Julien Green

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Voce a cura di Enrico Guerini
Julien Green ritratto da Carl van Vechten.

Julien Green (Parigi, 6 settembre 1900 – Parigi, 13 agosto 1998), è stato uno scrittore e drammaturgo statunitense, che passò gran parte della sua vita in Francia e scrisse gran parte della sua opera letteraria in francese.

Breve biografia

Nato da genitori statunitensi, fu educato nella religione protestante della madre, ma la morte di questa si converte, nel 1916, al cattolicesimo. A soli 17 anni si arruola - mentendo sull’età - nella Croce Rossa, presso il servizio ambulanze americano, partecipando così alla Prima Guerra Mondiale. Nel 1919 si reca per la prima volta negli Stati Uniti ed effettuerà i suoi studi presso l’Università della Virginia per i tre anni successivi. Ritornato in Francia, deciderà di dedicarsi alla carriera letteraria, continuerà a scrivere pressoché fino alla fine dei suoi giorni. Nel 1971 viene eletto all’Accademia di Francia, succedendo al seggio occupato precedentemente da François Mauriac.

Uno scrittore omosessuale?

Inquadrato dalla critica a lui contemporanea come “scrittore cattolico”, Green rifiuterà strenuamente questa etichetta[1]. Tutta la sua opera è attraversata dal tema dell’omosessualità, inizialmente latente e, con gli anni, sempre più manifesto; questo aspetto della sua produzione inizia ad essere valutato in maniera sistematica solo in anni recenti[2].

Nessun dubbio tuttavia sul suo orientamento sessuale, come testimonia lui stesso a partire dalla pubblicazione della propria autobiografia (il primo volume, Partir avant le jour, viene pubblicato nel 1963) e nei volumi di diario (ne ha pubblicati ben 18). Se numerose sono le testimonianze che Green ha lasciato sulla propria scoperta dell'omosessualità, nell'infanzia e poi nell'adolescenza, mentre l'autore diventa più reticente per quanto riguarda le sue esperienze successive. Per diversi anni comunque è stato legato da un rapporto molto stretto con lo scrittore e giornalista Robert de Saint-Jean (1901-1987), che fra l'altro dedicherà a Green una biografia (Julien Green par lui-même, Paris, Seuil, 1967).
Negli anni '50, Green conosce un giovane scrittore, Éric Jourdan, che già a 15 anni ha al suo attivo la pubblicazione di un romanzo a tematica omosessuale (Les mauvais anges) che suscita scalpore. Alla morte dei genitori di Jourdan, Green deciderà di adottarlo. Jourdan vivrà a fianco del padre adottivo fino alla sua morte.

Opere a tematica omosessuale

Firma di Julien Green.

L'autobiografia

I primi testi in cui l'autore affronta esplicitamente la propria omosessualità sono quelli autobiografici. Green ripercorre qui le tappe della scoperta della propria omosessualità, a partire da alcuni episodi "premonitori" nell'infanzia, quando prova una attrazione mista a turbamento di fronte alla rappresentazione artistica (soprattutto quadri e sculture, ma anche illustrazioni di libri) del corpo maschile. Già nel periodo del liceo Green ha un'infatuazione perun compagno di studi, Frédéric, al quale non ha peraltro nemmeno mai rivolto la parola. Se nel periodo trascorso sotto le armi il futuro scrittore inizia a subire il fascino della bellezza maschile, sarà solo nel periodo trascorso in America che prenderà veramente coscienza della propria omosessualità. Nel terzo volume dell'autobiografia (Terre lointaine) l'autore ricorda un episodio rivelatore, quando durante una lezione di letteratura latina un professore fa riferimento "alla vergogna dell'antichità, voglio dire all'amore dei ragazzi"[3]. Green scrive:

« mi sentivo stordito come se avessi ricevuto un colpo violento sulla testa. […] Compresi che Virgilio era anche dentro di me. […] Dunque portavo in me, in me solo, la vergogna dell'antichità. Tra me e quelle generazioni scomparse da più di venti secoli, esisteva quel legame straordinario. A causa di questo ero solo nel mondo moderno. Era come se al peccato originale di cui tutti soffriamo, se ne aggiungesse un altro che colpiva solo me, perché l'incredibile di tutta questa storia è che mi credevo solo a provare quell'amore inquietante.[4] »

