DDL Cirinnà

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Il DDL Cirinnà, dal nome della prima firmataria Monica Cirinnà, senatrice del Partito Democratico, è la proposta di legge sulle unioni civili sostenuta dal Governo Renzi che ha espresso la volontà di legiferare sul tema. E' la prima proposta di legge in assoluto sulle unioni civili che in Italia, nel marzo 2015, ha superato lo scoglio del voto di una Commissione parlamentare, la Commissione Giustizia del Senato.

Contenuti del DDL Cirinnà

La proposta prevede di introdurre nella legislazione italiana le unioni civili, e, se approvata, garantirebbe esclusivamente a due partner dello stesso sesso (una coppia etero non può unirsi civilmente) o alle coppie omosessuali che abbiano già formalizzato la propria unione all’estero diritti e doveri reciproci identici a quelli del matrimonio tra uomo e donna:

  • assistenza morale e materiale,
  • fedeltà (ommessa dal maxi-emendamento),
  • coabitazione,
  • collaborazione per le decisioni relative all’orientamento della vita familiare,
  • contribuzione alle necessità materiali ed economiche della famiglia.
  • mantenimento, istruzione, educazione, assistenza morale dei figli, anche di uno solo dei due partner.

Al pari di una coppia sposata, chi si unirà civilmente potrà scegliere quale regime patrimoniale applicare ai beni posseduti prima della sottoscrizione dell’unione e a quelli acquistati in seguito. Anche per eredità e successioni il partner dello stesso sesso avrebbe un trattamento identico a quello del coniuge sposato con matrimonio civile e, inoltre, le modalità di separazione e scioglimento dell’unione, nonché i diritti e doveri delle parti sull’assegnazione degli alimenti sarebbero identici a quelli del matrimonio.

Il DDL Cirinnà non equipara l'unione civile tra omosessuali al matrimonio civile tra eterosessuali negli aspetti formali simbolici e non prevede cerimonie né adempimenti preliminari. Per costituire un’unione civile, infatti, la coppia semplicemente dovrà fare una dichiarazione davanti all’ufficiale di stato civile del Comune, alla presenza di due testimoni, quindi l’ufficiale di stato civile iscriverà l’unione in un apposito registro.

Ancora, la proposta ha due limiti molto significativi: esclude le coppie gay dall’adozione ordinaria e dall’accesso alla fecondazione assistita vietata alle coppie dello stesso sesso in Italia. Il testo in discussione solamente che sia possibile la cosiddetta “adozione speciale” da parte di uno dei partner della coppia del figlio minorenne dell’altro partner. Questo tipo di adozione non è in linea con la cosiddetta second-parent adoption prevista in altri ordinamenti europei, in quanto non crea un legame di parentela tra l’adottante e l’adottato ed è revocabile (sia pure per motivazioni gravi).

Iter legislativo

Il DDL Cirinnà è stato depositato in Senato il 15 marzo 2013[1] e assegnato alla Commissione Giustizia il 26 giugno 2013. La relatrice Monica Cirinnà è stata nominata il 4 dicembre 2013. Il 26 marzo 2015, dopo due anni di sostanziale stallo, la Commissione ha approvato con 14 voti favorevoli, 8 contrari e un astenuto il testo base per la discussione in commissione sulle unioni civili. Il Movimento 5 Stelle ha votato insieme al Partito Democratico per l'approvazione del testo. Contrari Forza Italia, Nuovo Centro Destra e Lega nord. Si è astenuto il senatore Ciro Falanga di Forza Italia[2]. Sul provvedimento sono stati depositati 4.320 emendamenti a fini ostruzionistici sopratutto dai partiti Nuovo Centro Destra e Forza Italia. Tra ritiri e testi scartati per inammissibilità gli emendamenti sono stati ridotti a 1.800. I primi voti in Commissione sugli emendamenti sono incominciati il 23 giugno 2015. Il 15 luglio 2014, dopo un incontro incontro tra il PD e le associazioni Lgbt, il partito promette la calendarizzazione in giornata del DDL Cirinnà. Micaela Campana, responsabile Diritti del Pd dichiara:

« Stiamo lavorando in queste ore per accelerare l'iter dei pareri e delle relazioni, che già il ministero della Giustizia e il ministero dell'Interno hanno fornito, che saranno valutate dalla commissione Bilancio per costruire i pareri che permetteranno l'inizio della votazione degli emendamenti in commissione. Oggi noi chiederemo la calendarizzazione, e seguiremo la strada ordinaria, ma davanti a chi porrà sul tavolo solo ostruzionismo siamo disposti a mettere in campo tutte le azioni che il regolamento ci consente[3]»

