Il Popolo della Famiglia

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Il simbolo de "Il Popolo della Famiglia"

Il Popolo della Famiglia è un partito politico italiano di ispirazione cattolica fondato nel marzo 2016 dall'ex deputato del Partito Democratico Mario Adinolfi con l'intento di raccogliere l'eredità del Family Day.

L'ideologia

Il Popolo della Famiglia nasce sulla scia dell'approvazione della prima legge italiana per le unioni civili negli ambienti del cattolicesimo oltranzista.

Nell'idea degli ispiratori, Mario Adinolfi e Gianfranco Amato, l'Italia vivrebbe un "problema di rappresentanza[1]" dei cattolici che si riconoscono nei valori del Family day:

« un popolo composto da mamme, papà, nonni, nonne, religiosi, sacerdoti e religiose, che può dare molto al nostro Paese e di cui l’Italia ha davvero bisogno. Ma soprattutto è un popolo composto interamente da figli, figli che non dimenticano il diritto primigenio di ogni figlio, quello di avere una mamma e un papà. Da questa radice nasce un popolo dai valori forti, saldi, per i quali non c’è predisposizione ad alcun compromesso. Un popolo che vuole salvaguardare la propria identità e non accetta che dalle scuole siano estirpati a dicembre il Natale e a marzo la Pasqua. Un popolo che nelle aule scolastiche vuole il Crocifisso come segno della propria identità, non un corso gender per bambini di cinque anni da turbare nell’aspetto dell’identità sessuale[2]»

Il faro dell'eleborazione della teoria ideologica del partito è costituito dai valori cosidetti non-negoziabili espressi nel Magistero della Chiesa nella Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica emanata il 24 novembre del 2002 dalla Congregazione per la dottrina della fede. Tra questi, per esempio, la difesa della famiglia tradizionale, la difesa della vita dal concepimento, la rigida separazione dei ruoli uomo-donna.

Il Popolo della Famiglia è un movimento politico esplicitamente confessionale:

« Con l’aiuto di Dio, con lo sguardo benevolo di Maria Vergine e con il vostro operativo consenso e sostegno, questo ennesimo impossibile traguardo potrà essere raggiunto. Mettiamoci in cammino, la strada è lunga e faticosa, ma da oggi essa può condurre ad obiettivi doverosi e concreti da raggiungere[3]»

Il programma politico

Il primo programma politico[4] de Il Popolo della Famiglia, diffuso per la tornata elettorale delle elezioni amministrative del giugno 2016, contiene 26 punti di orientamento che vanno dalla tutela della persona e dell'ambiente e il rispetto della biodiversità, all'urbanistica, fino alla fiscalità etica e alla tutela degli individui disabili.

Risulta molto chiara l'opposizione del movimento ai diritti lgbt, alla genitorialità gay, come espressa tra i punti caratterizzanti del programma:

  • la centralità della persona e la intoccabilità della vita umana fanno sì che non si possano sacrificare esseri umani pretendendo di conseguire il “bene” (aborto, divorzio, eutanasia, stepchild adoption);
  • nell’educazione dei figli, il ruolo materno e quello paterno sono ugualmente necessari;
  • l’educazione affettiva e sessuale deve abbracciare la totalità dell’essere umano, non solo gli aspetti fisici, ed essere calibrata allo specifico dell’identità maschile e femminile, realtà complementari ma differenti.

Elezioni Amministrative 2016

Il primo banco di prova del partito sono state le elezioni amministrative del giugno 2016 con la presentazione di circa 300 liste in altrettanti Comuni italiani sotto il logo Popolo della Famiglia - No gender nelle scuole'.

A Roma il candidato alla carica di sindaco e ispiratore del partito Mario Adinolfi raccoglie 7791 consensi pari allo 0,6 per cento delle preferenze. A Bologna il candidato sindaco del movimento raggiunge l’1,19 per cento. A Torino con il candidato sindaco Vitantonio Colucci e Napoli con il candidato sindaco Luigi Mercogliano le percentuali di voto risultano, rispettivamente, allo 0,5 e allo 0,36 per cento. A Cagliari il candidato Alberto Agus ha raccolto 945 preferenze contro le 821 della lista.

Il PdF, nel corso dello spoglio, dirama una nota che legge positivamente il risultato:

« l primo dato ufficiale ci arriva da Villorba (Treviso) dove Damiano Cattarin candidato sindaco Pdf ottiene l'1.77% a scrutinio concluso. In questa notte faticosa di dati con il contagocce ora possiamo dirlo: è stato battezzato dal voto dei cittadini il Popolo della Famiglia, un movimento che si situa sopra l'1% nazionale: a Novara 1.84%, a Torino 0.55%, a Milano 1.12%, a Varese 1.95%, a Bologna 1.18%, a Rimini 1.61%, a Assisi 1.22%, a San Benedetto 0.55%, a Roma 0.59%, a Napoli 0.34%, a Salerno 1.59%, a Crotone 0.26%, a Cagliari 1.75%. Complessivamente i candidati sindaci indicati dal Pdf ottengono decine di migliaia di voti e i nostri obiettivi dichiarati sono centrati. »

Tutti i commentatori descrivono l'esordio del partito come un flop. Matteo Matzuzzi su Il Foglio, quotidiano noto per le sue posizioni neoconservatrici, commenta:

« La tornata elettorale di domenica scorsa ha semmai confermato che la stagione delle battaglie politiche sui valori è definitivamente archiviata, che le piazze piene di manifestanti pro famiglia non riempiono le urne. Soprattutto, che l’idea di creare una sorta di partito cattolico è ormai fuori dalla storia, come peraltro aveva sostenuto già il cardinale Camillo Ruini[5]»

Note

  1. Mario Adinolfi, Gianfranco Amato, L’Italia ha bisogno dei cattolici,"www.lacrocequotidiano.it", 3 marzo 2016.
  2. Ibidem.
  3. Ibidem.
  4. Giuseppe Brienza, Alessandro Serini, Il programma del Popolo della Famiglia: 26 punti di orientamento, "www.lacrocequotidiano.it", 23 marzo 2016.
  5. Matteo Matzuzzi, Piazze piene e urne quasi vuote, il partito cattolico non sfonda, "www.ilfoglio.it", 8 giugno 2016.