Lucia Annunziata

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Lucia Annunziata

Lucia Annunziata (Sarno, 8 agosto 1950) è una scrittrice, giornalista e conduttrice televisiva italiana.

L'approccio alle tematiche lgbt

Lucia Annunziata non ha mai rilasciato interviste approfondite sulle tematiche gay nonostante ne abbia indagato e discusso, senza continuità, alcuni aspetti in articoli, approfondimenti radio o televisivi e con l'eccezione di sporadiche dichiarazioni nel corso di apparizioni tv.

In particolare, il 28 aprile 2000, ospitava ad una trasmissione di Radio Rai sul World Pride Franco Grillini e Francesco Storace neo eletto presidente della Regione Lazio. Ancora, nel 2004, la giornalista firmava una inchiesta per il quotidiano "La Stampa" sull'importanza del voto gay e delle tematiche omosessuali nelle elezioni americane presidenziali in corso: Gay caccia al voto tra lusinghe e imbarazzi[1].
L'anno successivo, sempre sul quotidiano torinese, rispondeva ad un lettore che si diceva “omosessuale dichiarato” e che esprimeva il suo sdegno per l'esecuzione di un uomo negli USA con un lapidario "Sono d'accordo con lei". Lo stesso anno la giornalista avrebbe dedicato un approfondimento alle elezioni regionali pugliesi e allo scontro tra Nichi Vendola e Raffaele Fitto, esprimendo un punto di vista neutrale sul tema dell'omosessualità:

« Tema, quello della omosessualità, quasi assente dalla sfida elettorale, con mostra di fair play inusuale di questi tempi (Fitto ne porta l'orgoglio: «Su questo ho la coscienza tranquilla: sono fra coloro che due anni fa si batterono per il Gay Pride a Bari»), ma nondimeno pesante nelle sue silenziose ricadute: sarà proprio una regione del maschio Sud a sfoggiare il primo governatore gay in Italia?.[2] »

La partecipazione al Family day

È con un rumoroso editoriale su "La Stampa" intitolato Perché andrò al Family day[3] del 26 marzo 2007, che la giornalista abbandona la neutralità testimoniata sin qui schierandosi pubblicamente a favore del Family day, una manifestazione di protesta contro i progetti di legge tesi a regolamentare i diritti e i doveri delle famiglie omosessuali.

Nell'editoriale la Annunziata sostiene tra l'altro che "le ragioni per andare al Family Day, anche per un cittadino che appoggia i Dico, anche al fianco delle organizzazioni cattoliche più conservatrici, sono, a mio parere, scritte nel Dna stesso della sinistra" e che "l’Italia tutta che vuole i Dico" e, ancora, "la foga della battaglia con la Chiesa ha spostato i Dico su toni di estremismo omosessuale".

Per l'editorialista la Sinistra deve difendere la cosiddetta "famiglia tradizionale" perché è "nell'ambito delle famiglie che le irregolarità trovano spesso soluzione. Ancora oggi il popolo della sinistra rivendica così l'orgoglio di scelte familiari etiche - nel rispetto della propria tradizione. La famiglia non è affatto un valore soltanto cattolico" e per ragioni di calcolo: "Rompere con la Chiesa, e ancora di più con le organizzazioni cattoliche, è un calcolo che non ha senso neppure dal punto di vista - minimo ma necessario - dei numeri. A chi giova dunque, ed ecco la terza ragione per sfilare nel Family Day, spaccare il dialogo sociale?".

L'editoriale suscita numerose critiche in ambito giornalistico [4], politico e intellettuale[5].

Gay nei campi di sterminio

La giornalista tornerà a parlare di omosessualità dopo l'uscita estemporanea e fuori contesto (si parlava del Festival di San Remo) "Difenderei Celentano anche se questi avesse sostenuto che i gay sono da mandare al campo di sterminio", pronunciata nel corso della trasmissione di Michele Santoro "Servizio Pubblico" del 28 febbraio 2012.

