John Money

Da Wikipink - L'enciclopedia LGBT italiana.
Voce a cura di Andrea Pizzocaro (2016).

John William Money (Morrisville, 8 luglio 1921 - Towson, 7 luglio 2006) è stato uno psicologo neozelandese, naturalizzato americano, che ha contribuito allo sviluppo di una scienza della sessuologia nella seconda metà del XX° secolo. Pioniere nello studio dell'intersessualità negli '50, ll suo nome è legato a quello del suo paziente non intersessuale più famoso, cioè David Reimer, nato maschio (Bruce), ma cresciuto come una bambina (Brenda). La rivelazione alla fine degli anni '90 che Bruce non aveva mai accettato l'identità femminile come Brenda portò la comunità scientifica a rivedere le teorie di Money nel campo dell'intersessualità e ad accettare la spiegazione biologica dell'identità di genere.

Gendermaps, di John Money.

Vita

Nato a Morrisville (Nuova Zelanda) l'8 luglio 1921, di padre australiano e madre inglese, John Money crebbe nell'ambiente di fondamentalisti cristiani dei Plymouth Brethen.
A Wellington frequentò la Victoria University, dove si laureò nel 1944 in filosofia/psicologia; tre anni più tardi emigrò negli Stati Uniti per proseguire gli studi nella prestigiosa Harvard University. E fu a Boston che, nell'autunno 1949, ad un seminario tenuto da George E. Gardner, Money fece il suo primo incontro con un giovane intersessuale di diciassette anni. L'incontro fu per lui di vitale importanza visto che lo condusse a scrivere la tesi di dottorato, dal titolo "Hermaphroditism: an inquiry into the nature of a human paradox"[1]. E ancor prima di conseguire il dottorato di ricerca nel 1952, Money ebbe modo di seguire altri pazienti intersessuali al "Massachusetts General Hospital and Harvard Medical School" e al "John Hopkins Harriet Lane Home for Invalid Children".
Nel 1951 era già arrivato alla John Hopkins University (insieme a Joan Hampson, psicologa e sua mentore), dove poi incontrò Lawson Wilkins, direttore della "Clinic for Pediatric Endocrinology".
Insieme a Joan Hampson prima e a suo marito John Hampson poi, Money formò la "Psychohormonal Research Unit", sotto la guida di Wilkins, primo pediatra endocrinologo al mondo[2].
Con i coniugi Hampson, prima in giro per gli Stati Uniti e l'Europa,[3] e poi nella serie di articoli pubblicati nel "Bulletin of the Johns Hopkins Hospital'", Money riuscì tra il 1955 e il 1957 a diffondere efficacemente le sue scoperte e il suo pensiero sull'intersessualità, arrivando ad elaborare quello che sarebbe poi stato definito da tutti come il "protocollo di Baltimora".

Dopo il 1957 Money e i coniugi Hampson persero i contatto, e fin dall'inizio degli anni Sessanta l'interesse per il transessualismo spinse Money a porre in secondo piano quello per i pazienti intersessuali. Tra il 1964 e il 1967 Money prese parte a una ricerca guidata da Harry Benjamin sul transessualismo, finanziata dal magnate Reed Erickson (nel team di ricerca vanno mezionati: Richard Green, delfino di Money, e Wardell Pomeroy, aiutante e coautore con Alfred Kinsey dei famosi Rapporti Kinsey); la ricerca permise nel 1966 l'istituzione della "Gender Identity Clinic" al John Hopkins.
Negli anni Ottanta e Novanta Money dedicò molti dei suoi lavori al campo delle parafilie, termine da lui riproposto per sostituire quello di "perversioni".
Tra le sue pubblicazioni più importanti vanno ricordate: Man & woman, Boy & girl (1972), Lovemaps (1986), Venuses penuses (1986), Gay, straight, and in-between (1988) e Gendermaps (1995).
Gettato nel discredito più totale dopo la rivelazione dell'insuccesso del caso di David Reimer, sul quale fu accusato di avere mentito e manipolato i risultati, sofferente di demenza senile e malato del Morbo di Parkinson, John Money morì il 7 luglio 2006, il giorno prima del suo ottantacinquesimo compleanno.

Tesi

Nell'immaginario collettivo John Money è una figura controversa: controversi i temi dei suoi studi (intersessualità, transessualità, pedofilia etc.), controverse le sue posizioni (es: i ruoli di genere devono rispecchiare la capacità riproduttiva) e controverse le sue passioni (es: negli incontri alla "Society for the Scientific Study of Sex" organizzava orge con altri sessuologi)[4].
Controversi, in particolar modo, i suoi metodi, come l'utilizzo - per sua ammissione[5] - del medrossiprogesterone acetato come farmaco per la "castrazione chimica" ancora prima che fosse approvato dalla Food And Drug Administration (FDA).
Ma, fra tutti, quello più controverso è il caso per cui è diventato famoso: quello di David Reimer, un suo paziente cresciuto come una bambina (Brenda) in seguito ad una malriuscita operazione di circoncisione (qualche mese dopo la nascita come Bruce Reimer). Una volta scoperto, nel 1997, che Bruce non aveva mai accettato l'identità di genere femminile (Brenda) ed era "rinato" come David, la reputazione di Money è andata svanendo. Subito tutto il suo pensiero, originatosi negli anni Cinquanta del secolo scorso, è stato messo da parte, ma non così la sua fama, anzi infamia, per il caso Reimer, visto che oggi è utilizzata dalla Chiesa cattolica e da altri gruppuscoli conservatori per dimostrare la pericolosità della inesistente Teoria del gender.

