Evelyn Hooker

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Evelyn Hooker.

Evelyn Hooker (2 settembre 1907 - 18 novembre 1996), è stata una psicologa statunitense, celebre oggi soprattutto per il suo studio del 1957, The adjustment of the male overt homosexual (L'adattamento psicologico del maschio omosessuale dichiarato).

"The adjustment of the male overt homosexual"

Per questo studio la Hooker aveva somministrato test psicologici a due gruppi di omosessuali ed eterosessuali, entrambi scelti fra persone well adjusted, ossia prive di "patologie psichiche". Questo metodo contraddiceva la prassi esistente all'epoca, che era confrontare pazienti omosessuali in cura per disturbi psichiatrici con eterosessuali privi di tali disturbi. Grazie a una rete d'amicizie nel mondo gay (inclusi i primissimi militanti omofili) e alla fiducia che era riuscita a conquistarsi[1], Hooker riuscì a raccogliere un campione di persone omosessuali che si accettavano come tali e che non erano in cura psichiatrica o psicoanalitica.
Questa scelta risultava controcorrente perché nel mondo scientifico dell'epoca esisteva una forte e dichiarata diffidenza verso gli omosessuali che non si presentassero come "casi clinici": costoro erano accusati apertamente d'essere "mentitori seriali", capaci di distorcere sistematicamente i fatti pur di "portare l'acqua al proprio mulino"[2]. Un problema che invece con i soggetti eterosessuali era considerato inesistente.

Dopo aver somministrato i test proiettivi, Hooker, utilizzando il metodo del "doppio-cieco", sottopose i risultati[3] a esperti riconosciuti del settore. A loro chiese di verificare la tesi data per acquisita all'epoca, ossia che poiché l'omosessualità è una patologia mentale, essa è chiaramente rilevabile nei test proiettivi.
Il risultato fu letteralmente "rivoluzionario" per la mentalità dell'epoca. Infatti, e con loro sorpresa, gli esperti non riuscirono a individuare le persone omosessuali in percentuale statisticamente significativa rispetto al puro caso.

Hooker riuscì così a mostrare il bias (pregiudizio) metodologico esistente nella ricerca del suo tempo: gli studi basati sul confronto fra persone omosessuali con disturbi mentali e persone eterosessuali prive di disturbi mentali avevano registrato le differenze dovute non al diverso orientamento sessuale dei soggetti studiati, bensì al loro diverso adjustment (benessere) psichico, indipendente dal loro orientamento.
L'esperimento, che sarebbe stato ripetuto da altri ricercatori con gli stessi risultati, dimostrò che di per sé gli omosessuali non erano psicologicamente meno equilibrati del resto della popolazione, come invece sostenevano la psicologia e la psichiatria dell'epoca, che classificavano l'omosessualità come "malattia mentale".
Questa conclusione non era priva di conseguenze pratiche, dato che i test proiettivi utilizzati nella ricerca della Hooker erano gli stessi utilizzati anche dagli enti governativi statunitensi, in primis l'esercito, per "snidare" le persone omosessuali e allontanarle.

Conseguenze della ricerca

Le ricerche della Hooker costrinsero a concludere che la cosiddetta "scelta" omosessuale non poteva essere considerata come effetto d'un substrato mentale malato, dato che un omosessuale poteva essere perfettamente well adjusted, alla pari di un eterosessuale, oppure nevrotico, sempre alla pari di un eterosessuale.

Il dibattito (a volte acceso) scatenato da questo studio, appoggiato dalle ripetute verifiche indipendenti dei suoi risultati, portò infine nel 1973 la American Psychiatric Association a cancellare l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

Tale decisione fece scuola in tutto il mondo, e fu seguita dalle associazioni degli operatori della salute mentale di tutti i Paesi, ivi inclusa l'Italia.

