Leslie Feinberg

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Leslie Feinberg (Buffalo, New York, 1° settembre 1949 - Syracuse, New York, 15 novembre 2014) è stata un'attivista transgender ed una scrittrice statunitense[1].

Nata donna, Feinberg - che in età adulta ha vissuto indossando abiti maschili - si è autodefinita "bianca antirazzista, operaia, ebrea laica, transgender, lesbica, femmina, rivoluzionaria comunista"[1][2]. In un'intervista del 2006 affermò che i suoi «pronomi preferiti» (quelli, cioè, da usare per descriverla e descriversi) variavano a seconda del contesto:

« Per me, i pronomi sono sempre collocati all'interno di un contesto. Io sono di corpo femminile, sono una lesbica butch, una lesbica transgender - riferirsi a me come "ella / lei" è appropriato, soprattutto in un ambiente non-trans in cui rifersi a me come "egli / lui" sembrerebbe risolvere la contraddizione sociale tra il mio sesso di nascita e l'espressione di genere e rendere la mia espressione transgender invisibile. Mi piace il pronome di genere neutro "ze / hir", perché rende impossibile fare ipotesi di genere / sesso / sessualità su una persona che si sta per incontrare o che si è appena incontrata. E in un ambiente completamente trans, riferirsi a me come "egli / lui" onora la mia espressione di genere nello stesso modo in cui si riferisce a mia sorella drag queen come fa "ella / lei". »
(Leslie Feinberg[1][3])

Fece parte del Workers World Party (un partito comunista statunitense)[4] e fu direttrice responsabile del Workers World newspaper[5], su cui ha pubblicato a puntate la sua storia del movimento LGBT, denominata "Lavender & Red".

Fu legata sentimentalmente alla poetessa lesbica francese Minnie Bruce Pratt (che sposò nel 2011[6]) ed è stata coinvolta nella dimostrazione transessuale denominata Camp Trans, una contestazione ad un festival musicale femminista riservato alle donne che non ammette donne nate biologicamente maschi.

Come autrice ha esordito nel 1992 con la raccolta di scritti "Transgender Liberation: A Movement Whose Time Has Come"; l'anno seguente il romanzo "Stone Butch Blues", vincitrice tra l'altro dello Stonewall Book Award, narrò le vicissitudini di Jess Goldberg, nata donna negli anni Cinquanta a Buffalo, che combatte per trovare la sua identità e sopravvivere; il suo cammino la poterà a vivere prima da butch e poi da transgender e finalmente ad accettarsi per quello che è, anche quando questo non rientra negli schemi previsti dalla nostra società. Molti ipotizzarono che si trattasse di una vicenda autobiografica, ma ella ha prontamente smentito[7][8][9]. In molte università, comunque, il testo è stato utilizzato come testimonianza della descrizione dei generi sessuali.

Morì il 15 novembre 2014 a causa di complicazioni dovute a infezioni trasmesse da zecche, tra cui la malattia di Lyme, di cui cominciò a soffrire a partire dagli anni Settanta[1]. Le sue ultime parole furono:

« Ricordatemi come una comunista rivoluzionaria »
(Leslie Feinberg[10])

Bibliografia

Note

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 Leslie Feinberg, Writer and Transgender Activist, Dies at 65, New York Times, 24 novembre 2014.
  2. Leslie Feinberg – A communist who revolutionized transgender rights, workers.org, 18 novembre 2014.
  3. Jamie Tyroler, Transmissions - Interview with Leslie Feinberg, campkc.com, 28 luglio 2006.
  4. Leslie Feinberg: New book, birthday celebrated, workers.org, 9 settembre 2009.
  5. Leftist transgender activist defies university censorship, workers.org, 27 aprile 2005.
  6. Leslie Feinberg, Stone Butch Blues author and transgender campaigner, dies at 65, The Guardian, 17 novembre 2014.
  7. Arturo J. Aldama, Violence and the body: race, gender, and the state, Indiana University Press, 2003.
  8. Virginia R. Mollenkott, Omnigender: A trans-religious approach, Pilgrim Press, 2001.
  9. Sharon Malinowski, Tom Pendergast e Sara Pendergas, Gay & lesbian literature, Volume 2, St. James Press, 1998.
  10. Transgender Pioneer and Stone Butch Blues Author Leslie Feinberg Has Died, advocate.com, 17 novembre 2014.

Collegamenti esterni