La conferenza dei capigruppo del Senato decide, al contrario di rinviare la calendarizzazione del provvedimento. La motivazione del rinvio, spiegano sia il presidente dei senatori di Area popolare, Renato Schifani, che il presidente del gruppo del Pd, Luigi Zanda, è che bisogna attendere la relazione tecnica del ministero dell'Economia sui costi che avrebbero gli assegni familiari e le pensioni di reversibilità chiesta dal partito Ncd. Il M5S chiede comunque la calendarizzazione del provvedimento sia votata e il PD vota contro[4]. Il 22 luglio 2015 la conferenza dei capigruppo del senato stabilisce che il DDL approderà all'esame dell'aula nel corso della prima settimana di agosto, "ove concluso l'esame in commissione"; a quella data non è stata ancora predisposta l'attesa relazione tecnica del ministero dell'Economia al disegno di legge, relazione dedicata a verificare la copertura finanziaria al progetto di legge[5].

Prese di posizione dell'associazionismo lgbt

Critiche dell'associazionismo lgbt

Numerose e giuridicamente circostanziate sono state le critiche al progetto di legge delle associazioni lgbt italiane.

Rete Lenford, gli avvocati per la difesa dei diritti LGBT, ha espresso un parere ampio e articolato[6] sul progetto di legge sostenendo che l'approvazione porterebbe a un apartheid giuridico. Tra le principali obiezioni mosse al provvedimento:

  • l’introduzione dell’unione civile, anche egualitaria, crea in ogni caso una discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, alle quali si preclude l’accesso al diritto fondamentale al matrimonio;
  • Il testo sulle unioni civili in esame è chiaramente di tipo non egualitario, in quanto, non rinviando integralmente alla disciplina sul matrimonio, non può raggiungere l'ampiezza dei diritti e dei doveri che le coppie sposate acquisiscono per legge;
  • una unione civile per quanto egualitaria è inferiore di rango al matrimonio civile, e perciò costituisce una illegittima discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale;
  • il disegno di legge in esame prevede solo l'adozione del figlio biologico del coniuge;
  • Il disegno di legge qui in esame si propone di riconoscere i legittimi matrimoni di coppie omosessuali contratti all'estero come unioni civili in Italia. Non sussiste alcuna ragione per operare una simile odiosa discriminazione, fondata solo sull'orientamento sessuale delle sue vittime, nei confronti di coppie, anche straniere, che si trovino a dovere trasferire la loro residenza nel nostro Paese;
  • Il disegno di legge in discussione nulla prevede in ordine al necessario automatico riconoscimento della filiazione delle coppie dello stesso sesso derivanti, in primo luogo, da adozione congiunta, legalmente effettuata all'estero, di un minore; in secondo luogo, della adozione del figlio biologico o del figlio adottivo dell'altro partner;
  • la normativa è assolutamente carente per quanto concerne le cause di annullabilità (errore, violenza, il timore di eccezionale gravità), nonché in ordine alla causa di nullità del vincolo dipendente dalla simulazione.

Per Rete Lenford, insomma: “l’approvazione di un istituto riservato esclusivamente alle coppie dello stesso sesso significherebbe istituzionalizzare una discriminazione fondata sull’orientamento sessuale[7]”. Della stessa idea è Yuri Guaiana, segretario dell’associazione Certi Diritti, secondo cui questa legge creerebbe “un'intollerabile forma di segregazionismo giuridico che rischia di accrescere l’omofobia nel Paese[8]”. Per Fiorenzo Gimelli presidente di Agedo, l'associazione di genitori di omosessuali, "solo se rimane come è adesso rappresenta un passo nella direzione giusta, quella del matrimonio egualitario e dell’allargamento dei diritti", mentre se il livello di tutele che offre venisse poi ridotto "andrebbe verso un binario morto".

Critiche al DDL Cirinnà del mondo cattolico

Più ideologiche risultano le critiche dal disegno di legge sulle unioni civili dell'associazionismo cattolico e ultracattolico,e cioè quello legato ai gruppi contrari a qualsiasi forma di riconoscimento giuridico per le coppie di persone dello stesso sesso.