Il genere degli intersessuali

Copertina di Essere uomo, essere donna, edito in Italia nel 1980.

In molti attribuiscono a John Money l'onore di aver introdotto in psicologia il termine 'genere' (gender, in inglese). David Haig, professore di biologia alla Harvard di University, esaminando[6] più di 30 milioni di articoli scientifici dal 1945 fino al 2001, ha scoperto che prima degli anni Sessanta solo cinque articoli riportavano il termine gender, tre nel senso grammaticale - così com'era sempre stato - e due in articoli di sessuologia. E questi due articoli erano proprio di Money e dei suoi colleghi di allora, i coniugi Joan e John Hampson.[7][8] Tuttavia è vero anche che, all'inizio del Novecento, alcuni psicologi si siano interrogati sul "gender", continuando la polemica dei linguisti tra sex/gender (sesso e genere),[9][10] e che Madison Bentley, psicologo americano, avesse definito il gender come «il rovescio socializzato del sesso»[11] negli anni Quaranta, ma queste poche precisazioni non possono scalfire la certezza che Money sia stato il primo a formulare teorie riguardo al gender.

L’esigenza di introdurre la parola gender nel linguaggio scientifico derivava dall’impossibilità di parlare dei problemi medici caratterizzati proprio dal fatto di collocarsi al di fuori del binarismo sessuale, in particolare dell'intersessualità; era quindi un’esigenza linguistica.

Money, come già detto, conobbe il suo primo paziente intersessuale nel 1949. Questa è la sua descrizione:

« Secondo la terminologia del tempo, il suo caso era classificato sulla base della presenza di due testicoli non discesi e sull’assenza di tessuto ovarico. Era il caso di un maschio pseudoermafrodito con la sindrome dei testicoli femminilizzati, oggi conosciuta come Sindrome dell’insensitività agli androgeni.

I genitali esterni rassomigliavano a una vulva con un organo clitorideo, più che ad un pene. Sotto l’influenza dell’ormone femminile normalmente secreto anche nei maschi dai testicoli, combinato con l’inabilità delle cellule lungo tutto il corpo di rispondere all’ormone sessuale maschile, anch'esso secreto dai testicoli, la pubertà ha indotto la femminilizzazione delle caratteristiche sessuali secondarie del corpo e nessuna mascolinizzazione. Nonostante tutto la mente era orientata verso quella di un ragazzo con una deformità, non verso quella di una ragazza. Il bambino era stato cresciuto come un ragazzo dopo che nella prima infanzia era stato riassegnato dal sesso femminile a quello maschile su avviso di un dottore disinformato, che aveva promesso un trattamento chirurgico e ormonale nei suoi primi anni da adolescente, così da permettere al ragazzo di diventare un uomo. All’età di quindici anni era stato informato che avrebbe avuto la possibilità di cambiare e vivere come donna. Questa era un'opzione troppo aliena perché la contemplasse. Egli era eccitato romanticamente ed emozionalmente dalle ragazze, non dai ragazzi. Più avanti, sebbene i pericoli di un matrimonio sembrassero insormontabili, dopo essersi qualificato come dottore sposò un'infermiera. Essi avevano stabilito una vita sessuale e adottato dei bambini.[12]»

Riassumendo, il bambino, nato con i testicoli ma con genitali esterni dall’apparenza più femminile che maschile e poi cresciuto con gli ormoni sessuali femminili che avevano preso il sopravvento su quelli maschili, si percepiva comunque come un ragazzo e poi (da adulto) come un uomo. Nel suo libro Gendermaps, Money commenta:

« Questo caso va a far chiarezza sul principio di una discontinuità tra lo sviluppo del corpo, dalla vita prenatale fino alla pubertà, femminilizzato, e lo sviluppo di una mente mascolinizzata, malgrado le restrizioni imposte sulla mascolinità genitale dalla femminilità anatomica e ormonale. Il sesso anatomico e quello ormonale non potevano essere la causa di quello che avrei poi chiamato “inclinazione libidinale, atteggiamento sessuale e comportamento sessuale”[13]»

Questo caso specifico di intersessualità sarebbe poi comparso, assieme ad altri 247, nella sua tesi di dottorato di ricerca del 1952: 237 soggetti intersessuali erano stati già esaminati da altri dottori tra il 1895 e il 1951, gli altri 10, invece, da Money. Tre anni dopo, nel primo articolo[14] di cinque nel "Bulletin of the John Hopkins Hospital", i nuovi pazienti intersessuali diventano 60, poi 65 nel terzo[15] e 76 nel quarto[16] e nel quinto 94[17] (non sappiamo se molti dei pazienti siano gli stessi).

