Copi

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Copi, pseudonimo Raúl Damonte Botana (Buenos Aires, 20 novembre 1939 – Parigi, 14 dicembre 1987), è stato un drammaturgo, fumettista, scrittore e attore argentino, che ha pubblicato principalmente in lingua francese.

Biografia

Copi nasce a Buenos Aires il 20 novembre 1939. Il suo vero nome è Raúl Natalio Roque Damonte Botana (Raúl Damonte). Il nonno Natalio Botana (1888–1941), uruguayano di nascita, è il fondatore del prestigioso quotidiano progressista "Crítica" di Buenos Aires e della casa di produzione cinematografica "Baires Film", ed è tra l'altro amico personale di personaggi come Borges, Lorca, Neruda, Ortega y Gasset e Siqueiros. La nonna è Salvadora Medina Onrubia (1894–1972), anarchica, femminista, giornalista e drammaturga, incline al misticismo e più o meno segretamente lesbica. La madre di Copi è Georgina Nicolasa Botana, detta «la China» (1919), terza figlia dell'illustre e potente coppia, cresciuta nell'ateismo e nell'anarchismo. Il padre è Raúl Damonte Taborda (1909–1982), giornalista e uomo politico antifascista, eletto deputato nello schieramento radicale, poi peronista per breve periodo prima di diventare feroce oppositore di Perón dalle pagine di «Crítica», di cui assume la direzione dopo la morte di Botana.
Copi, primo figlio della «China» e di Damonte, prende lo stesso nome del padre (a cui viene aggiunto quello del nonno). Al piccolo Raúl viene subito affibbiato il nomignolo "Copi", che deriverebbe da copito («ciuffetto») per indicare il ciuffo ribelle sulla fronte. Al primogenito seguono altri due figli, Jorge (1943) e Juan Carlos (1945-2005).

Montevideo, Parigi, Buenos Aires

Poco dopo la nascita del terzo figlio, nell'ottobre 1945, Raúl Damonte, anticipando l'imminente ascesa al potere di Perón, si rifugia all'estero, portando moglie e figli a Montevideo, in Uruguay. A Montevideo Copi passa gli anni felici dell'infanzia, e qui inizia a scrivere opere teatrali (andate perdute).
Nel 1952 Raúl Damonte viene nominato console onorario uruguayano a Reims, in Francia. Tutta la famiglia emigra così a Parigi. Un colpo di stato in Argentina nel settembre 1955 destituisce Perón costringendolo all'esilio, e il padre decide di rientrare a Buenos Aires con tutta la famiglia.
Il ritorno a Buenos Aires per Copi quindicenne è una vera rinascita, sia artistica, sia esistenziale, con l'esperienza della propria omosessualità. Le aspirazioni artistiche di Copi sono rivolte soprattutto verso il disegno e verso il teatro. I suoi primi disegni sono pubblicati nella rivista del padre, già con lo pseudonimo Copi, e si tratta perlopiù di vignette di satira politica.

Ritorno a Parigi

A 22 anni Copi torna in vacanza a Parigi, dove lo raggiunge la notizia di un nuovo colpo di stato in Argentina, in seguito al quale il padre chiede nuovamente asilo politico all'ambasciata uruguayana a Buenos Aires. Copi decide di rimanere a Parigi e per vivere vende i suoi disegni sul Pont des Arts e nei cafés di Saint-Germain-des-Prés. Grazie a fortunati incontri riesce a far pubblicare le sue prime storie disegnate su riviste come «Twenty», «Bizarre» e «Le Nouvel Observateur», per il quale crea il suo personaggio più celebre: la Donna seduta. È l'inizio del successo.

