Vincenzo Francone

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Enzo Francone nel 2006.

Vincenzo Francone, detto Enzo (Torino, 26 settembre 1947 - Torino, 29 novembre 2009) è stato un attivista gay italiano.

Le prime esperienze politiche

Francone è nato a Torino il 26 settembre 1947 da una famiglia, originaria del biellese, di falegnami e mobilieri; egli stesso imparò quell'arte nel laboratorio e negozio di famiglia, in Corso Regina Margherita a Torino.
Si è laureato in Economia e Commercio, frequentando la facoltà proprio negli anni dell'occupazione studentesca (a cui partecipò) della sede in Palazzo Campana; fece quindi parte dei gruppi studenteschi attivi nell'allora sinistra extraparlamentare.

L'incontro col Fuori! (1971)

Fu in quel contesto che venne a conoscenza del Fuori! appena dopo la sua fondazione, nel 1971, e partecipò attivamente alle sue prime iniziative pubbliche, a partire dalla prima manifestazione di Sanremo, nel 1972. In un'intervista ha ricordato che in quell'occasione:

« A Sanremo, fuori dalla sede di un congresso di sessuologia contro il quale manifestavamo, eravamo una ventina. Allora l'omosessualità era considerata una malattia e uno dei nostri cartelli di protesta recitava: "Chirurghi, siamo qui per curarvi". Girava la voce che, attraverso quel congresso, si volesse dar vita ad una legge contro l'omosessualità, considerata una perversione. I gay venivano definiti pervertiti, invertiti o travestiti[1]»

In quegli anni Francone fu politicamente vicino a molte delle anime del movimento gay, non ultima quella delle comuni omo-femministe.

La parentesi all'estero (1974-1977)

Nel 1974 si trasferì per un periodo a Londra, dove per vivere fece molti mestieri, tra cui il modello nelle scuole d'arte. In quel periodo condivise anche un appartamento con Mario Mieli, che lo cita genericamente come il coinquilino dell'io narrante, senza però nominarlo, nel suo romanzo autobiografico Il risveglio dei faraoni.
Dopo l'esperienza londinese Francone intraprese molti importanti viaggi in giro per il mondo, visitando l'Oriente e l'America Latina.

Di nuovo col Fuori! (dal 1977)

Tornato in Italia stabilmente, dal 1977 si riavvicinò alla politica attiva, sia col Fuori! che con il Partito Radicale, di cui divenne segretario regionale nel 1979.
Nel frattempo aveva partecipato nel 1978 alla Conferenza di Coventry, dove nacque l'allora IGA, ora ILGA, e si spese in molti contatti e iniziative, che sono rimaste nella storia del movimento internazionale, soprattutto le manifestazioni per i diritti delle persone lgbti a Teheran (Iran) nel 1979, e a Mosca nel 1980.

La manifestazione a Teheran (1979)

(Fotografia ANSA di Francone con un cartello di protesta a Teheran il 25 marzo 1979, su "radicalparty.org")[2].

La manifestazione a Mosca (1980)

Enzo Francone nel 1980
Articolo del 19 luglio 1980 sulla manifestazione di Mosca.

Sulla seconda iniziativa, Mauro Valeri ricorda:

« Il famigerato articolo 121 del codice penale (sovietico, NdR), introdotto da Stalin con il decreto 17 dicembre 1933 e la legge 7 marzo 1934, vietava i rapporti omosessuali, puniti fino ad cinque anni di reclusione, che divengono otto in caso di coercizione della vittima, di rapporto con minori o di violenza. Spesso la detenzione veniva tramutata in condanna ai lavori forzati in uno dei molti gulag, dove gli omosessuali subiscono umiliazioni e pestaggi, anche ad opera degli altri condannati. (...)

Il 21 luglio (...) Francone prova a denudarsi nella Piazza Rossa e a incatenarsi ad un palo davanti al Mausoleo di Lenin. Aveva così spiegato il suo gesto in un comunicato-stampa recapitato ai giornalisti esteri: "Sono qui per protestare contro la deportazione di due intellettuali sovietici, Trifonov e Piatkis, che hanno solo la colpa di essere omosessuali". In realtà, l'immediato intervento della polizia aveva bloccato sul nascere la protesta, terminata con l'arresto e l'espulsione dell'attivista.
Alla vicenda Giulietto Chiesa, corrispondente da Mosca, aveva dedicato un articolo su "L'Unità" (che si era da subito espressa contro ogni forma di boicottaggio) del 22 luglio, ridicolizzando l'iniziativa, sollevando però alcune critiche da parte di alcuni militanti.[3]»

Altre attività degli anni 1977-1990

Enzo Francone ha partecipato molto attivamente alla stagione del Fuori! cominciata con il Congresso di Torino nel 1978, e fu tra gli organizzatori della prima delle tre edizioni del Festival del cinema gay organizzati a Torino (1978, 1979, 1980), nonché gestore delle prime serate in discoteca organizzate in Italia da una organizzazione lgbt (sul modello di quanto organizzato dal CHE in Gran Bretagna) e infine ha organizzato le prime manifestazioni pubbliche del Pride, dal 1978 in avanti. Fu anche molto attivo e vicino al nascente MIT, nei primi anni della sua costituzione.