Infine, nel 1957 in un articolo[18] apparso sugli "Archives of neurology and psychiatry" i pazienti crescono fino a 105. Ed esaminandoli, Money concluse che:

« Il sesso di assegnazione e crescita è costantemente e cospicuamente un più affidabile pronosticatore del ruolo e dell'orientamento di genere di un ermafrodita, più che il sesso cromosomico, il sesso gonadico, il sesso ormonale, la morfologia degli accessori riproduttivi interni o l'ambigua morfologia dei genitali esterni[19]»

Non saranno quindi i cromosomi, i livelli ormonali, la presenza di un utero o di una prostata a identificare un intersessuale come maschio o come femmina, bensì il sesso di assegnazione e crescita; non sono le variabili biologiche a determinare il ruolo e orientamento di genere degli intersessuali, ma il modo in cui vengono cresciuti. Se fossero state le variabili biologiche a determinarlo, allora avremmo avuto una persona altamente instabile, nevrotica: come poteva identificarsi una persona se il suo sesso cromosomico era quello di uomo e il suo sesso gonadico quello di una donna? Invece non era così, anche se l'anatomia era confusa (almeno per chi la esaminava), la mente era chiaramente orientata verso la mascolinità o verso la femminilità. Non c'era nessun problema psicologico:

« L'evidenza (...) dimostra che l'incidenza delle cosiddette psicosi funzionali negli ermafroditi più ambisessuali - cioè quelli che non riescono a fare a meno di pensarsi sessualmente equivoci - era estremamente bassa. L'incidenza di una psicopatologia nevrotica della tipologia classica (...) era anche cospicuamente bassa[20]»

Infine, che il sesso di crescita fosse il marcatore più affidabile per riconoscere il ruolo di genere di un intersessuale era accertato da questo tipo di evento:

« La prova conclusiva riguardante l'importanza psicologica del sesso di assegnazione e crescita è fornita quando, tra persone con l'identica diagnosi fisica, alcuni sono stati cresciuti come maschi altre come femmine. È davvero sorprendente, per esempio, vedere due bambini con [iperplasia surrenale congenita] femminile insieme in una stanza dei giochi d'ospedale: uno dei due interamente femminile in comportamento e condotta, e l'altro interamente maschile, così come erano stati cresciuti entrambi[21]»

Ecco quindi il motivo per introdurre una nuova parola: gender. In un intersessuale, il sesso biologico, che veniva scomposto nei suoi "marcatori" (sesso cromosomico, sesso gonadico, sesso ormonale...), era difficile da attribuire. Una persona poteva avere un sesso cromosomico maschile e uno gonadico femminile (come nel caso dell'insensitività agli androgeni): quale dei due identifica allora il "vero sesso" della persona? Secondo Money la risposta stava, come già visto, non nelle variabili biologiche, bensì in quelle apprese, ossia nel sesso di assegnazione e crescita.
Allora serviva una nuova parola, diversa da "sesso", che creava solo problemi. E così la parola gender, che era già impiegata dai linguisti per parlare della mascolinità e della femminilità degli oggetti e non solo delle persone ("il" sole, "la" luna...), fu scelta per parlare delle persone che anatomicamente potevano essere in parte maschi e in parte femmine, mentre dal punto di vista mentale erano o solo maschi o solo femmine.

Natura e cultura: la teoria interazionista

Questo è lo schema dei fattori determinanti la nostra identità di genere, apparso per la prima volta nel libro Man, Woman,Boy, Girl. L'immagine è tratta dal libro della traduzione italiana.

Secondo la vulgata comune, John Money rappresenterebbe la “quintessenza del costruzionismo sociale”[22] o con le parole di un no-gender: «"il guru, il pioniere e il padre fondatore di quella teoria del genere che vede l’identità sessuale come una questione ambiental-culturale, il risultato della formazione e non come una identità biologica"».[23] Invece, alcune autrici come Ruth Bleier[24] e Marianne Van Den Wijngaard[25] lo avevano sempre considerato come un ricercatore orientato verso la spiegazione biologica e non quella ambientale. Così anche Leslie Rogers e Joan Walsh, che nel 1982, furono le prime ad attaccare il pensiero di Money; esse scrivono:

« Sebbene Money … consideri gli aspetti sociali del genere … [egli] dà per scontato che ci sono due generi, che ci sono delle differenze tra di essi, e che fondamentalmente il genere sia una conseguenza di un disegno progettuale biologico tanto per il comportamento quanto per il fisico.[26]»

Da quando compì i primi studi sull’intersessualità, nei primi anni cinquanta, i risultati, che dimostravano che il sesso di crescita era più molto affidabile delle variabili biologiche nella determinazione del sesso di un intersessuale, mai lo portarono a dire che “la cultura dominava sulla biologia”, anzi:

« In teoria, le nostre scoperte indicano [che] né una dottrina puramente ereditaria né una puramente ambientalista dell’origine del ruolo di genere … è adeguata. Da una parte è evidente che il ruolo e l’orientamento di genere non è determinato in modo automatico, innato o istintivo da agenti fisici come i cromosomi. Dall’altro canto è anche evidente che il sesso di assegnazione e di crescita non determina automaticamente e meccanicamente il ruolo e l’orientamento di genere. [27]»

