Jacques-François Pascal

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Supplizio della ruota a Parigi nel 1721.
Voce a cura di Giovanni Dall'Orto, liberamente modificabile.

La condanna a morte per sodomia e altri crimini di Jacques-François Pascal (1737-1783) è nota agli storici come ultima condanna a morte per sodomia nella storia francese, nonché l'ultimo caso di utilizzo del rogo per comminarla.

Il caso (3 ottobre 1785)

La condanna a prima vista spicca per incongruenza, in quanto avvenne dopo che da molti decenni di fatto la pena del rogo era ormai caduta in desuetudine: l'ultimo caso a Parigi, che era stato giudicato anomalo già dai contemporanei, era avvenuto nel 1750 ai danni di Jean Diot e Bruno Lenoir. L'anomalia si spiega però con l'eccezionale atrocità delle colpe di Pascal, ossia per il fatto che egli deviava nettamente dal profilo dei péderastes della sottocultura che la polizia parigina teneva ormai efficacemente sotto controllo per mezzo dell'ammonizione, del carcere e dell'esilio.

Secondo quanto è stato tramandato il 3 ottobre 1785, a Parigi, Pascal collezionò i reati di: stupro di minorenne, sodomia, omicidio (o tentato omicidio) e furto, ai danni d'un "ragazzo di strada"[1], quattordicenne, Jacques Gressier (1769-1783?), adescato con la promessa d'una commissione pagata (trasportare un pacchetto).

Jacques-François Pascal era un frate di 46 anni che aveva abbandonato da un anno il monastero e viveva come laico a Parigi. Gli storici non sono ancora riusciti ad appurare se la vittima, che fu trovata ancora viva al punto da poter essere interrogata dalla polizia, sia sopravvissuta all'accoltellamento e quindi se la severità della pena si spieghi o no in parte con la sua morte.

Jeffrey Merrick[2] ha rintracciato l'interrogatorio e gli atti del processo, permettendo di ricostruire i fatti come segue. Il ragazzo era stato incaricato di far da facchino per trasportare una lettera e un pacchetto (che la portinaia aveva giudicato poco pesante) all'indirizzo presso cui sarebbe poi avvenuto lo stupro. Qui era portinaia la vedova Marie-Elisabeth Guarani, di 46 annni, a cui i proprietari, assenti, avevano concesso di disporre d'una stanza, verosimilmente perché l'affittasse per trarne un piccolo reddito, come rivela la circostanza di avere procurato su richiesta della birra. Pascal l'aveva conosciuta in passato e l'aveva reincontrata da un paio di settimane.

Una volta ottenuta la chiave, Pascal aveva per l'appunto incaricato la portinaia di andare a comprare una bottiglia di birra, in modo da poter restare solo col ragazzo. Al ritorno della vedova, costei lo aveva trovato stravolto e insanguinato, e insospettita aveva chiesto dove fosse il ragazzo. Alla risposta che era già andato via, temendo il peggio era entrata nella stanza, dove lo aveva trovato in un bagno di sangue. Pascal approfittò della distrazione della portinaia per fuggire, ma la donna lo inseguì per strada gridando, fino a che alcuni passanti fermarono l'assassino e chiamarono la polizia.
Significativamente, durante l'interrogatorio Pascal negò sino alla fine la propria colpevolezza.

L'interrogatorio della vittima rivela che il reo le aveva calato i calzoni e infilato il membro "fra le cosce", iniziando a colpirlo col coltellino per aver ragione della sua resistenza. Ad un certo punto la lama del coltello s'era perfino spezzata dentro il corpo di Gressier. L'interrogatorio non si preoccupa però di sapere, a differenza di quanto poi affermarono le voci che circolarono dopo il processo, se lo stupro fosse effettivamente avvenuto. Era poi stata la vittima stessa a lamentare il furto di 28 soldi dalle tasche.

Una testimonianza

La Correspondence secrète, politique et littéraire racconta così l'accaduto, abbellendo e in parte distorcendo alcuni dettagli:

« Da Parigi, il 15 ottobre 1785.