Un'affermazione che riassume diverse sfaccettature del dramma che lo scrittore vivrà a lungo. Avendo ricevuto un'educazione estremamente religiosa e puritana (soprattutto ad opera della madre), Green vive non solo la propria omosessualità, ma la sessualità tout court con un grande senso di colpa. Tutto ciò che riguarda la sfera corporea, carnale, è per lui indissolubilmente legato al concetto cristiano del "peccato". A ciò naturalmente si aggiunge il tabù sociale che grava ulteriormente sull'amore fra le persone dello stesso sesso. La vita di Green sarà caratterizzata per lungo tempo da un dissidio tra desideri "carnali" e "spirituali", che lo porteranno anche ad attraversare varie crisi religiose.
Nel periodo trascorso all'Università della Virginia, Green si innamora di un collega di studi, di nome Benton Owen (che Green nell'autobiografia, così come nel diario, chiama "Mark"), un amore inconfessato, alla cui memoria rimarrà legato per tutta la vita. Benton Owen costituirà poi un modello per molte personificazioni dell'oggetto del desiderio nel resto della sua opera letteraria[5].
Nel quarto volume dell'autobiografia (Jeunesse, non tradotto in italiano) Green rievoca per la prima volta, e in termini abbastanza espliciti, le sue passeggiate notturne per Parigi alla ricerca di incontri sessuali. Una situazione che il giovane vive con un gran senso di colpa. Questo volume si conclude con l'allusione all'incontro con quello che sarebbe diventato il suo compagno di una vita, Robert de Saint-Jean (anche se qui non viene fatto il nome, non sussistono dubbi sul fatto che si tratti di lui). Altri episodi della sua vita vengono evocati in successivi testi autobiografici. Nel breve Fin de Jeunesse (ciò che rimane di un progettato e incompiuto quinto volume di autobiografia) viene raccontato il viaggio che l'autore compie in Germania assieme al suo compagno, Robert de Saint Jean, nel 1932. Un percorso che li porterà prima a Monaco, poi a Berlino e ad Amburgo, alla ricerca del piacere sensuale[6].
Green rievoca inoltre l'incontro con alcuni scrittori omosessuali, soprattutto Jean Cocteau e André Gide. La frequentazione di circoli letterari, dove l'omosessualità non è nascosta e, anzi, in alcuni casi è persino esibita, contribuirà a farlo uscire dall'isolamento in cui si era trovato precedentemente.