Questo spinse Money a sostenere che la dicotomia natura/cultura fosse falsa. Un caso per illustrare il ragionamento può essere quello del caso del talidomide. L’azienda tedesca Chemie Grünenthal negli anni cinquanta brevettò il farmaco talidomide per alleviare lo stato di nausea durante la gravidanza, però, senza aver testato gli effetti su animali gravidi. Gli esiti furono migliaia di parti di bambini senza arti (amelia) o con la lunghezza ridotta degli arti più lunghi (focomelia) tra gli anni’ 60 e gli ’70. Come può essere intuito, un fattore ambientale come il farmaco talidomide poteva modificare il programma di sviluppo negli esseri umani ancor prima della nascita. Un altro esempio è invece rappresentato dai guevedoces, uomini prima cresciuti come bambine e poi come ragazzi quando, durante la pubertà, il testosterone provoca la virilizzazione del corpo. In questo caso un fattore biologico come l’ormone sessuale del testosterone dispiega i suoi effetti solamente dopo la nascita e non prima.

Allora il paradigma natura/cultura per cui «"natura è tutto quello che un uomo porta con sé nel mondo; cultura è ogni influenza dall’esterno che lo interessa dopo la sua nascita"»[28] doveva essere superato e rimpiazzato da quello natura/periodo critico/cultura, cioè:

« Cartesio consegnò il corpo alla scienza, la mente alla [C]hiesa, e solo la ghiandola pineale all’unità copro-mente. Oggi la disunità di corpo e mente persiste in diverse forme: biologico/psicologico; organico/psicogeno; innato/acquisito; e qui di speciale pertinenza, natura/cultura.

In realtà natura non è l’antitesi di cultura. Le due possono lavorare in concerto e quando lo fanno in un periodo critico dello sviluppo, il paradigma a due termini viene rimpiazzato da uno a tre termini: natura/periodo critico/cultura. [29]»

Il periodo critico è un concetto, come quello di genere, che Money ha preso in prestito da un'altra disciplina, in questo caso l’embriologia. Per periodo critico s'intende una finestra temporale entro la quale diversi eventi, se vengono posti in essere, contribuiscono allo sviluppo dell'embrione. L’endocrinologo francese Alfred Jost, che Money avrebbe poi conosciuto al John Hopkins negli anni ’50, nel 1947 completò un esperimento su dei conigli scoprendo che il “sesso di default” dei mammiferi è quello femminile, o come avrebbe poi detto John Money che “prima viene Eva, dopo Adamo”. Se le gonadi embrionali vengono asportate prima di essersi differenziate in testicoli nei maschi e ovaie nelle femmine, la differenziazione nel coniglio – e quindi anche negli altri mammiferi - prosegue in senso femminile, precisa Money:

« Il periodo critico è meravigliosamente breve. Negli esperimenti di Jost … sul coniglio, la castrazione prima del giorno 21 [di gestazione] era in tempo per assicurare la completa femminilizzazione del rimanente sistema riproduttivo. Al ventiquattresimo giorno, era già troppo tardi perché la castrazione interferisse con la differenziazione maschile già in atto. Ma al giorno 23, la castrazione dei maschi genetici arrestò la differenziazione maschile, in favore di una ripresa della differenziazione femminile, con il risultato di un apparente ambiguità ermafrodita.[30]»

Gender: un nuovo linguaggio per la sessuologia

Come abbiamo visto, John Money ha introdotto, nella letteratura scientifica, il concetto di gender per risolvere i problemi linguistici causati dall’intersessualità. Ora dobbiamo invece affrontare la questione di cosa rappresentasse per Money tale concetto. Ebbene, il gender di Money, una parola senza la quale non potremo oggi scrivere la storia del ‘900[31], non ha lo stesso significato che avrebbero poi dato le femministe negli ’70 e ’80 e nemmeno quello oggi inteso dai no-gender. Money così lo concepiva:

Il livello complessivo della maschilità e/o della femminilità

  • (1) vissuto nel privato
  • (2) manifestato in pubblico
  • (3) secondo, ma anche in contraddizione con l'anatomia degli organi riprouttivi[32]

Come abbiamo visto il punto (3) deriva dall’esperienza di Money con l’intersessualità, mentre i punti (1) e (2) vengono oggi distinti rispettivamente in identità di genere e ruolo di genere. Storicamente il secondo è quello che fa la prima comparizione; e’ Money ad averlo utilizzato per primo nel primo dei cinque articoli sul Bullettin del 1955. Solo più tardi, nei primi anni ’60 Robert Stoller e Evelyn Hooker avrebbero adoperato il termine identità di genere per parlare, il primo, del transessualismo, la seconda dei maschi omosessuali. Originariamente questo termine non era ancora stato distinto da ruolo di genere, Money infatti scriveva:

« Con il termine ruolo di genere intendiamo tutte quelle cose che una persona dice o fa per rivelare [il proprio] status di ragazzo o ragazza, uomo o donna, rispettivamente. In ciò è inclusa, ma non solamente, la sessualità nel senso di erotismo. Il ruolo di genere può essere misurato in relazione a: abitudini, condotta e modi comportarsi generali; preferenze di gioco e interessi ricreativi; argomenti in una conversazione spontanea e in una considerazione casuale; contenuto dei sogni, dei sogni ad occhi aperti e delle fantasie; risposte a delle domande indirette e ai test proiettivi; evidenza di pratiche erotiche e, infine, le risposte di una persona ai propri interrogativi.[33] »

Se leggiamo attentamente, oltre al concetto di identità di genere, troviamo esplicitamente l’incorporazione del costrutto di orientamento sessuale. E’ questo il gender per Money, la somma di ruolo di genere, identità di genere e orientamento sessuale. E’ una parola ombrello che raccoglie tre importanti concetti per la sessuologia, oggi divisi e tenuti distinti, al tempo di Money raggruppati, ma non per questo tratti come sinonimi.

