Famiglia naturale

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Voce a cura di Giovanni Dall'Orto, liberamente modificabile

Famiglia naturale = famiglia cattolica

Il "Family day" del 2007 a Roma, fino ad oggi la più imponente manifestazione contro il diritto alla famiglia per le coppie dello stesso sesso.

Il concetto di "famiglia naturale" è stato inventato dal pensiero cattolico per teorizzare non solo la superiorità, ma addirittura l'unicità della visione cattolica di famiglia. Il riferimento alla "natura" chiama in causa infatti la biologia, nella quale tutti gli esseri viventi (così affermano i cattolici) sarebbero creati in due sessi diversi ma complementari, maschi e femmine, allo scopo di accoppiarsi e garantire la continuazione della vita.

Tuttavia, nonostante il richiamo alle scienze naturali, il brano più usato a sostegno di questa visione non è un testo scientifico, bensì la Bibbia: "E maschio e femmina Dio li creò"[1].
Il ricorso alla Bibbia è in effetti inevitabile, dato che dal punto di vista della scienza questa visione delle cose è semplicemente falsa: la biologia è infatti ricca di situazioni diverse, nelle quali la continuazione della vita è affidata a nessun sesso (per scissione e scambio di materiale genetico non sessuale come nei batteri), oppure a due sessi ma interscambiabili (alcuni animali cambiano sesso con l'età, o a seconda del rapporto fra maschi e femmine nella popolazione: questo è ciò che in biologia è definito inversione sessuale), oppure a due sessi ma presenti entrambi su tutti e due i partner (come nelle lumache, ermafrodite), o a due funzioni sessuali a partire da un unico sesso come nel complicato e affascinante metodo usato dai lieviti.
Inoltre, nonostante la pretesa (infondata) di richiamarsi a un ordine di cose eterno e immutabile, che esiste da sempre, il concetto stesso di "famiglia naturale" inizia a prendere piede in italiano solo a partire dal 1960, ed esplode solo a partire dagli anni Ottanta del Ventesimo secolo, rivelandosi quindi come un concetto recentissimo[2].

E' insomma palese che la biologia a cui si richiamano i sostenitori della "famiglia naturale" è quella della religione, non quella della scienza. Nella tradizione filosofica cattolica, in effetti, la parola "Natura" indica non il mondo animale bensì l'ordine del Creato, il quale a sua volta discende dalla volontà di Dio. In questa tradizione, la "famiglia naturale" è riconoscibile senza difficoltà come la "famiglia composta secondo l'ordine delle cose volute da Dio", ed il concetto ha una sua coerenza logica.
Purtroppo, nel tentativo di imporre la loro visione del mondo anche a chi non sia cattolico, per mezzo delle leggi, i cattolici hanno allargato esageratamente il significato del concetto fino a renderlo auto-contraddittorio. La famiglia è infatti un'istituzione che non ha nulla a che vedere con la biologia, essendo squisitamente umana, ossia culturale, tanto è vero che anche nel linguaggio corrente riferendosi ad animali si parla di accoppiamenti, non di famiglie. Come ha osservato la sociologa Chiara Saraceno,

« Non c'è niente di meno naturale della famiglia. Il che non vuol dire che è innaturale, certo. Ma la famiglia è una costruzione sociale, legale e normativa. Sono le norme che definiscono quali rapporti di sesso o di generazione sono familiari oppure no. E se noi guardiamo la famiglia da un punto di vista antropologico e storico, scopriamo che il modo in cui questo processo normativo è avvenuto è variato molto nel tempo e nello spazio. Ancora fino all'altro ieri, per esempio, si distingueva tra figli legittimi e figli naturali, e qui il termine “naturale” vale meno di "legittimo"[3]»

La non-naturalità del concetto di famiglia, che cambia di secolo in secolo, è mostrato in modo chiaro dall'origine di questo termine, il latino familia. Esso non indicava infatti ciò che oggi noi chiamiamo "famiglia", bensì l'insieme degli esseri umani che erano posseduti da un paterfamilias, ossia schiavi, figli, figlie, e moglie. "Famiglio" significa "schiavo", non "figlio". La "familia gladiatoria" è l'insieme degli schiavi posseduti da un "lanista" che li fa combattere come gladiatori. Ciò che i romani consideravano una "famiglia" era quindi troppo ampio per coincidere con quanto intendiamo noi oggi, e soprattutto contiene un idea di possesso da parte del paterfamilias (che ha il "diritto di vita o di morte" su tutti i suoi familiares) che ci è totalmente estraneo. E' qui palese una evoluzione, un cambiamento, nel concetto stesso di cosa costituisca una famiglia.