Alle veementi proteste dell'associazionismo gay (e di diversi commentatori) d'accordo nel sottolineare l'omofobia insita nella dichiarazione, la giornalista risponde dapprima sostenendo che le sue parole erano solo una iperbole, e successivamente invitando gli esponenti delle associazioni gay ad una "una trasmissione riparatrice" sul tema dell'omofobia. Parteciperanno a In mezz'ora , il 4 marzo 2012 su Rai 3, l'onorevole Paola Concia, del Pd, l'ex presidente di Arcigay Aurelio Mancuso, del Pd, e il presidente di Arcigay in carica Paolo Patanè.

La giornalista, dopo un breve e generico scambio sull'omofobia, ritirerà la volontà di scusarsi per la frase dichiarando:

« Voi sapete che questa trasmissione è nata dal fatto che io avrei detto una cosa abbastanza scandalosa, io però non mi voglio scusare di una cosa che non penso, però non è neanche vero che voglio fare una trasmissione dell'accesso. »

Nel corso della trasmissione poi, la Annunziata innesca nuove polemiche con un commento che prende spunto dalla recente scomparsa e dai funerali di Lucio Dalla:

« I funerali di Lucio Dalla sono uno degli esempi più forti di quello che significa essere gay in Italia: vai in chiesa, ti concedono i funerali e ti seppelliscono con il rito cattolico, basta che non dici di essere gay. È il simbolo di quello che siamo, c'è il permissivismo purché ci si volti dall'altra parte. [6] »

Lucia Annunziata e il movimento gay

L'ambiguità della giornalista sulla questione omosessuale, e le sue dichiarazioni pubbliche, hanno radicalmente mutato il consenso con la quale il movimento lgbt guarda alla giornalista.

La parabola di questo mutamento è ben rappresentata da due dichiarazioni di segno opposto. Nella prima l'ex presidente di Arcigay Franco Grillini, nel marzo 2003, esprimeva ammirazione nei confronti della giornalista per la sua elezione a Presidente della Rai:

« Un presidente Rai attenta alle minoranze. Se il buongiorno si vede dal mattino non c’è dubbio che Lucia Annunziata rappresenta una ventata di aria fresca in Viale Mazzini. Il segnale è forte. In primo luogo perché una donna arriva alla presidenza della Tv pubblica e in secondo luogo perché si tratta di persona particolarmente attenta ai diritti individuali e di libertà e delle minoranze [7]»

Nella seconda, del 2012, il presidente Arcigay in carica Paolo Patanè dichiara alla stampa:

« Se Lucia Annunziata ha l'ambizione di rimarcare una sua differenza culturale e di linguaggio da un personaggio non nuovo ad affermazioni becere come Ciarrapico, trovi come rimediare[8]»

Note

  1. Lucia Annunziata, Gay caccia al voto tra lusinghe e imbarazzi, La Stampa, 18 ottobre 2004, p. 7.
  2. Lucia Annunziata, Le due Puglie di Fitto e Vendola, La Stampa, n.83, 25 marzo 2005, p. 7.
  3. Lucia Annunziata, Perché andrò al family-day, La Stampa, 26 marzo 2007
  4. Marco Travaglio, Lucy day, "L'Unità", 15 maggio 2007.
  5. Chiara Saraceno,Chi tiene alla famiglia non sfila al Family Day, "La Stampa", 27 marzo 2007]]
  6. Anonimo, Annunziata: «Funerali Dalla? In chiesa, basta non dirsi gay», "L'Unità", 4 marzo 2012.
  7. Franco Grillini, Auguri a Lucia Annunziata nuovo presidente Rai, Gaynews.it, 14 marzo 2003
  8. Paolo Patanè, Arcigay: una dolorosa scoperta: Annunziata come Ciarrapico, Arcigay.it, 24 febbraio 2012.

Link esterni