Oltre a questi tre termini all’interno di gender troviamo il concetto di sesso. Sex per Money non era contrapposto, così come oggi negli studi di genere, a gender, nemmeno era suo sinonimo, come oggi nell’inglese quotidiano. Sesso, a sua volta, era poi scomposto nei suoi sette “marcatori”: sesso cromosomico (XX o XY), sesso gonadico (ovaie o testicolo), sesso ormonale (estrogeni o androgeni), sesso degli organi interni (utero o prostata), sesso dei genitali (vulva o pene), sesso di annunciazione (femmina o maschio) e sesso di crescita (donna o uomo). Questi marcatori andavano tutti a determinare il genere di una persona. Ma non solo. Money aggiungeva i “codificatori sessuali del genere” (sex gender coding). Pensati lungo una linea, da quelli immodificabili a quelli invece che non lo erano, i “codificatori” erano raggruppati in quattro categorie: irriducibili, derivati, aggiuntivi e accidentali.[34]

  • Irriducibili - sono quelli circoscritti alla procreazione: l’uomo ingravida; la donna ha le mestruazioni, ovula, è in gravidanza, produce latte
  • Derivati – sono quelli sotto controllo diretto dagli ormoni sessuali: il comportamento, le scelte di partner sessuali, il fisico, la struttura ossea, morbosità e mortalità.
  • Aggiuntivi – forse legati all'organizzazione del cervello nella fase prenatale, ma spesso causati dalla socializzazione: scelte occupazionali, scelte degli studi, scelte ricreative.
  • Accidentali – sono quelli che non hanno alcun legame con la biologia, sono delle mere convenzioni sociali: vestiario, pettinatura, educazione, linguaggio, diritti e doveri.

Negli anni successivi alle pubblicazioni del 1955 il termine gender entrò con rapidità nel linguaggio degli psicologi e degli urologi che si occupavano dell'intersessualità, per poi essere accolto all'inizio degli anni '60 dalla psicanalisi. Nel corso del 23° Congresso dell'Associazione Internazionale Psicoanalitica, tenutasi nel 1963 a Stoccolma, Robert Stoller propose l'utilizzo dell termine "identità di genere",[35] mentre nel 1968, nel libro Sex and Gender ufficializzò, quello che poi le femministe avrebbero accolto come propria invenzione, la separazione e contrapposizione di sesso e genere. Money ne rimase stupito, la separazione aveva in effetti ristabilito:

« La metafisica partizione di corpo e mente. Il sesso fu ceduto alla biologia; il genere alla mente e alle scienze sociali; l'Ancien Régime ristabilito.[36] »

L'operazione di separare sesso e genere negli anni '70 e '80, e poi la sostituzione di genere per sesso negli anni '90, era stata interpretata da Money come la risposta alla rivoluzione sessuale del neo-puritanesimo "antisessualista", sostenuto nella inconsueta alleanza tra i conservatori e le femministe radicali. Tale operazione prendeva il nome di "neutralizzazione" del gender, cioè che il «gender diventa sesso senza la parte sporca e carnale che appartiene ai genitali della riproduzione»[37] Con una simpatica analogia Money commenta così la politica antisessualista:

« Questo è l’uso fatto anche dalle bambole Barbie per cui agli esseri umani sono assegnate le parti di Barbie e Ken. Sebbene le bambole siano concepite con una forma ed un vestiario vistosamente sexy, esse sono modellate senza che ci sia un qualcosa in mezzo alle loro gambe … È la definizione “Barbie” del gender che ha reso possibile il termine politico “gender gap”, perché “sex gap” come sinonimo sarebbe stato inaccettabile, a causa del suo doppio significato. Nella politica del movimento femminista, la separazione di genere dal sesso è stato un dono del cielo, perché ha permesso di mettere da parte le differenze sessuali della procreazione a favore della lotta dell’eguaglianza di genere …[38] »

Money il cartografo: gendermaps e lovemaps

Questa è l'ultima versione dello schema, tratta da Sin, Science, and the Sex Police. La differenza più importante tra questo schema e quello precedente è l'introduzione del gene SRY, il gene che porta allo sviluppo delle gonadi in senso maschile. Il gene SRY è stato scoperto nel 1990.