La produzione artistica

Da questo momento si moltiplicano le collaborazioni con giornali e riviste francesi (tra cui, in seguito, «Hara-Kiri», «Charlie Mensuel», negli anni ’70 «Libération» e negli anni ’80 la rivista gay «Gai-Pied») e straniere. In questi anni si intensificano anche i rapporti con gli artisti più eccentrici e trasgressivi della capitale francese, a cominciare da Fernando Arrabal, Alejandro Jodorowsky e Roland Topor, e con i numerosi artisti teatrali immigrati dall'Argentina come Victor García, Jorge Lavelli, Jerôme Savary e Alfredo Arias.
Il 1966 è l'anno del debutto in happening e performance, a cominciare dallo sketch Sainte Geneviève dans sa baignoire, con la sua stessa interpretazione. Nel 1968 compone finalmente la sua prima commedia vera e propria, La journée d’une rêveuse, a cui segue nel 1970 Eva Perón, rappresentato dal Groupe Tse diretto da Arias, che affida la parte della protagonista a un attore en travesti: Facundo Bo. Durante le repliche, gruppi peronisti e militanti di estrema destra assaltano e distruggono il teatro.
Tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70 Copi fa spesso tappa a Milano, grazie all'entusiasmo dell'editore Giovanni Gandini che introduce l'opera di Copi in Italia, attraverso il mensile «Linus» da lui fondato. Nel 1971 c'è la prima messa in scena di Eva Perón con la regia di Mario Missiroli e l'interpretazione di Adriana Asti.
Il secondo grande successo teatrale di Copi arriva nell'ottobre 1971 con L’homosexuel ou la difficulté de s’exprimer (L'omosessuale, ovvero la difficoltà di esprimersi) , interpretato dall’autore stesso nei panni della signora Garbo. Risale a questi anni l'inizio dell'intensa amicizia con Guy Hocquenghem. Da questa relazione nasce un coinvolgimento di Copi, sia pure blando, in iniziative politiche come quella di sottoscrivere la lettera aperta per sostenere proprio Hocquenghem e altri candidati del movimento gay francese alle elezioni legislative del 1978.
Nel 1973 Copi pubblica il suo primo romanzo, L'Uruguayen. Il 29 ottobre debutta a Le Palace Les quatre jumelles all'interno del prestigioso Festival d'Automne.
Nel 1974 Copi è ancora interprete teatrale di un proprio lavoro, Loretta Strong, un personaggio che costituirà d’ora in poi una sorta di alter ego.
Nel 1976, mentre è negli Usa in tournée con Loretta Strong, invitato a New York dal "Café La Mama" in occasione del bicentenario dell'Indipendenza, Copi si rompe una caviglia, e durante la convalescenza scrive il suo secondo romanzo, Le bal des folles (Il ballo delle checche).
Nel 1978 vanno in scena due nuove opere: La coupe du monde, ispirata ai campionati mondiali di calcio in Argentina, considerati dagli oppositori di Videla come una legittimazione del suo crudele regime basato sulla repressione, sulla tortura e sul sequestro che stava creando migliaia di desaparecidos; e un testo di vasto respiro storico-politico ambientato in Argentina, Lsombra de Wenceslao, primo dramma scritto da Copi in spagnolo.
Il 23 gennaio 1980 va in scena al Teatro Parnaso di Roma Tango-charter, scritto a quattro mani con Riccardo Reim, che ne è anche il regista. Il mese successivo Copi è invece impegnato come attore per il Teatro Stabile di Torino nei panni di Madame nelle Bonnes di Jean Genet, insieme ad Adriana Asti e Manuela Kustermann, con la regia di Mario Missiroli.
Nel 1981 scrive Cachafaz, ancora una volta in spagnolo, mentre va in scena, a tre anni dalla pubblicazione, La tour de la Défense. Negli anni successivi escono sue nuove opere di narrativa come La guerre des pédés e la raccolta di racconti Virginia Woolf a encore frappé, e nel 1983 va in scena, nell'ambito del Festival d'Automne, Le frigo, di cui è regista e interprete. L'anno dopo Copi presenta a teatro Les escaliers du Sacré-Coeur, in versi. Anziché essere rappresentata l'opera viene letta pubblicamente dall'autore stesso al Théâtre de la Bastille, per quasi un mese di seguito, senza attori né scene. Ed è l'ultima volta in cui Copi calca le scene, sia pure da autore-lettore.
Nel luglio 1985 al Festival d'Avignone è il trionfo con La nuit de madame Lucienne, con la partecipazione di Maria Casarès. L'anno seguente esce l'ultimo album di disegni, Le monde fantastique des gays (Il fantastico mondo dei gay... e delle loro mamme), testamento dolorosamente comico e graffiante di Copi, che dalla fine del 1984 sa già di avere l'Aids.

Gli anni dell'Aids

Nel 1987 Copi, mentre entra ed esce in continuazione dall'ospedale (riuscendo anche a tornare per un'ultima volta a Buenos Aires insieme alla madre e a Hocquenghem, il quale sta scrivendo il suo romanzo d'addio Ève), porta a compimento le sue due ultime opere: il romanzo L'internationale argentine e la commedia Une visite inopportune, nella quale esorcizza la sua malattia e la sua morte imminente. L'11 dicembre gli viene assegnato il "Prix du Meilleur auteur dramatique - Ville de Paris", che però non può recarsi a ritirare. Copi muore tre giorni dopo, il 14 dicembre 1987, all'ospedale Claude Bernard.

