Das lila Lied

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Copertina dello spartito originale (1920)

"Das lila Lied" è una canzone di cabaret, scritta nel 1920, con testo di Kurt Schwabach (1898-1966) e musica di Mischa Spoliansky (1892-1932, noto con lo pseudonimo di "Arno Billing") ed è considerata una delle prime canzoni di liberazione gay[1].
Il titolo tedesco si può tradurre in italiano come "La canzone lillà" o "La canzone color lavanda".

Storia

Durante la Repubblica di Weimar, gay e lesbiche godettero di un periodo di maggior libertà grazie all'abolizione della censura e ad un generale clima di maggiore democrazia. Berlino era inoltre una città in cui fin dalla fine del XIX secolo s'era sviluppata una sottocultura LGBT che consisteva in una rete di associazioni, locali e posti di ritrovo (il più famoso era l'Eldorado) in cui era venuta a consolidarsi l'identità della comunità gay e lesbica d'Europa.
La canzone fu scritta in onore dell'Institut für Sexualwissenschaft (l'"Istituto di scienze sessuali") di Magnus Hirschfeld, che aveva appena fatto parlare di sé a livello mondiale con la prima "Conferenza internazionale per la riforma sessuale", chiedendo una regolamentazione del comportamento sessuale sulla base di dati scientifici anziché sulla religione o sulla tradizione.

Significato

Kurt Schwabach, il musicista, e l'amico Mischa Spoliansky, il paroliere, dedicarono a Hirschfeld "Das lila Lied”. Il lillà fu scelto come colore identificativo del "Terzo sesso" perché è il colore che risulta mescolando l'azzurro e il rosa[2]. Per questo la canzone è considerata uno dei primi inni di liberazione gay.
La canzone ebbe un grande successo, anche discografico, nella versione orchestrale diretta dal violinista Marek Weber.

Testo

Etichetta di 78 giri del 1921

Was will man nur?
Ist das Kultur,
daß jeder Mensch verpönt ist,
der klug und gut,
jedoch mit Blut
von eig'ner Art durchströmt ist,
daß g'rade die
Kategorie
vor dem Gesetz verbannt ist,
die im Gefühl
bei Lust und Spiel
und in der Art verwandt ist?

Und dennoch sind die Meisten stolz,
daß sie von ander'm Holz!

Refrain
Wir sind nun einmal anders als die Andern,
die nur im Gleichschritt der Moral geliebt,
neugierig erst durch tausend Wunder wandern,
und für die's doch nur das Banale gibt.
Wir aber wissen nicht, wie das Gefühl ist,
denn wir sind alle and'rer Welten Kind,
wir lieben nur die lila Nacht, die schwül ist,
weil wir ja anders als die Andern sind.

Wozu die Qual,
uns die Moral
der Andern aufzudrängen?
Wir, hört geschwind,
sind wie wir sind,
selbst wollte man uns hängen.
Wer aber denkt,
daß man uns hängt,
den müßte man beweinen,
doch bald, gebt acht,
wird über Nacht
auch uns're Sonne scheinen.

Dann haben wir das gleiche Recht erstritten,
wir leiden nicht mehr, sondern sind gelitten!

Traduzione

La canzone lillà

Ditemi un po'
se questa è civiltà
prendersela con delle persone
buone e intelligenti
nelle cui vene tuttavia
scorre un sangue un po' speciale,
dichiarare fuorilegge
proprio quella categoria
che vive in sintonia
di carattere, sentimenti,
passioni e divertimenti?

Eppure la maggior parte delle persone
è orgogliosa di cose diverse!

Ritornello
Siamo diversi di natura
da quelli che in amore
seguono la morale dominante,
scegliendo fra mille meraviglie
sempre e soltanto la banalità.
Noi invece, ignari del sentimento
perché siam figli di altri mondi
amiamo solo la notte rosa, afosa e gaia
perché siamo diversi dagli altri.

Perché sforzarsi
d'imporci
la morale altrui?
State a sentire:
noi siamo come siamo
anche se c'impiccate!
Chi però pensa
d'impiccarci
è proprio da compatire
perché entro breve
- state attenti! -
splenderà anche il nostro sole.

Allora avremo uguali diritti,
e non soffriremo più: sarete voi a soffrirci!

Note

  1. Giovanni Dall'Orto, Documenti di storia gay - Canzonette tedesche di prima del nazismo (1900-1933)], "La Gaya Scienza".
  2. Negli anni '50 in USA il color lillà o lavanda era identificativo delle persone omosessuali. Vedi la voce sul Lavender scare. La versione inglese cantata da Ute Lemper ha tradotto "Das lila Lied" come "The lavender song".

Voci correlate

Bibliografia

Discografia

Di questa canzone esistono diverse incisioni sia d'interpretazioni prebelliche, sia di nuove interpretazioni (molte delle quali ascoltabili anche su Youtube), apparse nei seguenti album:

  • 1921 - Marek Weber Orchestra, "Das lila Lied". Versione orchestrale con canto. Riedita negli album:
    • Die schwule Plattenkiste - vom Hirschfeldlied zum lila Lied, Schwules und lesbisches in historischen Aufnahmen 1908/1933, Berliner Musenkinder, 2001;
    • Spolianksy: a musical portrait, The listening room, 2009;
    • Schwule und frivole Lieder, vol. 4, M.A.T., 2013;
    • New York in the 1920s: roaring 1920s New York remastered, Burbank, 2015.
  • 1921 - Marek Weber Orchestra, "Das lila Lied", Parlophon, 1921 (78 giri). Versione solo orchestrale (senza canto), online su Youtube.
  • 1921 - Orchester mit Refraingesang, "Das lila Lied", Homokord, 1921. Versione orchestrale, con solo il ritornello in versione cantata. Riedita negli album:
    • Schwule lieder, Membran International, 2003;
    • Schwule und frivole Lieder, vol. 1, M.A.T., 2013.
  • 1996 - Ute Lemper, "Das lila Lied", Berlin cabaret songs, Decca, 1996. La Lemper ne ha cantato anche una versione in inglese, "The lavender song".
  • 1998 - Henry Nandzik & Claus J. Frankl, "Das lila Lied", duetto dallo spettacolo: Heute nach oder nie - Mischa Spoliansky Revue zum 100. Geburtstag in der Kleinen Revue im Berliner Friedrichstadtpalast 1998, online su Youtube.
  • 2001 - Melinda Hughes, "Das lila Lied", Smoke and noise, Nimbus, 2001.
  • 2014 - Adrienne Haan live in concert at the Jerusalem Theatre, Symphony Hall, "Between fire and ice - A diabolical Weimar Berlin cabaret", a tribute to 1920s Berlin, accompanied by the Jerusalem Symphony Orchestra, January 22, 2014. Online su Youtube.
  • 2015 - Katarzyna Groniec, "Das lila Lied", Emigrantka, Sony 2015.

Collegamenti esterni