Il pensiero in breve

  • Genere: E' il livello complessivo della maschilità e/o della femminilità vissuto nel privato (identità di genere) e manifestato in pubblico (ruolo di genere). E' incluso l'eccitazione e la relativa risposta sessuale di un individuo (orientamento sessuale). Da un punto di vista personale, sociale e legale è il nostro status come uomini e donne.
  • Sesso/Genere: Diversamente dagli studi studi di genere per cui sesso e genere vengono contrapposti, e diversamente dal linguaggio comune per cui sono presi come sinonimi, per Money gender è un termine ombrello che ricomprende, oltre l'identità di genere, il ruolo di genere e l'orientamento sessuale, anche il sesso.
  • Natura/Cultura: Studiando i casi di intersessualità Money scarta la dicotomia natura/cultura rimpiazzandola con la tripartizione natura/periodo critico/cultura. La teoria elaborata dal sessuologo americano presenta l'interazione di natura e cultura durante i periodi critici dello sviluppo psicosessuale. Il periodo critico più importante è quello tra il momento dell nascita e i primi diciotto mesi di vita quando il genere viene stabilito in modo cumulativo.
  • Identità di genere: Servendosi delle ricerche su soggetti intersessuali, per John Money la nostra identità di genere, che chiamava identità e ruolo di genere (I/R-G), cioè la nostra percezione di noi stessi come maschi o femmine poteva svilupparsi anche in contrasto con le variabili biologiche (cromosomi, ormoni, gonadi ...) e in concordanza con il sesso di crescita.

John Money e la liberazione sessuale

Il trattamento degli intersessuali

Facendo riferimento alla teoria dell’acquisizione di genere, sviluppata dallo studio sugli intersessuali stessi, Money e i coniugi Hampson propongono dei protocolli per il trattamento medico delle persone intersessuali, dal momento della nascita fino all’età adulta. Il periodo di tempo entro il quale intervenire è tra il momento successivo alla nascita e i primi 18 mesi di vita, cioè quando il genere viene stabilito. Per quanto riguarda i bambini ermafroditi, il team del John Hopkins propone che siano i genitali il marcatore per lo sviluppo del gender role:

« Per i neonati ermafroditi e per quelli ancora in fasce, la nostra raccomandazione è che il sesso sia assegnato primariamente sulla base dei genitali esterni e come si prestano alla ricostruzione in conformità con il sesso assegnato, tenendo in conto che saranno sottoposti ad una programma di intervento ormonale.[39] »

Quindi se gli organi riproduttivi esterni sono prevalentemente maschili allora il sesso di assegnazione e di crescita sarà quello di un maschio, oppure, se gli organi riproduttivi esterni sono prevalentemente femminili allora il sesso di assegnazione e di crescita sarà quello di una femmina. Tuttavia se il pene di un bambino, con i cromosomi tipici di un maschio (XY), era troppo piccolo per un rapporto vaginale, questo doveva essere castrato e cresciuto come una bambina.Invece, nel caso in cui ci sia ambiguità sessuale e che le possibilità di crescere l’ermafrodita in entrambe le direzioni, non saranno più i genitali ad essere determinanti, ma il sesso gonadico e il sesso ormonale.

Quest’ultimo caso è quello delle bambine che soffrono di iperplasia surrenale congenita. Posseggono i cromosomi tipici delle femmine, cioè XX, ma come genitali possono avere un clitoride molto ingrossato e le labbra parzialmente fuse oppure un pene come i maschi tipici e un scroto al posto delle labbra, ma vuoto, cioè senza testicoli. In tali casi, visto che le persone con questa sindrome saranno molto probabilmente fertili, Money propone la costruzione chirurgica dei genitali femminili e la somministrazione del cortisolo per bloccare la virilizzazione durante la pubertà.

Il caso Bruce/Brenda/David Reimer: la versione di Money

Ogni che volta che John Money viene manzionato, subito il suo nome viene collegato a quello di David Reimer, cittadino canadese. Nato come Bruce assieme al fratello gemello Brian nel 1965, viene sottoposto ad un intervento chirurgico nei primi di vita per curare la fimosi del pene. L'operazione non va a buon fine: il pene viene reciso. Nella letteratura medica questi casi prendono il nome di ablatio penis e quello di Bruce Reimer rimarrà alla storia come quello più conosciuto e discusso.

Gli esperti del luogo, dopo averlo visitato, pronunciano una sentenza di morte sociale, "Bruce non potrà diventare marito e padre", "Bruce non sarà mai eterosessuale". Tuttavia forse c'è una speranza. I medici avvisano i genitori della possibilità di cambiamento di sesso, ipotesi poi confermata durante un talk show in cui compare il sessuologo John Money di Baltimora. Al John Hopkins i genitori di Bruce apprendono di questa occasione e decidono di far seguire Bruce da Money. In giro di poco tempo il padre e la madre lo accolgono come la loro figlia Brenda, facendole crescere i capelli e scegliendole un nuovo vestiario, tutto al femminile. All'età di ventidue mesi, una nuova operazione, a Brenda vengono rimossi i testicoli.

Da quel momento, ogni anno, Brenda e Money s'incontrano fino al 1978, quando Brenda aveva tredici anni. In quegli anni Money pubblica alcuni libri e articoli scientifici su di lei e sulla sua crescita come bambina. Due anni dopo il loro ultimo incontro, Brenda, che non si era mai "sentita" una bambina, decide di operarsi e rimuovere il suo seno che le era cresciuto grazie al trattamento ormonale. Sceglie così di continuare la sua vita come ragazzo, facendosi chiamare David.

Nei primi anni novanta, Milton Diamon, biologo americano da sempre oppositore delle teorie di Money, riesce a contattare Keith Sigmundson, lo psichiatra che in quel momento aveva in cura David. Nel 1997 Diamond e Sigmundson pubblicano un articolo[40] in cui viene rivelato il fallimento del trattamento mai ammesso da Money. Nell'articolo Diamond propone, come spiegazione, che Bruce non poteva essere Brenda perché l'ormone prenatale aveva organizzato il suo sistema nervoso in senso maschile. In altre parole Bruce era nato con un cervello da maschio e questo spiegherebbe il suo comportamento atipico per una bambina, come scontrarsi e lottare contro altri bambini oppure preferire i giocattoli del fratello Brian a quelli che le venivano regalati. Presto questa sarebbe diventata la tesi largamente accettata e poi resa popolare da John Colapinto nel suo libro As Nature Made Him.

John Money, dal canto suo, preferisce non esporsi mediaticamente e in due sole occasioni ritorna sul caso che provava la sua teoria della socializzazione del genere. Nel libro Sin, Science, and the Sex Police propone dieci motivi per cui Brenda avrebbe rifiutato l'identità di genere femminile, come l'età di Brenda al momento dell'operazione di castrazione (22 mesi), già al di fuori dalla parentesi dei 18 mesi teorizzati da Money per stabilire il ruolo di genere (ma ci si potrebbe chiedere perché Money avrebbe acconsentito all'operazione negli anni '60).

Diverse pubblicazioni si sono dilungate sulle motivazioni per cui Bruce doveva essere cresciuto come Brenda e perché Brenda non aveva accettato l'identità femminile, proponendo diverse e anche contrasti speculazioni. Da una parte c'è chi, in maggioranza, sostiene la versione di Diamond e chi dall'altra prende le difese di Money. Comunque una larga fetta, composta da scienziati sociali, sì interrogata di gran lunga sulle implicazioni del caso (sulle motivazioni che hanno portato alla trasformazione di Bruce in Brenda) e poco invece sulle motivazioni del fallimento, limitandosi a riportare il ibatito e i limiti di ogni argomentazione.

Citazioni

"La storia della nostra era non può essere scritta senza nominare genere, ruolo di genere e identità di genere come principi organizzativi". John Money, 1994.

"John Money è stato una delle principali influenze intellettuali quando stavo scrivendo Sexual Personae. Oggi è il più importante sessuologo al mondo" - Camille Paglia, 1995.

Galleria d'immagini

Bibliografia

La bibliografia delle opere di Money è qui presentata nei soli lavori più conosciuti e rilevanti per la voce di Wikipink. Se dovessimo riportare tutta la produzione di John Money arriveremmo a creare una singola voce. Nel libro Venuses Penuses è raccolta la sua bibliografia fino alla fine delgi anni ottanta e copre ben 60 pagine del libro!

  • AA. VV., Sex research. New developments, a cura di John Money, Holt, Rinehart and Winston, New York 1965, pp. 260.
  • John Money, Sex errors of the body, The Johns Hopkins Press, Baltimore 1968, pp. 145.
  • John Money ed Anke Ehrhardt, Uomo, donna, ragazzo, ragazza, Feltrinelli, Milano 1976.
  • John Money e Patricia Tucker, Essere uomo, essere donna. Uno studio sull'identità di genere, Feltrinelli, Milano 1975. ISBN 978-8807808777.
  • John Money, Sin, science and the sex police, Prometheus Books, New York 1990 e 1998, ISBN 978-1573922531.
  • John Money, Gendermaps: social constructionism, feminism, and sexosophical history, Continuum, New York 1995, ISBN 978-0826408525.