Il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, ha definito il testo del DDl Cirinnà “una forzatura ideologica”: è, infatti,

« il tentativo, ancora una volta, di equiparare realtà che di fatto sono diverse tra loro[9]»

Gli 'ultracattolici' si sono dati appuntamento in Piazza San Giovanni a Roma il 20 giugno 2015 per una mobilitazione a difesa della così detta famiglia naturale organizzata dal Comitato Difendiamo i nostri figli. La manifestazione vuole

« promuovere il diritto del bambino a crescere con mamma e papà, vogliamo difendere la famiglia naturale dall′assalto a cui è costantemente sottoposta da questo Parlamento, vogliamo difendere i nostri figli dalla propaganda delle teorie gender che sta avanzando surrettiziamente e in maniera sempre più preoccupante nelle scuole[10] »
e "dire no all'"avanzata di progetti di legge come il ddl Cirinnà che dell′ideologia gender sono il coronamento e arrivano fino alla legittimazione della pratica dell′utero in affitto. Ci troveremo tutti in piazza a Roma, schierati a difesa della famiglia e dei soggetti più deboli, a partire dai bambini″.

Tra le altre associazioni che si sono espresse sul tema, per esempio, Agapo, Associazione di Genitori e Amici di Persone Omosessuali che offre terapie di conversione per gli omosessuali, che sostiene che "la proposta di legge, contrariamente a quanto appaia sui media, non fa il bene delle persone omosessuali":

« Le persone omosessuali possono realizzare la felicità nella vita come tutti gli altri, purché sappiano guardare con realismo la propria condizione. Il progetto Cirinnà rende ciò più difficile, perché oscura il ruolo dell’alterità nelle relazioni affettive, rendendo l'uomo e la donna intercambiabili. (...) Il matrimonio gay rappresenta un nonsenso sul piano antropologico, una grave ingiustizia sul piano sociale (riservandogli un trattamento medesimo all'unione che fa nascere e crescere le generazioni successive) e, come sopra delineato, ci preme sottolinearlo, le prime vittime della legge sarebbero molte delle stesse persone omosessuali[11]. »

Le Sentinelle in piedi, per parte loro, hanno sostenuto:

« Il “no” al ddl Cirinnà dovrà qui risuonare forte da quella piazza, per dare forma concreta a quel no ripetuto tante volte all’interno di conferenze, incontri, convegni, per esprimere la voce dei tanti che saranno in piazza senza microfono ma che con la loro presenza testimonieranno dissenso rispetto a questo testo. Non è possibile infatti dire “no al gender nelle scuole” se non dicendo no al gender nella società, nella vita delle persone e dei bambini che saranno cresciuti da coppie formate da persone dello stesso sesso private dei genitori[12]»

Bibliografia

  • Pietro Vinti, Il matrimonio imperfetto, in "Pride", giugno 2015, p. 5.

Link esterni

  • Gazzetta ufficiale, Legge 20 maggio 2016, n. 76: "Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze".

Note

  1. Atto senato n.14
  2. Anonimo, Unioni civili, il primo sì al Senato: asse Pd-M5S sul testo Cirinnà, "www.ilmessaggero.it", 26 marzo 2015.
  3. Anonimo, Unioni civili, il Pd chiede la calendarizzazione del ddl, "www.partitodemocratico.it", 15 luglio 2015.
  4. Anonimo, Slogan a parte, PD vota contro richiesta del M5S di calendarizzare subito ddl Cirinnà, "www.lgbtnewsitalia.com", 15 luglio 2015.
  5. Anonimo, Unioni civili: relazione del governo non arriva, rallenta esame disegno di legge, "Republica.it", 22 luglio 2015.
  6. Rete Lenford, ''Osservazioni sul testo unificato dei disegni di legge in materia di unioni civili tra persone dello stesso sesso e di convivenze di fatto'', 12 febbraio 2015
  7. Pietro Vinti, Il matrimonio imperfetto, in "Pride", giugno 2015, p. 5.
  8. Pietro Vinti, Il matrimonio imperfetto, in "Pride", giugno 2015, p. 5.
  9. Anonimo, Mons. Galantino: con Ddl Cirinnà unioni civili come matrimoni, "it.radiovaticana.va", 27 marzo 2015.
  10. FAMIGLIA: MOBILITAZIONE NAZIONALE IL 20 GIUGNO A ROMA, giugno 2015.
  11. Anonimo, Agapo: «Il Cirinnà aumenta la confusione nelle persone con tendenza omosessuale e li spinge all'autolesionismo», "gayburg.blogspot.it", 15 giugno 2015.
  12. Sentinelle in piedi, Non c’è “no” al gender senza “no” al ddl Cirinnà. Il 20 giugno tutti a Roma, "www.tempi.it", 9 giugno 2015.

Voci correlate