Romanzi

Julien Green afferma che fin dai suoi primi romanzi si trovano delle "storie segrete", che possono essere intuite dietro le apparenze: "II y a celle de Philippe dans Épaves, celle de Serge dans Minuit, celle de Praileau dans Moïra"[7]. In Moïra (1950) l'unico personaggio di cui si intuisce chiaramente l'omosessualità è Simon. Egli si innamora del protagonista e vedendosi non contraccambiato, deciderà di suicidarsi. Si tratta però di un personaggio secondario e la sua vicenda ha uno spazio ridotto nell'opera. Viceversa la storia "segreta" dell'amore tra Praileau e il protagonista, sarà ripresa più tardi nell'adattamento teatrale del romanzo: L'étudiant roux.
Green affronta esplicitamente la tematica per la prima volta nel breve romanzo L'autre sommeil, del 1931. Il giovane protagonista, Denis, si innamora del cugino Claude, il quale, rimasto orfano, viene accolto in casa loro dai genitori di Denis. Durante un periodo in cui il cugino si è allontanato, Denis si scopre attratto da un compagno di classe, Remy. Ma sarà solo quando rivedrà Claude che riuscirà a fare chiarezza nei propri sentimenti: è innamorato di lui. Vorrebbe dirglielo, ma durante le poche occasioni che ha di vederlo prima che questi parta definitivamente, non riesce a fare la sua "confessione". Il romanzo termina con il protagonista conscio del fatto che non essere riuscito a fare questa dichiarazione d'amore sarà uno dei più grandi rimpianti della sua vita. L'argomento tornerà ad essere centrale, ed esplicito, solo in Chaque homme dans sa nuit, del 1960. Sebbene il protagonista, Wilfred, sia rigorosamente eterosessuale, attira l'interesse di diversi omosessuali, tra cui il cugino Angus, che si innamora di lui, ma anche il suo datore di lavoro e uno dei clienti. Nonostante questi episodi non costituiscano il filone principale della trama, assumono un certo rilievo.
Un amore omosessuale costituirà invece proprio uno dei due poli principali del romanzo Le mailfateur. Un argomento "scottante", che l'autore ha ancora difficoltà ad affrontare, come dimostra la travagliata genesi dell'opera. Iniziato nel 1936, interrotto nel 1938, il romanzo sarà completato e pubblicato una prima volta nel 1955, omettendo tuttavia l'episodio in cui si affronta in maniera più esplicita l'argomento, ovvero la "Confessione di Jean". La trama ruota attorno ad un duplice dramma: due personaggi, uno femminile e uno maschile, Hedwige e Jean, sono innamorati dello stesso uomo, Gaston Dolange. Il destino di Jean e Hedwige procede in parallelo: l'amore non ricambiato per Gaston, che si intuisce essere una marchetta, li condurrà entrambi al suicidio. Ai dispiaceri dell'amore infelice, si somma per Jean la riprovazione sociale per il suo stile di vita.
Nell'edizione del 1955 la "confessione" del personaggio omosessule è interamente soppressa dall'autore e sarà reintegrato solo in una riedizione successiva, nel 1973. In questo passaggio viene descritto il mondo nascosto e furtivo della realtà omosessuale francese, in particolare a Parigi, ma anche in alcune piccole città di provincia. Un mondo fatto di incontri fugaci, in ambienti malfamati. Green descrive anche la menzogna dietro la quale l’omosessuale è costretto a vivere, per paura dei giudizi altrui e dello scandalo, sorvegliato dalla polizia; una situazione che lo relega ai margini dalla società[8]. È la prima volta che l'autore affronta questi argomenti e per di più in maniera così diretta. Anche se l'episodio viene pubblicato - e quindi reso pubblico - solo dopo la pubblicazione dei primi tre volumi dell'autobiografia.
Nell'edizione del 1955 l'autore si mostrava infatti molto reticente; censurando questo passaggio risultava difficile comprendere il dramma del personaggio (nonché il vero motivo per cui Gaston, a sua volta omosessuale, non potesse ricambiare le attenzioni di Hedwige). Solo poche righe verso la fine dell'opera permettevano - ad un lettore attento - di comprenderlo. La travagliata genesi dell'opera mostra la difficoltà di Green di fronte al tema dell'omosessualità, in particolare in una narrazione alla prima persona, come avviene appunto nella "Confessione di Jean".

Opere teatrali

Il primo testo di Green in cui l'omosessualità costituisce il vero perno della vicenda è tuttavia una pièce teatrale, ovvero Sud (terminata nel 1952, prima rappresentazione del 6 marzo 1953). La vita del giovane luogotenente Ian Wiczewski, alla vigilia della Guerra di Secessione americana, viene sconvolta dall'arrivo di Erick Mac Clure, del quale si innamora immediatamente (un vero colpo di fulmine). Questo amore, ritenuto da Ian impossibile, lo porta ad una disperazione tale che decide di preferire la morte. Ian sfida Erick a duello e si fa uccidere dall'uomo di cui è innamorato. In scena compaiono due personaggi chiaramente omosessuali, ovvero il protagonista, Ian Wiczewski e Édouard Broderick. Quest'ultimo il proprietario della casa dove si svolge la vicenda; dopo la morte della moglie, ha cresciuto da solo i due figli. Tuttavia egli ospita presso di sé Ian, del quale è chiaramente innamorato.
Un'altro testo teatrale in cui torna il tema dell'omosessualità, è L'étudiant roux, completato nel 1993. Testo dalla genesi molto complessa, si tratta di un adattamento di un romanzo terminato oltre quaranta anni prima (e pubblicato nel 1950), ovvero Moïra. Nel romanzo la tematica dell'amore omosessuale del protagonista Joseph Day e Praileau, suo compagno di studi, non compariva se non in maniera molto oscura. Nella pièce Green decide invece di rendere esplicita la "storia segreta" che lega i due personaggi. Alla luce di questa "rivelazione", la trama dell'opera acquista tutto un altro valore. Una scelta importante, considerando che lo scrittore, dopo aver finito di scrivere il romanzo, appunta nel proprio diario: “L’histoire de Joseph et de Praileau, vrai sujet du livre…”[9]. Il vero centro del libro sarebbe dunque un amore omosessuale, che nel romanzo poteva però passare del tutto inosservato.
Viceversa nel testo teatrale diminuisce l'importanza attribuita all'episodio di Simon, personaggio che si innamora del protagonista, non ricambiato. Nel romanzo questi si suicidava mentre nella pièce si limita ad abbandonare l'università.