Link esterni

Voci correlate

Riferimenti

  1. John Money, Gendermaps: social constructionism, feminism, and sexosophical history, Continuum, New York, 1995, p. 19.
  2. Per sapere una biografia di Lawson Wilkins si può leggere questa serie di tre articoli di Claude J. Migeon.
  3. Jennifer Germon, Gender: a genealogy of an idea, Palgrave Macmillan, New York 2009, p. 24.
  4. Richard Green, John Money, Ph.D. (July 8, 1921 - July 7, 2006): a personal Obituary, "Archives of sexual behavior", XXXV 2006, pp. 629-632, a p. 630.
  5. John Money,Treatment guidelines: antiandrogen and counseling of paraphilic sex offenders, "Journal of sex and narital therapy", XIII 1987, pp. 219-223, p. 219.
  6. David Haig, The inexorable rise of gender and the decline of sex: social change in academic titles, 1945–2001, "Archives of sexual behavior", 2004, pp. 87-96.
  7. Money, J., Hampson, J. G., & Hampson, J. L., Hermaphroditism: recommendations concerning assignment of sex, change of sex, and psychologic management, "Bulletin of the Johns Hopkins Hospital", XCVII 1955, pp. 284–300.
  8. Money, J., Hampson, J. G., & Hampson, J. L., Imprinting and the establishment of gender role', "Archives of neurology and psychiatry", LXXVII, pp. 333–336.
  9. James H. Leuba, The personifying passion in youth with remarks upon the sex and gender problem, "The monist", X 1900, n. 4 (July), pp. 536-548.
  10. J. R. Kantor, Can psychology contribute to the study of linguistics?, "The monist", XXXVIII 1928, n. 4 (october), pp. 630-648,
  11. Madison Bentley, Sanity and hazard in childhood, "The American journal of psychology", LXVIII 1945, n. 2 (april), pp. 212-246.
  12. John Money, Gendermaps: social constructionism, feminism, and sexosophical history, Continuum, New York, 1995, pp. 19-20.
  13. John Money, Gendermaps: social constructionism, feminism, and sexosophical history, Continuum, New York, 1995, p. 20.
  14. John Money, Hermaphroditism, gender and precocity in hyperadrenocorticism: psychologic findings, "Bulletin of the John Hopkins Hospital", XCVI (6) 1955 (june), pp. 253-264.
  15. John Money, Joan Hampson, John Hampson, Hermaphroditism: recommendations concerning assignment of sex, change of sex and psychologic management', "Bulletin of the John Hopkins Hospital", XCVII (4) 1955 (october), pp. 284-300.
  16. John Money, Joan Hampson, John Hampson, An examination of some basic sexual concepts: the evidence of human hermaphroditism, "Bulletin of the John Hopkins Hospital", XCVII (4) 1955 (october), pp. 301-319.
  17. John Money, Joan Hampson, John Hampson, Sexual incongruities and psychopathology: the evidence of human hermaphroditism, "Bulletin of the John Hopkins Hospital", XCVIII (1) 1956 (january), pp. 43-57.
  18. John Money, Joan Hampson, John Hampson, Imprinting and the establishment of gender role, "Archives of neurology and Ppychiatry", LXXVII (3) 1957 (march), pp. 333-336.
  19. John Money, Joan Hampson, John Hampson, Imprinting and the establishment of gender role, "Archives of neurology and psychiatry", LXXVII (3) 1957 (march), p. 333.
  20. John Money, Hermaphroditism: an inquiry into the nature of a human paradox, PhD diss., Harvard University, p. 6.
  21. John Money, Joan Hampson, John Hampson, Imprinting and the establishment of gender role, "Archives of Neurology and Psychiatry", LXXVII (3) 1957 (march), p. 334.
  22. Nikki Sullivan, The matter of gender, in Fuckology, The University of Chicago Press, Chicago, 2015, p.20.
  23. Giulio Meotti, Il bambino cavia, 12 aprile 2014.
  24. Ruth Bleier, Science and gender: a critique of biology and its theories on women, Pergamon Press, New York, 1984, II ed., pp..
  25. Marianne Van Den Wijngaard, Reinventing the sexes: the biomedical construction of femininity and masculinity, Indiana University Press, Bloomington, 1997, pp. 184.
  26. Lesley Rogers, Joan Walsh, Shortcomings of the psychomedical research of John Money and co-workers into sex differences in behavior: social and political implications, Sex Roles, Vol, 8, No. 3, 1982
  27. John Money, Joan Hampson, John Hampson, Imprinting and the establishment of gender role, Archives of Neurology and Psychiatry, 1957 Mar; 77(3), p. 333-334
  28. Francis Galton, English men of science: their nature and nurture, Macmillan&Co., Londra, 1874, pag. 12.
  29. John Money, A paradigm shift from heredity/environment to heredit/critical period/environment in sexology, oggi in Venuses Penuses, 1987, pag. 97.
  30. John Money, Psychosexual differentiation, in Sex Research, cur. John Money, Holt, Rinehart and Winstonpag. 6
  31. John Money, Sin, science and the sex police, Prometheus Book, New York, 1998, pag. 132
  32. John Money, Gendermaps, Social constructionism, feminism and sexosophical history, Continuum, New York, 1995, pag. 19.
  33. John Money, J. G. Hampson, J. L. Hampson, An examination of some basic sexual concepts: the evidence of human hermaphroditims, Bulletin of The John Hopkins Hospital, 1955, Volume 97, pagg. 301-319.
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  35. Jennifer Germon, Gender: A genealogy of an idea, Palgrave Macmillan, New York, 2009, pag. 65.
  36. John Money, The conceptual neutering of gender and the criminalisation of sex, Archives of Sexual Behaviour, 1985, Volume 14, n. 3, pag. 282.
  37. Jonh Money, Gay, straight, and in between, Oxford University Press, New York, 1988, pag. 52.
  38. John Money, Gay, straight, and in between, Oxford University Press, New York, 1988, pag. 52.
  39. John Money, J. G. Hampson, J. L. Hampson, Hermaphroditism: recommenadtion concerning assignment of sex, change of sex, and psychological management, Bulletin of The John Hopkins Hospital, 1955, Volume 97, pag. 284-300.
  40. Milton Diamon, Keith Sigmundson, Sex reassignment at birth: a long term review and clinical implications, Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine, 1997, No. 151, pp. 298-304.