Ernest Boulton e Frederick Park

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Frederick Park ("Fanny", in piedi) ed Ernest Boulton ("Stella", seduto) accanto a Lord Arthur Pelham-Clinton (sulla sedia), 1869.

I travestiti londinesi Frederick Park ("Fanny"; 1848/9 - New York, 1881) ed Ernest Boulton ("Stella Boulton" o "Stella Clinton"; Tottenham, 18 dicembre 1847 - Holborn, 30 settembre 1904[1]) erano due amici che condividevano una stanza in affitto e si frequentavano assiduamente, in una vita che alternava prostituzione in abiti femminili e recite en travesti sui palcoscenici dei teatri di provincia inglesi.
"Stella" aveva inoltre una relazione con il parlamentare e aristocratico Lord Arthur Pelham-Clinton (Christchurch 23 giugno 1840 - 19 giugno 1870), arrivando al punto di farsi stampare biglietti da visita come "Stella Clinton".

La vicenda

Il 28 aprile 1870 la polizia di Londra si appostò davanti all'appartamento dei due amici in Wakefield Street, li seguì mentre andavano ad assistere a uno spettacolo, e li arrestò all'uscita dal teatro, vestiti in abiti femminili. Assieme a loro si trovava Hugh Mundell, un giovane che da qualche giorno stava corteggiando "Stella", nella convinzione che fosse una donna (e che fu rilasciato su cauzione, mentre Fanny e Stella furono trattenuti in carcere).
Fanny e Stella, dopo una frettolosa (e illegale, perché eseguita senza mandato) visita medica all'ano, furono incriminati per "aver cospirato ed aver incitato altre persone a commettere un delitto contro natura". Il processo incriminava anche altre persone i cui nomi erano emersi dalla corrispondenza sequestrata nell'appartamento degli imputati: Lord Arthur Pelham-Clinton, Louis Hurt, John Fiske, Martin Gumming, William Sommerville e C.H. Thompson.
Lord Arthur Pelham-Clinton, che era figlioccio di Lord Gladstone, morì improvvisamente "di scarlattina" il giorno dopo essere stato coinvolto nel processo e fu sepolto con velocità fulminea[2]. Martin Gumming, William Sommerville e C.H. Thompson si diedero contumaci. John Fiske era il console statunitense a Edinburgo e si sottomise al processo. Altre persone coinvolte furono i travestiti Martin Luther Cumming (detto "La contessa comica") ed Amos Westropp Gibbins (detto "Carlotta"), che affittavano per gli stessi scopi un'altra stanza nel medesimo appartamento in Wakefield Street.
Il processo iniziò il 9 maggio 1871 ed attrasse un enorme interesse di pubblico e di stampa. La polizia non riuscì però a provare che fossero effettivamente avvenuti atti di sodomia, né che il travestitismo, per quanto scandaloso, avesse scopo sessuale, e si vide contestare dal giudice stesso di avere agito senza chiedere le necessarie autorizzazioni a procedere.
Contro ogni previsione i due imputati furono perciò assolti per insufficienza di prove. Il medico che aveva eseguito la visita all'ano fu redarguito dal giudice.
Fanny sarebbe morto precocemente a New York, dove aveva vissuto di una piccola rendita, secondo McKenna per le conseguenze d'una sifilide (all'epoca, incurabile) che lo tormentava da molti anni. Qui era stato raggiunto dal fratello Harry, anch'egli omosessuale, che era stato processato e condannato per "buggery".
Stella proseguì invece una modesta carriera teatrale, senza mai raggiungere la fama, anzi vedendosi costretto a cambiare nome d'arte per evitare la cattiva fama che gli era derivata dal processo.
La fama dello scandalo fu duratura, se ancora nel 1881 un romanzo pornografico in gran parte a carattere omosessuale, The sins of the cities of the plain, inserì una scena di sodomia omosessuale che ha come protagonisti i personaggi di Boulton e Park.

Significato del processo

Gli imputati a processo (1871)

Gli storici britannici hanno concentrato l'attenzione su questo episodio, che secondo la scuola "costruzionista" dimostra l'incapacità di concepire l'esistenza dell'omosessualità prima che questa categoria fosse inventata dai medici, negli anni immediatamente successivi.
Al contrario, il principale studioso dell'episodio, Harry Cocks [3], argomenta sul fatto che sia i testimoni che la polizia che i diretti interessati avevano una chiara percezione dell'esistenza dell'omosessualità, ma che la Corte prese una decisa posizione contro un aumento della persecuzione aperta degli omosessuali nell'esplicita convinzione, assai diffusa nel periodo vittoriano, secondo cui discutere di questo argomento, anche solo per reprimerlo, ne favoriva la diffusione.
Fu questo il senso del rifiuto opposto fino almeno all'inizio del XX secolo dalla società vittoriana alla trattazione medica dell'omosessualità (che portò ad ostacolare in tutti i modi la vendita dell'opera di Havelock Ellis sulla inversione sessuale, che teoricamente non conteneva nulla che fosse proibito dalle leggi). Significativo da questo punto di vista il rimprovero al medico della polizia per avere utilizzato un tipo di esame fisico che nel resto d'Europa era ampiamente diffuso.
Pertanto secondo Cocks il processo segnala una precisa scelta politica (che grazie al processo fu ampiamente pubblicizzata), fatta dalle autorità britanniche nel periodo vittoriano. Una scelta destinata a durare per molti altri decenni.

Note

  1. Ernest Boulton, londonremembers.com.
  2. Ciò mise in circolazione la voce secondo cui un medico compiacente aveva firmato il certificato di morte per permettere al lord di sparire dalla circolazione, evitando imbarazzo ai parenti e al governo: Neil McKenna, a p. 359 della sua monografia, cita a sostegno di questa tesi il curioso testamento d'un nipote di Clinton che nel 1927 diseredava lo zio "che si dice sia morto" e i suoi "eventuali" eredi.
  3. Harry Cocks, Nameless offences: homosexual desire in the nineteenth century, Tauris & Co, London 2003 e 2009.

Bibliografia

Link esterni

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