Dagli anni Novanta

Locandina della mostra commemorativa del 2014.

Negli anni Novanta del secolo scorso fu vicino ai Verdi, dando vita ad associazioni che si sono occupate dei diritti degli anziani, tema di cui si è occupato a lungo.

Nel 2004 ha ripreso le sue attività con il gruppo storico del Fuori!, riunito nella Fondazione Sandro Penna, e nel 2005 ha fondato l'Associazione di volontariato "Lambda". Molto del suo impegno di questo periodo è stato profuso nel Comitato Torino Pride appena nato nel 2006, partecipando anno dopo anno a tutte le sue attività fino all'ultimo dei suoi giorni.

E' morto a Torino il 29 novembre 2009, dopo una breve malattia. In sua memoria, in occasione del quinto anniversasrio della sua scomparsa, è stata inaugurata a Torino il 29 e 30 novembre 2014 una mostra in sua memoria.

La testimonianza di Sergio Rovasio

Nella sua commemorazione di Francone Sergio Rovasio, dell'associazione radicale "Certi diritti", ha così riassunto l'opera di Francone:

« Tra gli aspetti più creativi che lo hanno visto promotore di iniziative innovative per il movimento lgbt non si può non ricordare il primo gay pride italiano che si svolse a Torino nel 1978, la prima partita di calcio tra gay ed etero; la "prima volta" di un locale gay, il "Fire", gestito da un'associazione, che per anni è stato il punto di riferimento della comunità lgbt di Torino; il primo giornale gay, il "Fuori Notizie", e molto, molto altro.

Certamente le azioni più clamorose (e rischiose) di cui Enzo si rese protagonista furono quelle in cui si fece arrestare: a Teheran nel 1979 contro le persecuzioni verso le persone gay del neo-regime "rivoluzionario" komeinista, e a Mosca nel 1980, sulla Piazza Rossa, in occasione dell'inaugurazione delle olimpiadi, per protestare contro l'articolo 121 del codice penale sovietico e contro la detenzione di due persone gay ingiustamente arrestate, di cui nessuno più parlava. Subì interrogatori e violenze fisiche, venne espulso. Mostrò alla stampa i segni delle violenze al suo arrivo in Italia. Lo scorso marzo L'Associazione Radicale Certi Diritti lo elesse tesoriere con grande entusiasmo, e (lui) si mise subito al lavoro. Forte della sua esperienza si attivò immediatamente per aiutare gli organizzatori del Genova Pride. Durante la marcia non smise mai di ballare sul carro di "Certi diritti" l'inno dei gay "Ymca", e noi eravamo pure un po' preoccupati.
La malattia lo ha colpito all'improvviso e gli ha lasciato poche settimane di vita. Quando in questi giorni gli telefonavo per tenerlo aggiornato delle nostre iniziative era felice. L'ultima telefonata giovedì scorso è stata quella dell'addio, me lo fece intendere lui, non lo avevo mai sentito così[4]»

Note

  1. Francesca Baroncelli, L'intervista ad Enzo Francone, fondatore del movimento omosessuale italiano, "Genova mentelocale", 4 aprile 2009.
  2. Sull'episodio si veda: Gianni Rossi Barilli, Il movimento gay in Italia, Feltrinelli, Milano 1999, pp. 115-116.
  3. Mauro Valeri, Il boicotaggio olimpico di Enzo Francone a Mosca 1980, "Sportallarovescia.it", 5 febbraio 2014. Di questa iniziativa parla diffusamente "Fuori! Notizie" dell'ottobre 1980.
  4. Sergio Rovasio, In ricordo di Enzo Francone. In: Martedì 1 dicembre, a Torino camera ardente e funerale di Enzo Francone, "Radicali.it", 30 novembre 2009.

Voci correlate

Bibliografia

Link esterni

Nota: Questa voce ingloba anche il testo di una commemorazione inviataci da Enzo Cucco, che ringraziamo.