Contestazione

Nel XXI secolo, i sostenitori della cosiddette "teorie riparative" hanno sempre passato sotto silenzio questo ed altri studi della Hooker (e di altri ricercatori, come Judd Marmor), sostenendo che la decisione dell'American Psychiatric Association era stata presa in base a considerazioni unicamente politiche, senza tenere in minimo conto l'evidenza "scientifica" che la contraddiceva.
Nella realtà avvenne invece l'esatto opposto: la contestazione all'ortodossia accademica mossa dalla Hooker fu fatta sulla base di evidenze scientifiche, mentre l'opposizione alle sue conclusioni aveva ed ha sempre avuto alla base motivazioni religiose e politiche, mentre le sue basi "scientifiche" sono sempre state lacunose, soggettive e non ripetibili.

Tributo del movimento gay

Nei suoi studi Evelyn Hooker designò convenzionalmente il gruppo di persone omosessuali "well adjusted" utilizzando una lettera greca, la "lambda".
A riconoscimento del contributo dato dal suo lavoro alla causa della liberazione omosessuale, questa lettera fu adottata quale primissimo simbolo del movimento gay, dal 1969.

Note

  1. Si ricordi che negli Usa gli atti omosessuali erano un reato, in quel periodo. Ammettere di praticare l'omosessualità con un personaggio "ufficiale" era quindi un rischio che non tutti erano disposti a correre a cuor leggero.
  2. Illuminanti da questo punto di vista le considerazioni proposte da Heike Bauer (in: "Sexology backward: Hirschfeld, Kinsey and the reshaping of sex research in the 1950s", cap. 8 del volume curato dallo stesso Bauer e da M. Cook, Queer 1950s, Palgrave McMillan UK, 2012, ISBN 978-0-230-30069-9, pp. 133-149) relativamente allo scarso credito concesso da nientemeno che Alfred Kinsey agli studi scientifici di Magnus Hirschfeld a causa del fatto che Hirschfeld era omosessuale, "quindi" non obiettivo, a differenza degli studiosi eterosessuali.
  3. Sotto forma di coppie d'individui dalle caratteristiche sociali affini (classe sociale, livello culturale eccetera), ma di orientamento sessuale discordante.

Voci correlate

Opere di rilievo

  • Evelyn Hooker, The adjustment of the male overt homosexual, "Journal of projective techniques'", XXI 1957, pp. 18-31.
  • Evelyn Hooker, The homosexual community. Proceedings of the XIV International congress of applied psychology, Munksgaard, Copenhagen 1961.
  • Evelyn Hooker, Homosexuality: Summary of studies. In E. M. Duvall & S. M. Duvall (curr.), Sex ways in fact and faith, Association Press, New York 1961.
  • Evelyn Hooker, Male homosexual life styles and venereal disease. In: Proceedings of the World forum on syphilis and other treponematoses (Public Health Service Publication No. 997), U.S. Government Printing Office, Washington, DC 1962.
  • Evelyn Hooker, Male homosexuality. In: N. L. Farberow (cur.), Taboo topics, Atherton, New York 1963, pp. 44-55.
  • Evelyn Hooker, An empirical study of some relations between sexual patterns and gender identity in male homosexuals. In J. Money (cur.), Sex research: new development, Holt, Rinehart & Winston, New York 1965, pp. 24-52.
  • Evelyn Hooker, Male homosexuals and their worlds. In: Judd Marmor (cur.), Sexual inversion: the multiple roots of homosexuality, Basic Books, New York 1965, pp. 83-107). Traduzione italiana in: Judd Marmor (cur.), L'inversione sessuale, Feltrinelli, Milano 1970.
  • Evelyn Hooker, Homosexuality. In: The international encyclopedia of the social sciences, MacMillan and Free Press, New York 1968.
  • Evelyn Hooker, Parental relations and male homosexuality in patient and non-patient samples, "Journal of consulting and clinical psychology", XXXIII 1969, pp. 140-142.

Bibliografia

  • Richard Schmiechen, Changing our minds (1994). Videointervista ad Evelyn Hooker.

Collegamenti esterni