Del resto anche la Bibbia ci offre esempi di famiglia del tutti legittimi, ma non rientranti in ciò che oggi i cattolici definiscono "naturale": i patriarchi stessi praticano la poligamia, permettono che il figlio della schiava della moglie sia considerato come generato dalla moglie stessa, ammettono matrimoni tra fratellastri, senza parlare del fatto che non richiedono l'esistenza non solo di amore fra i coniugi, ma neppure del consenso della donna, che viene "data" in moglie in una transazione fra maschi nella quale essa non ha alcuna voce in capitolo. E se si cerca di ovviare a questa difficoltà affermando che la famiglia cristiana costituisce una forma "superiore" e "più matura" di famiglia rispetto a quelle dei patriarchi ebrei, siamo allora di fronte ad una evoluzione del concetto, che quindi non può essere considerato immutabile ed eterno. E se un concetto si evolve non può essere, come affermano i cattolici "scritto nei corpi", ma solo nelle idee e nelle convenzioni sociali.

Famiglia "tradizionale"?

Uno slogan del "Family day 2007" contro il diritto a chiamarsi "famiglia" per le unioni gay: "Famiglia sì, Dico no".

Spesso, nelle loro polemiche, i cattolici usano in modo intercambiabile "famiglia naturale" e "famiglia tradizionale" (magari specificando "famiglia tradizionale fra un uomo e una donna"[4]), svelando così quale sia il vero significato del concetto: è proclamato "naturale" ciò che è semplicemente gradito alla tradizione cattolica.
Il sito "Innatia" rende esplicita questa traduzione:

« [La famiglia tradizionale] è la famiglia costituita dal padre e la madre eterosessuali, sposati dalla chiesa cattolica, con figli e in cui i ruoli sono ben definiti. Le caratteristiche della famiglia tradizionale o classica, si sono conservate per molti anni, a partire dal XIX secolo e ha (sic) predominato nella società occidentale, fino agli anni '80. La famiglia tradizionale può essere descritta così:
  • Ruoli e funzioni ben definiti.
  • Genitori eterosessuali.
  • Il padre come capo o vertice della famiglia.
  • Il padre provvede principalmente al sostentamento della famiglia.
  • La madre con un ruolo definito nella crescita dei figli e nel mantenimento della casa, non lavora fuori casa.
  • Creazione e mantenimento dei matrimoni secondo le norme cattoliche. »

Come riconosce questa citazione, del resto, l'attuale "famiglia tradizionale" cattolica è recente. Da un lato per l'equiparazione nel matrimonio di uomo e donna e la condivisione su base paritaria della "patria potestà" fra moglie e marito, che è una conquista giuridica del dopoguerra, che rompe nettamente con la tradizione della famiglia prevalente fino a quel momento nell'Occidente. Dall'altro perché il tipo di vincolo matrimoniale presentato come "tradizionale" dalla Chiesa cattolica risale appena al Concilio di Trento, prima del quale il matrimonio era fondamentalmente un contratto privato tra due famiglie, steso allo scopo di garantire la gestione di un patrimonio, che la chiesa si limitava a benedire, e non dentro l'edificio ecclesiastico bensì davanti ad esso (essendo votato alla procreazione, il matrimonio avrebbe introdotto il tema tabù del sesso nell'edificio di culto).
Una traccia di questa lunghissima fase è rimasta nel fatto che il matrimonio è l'unico sacramento cattolico nel quale i ministri sono gli sposi stessi, non il sacerdote, il cui compito è quello di celebrare il rito e benedire gli sposi, e trascrivere l'atto negli appositi registri. Il tentativo nei Promessi sposi di Renzo e Lucia di sposarsi prendendosi reciprocamente come moglie e marito di fronte a un don Abbondio preso di sorpresa, che riesce a malapena a interrompere la pronuncia delle frasi di rito, è un esempio noto a tutti di come l'essenza costitutiva del matrimonio sia la promessa reciproca degli sposi, che dalla Controriforma in poi deve avvenire per forza davanti a un prete, ma che in teoria è valido per il solo fatto che i due coniugi dichiarano di volere essere tali.
Il moltiplicarsi di tipi di matrimonio, di visioni, di concezioni, mostra il motivo per cui Chiara Saraceno affermava che "il matrimonio naturale" non esiste. Quello di matrimonio, infatti, è un concetto in continua evoluzione, e lo è stato anche all'interno del discorso cristiano, ammettendo o negando a seconda dei secoli e delle versioni del cristianesimo, il divorzio e il permesso di risposarsi per vedovi e vedove, il matrimonio o il celibato obbligatorio dei preti, e perfino, nella visione estrema dei Mormoni, la poligamia.

Famiglia naturale = preesistente allo Stato

Cartello di contestazione, al Gay Pride di Roma nel 2007.

