L'Altro Martedì

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L’Altro Martedì è tra i primi (e in assoluto il più longevo) dei programmi radiofonici dedicati al mondo gay e lesbico in Italia. È ospitato dalle frequenze di Radio Popolare, un'emittente di Milano, dal 1980.

Storia: 1980-1993

La trasmissione nasce nel 1980 su iniziativa di Paolo Hutter, giornalista a "Radio Popolare". Ha cadenza settimanale e va tutt'ora in onda ogni martedì dalle 20:30 alle 24:00, sulla frequenza FM 107,6 Mhz (in precedenza anche sui 101,5).

Hutter riunisce le energie di alcuni attivisti come Paolo Rumi, che proviene da un'esperienza a "Radio Canale 96" in un programma ideato da Elio Modugno e legato al C.L.S. (collettivo omosessuale vicino ad Avanguardia Operaia), Gianni Rossi Barilli, Enzo Lancini, Mattia Morretta, Roberto Polce. A loro si aggiunge col tempo Alessandro Musolino (in arte "Sandy"), da ascoltatore a redattore in un interessante capovolgimento di campo.

Già dal 1977 Radio Popolare ospitava una trasmissione su visibilità e liberazione sessuale di tono molto serio, tenuta dal Collettivo di Liberazione Sessuale.
L'Altro Martedì (il nome era tributo alla trasmissione TV "L'Altra Domenica" di Renzo Arbore) offre invece un format particolare e sorprendente: all'informazione giornalistica (con l'esperienza di Hutter) affianca e integra una vena caustica e una lettura paradossale della realtà, rielaborando in modo originale spunti provocatori (eredità di Mario Mieli e della cultura gay antagonista: la "normalità" non esiste!).

L'insieme offre un approccio dirompente, con un'impronta del tutto nuova tra il serio e l’irriverente. I conduttori della trasmissione proponevano infatti un cambio di registro continuo, che puntava l'attenzione su luoghi comuni e su pregiudizi relativi all'omosessualità, capovolgendoli o "valorizzandoli" con ironia e sberleffo.
La formula ebbe da subito grande successo, fino a raggiungere un’audience rilevata di ben 200.000 ascoltatori, nella sola Lombardia.

Paolo Rumi ricorda:

« "il criterio è sempre stata l'onestà intransigente. Con una sola clausola: prendersi per il culo deliberatamente in maniera forte. [...] Noi volevamo dire: se le cose si danno così e si dicono così, diciamole pure a voce alta" e ancora: "Tutto quello che le radio perbene non potevano dire, lo dicevamo noi". »

Scelte musicali

Nel periodo originale della conduzione, ogni puntata della trasmissione propone informazione e intrattenimento.
L'informazione è legata allo spazio della rubrica/notiziario chiamata beffardamente "Patty Pravda – Notizie dal sottobosco del vizio", con approfondimento della cronaca legata all'omosessualità locale, nazionale e internazionale. Vengono realizzate da Hutter e Rossi Barilli anche inchieste a puntate come "Novecento" con interviste a persone anziane della comunità gay (parlando di anni, come quelli dell'anteguerra e del primo dopoguerra, in cui la visibilità non era facile né comune).

Per quanto riguarda la cultura, "L'Altro Martedì" presenta al pubblico autori ed autrici poco conosciuti, e manda in onda interviste in libertà (in puro spirito “lasciamoci andare”) a personaggi famosi o in procinto di diventarlo. Tra i primi, Pier Vittorio Tondelli che ha appena pubblicato il romanzo Altri libertini (e dopo la trasmissione va con i redattori ai Bastioni di Porta Venezia) o il romantico Aldo Busi di Seminario sulla Gioventù. Tra gli ospiti anche Angelo Pezzana in compagnia di Fernanda Pivano, Ivan Cattaneo (più volte) e Vittorio Corona, direttore delle innovative testate stampa "Moda" e "King".

L'intrattenimento, con una conduzione vivace e dinamica, risulta però l'ingrediente forte del programma, che propone musica e rubriche.
La proposta musicale si concentra sulle icone gay italiane (Patty Pravo, Mina, Mia Martini, Giuni Russo e altre), spesso presentate e definite come rappresentanti di una “categoria”: la “povera donna”, la “rovinata”, la “cagna”, la "sciampista” etc.
Insieme a questo viene esplorata la scena musicale internazionale, dove cominciano ad affermarsi artisti apertamente dichiarati e/o icone (Divine, Village People, Tom Robinson, Grace Jones, Amanda Lear) insieme ad altri di nuovo stile (new wave britannica) con un allargamento di campo e una ricchezza di stile e contenuti fino ad allora inimmaginabili (Frankie Goes to Hollywood, Bronski Beat, Culture Club, Soft Cell, The Smiths, Pet Shop Boys). Le interviste a questi ultimi artisti, in caso di concerti a Milano, vengono affidate da "Radio Popolare" proprio ai redattori de "L'Altro Martedì".

Vengono trasmesse anche canzoni denigratorie nei confronti degli omosessuali (da dischi popolari di umorismo grottesco, con spirito rozzo e pecoreccio o allusioni). Sono realizzate anche cover di brani celebri rivisitati in chiave omosessuale, autoprodotte dalla redazione insieme ad ascoltatori e collaboratori. Tra le hits, "Schecca-Jouer" (revisione di un brano di Claudio Cecchetto, "Gioca-jouer”) diventa elenco dei luoghi di cruising e incontro milanese, oppure “Paradise”, evocazione di un mondo libero da discriminazione, su rielaborazione del sognante brano di Phoebe Cates.

