Ciro Cascina

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Alle "Giornate dell'orgoglio omosessuale", a Bologna, il 28 giugno 1980.

Ciro Cascina è un autore teatrale e attore.[1]

Biografia

Nasce a Portici agli inizi degli anni Cinquanta, ma ancora bambino (cinque anni) si trasferisce a Torre Annunziata dove frequenta le scuole fino al conseguimento del diploma magistrale. Iscritto all'Università, alla facoltà di medicina, interrompe gli studi universitari al secondo anno per dedicarsi a tempo pieno al teatro.
Non frequenta accademie o scuole di recitazione ma cresce, come autore teatrale e come attore, attingendo al teatro di strada e alla tradizione orale dei femminielli napoletani, dove, come ha detto una volta in una intervista "c'era una selezione spietata... non è che tu eri femminella e ti esibivi". Tra i suoi maestri egli ricorda "Antonia a Fuchera", "A Millecinche", "A Pallona", straordinari attori che non hanno mai calcato i palcoscenici di grandi teatri e che non hanno mai raggiunto un grande successo di pubblico, ma che sono figure mitiche nell'immaginario popolare napoletano.
Negli anni Settanta, quasi per caso, Ciro Cascina inizia a esibirsi nei primi locali gay di Napoli, come "Il Bagatto". Si tratta della recitazione di monologhi di Franca Valeri, classici di un certo modo di fare teatro che prendono in giro con autoironia il mondo gay, o anche di monologhi improvvisati di Cascina stesso, tesi a smascherare l'ipocrisia e la presunta "virilità" degli eterosessuali che "vanno con i ricchioni".
L'inedita contaminazione di cultura camp, di tradizione napoletana, di travestitismo e di impegno politico del teatro di Ciro Cascina, è l’immagine più completa degli umori e delle aspirazioni del movimento gay di quegli anni, e le esibizioni di Ciro, nelle prime manifestazioni o nei campeggi gay dei primi anni Ottanta, diventano presto un cult.
E’ in questo contesto che nasce l'opera più nota del teatro di Ciro Cascina, La Madonna di Pompei.
Negli ultimi anni Ciro Cascina ha partecipato con la "Compagnia delle Palline" a Roma a una serie di spettacoli messi in scena insieme a Gabriele Cerminara, ex giudice che si è dedicato negli ultimi anni della sua vita a una forma originale di teatro di impegno sociale. In questo ambito si ricordano in particolare gli spettacoli Migranti e la messa in scena dell'Utopia di Tommaso Campanella.
Nel 2009 Ciro Cascina ha partecipato insieme ad altri alla nascita dell'AFAN (Associazione femminelle antiche napoletane) e ogni anno è presente alla manifestazione dell'AFAN, Sciò Sciò Ciucciuvé, che si tiene a Torre Annunziata.
Ciro Cascina vive attualmente tra Torre Annunziata e Roma

La Madonna di Pompei

La sua opera a tematica gay più nota è la Madonna di Pompei (anche nota come: La Madonna di Pompei vuole bene pure ai gay), in cui la napoletanissima madre d'un omosessuale parla "da mamma a mamma" con la Madonna di Pompei in favore del figlio, con un finale inatteso. Quest'opera è stata per anni, grazie al suo umorismo e alla sua freschezza, una delle più note realizzazioni teatrali provenienti da una realtà del movimento gay, acquisendo i contorni semi-mitici di un "classico". Il testo era improvvisato di volta in volta cambiandone le caratteristiche a seconda del luogo e degli eventi di cronaca del momento, basandosi su un canovaccio. Il suo successo è testimoniato dal fatto che attraverso esso espressioni come "troppabbella" o "inciuciare" divennero termini usati correntemente in tutto il movimento gay dell'epoca. Il testo vinse la "Sei giorni del monologo" di Milano nel 1981, alla quale partecipava pure Mario Mieli.

Galleria

Note

  1. Questa voce si base in parte su un'intervista condotta per "Wikipink" da Francesco Gnerre allo stesso Ciro Cascina.

Voci collegate

Bibliografia

Link esterni

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Altre partecipazioni: