell'impegno a favore dei diritti civili dei cittadini e delle cittadine gay, lesbiche e trans, Mariella Gramaglia può essere considerata una delle politiche più “friendly” della storia italiana recente.

Attività

Vicedirettore generale del Comune di Roma (1994)

Gramaglia fu nominata vicedirettore generale del Comune di Roma nel 1994, incarico che mantenne fino al 2001, quando venne nominata assessore.

In questo periodo (sindaco di Roma era Francesco Rutelli) si occupò indirettamente di pari opportunità trattando il suo ufficio di dare attuazione alla legge sugli Urp (Uffici di relazione con il pubblico), di promuovere la nascita delle Banche del Tempo e di supervisionare l'ufficio “Diritti dei cittadini”, che a quel tempo aveva principalmente lo scopo di far emergere la possibilità di un contributo dei cittadini alla gestione della città al di fuori dei partiti e di diffondere all'interno dell'amministrazione i principi di trasparenza, di qualità del servizio e di soddisfazione dei diritti del cittadino [4].

World Pride 2000

Il logo del World Pride 2000.

All’approssimarsi del World Pride dell’anno 2000, Gramaglia espresse pubblicamente il suo appoggio alla manifestazione, nonostante la forte opposizione del sindaco Rutelli, di buona parte del mondo politico italiano e delle gerarchie ecclesiastiche. Interessante resta a questo proposito un suo articolo apparso sull’"Unità", nel settembre di quell’anno, in cui esortava sia il movimento gay sia la sinistra italiana a valorizzare quell’intensa stagione.

Assessore alle pari opportunità (2001)

Con l’elezione di Walter Veltroni a sindaco di Roma, avvenuta nel giugno 2001, Gramaglia fu nominata assessore alle pari opportunità, nonché alla comunicazione e semplificazione.

Tavolo con le associazioni

Uno dei suoi primi atti fu la convocazione di un tavolo con tutte le organizzazioni glbtq, dando seguito a un appello lanciato dalle associazioni romane all’indomani del World Pride. In un primo momento il Campidoglio pensò di istradare il tavolo nell’ambito delle attività culturali, come a spegnerne le potenzialità più dirompenti.

Gramaglia (terza da sinistra) e il Tavolo nel 2002.

Campagna di sensibilizzazione

L’Assessorato alla pari opportunità, nel 2003, dopo un ampio confronto con le stesse associazioni, lanciò una campagna di sensibilizzazione istituzionale dal titolo “Cosa guardi in una persona? Le differenze sono normali, i pregiudizi no”.

La campagna (doppia immagine di un giovane uomo e una giovane donna privi di elementi particolari di riconoscimento se non per un "timbro" sulla fronte "eterosessuale"), interamente finanziata dal Comune e curata da una agenzia specializzata, poneva la domanda "Cosa guardi in una persona?" e una risposta indiretta "Le differenze sono normali, i pregiudizi no". La campagna si concretizzò in una serie cospicua di affissioni e presenze su vari media. La campagna attirò molta attenzione e suscitò alcune polemiche. Ad esempio “Il Tempo”, sul quale era stato acquistato uno spazio, non potendo più tornare indietro, aggiunse una propria nota redazionale con la quale prendeva le distanze dal messaggio lanciato dal Campidoglio.

Un opuscolo con ulteriori informazioni fu distribuito nei municipi e nelle biblioteche e la campagna venne resa disponibile online su sito dell’allora rete civica.

Formazione interna

Una seconda decisione presa dal tavolo fu quella, per la prima volta, di puntare sulla formazione interna del personale comunale, vigili urbani compresi.

Al termine di un percorso di preparazione, comprensivo dell’identificazione delle tematiche da affrontare e dei docenti insieme alle stesse associazioni, fu avviato un corso di formazione interna al quale parteciperono diverse decine di impiegati comunali, tra funzionari, addetti agli Urp dei vari Municipi e vigili urbani. Il corso ebbe un ampio successo e fu replicato più volte negli anni successivi, anche quando fu eletto un sindaco di centrodestra, Gianni Alemanno.

Uccisione di Paolo Seganti (2005)

Paolo Seganti.

Una mattina del luglio 2005, in un parco del quartiere Montesacro, veniva ritrovato morto il giovane Paolo Seganti. Esclusa la rapina (il giovane non aveva con sé neanche il portafoglio) o altri moventi, si dovette prendere atto del fatto che l’unica spinta del barbaro assassinio era stata l’omofobia violenta: gli assassini (mai identificati) si erano infatti accaniti su di lui in modo tale da stigmatizzarne la sessualità [5].

La notizia provocò una certa impressione sull’opinione pubblica (ancora ferito, il ragazzo era riuscito a chiedere aiuto, ma non venne raggiunto) e le associazioni glbtq della capitale chiesero e ottennero da un sindaco titubante di organizzare una fiaccolata in memoria in piazza del Campidoglio. La fiaccolata infine si tenne, e vide anche la partecipazione (non annunciata) del sindaco Veltroni [6]. A Gramaglia fu affidato l’unico intervento, tutto incentrato sull’idea della “città delle differenze e dei diritti”.

A Paolo Seganti oggi è intitolato un giardino all’interno del Parco delle Valli [7].

Il contact center antiomofobia

Anche sulla spinta della morte di Paolo Seganti, fu proposta l’istituzione di un contact center cittadino antiomofobia in grado di rispondere a denunce di discriminazioni e di fornire vari tipi di assistenza alle vittime di omofobia. L’Assessorato alle pari opportunità si impegnò quindi nella redazione di un bando di gara ad hoc. Dopo una prima fase sperimentale avviata nel dicembre 2005, la prima assegnazione tramite gara pubblica avvenne nel luglio 2006 (il servizio è tutt'ora attivo).

Patrocinio alle manifestazioni per i Pacs

Negli stessi anni, e in particolare dal 2006 con il governo Prodi, infuriava sul piano nazionale la polemica su una legge italiana sull’esempio di quella francese dei Pacs. Arcigay chiese e ottenne da Gramaglia il patrocinio del Comune di Roma per le manifestazioni che si tennero a piazza Farnese nel febbraio 2004, 2005, 2006 e 2007. Il patrocinio non venne ritirato neanche di fronte alle puntuali polemiche.

Proposta di registro comunale

Nello stesso periodo, in occasione dell’annuale Pride tenutosi nella capitale, Gramaglia avanzava la proposta di un registro comunale aperto alle coppie dello stesso sesso, al quale fossero associati alcuni diritti. La proposta non venne raccolta dal Campidoglio.

Fondazione della rete nazionale "Rete RE.A.DY." (2006)

Il simbolo della Rete RE.A.DY

Anche in considerazione della cronica incapacità del Parlamento italiano di adottare né una legge antiomofobia né una legge sulle unioni civili, negli stessi matura all’interno dell’Assessorato l’dea di unire gli sforzi di Comuni, Province e Regioni impegnate contro le discriminazioni.

Grazie all’autorevolezza di cui Gramaglia godeva presso gli organizzatori del Com.Pa (Bologna, Salone europeo comunicazione pubblica) e del Forum PA (Roma, incontro annuale tra pubblica amministrazione, imprese, mondo della ricerca e società civile) nelle rispettive riunioni del novembre 2005 e maggio 2006, viene lanciata la prima Rete nazionale, con la presentazione e sottoscrizione di una Carta di intenti alla cui stesura contribuirono il Comune di Roma e il Comune di Torino. All’incontro di Roma partecipò anche il neoeletto presidente della Puglia, Nichi Vendola.

Legame e lascito nel Comune

Forte di una cultura internazionale e di un approccio svincolato alle appartenenze partitiche o corporative, Gramaglia contribuì alla modernizzazione del Comune di Roma. Le sue iniziative di semplificazione e di comunicazione a misura di cittadino si fecero strada in una macchina comunale ancora arretrata. L’esempio più famoso della sua capacità di innovazione resta l’istituzione del numero unico comunale 06 06 06, che consegnava per sempre agli archivi la lunghissima stagione dei “centralini”, ripreso da molte città italiane.

Dopo la sua scomparsa, in occasione della cerimonia di addio tenutasi nell’ottobre 2014 in Campidoglio, alla presenza di tre sindaci di Roma, è stato proprio un ex dirigente comunale a testimoniare l’impatto che Gramaglia aveva avuto all’interno dell’amministrazione.

Dimissioni dal Comune (2007)

Nella primavera del 2007 Gramaglia matura la consapevolezza del fatto che la sua lunga esperienza di governo locale, dopo quasi 15 anni, si può dichiarare conclusa. Lasciato l’incarico di assessore parte quindi per l’India, dove collabora con la Cgil a un progetto di sostegno al sindacato di donne indiane, Sewa. Questa esperienza è raccontata nel libro Indiana, pubblicato dalla Donzelli nel 2008 [8].

Negli anni successivi scrive regolarmente per la rivista “Leggendaria”, che le ha dedicato un numero di omaggio nel novembre 2014 [9].

Note

  1. Per una più ampia biografia, si rimanda alla voce https://it.wikipedia.org/wiki/Mariella_Gramaglia.
  2. http://storia.camera.it/deputato/mariella-gramaglia-19490504
  3. http://www.noidonne.org
  4. http://archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t=ebook&file=/archivio/uni_1994_02/19940206_0022.pdf&query=mariella%20gramaglia
  5. http://archiviostorico.corriere.it/2005/luglio/12/Attore_torturato_morte_parco_pista_co_8_050712034.shtml
  6. http://archiviostorico.corriere.it/2005/luglio/20/Mille_fiaccole_per_Paolo_Avra_co_10_050720039.shtml
  7. http://archiviostorico.corriere.it/2007/luglio/12/parco_per_Paolo_Seganti_Gay_co_10_070712018.shtml
  8. http://www.donzelli.it/libro/9788860362483
  9. http://www.leggendaria.it

Voci correlate

Bibliografia

Link esterni