Invenzione dell'omosessualità

Da Wikipink - L'enciclopedia LGBT italiana.
Voce a cura di Alessandro Loiacono, liberamente modificabile.

La tesi dell'invenzione dell'omosessualità nel periodo ottocentesco è una delle tesi centrali del filone di pensiero variamente definibiler (foucaultiano, costruzionista storica, queer...).
La argomentazioni a sostegno di questa tesi sono:

Introduzione

Questa parola è di per sé è recente conio. In Italia il termine “omosessuale” appare la prima volta[1] in un testo di medicina psichiatrica [2], nel 1894, mentre lo stesso termine come aggettivo era già apparso due anni prima sempre in una pubblicazione a carattere psichiatrico[3] ed entra nell'accezione comune soltanto dagli anni trenta del secolo successivo.
In Francia "Homosexuelle" compare nel supplemento del Larousse solo nel 1904. Il termine si adattò perfettamente al modello del linguaggio scientifico, con cui in Francia erano stati già introdotti dalla fine del 1700 le parole "unisexuel" (che indicava in botanica i fiori di un unico sesso) e "bisexuel" (che indicava in botanica i fiori dotati di entrambi gli organi sessuali), formando il trittico omo-etero-bi/sessualità.
Nella lingua inglese, secondo il dizionario inglese Oxford, entrambi i termini "omosessuale" e "omosessualità" fanno la prima apparizione nel 1892, insieme a "eterosessuale" e "eterosessualità," in una traduzione in inglese del testo Psychopathologia sexualis (1886) di Richard von Krafft-Ebing e tornano cinque anni dopo in Studies in the psychology of sex di Havelock Ellis, segnando un cambiamento importante nella considerazione della sessualità da ora in poi concentrata sul genere per definire il normale e l'anormale: è l’inizio della trasformazione del comportamento in identità, il dispiegamento della sessuologia nella costruzione di eterosessualità come elemento normativo e dell'omosessualità come aberrante[4].
L'illustre filologo classico britannico Kenneth Dover[5] sottolinea che l'antica lingua greca "non ha nomi corrispondenti ai sostativi quali omosessuale' e eterosessuale." Nel Simposio di Platone, p. es. il discorso di Aristofane non riconosce una categoria di persone "omosessuali", ma solo le distinte categorie di “men-loving men” e “women-loving women”. Aristofane divide gli uomini che amano gli uomini in due tipi diversi, giovani che amano gli uomini adulti e uomini adulti che amano i giovani. Alcuni studiosi come Eva Cantarella (“Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico") sostengono che nella Grecia antica, per quanto riguarda l’attività sessuale, era più importante il ruolo all’interno del rapporto: attivo o passivo – senza curarsi del sesso del partner nei confronti dei quali si è attivi: in nessun caso comunque gli attori consideravano loro stessi comeomosessuali.

Sesso e genere

Anche il latino manca di questo termine e lo stesso vale per le altre lingue europee fino in tempi recenti. Così nel linguaggio comune odierno che afferma la realtà di "omosessualità" come condizione permanente, c'è poco o nulla nella nostra storia (greca, romana, e cristiana) che giustifichi questa tesi, che, infatti, oggi non è accettata anche molti teorici “queer”. L'imposizione dei termini "omosessuale" e "eterosessuale" , ha necessitato infatti di una certa dose di prestidigitazione nella ridefinizione di "sesso" e nello spostamento della sua principale funzione originale con il termine "gender".
ll latino fornisce la radice[6] della parola "sesso" per l'italiano e i suoi equivalenti linguistici neolatini. Altri attribuiscono l'etimologia della parola sesso al greco "exis" (qualità, stato, condizione), poi trasformatosi in sexis, ma anche questa interpretazione, insiste sulla differenziazione di genere e non si differenzia sostanzialmente dalla prima, non cambiando i termini del discorso.
Quindi, a parte le considerazione di ordine storico, medico ecc, rimanendo anche solo alle questioni di carattere puramente linguistico, se "sesso" è inteso filologicamente in senso proprio, "omosessuale" e "eterosessuale" sono parole in sé prive di senso. Etimologicamente, infatti, per "sesso" si intende la "differenza" o "divisione", che rende gli uomini e le donne separati e complementari. La parola “omosessuale” invece fu creata collegando la parola “sexus” con il termine greco omoios, che vuol dire "simile", creando una contraddizione in termini, una congiunzione verbale innaturale. "Eterosessuale", d'altra parte, è tautologico. Sesso, (almeno filologicamente parlando) per definizione, richiede qualcuno "altro" o "diverso.[Nota di Dall'Orto: questo ragionamento è privo di senso. E sufficiente citare il Simposio di Platone per notare come la SECtio fosse applicata anche agli esseri con due metà dello stesso sesso. Inoltre l'etimologia conta ben poco quando un termine ha cambiato significato per evoluzione linguistica, Anche "suicidarsi" è, etimologicamente, dissennato,eppure nessuno obbietta al suo uso. Conferma questa mia affermazione la frase che hai scritto tu, e che segue la presente:]
Solo dall’inizio del XX secolo, la parola "sesso" evoca in primo luogo la nozione specifica del rapporto sessuale e tutto ciò che ad esso è associato, piuttosto che la semplice divisione di una specie in maschio e femmina, o la divisione dell'umanità in uomini e donne. "Sesso” da ora in poi significherà soprattutto una attività piuttosto che uno stato dell'essere, come nella goffa e brutta, ma onnipresente, espressione "fare sesso" , di cui si attribuisce il primo utilizzo allo scrittore DH Lawrence nel 1929

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Antica Grecia

Secondo il parere di Michel Foucault, nell'antica Grecia, non ci sarebbe mai stata una parola per descrivere le pratiche omosessuali: erano semplicemente parte di Afrodisia, amore, che comprendeva uomini e donne. Questa caratteristica, peraltro, è comune anche alle lingue moderne, nelle quali l'amore omosessuale non è definito con una parola differente da quella usata dall'amore eterosessuale. Viceversa, la pratica omosessuale nel greco antico viene designata con un termine specifico, paiderastia, che nel greco tardo della koiné viene a indicare (tò paideràstein) specificamente l'atto della sodomia omosessuale.

Note

  1. Giovanni Dall'Orto, Le parole per dirlo, "La gaya scienza", ad vocem.
  2. Il Manuale di semiotica delle malattie mentali di Enrico Morselli, psichiatra fautore della scienza somatica e determinista di Pavlov.
  3. "Nuove ricerche sulle psicopatie sessuali di Mario Carrara, sostenitore delle teorie eugenetiche e assistente di Cesare Lombroso.
  4. Sulla nascita dell'omosessuale come "specie" od "identità" distinta, nella seconda metà XIX secolo vedi Jeffrey Weeks - citare FONTE.
  5. [FONTE]
  6. SEC, presente anche nel verbo secare "tagliare" “separare”, pertinente anche a "dividere" o "dimezzare", in senso lato, distinguere (il maschio dalla femmina).

Voci correlate

Bibliografia

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