È accaduta poco tempo fa una scena spaventosa nella via Michel le Comte.
Una specie di frate sfratato, si presenta in una portineria di sua conoscenza, accompagnato da un giovane savoiardo che gli portava un piccolo bagaglio. Domanda il permesso di scrivere una lettera in una camera qualsiasi della casa. Gli si dà una chiave, sale, e il suo fattorino lo segue.
Entrato nell'appartamento, la prima cosa che si cura di fare è chiudere la porta, per portare a termine l'infame disegno che aveva progettato per sfogare la sua brutalità su quel giovane uomo.
Incontrando resistenza, la sua foga diventa rabbia, frenesia, furore: vibra a questo infelice diversi colpi di coltello, tanto alla testa che alle reni, e ciononostante ha l'atrocità vomitevole di far uso indegno del suo corpo su questa vittima sanguinante. Fa di più, ed ecco che colma la misura e, cosa che senza dubbio faticherete a credere, porta la sua scellerataggine fino a rubare a questo sciagurato trentotto soldi trovati nella sua tasca; ma tanti misfatti sono al di sopra delle forze umane, la sua testa va in confusione, ed egli scende dalla portinaia per lavarsi le mani lorde di sangue.
La sua aria allucinata allarma, spaventa; vuole fuggire, ma è arrestato. La colpevolezza dei suoi delitti era manifesta, così il suo supplizio ha fatto seguito con rapidità. Ma, Dio grande!, per tali mostri, quali supplizi potranno mai soddisfare la pubblica vendetta, e imporre un sufficiente terrore a quelli come loro?[3]»

Sentenza

Data la flagranza del reato il processo fu rapidissimo e non trovò un ostacolo nel fatto che il reo fosse un religioso[4]: la condanna fu emessa l'8; Pascal interpose appello ma essa fu confermata il 10 ed eseguita il giorno stesso: è possibile che essa sia stata addirittura rallentata per vedere se la vittima sarebbe sopravvissuta o meno.
Il colpevole fu prima arrotato e poi bruciato sul rogo, ancora vivo, il 10 ottobre 1785, sulla Place de Grève (luogo usuale delle esecuzioni capitali a Parigi) e le sue ceneri furono disperse al vento.

Note

  1. Questo è il reale significato della qualificazione di "savoiardo" che appare più volte negli atti, visto che il termine era usato indiscriminatamente per qualsiasi "ragazzo di strada": Gressier era infatti originario non della Savoia ma di Saint-Flour, nell'Auvergne. Cfr. Merrick, p. 86.
  2. Cfr. in bibliografia il suo "Brutal passion" and "depraved taste" ecc., su cui si basa il resto della presente ricostruzione.
  3. Correspondence secrète, politique et littéraire, vol. 15, Adamson, Londres 1788, p. 166-167. Online su Google books.
  4. Probabilmente perché nei casi di sodomia era ormai prassi consolidata la decadenza del privilegio del "Foro ecclesiastico", ossia il diritto ad essere processato da un tribunale ecclesiastico, che verso i delitti non dottrinali era di solito scandalosamente indulgente.

Bibliografia

  • Correspondence secrète, politique et littéraire, vol. 15, Adamson, Londres 1788, p. 166-167. Online su Google books.
  • Maurice Lever, Les bûchers de Sodome, Fayard, Paris 1985, pp. 384-387. (Riassume le conoscenze disponibili prima della scoperta dei verbali da parte di Merrick).
  • Jeffrey Merrick, "Brutal passion" and "depraved taste": the case of Jacques-François Pascal, "Journal of homosexuality", XLI 2001 (3-4), pp. 85-103. Anche come: Homosexuality in French history and culture, a cura di Jeffrey Merrick, Harrington Park press, 2001, pp. 85-103. Parzialmente online su Google books. (Pubblica, purtroppo solo in traduzione inglese, i verbali d'interrogatorio inediti, le sentenze, e alcune testimonianze coeve).
  • Thierry Pastorello, Sodome à Paris. Fin XVIIIe siècle-milieu XIXe siècle: l'homosexualité masculine en construction, Creaphis, Paris 2011, pp. 86-87.

Link esterni

Voci correlate