La "naturalità" è citata anche dalla Costituzione italiana nel parlare di famiglia, ma con significato esattamente opposto a quello che normalmente i cattolici attribuiscono a tale concetto quando affermano, a torto, che la Costituzione italiana vieta espressamente il matrimonio fra persone dello stesso sesso. L'articolo 29 della Costituzione dichiara infatti:

« La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio»

Ma in questo contesto il concetto di "società naturale" viene usato non per affermare una visione ideologica o religiosa quale l'unica ammessa dallo Stato italiano, ma per affermare il concetto esattamente opposto. Per la nostra Costituzione, infatti, la famiglia nasce da una societas, ossia da uno "stare insieme", che è "naturale", ossia che preesiste alle leggi, e che le leggi sul matrimonio si limitano a riconoscere, senza "crearlo".
Questa formulazione era stata voluta[5] dopo l'esperienza dei totalitarismi, in particolare quello nazista, che avevano preteso di riconoscere come famiglia solo quella basata sulle regole decise a priori dallo Stato, ad esempio quelle che proibivano il matrimonio fra una persona ariana ed una ebrea. Contro questa visione delle cose la nostra Costituzione ha voluto stabilire che il matrimonio viene a esistere in quanto due persone hanno creato uno "stare insieme" (società), che è "famiglia" già prima del suo riconoscimento da parte dello Stato; questa "società" è "naturale" in quanto preesiste allo Stato (sarebbe "famiglia" anche quella formata da due naufraghi e dai loro figli su un'isola desertica in cui non esistesse lo Stato). Questo concetto contrasta con quello totalitario secondo cui è lo Stato a decidere quali famiglie possono esistere e quali invece possono essere sciolte a forza, come avvenne nel caso dei matrimoni fra ebrei e non ebrei. Se non ci fosse lo Stato, non ci sarebbero famiglie.
E' a questo concetto che la Corte costituzionale si è richiamata per sottolineare il fatto che la Costituzione italiana non vieta il matrimonio fra persone dello stesso sesso.
Ed è sulla base di concetti di questo tipo che anche i tribunali italiani hanno iniziato a stabilire che anche la famiglia formata da due persone dello stesso sesso è "naturale"[6]. Non, ovviamente, nel senso utilizzato dai cattolici, per i quali come appena visto "naturale" significa semplicemente: "secondo le imposizioni della religione cattolica", bensì nel significato molto più ampio e inclusivo che vede l'esistenza "naturale" di una famiglia laddove esista "un rapporto affettivo stabile tra partner equiparabile a quello coniugale".

Note

  1. Dio creò l'uomo a sua immagine; / a immagine di Dio lo creò; / maschio e femmina li creò. Genesi, 1:27
  2. Si veda al proposito il grafico offerto da Google Ngram viewer.
  3. Donatella Coccoli, Chiara Saraceno: la famiglia naturale non esiste, "Left", 19.12.2014.
  4. Censurando in questo modo l'esistenza di famiglie poligamiche e poliandriche basate su "tradizioni" vecchie di migliaia di anni.
  5. Si veda al proposito quanto scrive Federico Bardelle in La famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”, "Diritto.it", 16.05.2012.
  6. Si veda il comunicato stampa di Arcigay del 18 dicembre 2014: FAMIGLIE, PER IL TRIBUNALE DI TREVISO QUELLA TRA DUE UOMINI È "NATURALE". ARCIGAY: "LA GIUSTIZIA ANCORA UNA VOLTA METTE IN RIDICOLO LA POLITICA". "Giunge con notevole tempismo il pronunciamento del Tribunale civile di Treviso che ha riconosciuto a un cittadino il diritto di ricevere come erede diretto le ceneri del partner defunto, con il quale aveva a lungo convissuto": Flavio Romani, presidente di Arcigay, interviene sul pronunciamento della magistratura veneta che ha riconosciuto il valore legale di una coppia formata tra due uomini. "Da notare - dice Romani - il ricorso dei giudici al concetto di "famiglia naturale": è proprio in virtù di questa idea, vincolata all'esistenza di un rapporto affettivo stabile tra i partner equiparabile a quello coniugale, che il tribunale si è pronunciato a favore del riconoscimento. Un vero e proprio schiaffo per quei politici che in questi settimane si stanno adoperando per promuovere istanze a favore, appunto, della "famiglia naturale", intesa però nell'accezione retrograda e discriminatoria che comprende solo le coppie eterosessuali. La natura, invece, non discrimina - mette in chiaro Romani - e chi usa il termine "naturale" per costruire steccati mette in campo la più artificiosa e ignobile delle operazioni, oltre che la più "innaturale". Questo dovrebbero tenerlo bene a mente tanto gli eletti delle Regione Veneto che hanno sostenuto istanze medievali in tema di "famiglia naturale", quanto i consiglieri comunali di Faenza, che solo tre giorni fa hanno dato il loro assenso all'ormai famigerato odg contro le famiglie formate tra persone dello stesso sesso".

Bibliografia

Voci collegate