L'Altro Martedì in cattedra

La trasmissione è poi oggetto di due lezioni presso la Facoltà di Architettura di Milano per il corso "Composizione Architettonica IV (1982/83)" del docente Corrado Levi.
La prima lezione, “La Notte”, verte sulla rilettura/reinvenzione di città e spazi urbani da parte dei gay per quello che una trasmissione radio può recepire e raccontare (luoghi di incontro e cruising, soprattutto i Bastioni di Porta Venezia) ricchi di una socialità “altra”, ufficialmente non riconosciuta.
La seconda lezione, su acclamazione dagli studenti, è incentrata sulle categorie usate per definire le cantanti e la teoria del "poveradonnismo" (una sorta di esistenzialismo riscritto in chiave parodistica e paradossale). Questa diventa materia d’esame grazie a due elaborati: “Elementi di Parrucchierismo Teorico” e l'esempio applicativo: “Il caso Viola Valentino”.

"Un frocio per l'estate"

Tra i numerosi fuochi d’artificio del programma, il punto più alto è senza dubbio "Un frocio per l'estate", concorso di parodie canore in una struttura che evoca il Festival di Sanremo: ospiti speciali, voto del pubblico, giurie esterne in vari punti della città (ad esempio, il Bar Concordia, storico locale alternativo di corso Genova).
Tra i pezzi più celebri "Maledetta parrucchiera", composta e cantata da Enzo Lancini (in arte Lostretta Goggi) sulle note di "Maledetta primavera" di Loretta Goggi, entrata anche grazie a questa parodia nell'immaginario collettivo.

Radiocronache e frocionovelas

Famosi in quegli anni anche gli exploit de L’Altro Martedì in coincidenza di trasmissioni TV di calcio: commentando via radio le scene sportive, centro del dibattito sono le cosce dei calciatori più che le azioni di gioco (il format del commento straniante allo schermo TV sarebbe stato poi ripreso come formula TV dalla Gialappa's Band).
Sono realizzate anche soap operas audio, come la caustica serie "Cunsciada de Pedra": una radio-novela (anzi, "frocionovela") in dieci puntate, scritta sempre da Lancini e Gianni Rossi Barilli (il gioco tra italiano e brasiliano sarà ripreso in TV dal comico Enrico Beruschi). Diventano radio-novela anche parodie di film come L'albero delle zoccole o Psycho.
C'era spazio anche per la cucina con “Le porno ricette di Ursula”, e per la poesia omosessuale con la rassegna “Nessuno mi può giudicare”: Sandy legge pedestremente poesie scolastiche su basi musicali inopportune, facendosi beffe del luogo comune secondo cui "una maggiore sensibilità" distingue gli omosessuali.

Si ricorda come momento topico della trasmissione l'apertura e la chiusura sulle note del brano “Geld” dei La Düsseldorf: una dissacrante lettura del tema “pink money” (i gay sono diversi anche per potere d'acquisto) e impossibilità d'un approccio interclassista ai temi della liberazione sessuale. La chiusura multivoce, in un accavallarsi di ripensamenti, opinioni, rimbrotti reciproci e "marcate", portava spesso a ritardi per il notiziario di mezzanotte di Radio Popolare, nel divertimento generale.

Evoluzione dal 1993 al 1997

La formula de "L'Altro Martedì" si è evoluta nel corso degli anni. Nel 1993 alla conduzione di Paolo Hutter e di Sandy si affiancano Emiliano Placchi e Diego Palazzo, i quali aggiungono ai toni autoironici del format precedente, servizi che danno voce alle diverse associazioni lesbiche e gay sparse sul territorio italiano.

La redazione de "L'Altro Martedì" nel 1997. Da sinistra: Alessandro Musolino (Sandy), Emiliano Placchi, Diego Palazzo ed Eleonora Dall'Ovo

Evoluzione dal 1998 al 2013

Nel 1998 si aggiunge ai redattori Eleonora Dall'Ovo, voce lesbica visibile, “fluorescente”, con una proposta di approfondimento sull'universo omosessuale dai toni più riflessivi e pacati rispetto a quelli dell'origine, perseguendo come obiettivo le battaglie per le unioni civili e per il riconoscimento di leggi antidiscriminatorie. Ogni puntata ebbe come format: 10 minuti di notiziario lgbtq, 30 minuti di interviste in diretta a personalità del movimento lgbtq italiano, e 15 minuti di interviste a musicisti nazionali e internazionali che ruotano intorno al mondo omosessuale e transgender.
"L'Altro Martedì" diviene anche promotore di "azioni pink" sul territorio milanese ("Hand in Hand" e "Emo/Omo"), in collaborazione con il gruppo antagonista "Pornflakes".

Evoluzione dal 2013 ad oggi

Dal 2013 la direzione e la conduzione sono in mano alla sola Eleonora Dall'Ovo, la quale si avvale della collaborazione dei "Rainbow Tellers": giornalisti/e, scrittori/trici, attivisti/e, artisti/e storici/he, avvocati/e, politiche/ci eminenti del panorama omosessuale e transgender italiano. Ogni "Rainbow Teller" ("raccontatore arcobaleno"), propone in diretta a rotazione, per una trentina di minuti a puntata, rubriche che trattano temi di attualità, politica e cultura, presentando storie e fatti del movimento e della comunità omosessuale e transgender.

A tutti i collaboratori e a tutte le voci delle dirette viene posta come condizione alla partecipazione del programma la visibilità totale.

Eleonora Dall'Ovo mentre conduce a "Radio popolare" "L'Altro Martedì"
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Voci correlate

Bibliografia

  • Anonimo, In politica va la Patty line, “La Repubblica”, 25.09.1981.

Link esterni