Bibliografia

Copertina de Il canto del Sud.

Opere in francese

L'autobiografia

  • Partir avant le jour (1900-1916), Grasset, Paris, 1963
  • Mille Chemins ouverts (1916-1919), Grasset, Paris, 1964
  • Terre lointaine (1919-1922), Grasset, Paris, 1966
  • Jeunesse, Plon, Paris, 1974

Romanzi

  • L'autre sommeil, Paris, Gallimard, 1931
  • Moïra, Paris, Plon, 1950
  • Chaque homme dans sa nuit, Paris, Plon, 1960
  • Le malfaiteur, Paris, Plon, 1974

Opere teatrali

  • Sud, Paris, Plon, 1953
  • L'étudiant roux, in Julien Green, Œuvres complètes, vol. VIII, Paris, Éditions Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, 1998
  • L'étudiant roux, L'ennemi, L'ombre, Demain n'existe pas, L'automate, Paris, Flammarion, 2008

Traduzioni italiane

L'autobiografia

  • Partire prima del giorno, Milano, Rizzoli, 1966
  • Mille strade aperte, Milano, Rizzoli, 1970
  • Terra lontana, Milano, Rizzoli, 1970

Romanzi

  • Moira, Milano, Corbaccio, 1994
  • Ciascuno la sua notte, Milano, Bompiani, 1962

Opere teatrali

Sud, versione italiana di Raffaele la Capria, in Sipario: rassegna mensile dello spettacolo, Anno 11, n.121, maggio 1956, pp.37-56

Bibliografia selezionata

  • Jacques Petit, Julien Green. L'homme qui venait d'ailleurs, Paris, Desclée de Brower, 1969
  • Jean-Pierre Piriou, Sexualité, religion et art chez Julien Green, Paris, Nizet, 1976
  • Nicolas Fayet, Julien Green. "J'ai aimé", Paris, Bartillat, 2003

Note

  1. L'argomento ritorna più volte in diversi suoi scritti. Fra gli altri: "Je ne suis pas, je le répète encore et encore, un écrivaincatholique [sic!]. Qu’on en finisse avec cette légende !", L’avenir n’est à personne, Journal XV, 1990-2, Paris, Fayard, 1993, p.268
  2. L'articolo più importante sull'argomento ad oggi è quello di Michèle Raclot: L’indicible de l’homosexualité dans l’œuvre de Julien Green, consultabile liberamente alla pagina: http://juliengreen.paris-sorbonne.fr/quelques-articles/
  3. Terra lontana, Milano, Rizzoli, 1970, p.39
  4. Terra lontana, Milano, Rizzoli, 1970, pp. 39-40
  5. http://juliengreen.paris-sorbonne.fr/quelques-articles/article/l-indicible-de-l-homosexualite-16
  6. Il testo si trova all'interno del volume Julien Green, Œuvres complètes, vol.VI, Paris, Éditions Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, 1990
  7. Così scrive nel suo diario, in data 21 luglio 1950. Julien Green, Œuvres complètes, vol. IV, Paris, Éditions Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, 1975, p. 1168
  8. Si vedano in particolare le pp.315-317, in Julien Green, Oeuvres complètes, vol.III, Paris, Éditions Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, 1973
  9. In data 24 marzo 1950; Julien Green, Œuvres complètes, vol. IV, Paris, Éditions Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, 1975, p. 1142

Voci correlate

Link esterni