Opere

Romanzi

  • L'Uruguayen, Christian Bourgois, 1973.
  • Le bal des folles, Christian Bourgois, 1977. (Traduzione italiana: Il ballo delle checche, 1978).
  • Une langouste pour deux, Christian Bourgois, 1978.
  • La cité des rats, Belfond, 1979.
  • La vita è un tango, Hallier, 1979.
  • La guerre des pédés, Albin Michel, 1982.
  • Virginia Woolf a encore frappé, Persona, 1983.
  • L'Internationale argentine, Belfond, 1988. (Traduzione italiana: L'Internazionale argentina, 1989).

Teatro

  • Un angel paral la señora Lisca, Buenos Aires, messo in scena da Copi, 1962.
  • Sainte Geneviève dans sa baignoire, Le Bilboquet, messo in scena da Jorge Lavelli, 1966.
  • L'alligator, le thé, Festival internationale dell'UNEF, messo in scena da [érome Savary, 1966.
  • La journée d'une rêveuse, Théâtre de Lutèce, messo in scena da Jorge Lavelli, 1968.
  • Eva Peron, Théâtre de l'Epée-de-Bois, messo in scena da Alfredo Arias, 1970. Prima messa in scena italiana: Eva Peron, Circo Demar, messo in scena da Mario Missiroli, 1971.
  • L'homosexuel ou la difficulté de s'exprimer, Théâtre de la Cité Universitaire – La Resserre, messo in scena da Jorge Lavelli, 1971. Prima messa in scena italiana: Irina, Teatro La Comunità, messo in scena da Marco Gagliardo, 1978.
  • Les quatre jumelles, Festival d'Automne, Théâtre Le Palace, messo in scena da Jorge Lavelli, 1973. Prima messa in scena italiana: Le quattro gemme, Teatro Parnaso, messo in scena da Copi, 1979.
  • Loretta Strong, Théâtre de la Gaïté Montparnasse, messo in scena da Javier Botana, 1974. Prima messa in scena italiana: Loretta Strong, Teatro dell'Orologio, messo in scena da Caterina Merlino, 1984.
  • La Pyramide, Le Palace, messo in scena da Copi, 1975. Prima messa in scena italiana: La Piramide, Teatro Politecnico, messo in scena da Silvio Benedetto, 1989.
  • La coupe du monde, Théâtre le Sélénite, messo in scena da Copi, 1975.
  • L'ombre de Venceslao, Festival de la Rochelle, messo in scena da Jérome Savary, 1978.
  • La Tour de la Défense, Théâtre Fontaine, messo in scena da Claude Confortès, 1978. Prima messa in scena italiana: La notte di Capodanno, Spazio Uno, messo in scena da Marco Gagliardo, 1988.
  • Le Frigo, Théâtre Fontaine, 1983. Prima messa in scena italiana: Il frigorifero, Teatro Sant'Agostino, messo in scena da Nicholas Brandon, 1971.
  • La nuit de Madame Lucienne, Festival d'Avignon, Théâtre Municipal, messo in scena da Jorge Lavelli, 1985. Prima messa in scena italiana: La notte di Madame Lucienne, Teatro Politecnico, messo in scena da Silvio Benedetto, 1986.
  • Une visite inopportune, Théâtre de la Colline, messo in scena da Jorge Lavelli, 1988. Prima messa in scena italiana: Una visita inopportuna, Teatro Testoni, messo in scena da Cherif, 1989.
  • Les escaliers du Sacré-cœur, Théâtre de la Commune d'Aubervilliers, messo in scena da Alfredo Arias, 1990. Prima messa in scena italiana: Le Scale del Sacro Cuore, Centro Civico Giorgella, messo in scena da Claudio Orlandini, 2005.
  • Cachafaz, Théâtre de la Colline, messo in scena da Alfredo Arias, 1993. Prima messa in scena italiana: Tango barbaro, Teatro Duse, messo in scena da Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, 1995.

Fumetti

  • Le dernier salon où l'on cause, Éditions du Square.
  • Et moi, pourquoi j'ai pas de banane?, Éditions du Square, 1975.
  • Les vieilles putes, Editions du Square, 1977. Traduzione italiana: Storie puttanesche, Mondadori, Milano 1979.
  • Le monde fantastique des gays 1986, Traduzione italiana: Il fantastico mondo dei gay... e delle loro mamme!, Glénat Italia, Milano 1987.
  • La femme assise, Stock, 2002.
  • Un livre blanc, Buchet-Castel, 2002. Traduzione italiana: Un libro bianco.
  • Les poulets n'ont pas de chaises. Traduzione italiana: I polli non hanno sedie, Glénat Italia, 1988. ISBN 88-7811-015-9.

Altro

  • Copi, testi raccolti da Jorge Damonte e Christian Bourgois, 1990.

Bibliografia

Collegamenti esterni

Voci correlate